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[N20-1] Cuore di mamma

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Traccia 23:

Spoiler

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«Sei proprio un angelo, Agnese.»

«Grazie, Dottore, ma è il mio dovere, mamma ha solo me.»

«Certo, ma avresti anche bisogno di fare cose della tua età, no? Carlotta mi ha parlato della festa di un vostro compagno di classe…»

«No, non posso lasciare sola mamma.»

«Pensavo a un ricovero in ospedale per accertamenti: così si occuperebbero di lei e ti riposeresti un po’. Se non vuoi stare sola puoi venire qualche giorno da noi, Carlotta ne sarebbe felice.»

«La ringrazio, ma lo sa che non ama gli ospedali. E anche io preferisco averla qui.»

«D’accordo, non insisto per ora, ma se hai bisogno chiama. Ripasserò tra un paio di giorni. Abbi cura di te, piccola crocerossina.»

Agnese sorrise e abbassò gli occhi. Conosceva il dottor Righi praticamente da sempre, avere la sua stima era importante per lei, nelle sue parole le sembrava quasi di ritrovare un’eco della voce di papà.

 

Aspettava quella domenica da settimane: papà le aveva promesso una giornata da soli loro due: «Un giro al lago con la mia principessa.» Ed era davvero iniziata nel migliore dei modi: la merenda con latte e fragola e brioche alla crema, la sua preferita, la lezione di pesca con una canna nuova tutta per lei. Nemmeno il freddo e l’umidità del lago avevano potuto scalfire quell’atmosfera magica: la voce di papà che le spiegava come tenere la lenza, le smorfie che faceva per farla ridere, era tutto perfetto. Se solo lui non si fosse intestardito con quel grosso pesce stravolgendo per sempre le loro vite.

 

Seduta alla scrivania nella sua cameretta, Agnese osservava le fotografie che tappezzavano la parete rosa. Una in particolare attirò la sua attenzione: loro tre insieme, doveva avere cinque o sei anni, un pomeriggio al circo. Era così felice! Mamma e papà avevano riservato dei posti in prima fila, il clown mago le aveva regalato un mazzo di fiori-palloncino. «Per la più bella bambina del mondo».

Chiuse gli occhi per riprovare le stesse emozioni. La suoneria del timer la riscosse: era l’ora degli antidolorifici di mamma. Non poteva farla aspettare.

 

Sul mobile dell’ingresso i biglietti di condoglianze formavano una pila un po’ storta. Agnese li osservava stringendo tra le braccia l’enorme bambola che il collega di papà le aveva offerto. Le pareva di aver ricevuto più regali in quei giorni che in tutta la sua breve vita, ma la bambola era il suo preferito. Non che i regali potessero consolarla dell’assenza di papà, certo, ma era sorpresa di quanto trovasse conforto nella gentilezza di tutti, in quel susseguirsi di adulti che le si avvicinavano per sussurrarle: «Fatti coraggio, piccolo angelo, sarà dura senza papà ma noi ti staremo vicini. Sei una signorinella forte. Devi esserlo anche per la mamma: sei il centro del suo mondo, ora.»

 

Il portagioie, souvenir del viaggio di nozze in Egitto, era stato sostituito da una trousse piena di fiale, blister e boccette colme di pillole. Agnese prese una siringa e il flaconcino, si avvicinò alla madre e praticò l'iniezione.

«Grazie, amore mio, non saprei come fare senza di te.»

Distesa nel letto la donna piangeva immobile: le ingessature al polso e al bacino le impedivano ogni movimento, anche di singhiozzare liberamente.

Agnese le accarezzò i lunghi capelli scuri.

«Ti voglio bene, mamma.»

«Grazie, tesoro. Le tue parole mi riempiono il cuore». 

«È ora di cena, lo so che è difficile stando a letto, il gesso e tutto il resto, ma devi mangiare se vuoi recuperare le forze.»

«Ho sempre la nausea, è orribile, persino masticare mi provoca dolori alle costole.»

«Ma ho preparato la mia zuppa speciale…» le disse con il sorriso che fin da piccola aveva sempre fatto sciogliere i genitori.

«Va bene, mangerò per te, angelo mio.»

