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Ippolita2018

[N20-2] La pazza è di nuovo a piede libero

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Traccia n. 18.

Spoiler

A volte una minuscola cosa, in apparenza insignificante, accende l'emozione. Il pensiero si mette in moto, e nasce il desiderio di fermare sulla carta quella bellezza effimera. 
La busta nel vento del monologo; un bicchiere dimenticato sul tavolo; le pieghe cangianti di un velluto; le venature di una foglia; il bottone di un polsino: ogni più piccolo particolare può attirare la nostra attenzione e diventare poesia.

Coppia: Emy e Ippolita.

Ringrazio di cuore @Emy, a cui questo esperimento è piaciuto sin dall'inizio; mentre la neve cadeva copiosa a Trento, lei mi incoraggiava a pubblicarlo senza ripensamenti.

 

 

 

La pazza è di nuovo a piede libero (p. 163)
Grazie a questo potente flash, la Hi 8 è ora in grado

di catturare un'ombra in lontananza (p. 225)
a p. 443 una sezione in braille
e parentesi quadre in sfilza a p. 505

 

fossimo tu e io soltanto
sceglierei il silenzio
ma a p. 121 mi dici che la nozione di struttura priva di centro

rappresenta di per sé l'impensabile assoluto,
e allora anelo a questo centro

 

orientiamo
equilibriamo
organizziamo

 

lo chiameremo fegno del deftino
quel pelucchio ful tuo nome, scefo
a dividere la D di Danielewfki,
morbido, e di un verde acido accefo

 

capriolo, oscillo, sento di amarti,
credo in Dio come mai prima d'ora
ho un centro, e un orientamento

 

audacissima precipito

 

 

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19 minuti fa, Ippolita2018 ha scritto:

audacissima

In effetti mi ricorda Finnegan's wake... (che forse un giorno potrei anche decidermi a leggerlo; in originale, si capisce).

Spero che il complimento vi faccia piacere @Ippolita2018 @Emy :rolleyes:

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@Emy e @Ippolita2018 allora allora allora

Sì, ci devo tornare anche io perché non è una poesia da una sola lettura, obiettivamente, va fatta sedimentare. E questo è già un punto per voi, per quanto mi riguarda.

Per ora posso dire:

- piacevolmente colpito dall'attitudine sperimentale. Avevate praticamente già un testo poetico bello e pronto con cui confrontarvi, e ricalcarne il registro poteva mandarvi a sbattere contro un muro, e cioè nella difficoltà di replicare l'originale. Avete evitato ogni tentativo di replica: era la cosa più intelligente da fare e l'avete fatta. Brave!

- Vedo la mano di entrambe: l'invenzione di @Emy e la consapevolezza del mezzo di @Ippolita2018. Mi sbaglio? Se non mi sbaglio l'amalgama è riuscita spettacolarmente; se mi sbaglio, è riuscita spettacolarmente lo stesso;

- pensavo di essere quello più fuori dagli schemi a questo giro, ma mi sa che mi scalzate;

- ritornerò, e scoprirò che nulla è cambiato, che sono restato l'illuso di sempre.

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27 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

questa inarrivabile pronuncia nero su bianco, mai osata prima

In una poesia non lo so, ma in prosa già lo ha osato Danielewski, di cui sopra sono citate alcune frasi, e che ha acceso la miccia di questo componimento.

 

31 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

Posso dirti che ti trovo, esperimento dopo esperimento, soprattutto in questo, una Poeta d'essai

È un grande complimento detto da te, Zaza. Ti ringrazio tanto. Mi accorgo che con la poesia procedo tentoni, qui pensavo di aver osato troppo, ma Emy mi ha rassicurato. Un abbraccio e ancora grazie.

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Un grande piacere, @Gianfranco P. Mille grazie.

 

11 ore fa, @Monica ha scritto:

 ci trovo “casa di foglie"

Esattamente. La "minuscola cosa insignificante" che accende la miccia, dettata dalla traccia, è quel bioccolo sulla D del nome Danielewski nella penultima strofe: esso attira l'attenzione dell'io lirico e dà l'occasione di aprire Casa di foglie per l'ennesima volta (cerco di leggerlo, ma più che altro lo sfoglio). Tutta la parte precedente è mescolanza di citazioni puntuali e considerazioni personali sul tema. L'ultima strofe e l'ultimo verso sono la rappresentazione di una vertigine: Casa di foglie fa quest'effetto.

 

8 ore fa, @Monica ha scritto:

non sono pronta per questi versi. Sto invecchiandoooo

Ma figurati. Hai capito tutto! Un enorme grazie, @@Monica.

