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Macleo

[N20-1] Requiescant in pace (raccontino di Natale)

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Traccia: Una frana porta a valle un’enorme quantità di materiale, mettendo a nudo…

Ma cosa ci sarà là sotto, quale segreto era nascosto sottoterra?

 

 

 

Questa è una storia vera.

I fatti narrati sono accaduti in Valfurva nell’anno 2020.

Su richiesta dei superstiti ho usato dei nomi fittizi.

Per il rispetto delle vittime, il resto è stato riportato così come è accaduto.

 

 

 

Un fuoristrada con tre uomini a bordo sale per un’impervia strada sterrata di montagna.

«Che improvvisata ci ha fatto, capo! Ma come mai vuole venire con noi a mettere a nanna i cadaveri di oggi? Sono solamente due, e per giunta già dissanguati e tagliati a pezzi. Una cosetta da niente per me e per il Muto.»

«Non mi fido di voi, voglio vedere dove li sotterrate. La volta scorsa avete scelto un terreno edificabile con la licenza edilizia già approvata. Prima che iniziassero a scavare i box, ho dovuto mandarvi a calci in culo a tirarli fuori di corsa per seppellirli nel nuovo sito di stoccaggio. Quello dove stiamo andando ora, credo.»

«Proprio così, capo. Ma, per favore, non ce ne parli più, di quella volta. Era Ferragosto, faceva un caldo boia e abbiamo ancora la puzza dentro il naso. Qui, invece, siamo in montagna ed è più fresco, sempre che non ti gelino addirittura le palle. Ma la cosa più importante è che, dove stiamo andando, non ci viene proprio nessuno manco a morire. Scusi il gioco di parole.»

«E come mai?»

«Perché siamo sopra un’enorme frana in bilico, detta del Ruinon, una delle più grandi d’Europa. Questa strada ci finisce a monte, così facciamo rotolare giù i sacchi senza fatica e, finita l’operazione, risaliamo. Non si preoccupi, scaviamo giù un casino per evitare che qualche animale ne senta l’odore e li trovi.»

«Una cazzo di frana, ma siete scemi? E se scende a valle che si fa?»

«Ma no, capo, è sempre stata così dalla metà del secolo scorso e non è mai successo niente, è solo una diabolica macchina mangiasoldi pubblici. In settant’anni i politici hanno fatto un casino di tavole rotonde e quadrate, di cabine di regia e di progetti, tutti con lo stampino, pagati a caro prezzo agli amici e agli amici degli amici. Tra i quali noi, se ci pensa se lo ricorda di sicuro. Poi hanno realizzato un mucchio di lavori sovrastimati per fermarla, e adesso è più immobile del pisello del Muto. Ah, ah!»

 «Spero per voi che sia così come dite, altrimenti le prossime fosse sono per voi.»

«Non lo dica neanche per scherzo, capo. Ci aspetti qui, che facciamo in un attimo. Abbiamo già scavato stamattina, ci basta buttar dentro questi infami e ricoprirli per bene.»

Dopo meno di mezz'ora sono di ritorno. Il capo sta tirando una striscia di coca appoggiato al cofano dell’auto.

«Ecco fatto, tutto a posto. Sono a dormire per l’eternità.»

«Erano della banda del Tunisino, li ho strangolati con le mie mani per non perdere l’allenamento e le buone abitudini. Però sono anche credente e praticante, e ora voglio dire un’orazione funebre seguita da un minuto di silenzio.»

«Siamo pronti, capo!»

«Caro Dio, accogli i due stronzi e mandali dritti nel fottuto Inferno. Amen.»

«Amen.»

«Come mai il tuo amico non ha detto “amen”?»

«Perché è muto, capo, per questo lo chiamano “il Muto”.»

«Ok, non l’avevo capito. Credevo fosse solo uno che sa tenersi la bocca cucita. Come abbiamo giurato tutti di fare, del resto.»

Dopo il minuto di silenzio, si fanno una specie di segno della Croce e il picciotto riprende la parola.

«Capo, se non ha niente in contrario, vorremmo farle un regalo. Fra qualche giorno è Natale, che ne dice se mettiamo sul tetto della macchina un abete, che qui ce n’è a strafottere? Uno vero, voglio dire, completo di tutte le radici, da piantare nel giardino della sua villa. Poi ci pensiamo noi alle palline e alle stelline, alle candele, ai festoni d’argento, al puntale e alle luci. Guardi un po' quello, com’è folto e fiero!»

«Beh, non mi dispiacerebbe, mia moglie e i bambini ne sarebbero contenti. Il figlio più grande potrebbe anche appenderci qualche gatto al quale spara con la carabina, buon sangue non mente! Ma non sarà troppo difficile strapparlo dalla terra con le radici?»

«Macché, col verricello del fuoristrada si fa in un attimo.»

Invece la jeep fa parecchia fatica, ma alla fine l’albero cede e vengono alla luce le sue radici mostruose e tentacolari. Contemporaneamente si sente un frastuono terribile e il suolo inizia a tremare. La frana è partita e scende a valle portandosi dietro un’enorme quantità di materiale.

«Ma porca puttana, era proprio quello stronzo che tratteneva tutto, chi l’avrebbe mai detto!»

Al posto di un bosco secolare, ora c’è una distesa di terra martoriata dalla quale spuntano, come alberi spettrali, arti, femori, ulne, colonne vertebrali, tibie e ossa assortite.