 

«Agnese, vieni! Ho acceso le candeline.»

C'erano tutti: mamma, papà, i nonni. E poi gli zii e i cugini, tutti maschi e più grandi di lei, che la facevano sempre divertire con le loro trovate.

Davanti alla torta glassata di rosa, con otto candeline scintillanti Agnese spalancò gli occhi per lo stupore. Il coro "Happy Birthday" era magnifico, stonati, urlanti e fuori tempo, cantavano solo per lei. Papà le avvolgeva la schiena col braccio, il divano dietro i coristi era colmo di pacchetti luccicanti che la aspettavano. La casa sul lago non era grande, quando ci si ritrovavano tutti dovevano usare anche le sedie del loggiato, ma quando erano insieme ad Agnese sembrava un castello, e lei ne era la principessa felice.

 

Mamma stava di nuovo male. 

«La minestra aveva un sapore orribile, come di disinfettante» mormorò tra un conato e l'altro.

Agnese le ravviò i capelli umidi dalla fronte e le asciugò la bocca.

«L'ho fatta con le verdure fresche e ci ho messo tutto il mio amore.»

«Scusami, tesoro, sono un’ingrata. Mi sento sempre peggio, sono solo un peso per te. Non era l’adolescenza che meritavi.»

«Non hai nessuna colpa se quel pazzo col furgone è passato col rosso. Ho rischiato di perdere anche te, non sai che paura ho avuto! Sono felice di dedicarti il massimo delle attenzioni, le stesse che tu mi riservavi da bambina. Appena starai meglio, farò l’adolescente sciocca, per ora mi occupo di te. Chi altri dovrebbe farlo?»

Le posò le labbra sulla fronte:

«Non mi sembra che tu abbia la febbre, ma forse dovremmo misurarla lo stesso. Il dottore vorrebbe ricoverarti di nuovo.»

«Forse ha ragione: almeno così ti solleverei da qualche responsabilità.»

«Non dire sciocchezze: starai sicuramente meglio qui con me. E poi guarda tutti gli strascichi che ti sono rimasti dall’ultima volta. Sono sicura che vengono da lì tutti i tuoi problemi. Solo a casa con me potrai guarire come si deve.»

«Forse hai ragione.»

 

Lo specchio sopra il comò era illuminato come quello delle dive di Hollywood. Il volto della donna incorniciato dai faretti luccicanti era bello e sorridente. La dodicenne Agnese la osservava e non capiva perché non smettesse di rovistare dentro quel portagioie dorato invece di ascoltarla. 

«Mamma, oggi a scuola è successa una cosa...» 

«Non ho tempo ora, devo uscire. Me lo dirai domani.»

«Uscire? E dove vai?»

«Non fare i capricci, Agnese, sei grande. Ho una cena coi colleghi, non puoi pretendere che stia sempre solo in casa a occuparmi di te. Ti voglio un bene dell’anima, ma ogni tanto ho bisogno di avere una vita anche io.»

 

La ragazza soppesò il flacone: era quasi vuoto. La sera avrebbe dovuto contattare di nuovo Tony. Esitava a chiedergli qualcosa di più forte: qualcosa in grado di provocare una vera crisi, forse addirittura un attacco di cuore, un attacco da cui ancora una volta l’avrebbe salvata lei. Immaginava già la riconoscenza di mamma e le lodi del Dottor Righi. Ma non doveva esagerare: non voleva rischiare un ricovero.

 

In mezzo al lago, lei e papà soli a pescare insieme era davvero un regalo bellissimo. Perché allora non le dedicava tutta l’attenzione che avrebbe dovuto? Era la loro giornata, aveva detto, ma sembrava interessarsi solo ai pesci.

«Non riesco a sbrogliare la lenza, mi aiuti?»

«Aspetta un attimo», nemmeno si voltò: «guarda il sughero, qualcosa ha abboccato, Oh come tira, dev’essere grosso!»

Agnese tirò con tutte le sue forze sul filo ma quello stupido nodo non cedeva, tirò ancora, sempre più nervosa: avrebbe voluto che il padre l’aiutasse, ma lui era troppo concentrato nella sua lotta col pesce.