 

Modificato da Ippolita2018

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1 ora fa, Emy ha scritto:

@Edu, sbagli.

evvabeh

7 ore fa, Edu ha scritto:

se mi sbaglio, è riuscita spettacolarmente lo stesso;

 

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@Ippolita2018 e@Emy  ciao donne. Premesso che mi pare giusto e proficuo che ciascuno posti secondo l'idea che ha, senza escludersi nessuna esperienza sperimentale. Chi si sente lo faccia, questo è il bello del contest, se no, sarebbe necessario porre delle precise boe sullo stile. I vostri versi mi appaiono per quello che sono e che necessitano di una valutazione molto stretta e collegata alla questione sperimentale. Non posso dire che mi sono piaciuti, ma non posso dire che non apprezzi l'ingegno e la volontà di stupire. ciao e a rileggervi.:rosa:

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1 ora fa, Bestseller2020 ha scritto:

Non posso dire che mi sono piaciuti, ma non posso dire che non apprezzi l'ingegno e la volontà di stupire

Non so dirti neppure se piacciono a me, quindi ti capisco in pieno. Quello che posso escludere, e ti prego di credermi, è che vi sia stata una "volontà di stupire" costruita a tavolino: la prima a essere rimasta stupita davanti alla minuta sono stata io. Procedo sempre secondo il metodo assimilato qui grazie alle indicazioni che Anglares ci ha fornito ai primi Lampi di PoesiaLa poesia non esiste. La poesia è polvere di ricordi che si raccoglie nelle tasche, per poi essere spazzata via al primo soffio di vento. È la passione di un istante, condensato su carta, che per una piccola porzione di tempo si trattiene nei battiti del cuore, per poi perdersi. Come lacrime nella pioggia o come ingiurie in una strada. La poesia dura talmente poco da sembrare, appunto, inesistente. Eppure, in quell'istante, che fiamme e che fulmini. Che brutali passioni e indomabili desideri… E voi? Che cosa vi capita in quell'attimo? Di cosa si colora e brucia il vostro attimo? Questo Contest è dedicato a voi, alla vostra furiosa voglia di vivere e trattenere (per pochissimi secondi) la poesia dentro di voi.

E prendo atto ogni volta di più che è un metodo molto efficace per capire cosa accade dentro di me "in quell'attimo".

 

Il vincolo della traccia, inoltre, come ha sottolineato con accortezza Edu, non era di poco conto:

19 ore fa, Edu ha scritto:

Avevate praticamente già un testo poetico bello e pronto con cui confrontarvi, e ricalcarne il registro poteva mandarvi a sbattere contro un muro, e cioè nella difficoltà di replicare l'originale. Avete evitato ogni tentativo di replica: era la cosa più intelligente da fare 

Se sperimentazione c'è stata, il merito è di quello strano testo di Danielewski. 

 

Mille grazie, @Bestseller2020, per il tuo gentile e sincero commento!

Modificato da Ippolita2018

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Una poesia complessa, da rileggere più volte per apprezzarne le sfumature. Non conosco Danielewski, quindi può darsi che qualcosa nel significato mi sia sfuggito. Alcune trovate linguistiche comunque le ho trovate molto belle e originali. Siccome però non capisco nulla di poesia (specie quella attuale), mi fermo qui e mi limito a complimentarmi per la creatività!

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Il 29/12/2020 alle 16:14, Edu ha scritto:

ritornerò, e scoprirò che nulla è cambiato, che sono restato l'illuso di sempre.

Cagnone, che ti prende? Non ti ci mettere anche tu. 

Grazie infinite per il commento.

 

13 ore fa, Almissima ha scritto:

Per un momento ho pensato di essere in un luna park poetico: nella casa degli specchi per l'esattezza.

Che bella immagine, @Almissima. Grazie!

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Care @Ippolita2018 e @Emy, per me siete avantissimo e io... l'ultima arrivata.

Non so nemmeno cosa dire se non che mi stamperò la poesia e tutti i commenti. Non la capisco, ma sento che qui c'è da imparare. :love:

Tra l'altro, le indicazioni di Anglares mi sembrano notevoli.

Grazie. <3

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@Ippolita2018@Emy, care ragazze... Vi abbraccio e vi voglio tanto bene, ma voi proponete allo scalcagnato poetastro che ha l'ardire di scrivervi queste poche righe, un testo che va oltre le sue capacità! Alzo bandiera bianca!

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

capriolo, oscillo, sento di amarti,
credo in Dio come mai prima d'ora
ho un centro, e un orientamento

Questi versi, però, sono una gemma splendente!

