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Marcocr

Alla stazione

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Commento

 

Migliaia di persone alla stazione

Migliaia di mondi in agitazione

 

Nella confusione di annunci, grida, risa,

ognuno si immerge nella propria storia

aprendo la porta della propria immaginazione

con un tablet, uno smartphone, una rivista, un libro.

 

Migliaia di silenzi alla stazione

Migliaia di sogni in attesa della giusta interpretazione.

 

Nessuno lascerà la banchina finendo il proprio racconto

i convogli arrivano quasi all’improvviso

le porte della quotidianità si apriranno

a riportare alla realtà i sognatori.

 

Migliaia di speranze alla stazione

Migliaia di soli all’alba di una nuova creazione.

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Ciao @Emy,

 

ti ringrazio veramente per il tuo commento e la tua analisi. Queste tue parole

Il 26/12/2020 alle 11:33, Emy ha scritto:

Grazie per avermi emozionato e dato qualcosa su cui riflettere.

penso siano uno dei principali motivi per cui scriviamo. 

Uno dei temi della poesia, le storie, mi è venuto leggendo L'istinto di narrare di Jonathan Gottschall.

Viviamo si storie e le storie ci rendono più umani. La nostra mente si nutre di storie. 

Per tante persone che viaggiano la stazione é il luogo principale dove ci si estranea e  si vola nell' Isola che non c'é, il mondo dell'immaginazione e delle storie.

Una volta immersi nelle storie un silenzio speciale ci avvolge ed è come si vivesse un altra vita.

Ogni giorno poi, con i nostri sogni ed i nostri progetti, possiamo riscrivere una nuova storia.

Ho usato parole semplici per ingaggiare il lettore in modo immediato.

Sono felice che ti sia piaciuta.

Grazie, buone feste anche a te e a rileggerci.

 

 

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Ciao @Marcocr

Ho apprezzato del tuo componimento, in particolare l'idea di trattare la disposizione psicologica delle persone nei cosiddetti "non luoghi", come possono essere le stazioni, luoghi non progettati per uno stabile pernottamento, luoghi di passaggio, di attesa, in relazione a cui molto opportunamente hai colto l'aspetto di sospensione della realtà che libera le potenzialità di creatività e immaginazione delle persone alimentate dall'immersione nella propria interiorità. In questi luoghi di attesa, di sospensione del vincolo di adempimento degli obblighi sociali, le persone sembrano riscoprire la loro umanità soggettiva, nella possibilità di dedicare tempo in piena libertà al proprio mondo personale di passioni: 

Il 19/12/2020 alle 23:27, Marcocr ha scritto:

ognuno si immerge nella propria storia

aprendo la porta della propria immaginazione

con un tablet, uno smartphone, una rivista, un libro

In questo contesto di attesa, di momentanea sospensione delle ordinarie assunzioni di ruoli sociali, personalmente avrei compreso anche il viaggio in treno, anch'esso tempo di libertà, di libero sfogo all'immaginazione, alla riflessione (lo dico da habitué dei viaggi in treno, e con un pò di nostalgia stante il lunghissimo periodo di frequentazione causa emergenza covid, altro merito della tua poesia che ha saputo innescare questo vissuto...), ma penso di capire, e anche di apprezzare, il tuo considerare la salita sul treno come il momento del ritorno alla realtà e ai suoi vincoli, hai opportunamente visto come significativo rappresentare l'aspetto di violenza, di istantaneità con cui questa realtà sorprende i frequentatori della stazione, metafora di una vita che nei suoi aspetti di imprevedibilità ci costringe a svegliarsi bruscamente dalle proprie aspettative, fantasie soggettive, impedendo di portare a compimento quei progetti che avvertiamo come più espressivi della nostra personalità libera, come appunto l'avventore che, costretto a salire sul treno, non ha il tempo di terminare di leggere il suo racconto, come scrivi:

Il 19/12/2020 alle 23:27, Marcocr ha scritto:

Nessuno lascerà la banchina finendo il proprio racconto

i convogli arrivano quasi all’improvviso

le porte della quotidianità si apriranno

a riportare alla realtà i sognatori.

Eppure, come concludi, proprio questo sorprenderci della realtà, pur brusco, può condurre a degli esiti inattesi, ma persino più belli di quelli formulati sulla base della nostra immaginazione ancora non "corrotta" dall'urto con la vita, con il suo fastidioso stridere dell'attrito del treno sulle rotaie. Almeno, questa è la speranza che esprimi: 

Il 19/12/2020 alle 23:27, Marcocr ha scritto:

Migliaia di speranze alla stazione

Migliaia di soli all’alba di una nuova creazione.

 

Spesso lo stile formale si avvicina alla prosa più che alla poesia, ma non è affatto un limite, è il tuo, convincente, approccio alla comunicazione di contenuti intelligenti e profondi.

 

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