«Ahi! Papà, sanguino!»

Agnese guardava inorridita il palmo della sua mano ferito dalla lenza.

«Papà, papà! Guardami.»

«Taci un attimo! Ce l’ho quasi fatta, il bestione è stanco, inizia a cedere.»

Le lacrime le pizzicavano gli occhi, li asciugò con la mano destra e la ferita le bruciò più forte.

«Papà!» urlò voltandosi: l’uomo le dava la schiena, tirando a due mani sul filo nello sforzo di attirare a sé l’enorme pesce. Lo spinse con le due mani e lo guardò cadere trascinato dalla lenza che gli si era impigliata nel braccio.

 

 

«Agnese, aiutami, non sto in piedi.»

«Mamma! Che ti succede? Che hai?»

«Non lo so, stavo meglio oggi, ora tutt’a un tratto la testa ha preso a girarmi, il cuore mi batte all'impazzata, aiutami, ti prego.»

«Certo mamma, non preoccuparti, andrà tutto bene, ci sono io con te.»

 

 

 

 

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@Befana Profana ciao. Ho dovuto leggere due volte il racconto senza capire  se Agnese è una assassina nata o il sottoscritto che non ha capito una beata mazza. Però io ho di abitudine che devo capire, se no non dormo la notte:asd: Nella prima versione mi pare di vedere Agnese come una " crocerossina " che con tanto amore assiste la madre. A proposito, non si capisce di cosa soffra la donna. Poi nel sviluppare il racconto getti un'ombra oscura su Agnese, quando parla della dose di tranquillanti sufficiente per far sì che la madre la ringraziasse per la sua opera, ma allo stesso momento facendo passare l'idea che la figlia la volesse a tutti i costi tenerla letto, in quello stato di malattia. Una sorta di vendetta parrebbe messa su da Agnese. Altro momento oscuro è quando lei spinge il padre giù nell'acqua. Dal racconto questo parrebbe un omicidio commesso, dopo aver letto il finale, da una psicopatica con un trauma infantile. Nell'insieme il racconto tiene nella lettura, ma si divide nella non facile identificazione del personaggio Agnese. sarei felice che mi spiegassi. Scusami se non faccio commenti su stile e grammatica, sarebbero inutili, dato che sei bravissima e cresciuta a biscotti e libri... ciao:rosa:

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@Befana Profana sono stupefatta da come questa lettura mi ha accompagnato dall'idillio a un noir meraviglioso!

Stupendo dall'inizio alla fine, HItchcock ti fa un baffo e un finale da brividi. Entusiasmante questa diabolica figlia, che io non ho minimamente sospettato!

 

6 ore fa, Befana Profana ha scritto:

Agnese, aiutami, non sto in piedi.»

 Questo é l'unico neo: la mamma completamente ingessata che vuole stare in piedi stabilmente? Se é passato del tempo, io non l'ho percepito.

 

 

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Ospite
3 minuti fa, Almissima ha scritto:

: la mamma completamente ingessata che vuole stare in piedi stabilmente?

mi sa che è uno degli inconvenienti della struttura che avevamo paventato e messo in conto. Il "presente" si sviluppa nel tempo: la mamma ha un incidente ed è tutta ingessata, lei capisce che può trarne un vantaggio per ridiventare il centro del mondo della madre e "prolunga" la convalescenza con piccoli accorgimenti. Insomma, alla fine mamma non ha più le grosse ingessature ma ha ancora i disturbi indotti.

Ma che con tutti quei salti di tempo non sia chiaro affatto, lo riconosco senza problemi. Abbiamo scelto la struttura frammentata e caotica. Possiamo dare la colpa alla traccia? :D

Ciao @Almissima e grazie mille: però al massimo siamo Hitch & Cock perché il racconto è pensato scritto e rifinito a 4 mani e 2 teste con @Talia

 

@Bestseller2020 era proprio l'idea del racconto: questa ragazzina apparentemente angelica e devota ad accudire la madre di cui, grazie ai flash sul passato, si scopre che è lei stessa a provocare le sofferenze da cui poi cura la madre per meritare attenzioni, ammirazione e lodi. L'incidente del padre... insomma, uno scatto di rabbia d'una bambina che si sente trascurata. Si sa che i bambini hanno reazioni istintive, no? Vogliamo scagliarle la pietra? xD

grazie anche a te, biscotti e libri è sempre una bella merenda.