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Bella, mi è piaciuta la modernità di questa poesia. 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

audacissima

È vero, audacissime!

Brave!

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@Ippolita2018 salve

legato a certi concetti di poesia e contaminato da una indiscutibile fede nella razionalità, un testo del genere potrebbe essere letto o classificato come sensazionalistico, ma di fronte a certi casi riesco a rinchiudere la ragione e considero la possibilità di dare una interpretazione (che è sempre razionale) leggendo questi versi come se fossero gli specchi di una casa degli specchi.

I versi si dipanano apparentemente disgiunti e senza "un centro" e ricorda il testo cinese "I Ching" o altri testi pseudo-divinatori dove ogni divinazione ha un significato diverso da chi lo interpreta. Stesso grado di interpretazione lo ritroviamo nella Cabala.

Lo stesso libro "I Ching" invita il lettore ad esaminare le parole e solo all'uomo giusto si paleserà il vero significato.

In questo caso, la persona giusta è l'autore dei versi e gli altri possono solo interpretare secondo la propria esperienza.

Alla mia esperienza manca la conoscenza dell'autore citato (Danielewski) cui mi accomuna solo il nome.

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

La pazza è di nuovo a piede libero (p. 163)
Grazie a questo potente flash, la Hi 8 è ora in grado

di catturare un'ombra in lontananza (p. 225)
a p. 443 una sezione in braille
e parentesi quadre in sfilza a p. 505

è chiaro che per capire dovrei leggere le pagine di questo romanzo che vengono qua accomunate dal flash di una cinepresa (solo che le cineprese non hanno flash!). Mi piace il terzo verso che indica la rivelazione (catturare) di ciò che l'ombra cela, anche se lontana. 

Allo stesso modo, cattura una forma di scrittura che solo il tatto può leggere. 

Siamo di fronte a due sensi degli esseri viventi legati alla luce. Luce che viene dal proiettore di una cinepresa e che lascia cogliere il senso dell'ombra e una scrittura che può leggere solo chi ne ha la sensibilità.

Sono due mondi che sembrano due specchi che rimandano la stessa immagine e sono due mondi che comprende solo chi vive nell'ombra (un cieco vive nell'ombra e sa leggere il braille).

Questa visione di questi specchi rende un senso ai versi che potrebbero essere classificati proprio usando delle parentesi quadre. Simbolo che racchiude le parentesi tonde, cioè altri due significati apparentemente disgiunti, ma legati nelle parentesi quadre.

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

fossimo tu e io soltanto
sceglierei il silenzio
ma a p. 121 mi dici che la nozione di struttura priva di centro

rappresenta di per sé l'impensabile assoluto,
e allora anelo a questo centro

Certo, ogni cosa ha un suo centro o, meglio, un baricentro. Il centro può essere anche un punto di aggregazione dei nostri sensi e su cui si sofferma la nostra ragione-follia.

Un'entità senza centro è decisamente impensabile in quanto la nostra mente parte sempre dal relativo (prima esperienza dei sensi) e tende a cercarne il valore assoluto (esperienza razionale o folle visto che molte teorie si sono fondate su visioni folli o rivoluzionarie spesso legate all'istinto che la religione interpreta spesso come Illuminazione, ma questa è altra cosa).

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

orientiamo
equilibriamo
organizziamo

Persi in questa casa degli specchi non ci resta e non desideriamo altro che cercare l'uscita e la prima cosa è tentare di trovare un orientamento verso l'entrata o verso l'uscita che sono la stessa cosa quando non desideriamo altro che uscire.

C'è invece chi decide di trovare proprio l'uscita e dare un senso alla confusione di immagini ripetute e diverse come prospettiva.

La domanda di questo genere di folli è quale sia l'immagine vera e quale quella riflessa perché in mezzo c'è la via da seguire. 

Allora, questi folli, diventano i peggiori razionalisti che ci siano e scoprono la via o imparano che esiste un sistema per uscire dai labirinti anche se di specchi. Quindi, si orienta, cerca un equilibrio tra le sue volontà e le sue paure e organizza una strada da seguire.

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

lo chiameremo fegno del deftino
quel pelucchio ful tuo nome, scefo
a dividere la D di Danielewfki,
morbido, e di un verde acido accefo

La ricerca di un senso ha una debolezza che si manifesta, per l'autore, graficamente con un linguaggio apparentemente impreciso dove una sola consonante  (la "s") viene sostituita con un'altra sola consonante (la "f"). 

Sembra un gioco del codice segreto da interpretare, ma la sua semplicità invita il lettore a capire e non vuole diventare un testo criptico, ma esplicitato dando solo una pausa alla mente che deve fermarsi per decifrare il testo.