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6 ore fa, Befana Profana ha scritto:
Spoiler

era tutto perfetto. Se solo lui non si fosse intestardito con quel grosso pesce stravolgendo per sempre le loro vite.

 

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Questo potrebbe essere postato come miniracconto autosufficiente nella sezione over18 :asd::asd::asd:

lo so, sono un cretino, ma è stato più forte di me:P

 

Ciao @Befana Profana. Faccio il solito rompiscatole. Mi suona sempre un po' nonsocomediremac'èqualcosachenonva quando nei dialoghi accade questo: 

7 ore fa, Befana Profana ha scritto:

«Scusami, tesoro, sono un’ingrata. Mi sento sempre peggio, sono solo un peso per te. Non era l’adolescenza che meritavi.»

«Non hai nessuna colpa se quel pazzo col furgone è passato col rosso. Ho rischiato di perdere anche te, non sai che paura ho avuto! Sono felice di dedicarti il massimo delle attenzioni, le stesse che tu mi riservavi da bambina. Appena starai meglio, farò l’adolescente sciocca, per ora mi occupo di te. Chi altri dovrebbe farlo?»

ovvero quando i personaggi parlano non per comunicare tra loro ma per raccontare cose al lettore. Eviterei sempre e comunque. Anche se ci stai dicendo che la storia che conosce la madre è diversa da ciò che è accaduto in realtà.

 

Sbaglio o ultimamente non vedi l'ora di trasformare i personaggi che sembrano angioletti in serial killer psicopatici? La svolta inquietante giunge abbastanza inaspettata e molto gradita: se davvero la storia fosse stata sulla figlia angioletto crocerossina sarebbe stata di un'insostenibile zuccheraggine. Ma si, ammazziamo tutti, molto meglio!

Ciononostante comunque qualche "angioletto" e "principessa" di cui il testo abbonda, perché, nonostante la svolta, fanno male agli occhi.

Nel complesso: piaciuto. Sempre più "Misery non deve morire", tu.

 

 

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1 ora fa, Befana Profana ha scritto:

capisce che può trarne un vantaggio per ridiventare il centro del mondo della madre e "prolunga" la convalescenza con piccoli accorgimenti.

Credevo che Alice volesse liberarsi della mamma, invece vuole prendersene cura? Ragazze, al di là di questo, il racconto è scritto molto bene. Belli i passaggi tra presente e passato. Si legge bene e si arriva al finale senza accorgersene. Brave ❤

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Ospite
1 ora fa, Edu ha scritto:

lo so, sono un cretino, ma è stato più forte di me

e pensa che sono stata lì lì dal trasformarlo in "quel bestione" :asd:

1 ora fa, Edu ha scritto:

nonsocomediremac'èqualcosachenonva quando nei dialoghi accade

guarda, non ti dico quanto ci abbiamo riflettuto e palabrato su quel dialogo perché ci facevamo le stesse obiezioni e ci aspettavamo il commento canettorosarompinocritico. Ti assicuro che all'inizio era molto più "adesso vi spieghiamo perché mamma è ingessata", abbiamo cercato di snellire e metterlo nel contesto il più possibile, ma non potevamo rinunciarci perché buttare lì la madre ingessata senza nessuna spiegazione ci sembrava proprio infattibile. Che non l'ha buttata lei dalle scale, anche se da 'sto angioletto (tiè, te ne regalo uno in più xD) ce lo si potrebbe aspettare. Non ci è venuto in mente un altro modo di contestualizzare il gesso. Forse riflettendoci con calma troveremo, chissà.

Grazie @Edu ma, nonostante la coincidenza voglia che anche nel mio ultimo racconto qui ci fosse un figlio psicopatico, questa qui psicopatica non l'ho "partorita" io, ma è nata dall'incontro di due menti scoppiatecreatrici :si:

 

30 minuti fa, lauram ha scritto:

Alice volesse liberarsi della mamma,

@lauram non so come la prenderà se la ribattezzi, io starei attenta: la giovinetta ha un certo caratterino :asd:

Grazie mille, in particolare per il "si legge bene" perché noi pensavamo di ricevere un sacco di lamentele per le emicranie provocate dalla lettura del racconto :love:

 

1 ora fa, Talia ha scritto:

ma è solo colpa mia, l'ho voluto io

ma no, dovevamo inserire l'incidente in qualche modo e non abbiamo trovato di meglio. non ci sono colpe mie e tue, Le befalie sono creature inquietanti ma solidali :D

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4 minuti fa, Befana Profana ha scritto:

non so come la prenderà se la ribattezzi, 

È l'età, perdo colpi. "Che poi confondo sempre Verona con Vicenza" 😅

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Mi hai fatto venire in mente quando qualche anno fa (molti) mi dissero: Che bello è Natale, cosa danno in TV? E guardammo Incompreso. Quando mi ero iscritto al contest mi aspettavo il Natale :D povero illuso :D 

 

Il racconto mi è piaciuto per come è scritto, ma la tematica è davvero dura, pesante (per il mio stato attuale). Bello il colpo di scena finale anche se mi ha ricordato un libro della Christie dove c'era una cosa simile. 

Il papà non sapeva nuotare, comunque, perché anche con la lenza impigliata al braccio si può restare a galla. Questa è l'unica cosa che mi sento di muoverti (oltre al fatto che a metà avevo capito che il papà comunque fosse morto nello stesso incidente in cui la mamma era rimasta ingessata).

 

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@Befana Profana@Talia Ma che brave! La traccia non era delle più semplici, devo ammetterlo:lol:, ma era esattamente il tipo di storia che aveva fatto venire in mente a me. Qualcosa di innocuo e inquietante insieme (ho appena finito un romanzo dove un ragazzino buonissimo uccide la madre malata con la morfina, e la vostra Agnese me l'ha ricordato) Infatti alla presunta angelicità della ragazzina non ho creduto neanche per un momento:P.

Il fatto che avesse ucciso anche il padre invece non l'avevo previsto, pensavo più a un rapporto amore-odio tra madre e figlia, invece è saltata fuori una sociopatica in erba... 

Un'interpretazione della traccia ingegnosa e ben riuscita, a mio parere. Vedremo cosa ne pensa la mia socia.

Ben scritto e originale, comunque, mi è piaciuto molto!

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@Befana Profana e @Talia. Una storia agghiacciante e ben condotta. Certo con la traccia che avevate non poteva essere che così!... È davvero inquietante l’immagine che vi ha ispirate. Accurate sia l’esposizione che la formattazione, si vede che siete penne esperte.

La bambina killer, prima vittima dell’indifferenza dei genitori e poi carnefice. Poiché la ragazzina è evidentemente un soggetto “disturbato” avrei speso qualche parola in più per caratterizzarla. Le distrazioni dei genitori, in fondo, non sono così gravi, dunque la ragazza doveva avere seri problemi che potevano emergere da qualche frase dei genitori nei flashback.

È comunque una bella prova e un ottimo racconto. 👍 Complimenti!

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A mio parere, la vostra traccia era la più difficile di tutte, perfino di quella superperfida sul dialogo di carattere scientifico. Tutto sommato ve la siete cavata bene. Mi è piaciuto soprattutto l’effetto caos determinato dal montaggio non lineare degli eventi: il quadro esprime disarmonia, frammentarietà, sconvolgimento, e tutto ciò emerge dall’intreccio disordinato più che dal racconto in sé. Se da un lato il lettore è chiamato a uno sforzo maggiore di ricostruzione, dall’altro la narrazione ne guadagna, risultando più efficace.
Buon proseguimento, @Talia e @Befana Profana.

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@Talia@Befana Profana !

Ma cosa avete combinato!?

Abbiamo inserito quell'immagine per mettere i bastoni tra le ruote agli "avversari" e voi ve ne uscite fuori con questo bel racconto?

Credo che raggiungere un buon risultato partendo da una situazione "impegnativa" sia una grande soddisfazione.

Complimenti, ragazze!!!

P.S.: Cuore di mamma è lo stesso titolo di un racconto che ho postato qui tempo fa.