E' una sosta che invita a trovare un centro nel nome di Danielewski (anche qua la "s" viene sostituita con la "f") sul quale si effettua stessa sostituzione di consonante.

Il quarto verso mi rimane uno degli specchi che mi fa rimbalzare in quanto non lo individuo.

 

Il 29/12/2020 alle 11:45, Ippolita2018 ha scritto:

capriolo, oscillo, sento di amarti,
credo in Dio come mai prima d'ora
ho un centro, e un orientamento

 

audacissima precipito

Alla fine ed al massimo dello smarrimento un ragionamento fideistico ci fa collegare il centro della nostra ricerca con un Dio.

L'ultimo verso ricorda gli insegnamenti di alcuni mistici secondo i quali la conoscenza di Dio è legata ad una caduta nell'oscurità, chiaramente ci vuole coraggio per farlo o follia.

 

Abbiamo iniziato con una luce finita appartenente al nostro mondo fatto di cose non assolute (flash del proiettore) che usiamo per catturare le ombre ed i significati del nostro mondo.

Siamo passati per lo smarrimento e per la mancanza di un punto di riferimento e con l'uso di espressioni da decifrare con un errore controllato per poi cadere audacemente verso la comprensione di un centro che rappresenta l'Assoluto.

 

Se non è una poesia mistica alla San Giovanni della Croce vuol dire che ho frainteso e che sono andato a sbattere su qualche altro specchio che, per ora mi sfugge.

 

Un'altra considerazione che spero non sia vera è che questi versi nascondano un concetto che non condivido (da razionalista estremista che sono): il concetto che Dio è raggiungibile con la ragione!

 

Infine e giusto per essere sincero, alla prima lettura non l'avevo considerata una poesia, ma devo ricredermi ed ora li riconosco come versi geniali e densi di quel mistero che dovrebbe condire ogni poesia.

Se volgiamo leggere poesie dobbiamo anche saper capire che la ragione ha una mamma che si chiama follia ed un padre che si chiama ... boh... forse ha tanti padri!

 

Ci penso un altro po' ed ora vado a cercare l'uscita dalla casa degli specchi prima che la follia (unico virus capace di contagiarmi alla faccia del covid) mi contagi.

 

 

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2 minuti fa, AzarRudif ha scritto:

Se volgiamo leggere poesie dobbiamo anche saper capire che la ragione ha una mamma che si chiama follia ed un padre che si chiama ... boh... forse ha tanti padri!

correggo:

Se vogliamo leggere poesie dobbiamo anche sapere la poesia ha una mamma che si chiama follia ed un padre che si chiama ... boh ... forse ha tanti padri!

:) 

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Il 12/1/2021 alle 01:09, AzarRudif ha scritto:

considero la possibilità di dare una interpretazione (che è sempre razionale) leggendo questi versi come se fossero gli specchi di una casa degli specchi.

Grazie, @AzarRudif, per questo commento così intelligente e articolato, che sento di non meritare. Lo terrò caro.

 

 

Il 12/1/2021 alle 01:09, AzarRudif ha scritto:

Un'altra considerazione che spero non sia vera è che questi versi nascondano un concetto che non condivido (da razionalista estremista che sono): il concetto che Dio è raggiungibile con la ragione!

Puoi senz'altro escluderlo. Ho adottato il tertullianeo credo quia absurdum.

Un immenso grazie per aver dedicato tempo a questo testo, e a presto rivederci nella nostra nuova casa, qui sotto in firma. Sei già iscritto? 

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@Ippolita2018 salve,

 

Il 25/1/2021 alle 10:51, Ippolita2018 ha scritto:

per questo commento così intelligente e articolato, che sento di non meritare. Lo terrò caro

Grazie a te se le mie modeste parole ti sono piaciute.

La tua poesia, come tutte le cose che sembrano non avere un senso apparente, mi ha attirato in quanto credo che ogni cosa ha un senso ed nei tuoi versi ne ho trovato uno, anche se personale.

Che che se tu avessi scritto che un colibrì ha sbranato un leone che nuotava nel Pacifico in stile rana, allora avrei rinunciato a trovare un senso :D 

Tutto il resto, se esiste, ha un senso a parte Dio che appartiene a concetti che vanno aldilà della ragione anche se assurdi.

 

Il 25/1/2021 alle 10:51, Ippolita2018 ha scritto:

a presto rivederci nella nostra nuova casa

devo darci ancora un'occhiata, ma verrò a trovarvi presto :) 

 

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