Coincidenze? Io non credo...

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@Befana Profana @Talia

mi sa che mi sono messo in un bel guaio a voler partecipare a questo contest. Più vado avanti a leggere racconti, più mi sembrano scritti bene; con i primi che ho letto, per non sbagliare, ho magari peccato di eccessiva cortesia, o compiacenza; ma adesso mi sento quasi in dovere di alzare l'asticella, e di lasciarmi andare alla mia indole di criticone.

Ovviamente è scritto benissimo, le varie parti sono ben strutturate, il testo a margine (in corsivo) è giustamente evocativo. Sì sì.

Però (se devo criticare...) ho trovato troppo brusco (cioè: artificioso) il rovesciamento finale. Secondo me andava preparato meglio, seminando gli indizi un po' alla volta. Sono poi tornato indietro a cercarli, e ho visto che anche c'erano, ma passavano inosservati. Forse bisognava cominciare con un indizio direttamente all'inizio (scusate la rima). 

Così come l'avete scritto, io come ingenuo lettore (e forse un po' tonto; però come lettore ne avrei anche il diritto, di non essere particolarmente intelligente) mi sono sentito scavalcato all'ultimo momento, e un po' ci sono rimasto male.  

Comunque complimenti: è scritto benissimo (a parte qualche abuso di virgole, ma non ricordo dove).

Ciao :)

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13 ore fa, Mafra ha scritto:

A mio parere, la vostra traccia era la più difficile di tutte,

e diciamolo, vero @caipiroska? Vergognati! xD Scherzo, all'inizio abbiamo avuto un attimo di "uddiouddio!" ma poi ci siamo divertite molto, con tanto di "basta che non facciamo mai leggere questa roba ai nostri figli, non si sa mai".

Grazie, @Mafra, la struttura a temporalità frammentaria ci piaceva molto ma temevamo anche l'effetto sui lettori, se dici che funziona e la narrazione ne guadagna, meglio così :)

 

12 ore fa, Alba360 ha scritto:

ho capito come finiva la storia.

questo è solo perché sei troppo perspicace, @Alba360 non è assolutamente una pecca nostra, sia chiaro! xD

Felici che tu abbia comunque apprezzato :flower:

 

9 ore fa, caipiroska ha scritto:

P.S.: Cuore di mamma è lo stesso titolo di un racconto che ho postato qui tempo fa.

La scelta del titolo è stata un po' sofferta e laboriosa, giunta proprio al limite del tempo, prima di postare, non ci ricordavamo assolutamente che fosse anche un titolo tuo, se non sarebbe stato un bell'omaggio... anzi, facciamo finta che ce ne ricordassimo benissimo e che sia stato un omaggio spontaneo e raffinato alla mente infidasopraffina che ha ideato la traccia ;)

Grazie mille, @caipiroska avere la tua approvazione è già una grande soddisfazione :rosa:

 

33 minuti fa, Gianfranco P ha scritto:

Secondo me andava preparato meglio, seminando gli indizi un po' alla volta. Sono poi tornato indietro a cercarli, e ho visto che anche c'erano, ma passavano inosservati.

Ciao @Gianfranco P, in realtà è un partito preso: dato che il disegno-traccia già orientava fortemente il lettore verso una storia di famiglia non proprio serena e angelica, abbiamo tentato di mettere sì, doverosamente, degli indizi, ma di dissimularli per non togliere tutta l'evoluzione e la suspense della storia. Almeno nelle intenzioni, se poi siamo riuscite a fare tutto ciò, è un altro paio di maniche :)

Sugli abusi di virgole sono sicuramente colpevole: la punteggiatura e io abbiamo una relazione agitata, di amore e odio, è così, purtroppo.

Grazie mille anche a te della lettura, dell'attenzione e del commento.

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@Mammaesognatrice troppo gentile, il racconto però l'abbiamo pensato e scritto in due, ti ringrazio a nome mio e di @Talia

@paolasenzalai scusa, non lo facciamo più! grazie, bionda signora, mandi :rosa:

@Emy l'idea che doveva passare è che con le due mani tirasse i capi del filo tentando di sciogliere il nodo ma molto probabilmente è meglio come dici tu che riduciamo anche il numero delle mani ;) hvala lijepa, Emina <3

 

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Ciao @Befana Profana  e @Talia,

un bel racconto inquietante! Mi ha fatto venire in mente un film che ho visto in cui una mamma curava il proprio figlio ammalato e poi si scopriva che il bambino era sano. Lei gli sommininistrava insulina, che sui sani provoca sintomi gravissimi. Non ricordo come si chiama la patologia di cui soffriva la donna ma in pratica traeva soddisfazione dal vedere soffrire il figlio e allo stesso tempo curarlo e venire ringraziata dagli altri, di apparire come una crocerossina. Una patologia davvero inquietante.. come il vostro racconto. E d'altra parte con quel quadro da cui dovevate partire non poteva essere altrimenti. Brave!

 

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@H3c70r ciao. Se « leggermente viziato » da qualche imprecisione è il massimo dei rimproveri, direi che possiamo essere più soddisfatte, ci eravamo preparate a un’accoglienza più severa del racconto da parte del « pubblico » del forum :D

Grazie mille, socio e buone feste anche a te.

@ivalibri bravissima: è proprio a una Sindrome di Munchhausen per procura rovesciata (di un figlio sulla madre e non viceversa come nella realtà) che ha pensato @Talia per l’idea di fondo del racconto. Un’idea che poi abbiamo rielaborato in salsa fantasiosa :) 

Gracias :flower:

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17 ore fa, Befana Profana ha scritto:

è proprio a una Sindrome di Munchhausen per procura rovesciata (di un figlio sulla madre e non viceversa come nella realtà) che ha pensato @Talia per l’idea di fondo del racconto.

Proprio così, da oggi la letteratura psicoanalitica si arricchisce di una nuova patologia.

In quest'ottica, avreste potuto farla soccorrere il padre - prima lo butta nell'acqua, poi mette in scena il tentativo di salvarlo - ma forse Agnese ha sviluppato un mucchio di altri gravi disturbi, uno dei quali legato a una inspiegabile gelosia nei confronti dei cavedani di grossa taglia.

E adesso a chi tocca? Sono indeciso fra Carlotta, il compagno di classe e il dottor Righi. O avete intenzione di far fuori tutti e tre?

Da notare che avevo appena letto il commento di Befana al racconto che precede in ordine di tempo (scusate, è il mio bisogno insano di convincermi che la solidarietà e l'empatia spontanei e gratuiti esistono..), e mi è venuto di pensare: che sia diventata buona? Sarà l'influsso di Talia o del Natale?

Poi però mi son detto che non era possibile, qualche gatta ci covava, e infatti...

Bravissime tutte e due!

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@Befana Profana e @Talia ammetto che andando avanti nella lettura avevo ipotizzato che Agnese soffrisse di Sindrome di Münchhausen per procura, ma innanzitutto questo non pregiudica il fatto che abbiate sviluppato un'ottima trama e poi il fatto che Agnese fosse anche la responsabile della morte del padre, bè questo proprio non me lo ero immaginato. Dunque complimenti per l'interpretazione della traccia e per il suo svolgimento :) 

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@Macleo appunto col babbo si era fatta prendere dai nervi e lo ha perso, pazienza ché le restava un genitore, ora però con la mamma deve dosarsi che se resta senza, finisce in istituto e lì hai voglia le manie di protagonismo :D

(Lo sai, nella vita mi sforzo d’essere empatica con tutti, ma in narrativa li faccio tutti secchi senza patemi d’animo xD

Grazie del commento e alla prossima tappa.

@julia1983 grazie mille anche a te :flower:

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Mi è piaciuto. Un po' troppo anticipato il finale: circa a metà lasci trapelare dove vuoi andare a parare e al lettore viene il dubbio di cosa sia successo al padre. Bel racconto, comunque!

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@Befana Profana Inquietante da morire! Ho adorato il capovolgimento finale perché mi ha davvero colta di sorpresa, ma si è incastrato alla perfezione negli indizi che avevi sparso in precedenza. Solo, le parti dialogate mi sembrano troppo didascaliche, ti consiglierei di asciugarle un po'.

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