«Chiamate lo Storto sul cellulare, che mi venga a prendere col Suv per portarmi in albergo. Qui sono cazzi vostri. Ripulite tutto prima che vengano quelli dell’ARPA e portate i resti dove volete. Ma non fate più errori se no per voi è finita, questa è l’ultima occasione. Se non vi faccio a pezzi qui adesso e vi lascio agli avvoltoi, è solo perché mentre c’è il Covid il personale non può essere licenziato. E anche perché fra poco è Natale.»

«Grazie mille, capo, ma perché non andiamo nella sua fattoria in Toscana e li diamo da mangiare ai maiali?»

«Perché i maiali, uno a uno, me li mangio io. Non che mi faccia schifo divorare per mezzo di un porco quelli che ho fatto fuori, ma i maledetti cercherebbero sicuramente di vendicarsi rimanendomi sullo stomaco. Piuttosto, seppelliteli dove il Tunisino sistema quelli della nostra banda che riesce ad uccidere. Se la polizia trova il posto, metterà in conto a lui tutti i morti, suoi e nostri.»

«Accidenti, capo, ha avuto proprio una fottutissima idea geniale, altro che frana. Ma come fa ad essere così intelligente?»

«Modestia a parte… non per niente sono appunto io il capo. Buon lavoro, ragazzi, e buon Natale!»

«Ci diamo subito da fare. Buon Natale a lei e famiglia, quella di casa ovviamente. E non si preoccupi, con le frane la chiudiamo qui oggi e per sempre.»

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@Macleo ciao. Sei stato l'unico che si è ritrovato la sua traccia per le mani :asd: vedo che sei riuscito a scansare la frana e far mettere l'ammasso di morti stecchiti al posto giusto xD

scherzo!  Dato che la storia è vera, almeno così hai detto, hai il merito solo per la parte inventata! xD scherzo ancora dai!  Il racconto mi piace, è uno spaccato di vita delinquenziale che apparirebbe assurda, ma che invece  è di normale amministrazione. ciao 

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Ciao @Macleo

una delle cose belle di questi contest è che, mentre magari prima pensavi di saperci fare e credevi di avere scritto delle gran cose, poi ti incontri con uno più bravo di te e però, invece di mangiarti le mani con tutte le dita e le unghie, alla fine sei contento di averlo incontrato. Che classe! Che devo dire? Grazie di averci mandato questo racconto!

Allora, tanto per essere serio, aggiungo: la storia è scritta perfettamente (come proprietà di linguaggio), articolata perfettamente (quando qualcosa non mi quadrava c'era la spiegazione subito sotto) con parecchi spunti di un'ironia un po' nera, o anche giallognola :D, tipo

22 ore fa, Macleo ha scritto:

un casino di tavole rotonde e quadrate

che danno sale al racconto. 

Onestamente non ricordo il fatto di cronaca, che se fosse così sarebbe orripilante e spero che non sia mai avvenuto. 

Ciao, e grazie ancora

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@Macleo

Ciao, quando ho letto la traccia che ti era capitata non avevo visto che era proprio la tua, e ti confesso che la mia prima impressione è stata "cavolo, sembra proprio una traccia fatta apposta per il suo stile", e infatti ( :P )

 

A parte questo, ho trovato i dialoghi non ironici, ma purtroppo molto plausibili e a un certo punto non volevo più leggerli.

Non è un'accusa nei tuoi confronti, come tuo solito la storia è scritta benissimo e non ho appunti da fare.

Solo, ecco, non vi ho visto ironia o umorismo, ma solo la criminalità organizzata in tutto il suo squallore e la cosa, devo ammettere, non mi ha fatta ridere.

 

Comunque bel lavoro, complimenti.

A presto (y)

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Ciao @Macleo

racconto cattivissimo, alla Tarantino. A me ha fatto ridere. I personaggi e le situazioni sono estremi e violenti  (e magari anche realistici, non lo metto in dubbio) ma il risultato l'ho trovato comico, ad esempio quando uno dei delinquenti recita una preghiera o quando il capo dice che suo figlio può appendere il gatto sull'albero di Natale... 

Ottima scrittura e ottimo ritmo, come sempre.

Ciao!

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Mi piace che fai il verso a Fargo con ironia. Mi piace anche che il tema del Natale è inserito con originalità.

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Credo che lo scopo del racconto non sia far ridere,  piuttosto indurre il lettore a riflettere sull’insensibilità e la crudeltà di un mondo completamente privo di umanità, che si compiace di azioni e pensieri bestiali. Hai reso molto bene tutto ciò attraverso i dialoghi e il risultato è assai credibile.

Grazie della lettura, @Macleo, e buon proseguimento!

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2 ore fa, Mafra ha scritto:

si compiace di azioni e pensieri bestiali.

esatto, condivido. E credo sia stato reso benissimo.

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@Macleo Ironico come sempre, piacevole come sempre; il tuo racconto tiene avvinti grazie al buon ritmo dei dialoghi. È scritto anche molto bene, ad eccezione forse di questa parte:

Il 17/12/2020 alle 12:54, Macleo ha scritto:

Prima che iniziassero a scavare i box, ho dovuto mandarvi a calci in culo a tirarli fuori di corsa per seppellirli nel nuovo sito di stoccaggio. Quello dove stiamo andando ora, credo.»

nella quale "il capo" sembra parlare più ai lettori che non ai suoi sgherri. 

Null'altro da segnalare;  un raccontino di Natale riuscito! :D

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Ciao @Macleo, il tuo racconto è sempre il primo che leggo, anche se lo commento in un secondo tempo.

Allora, siccome con te il confine tra serio e faceto, vero e verosimile è sempre labile, mi sono documentata, (come fai tu del resto. Sì, ti studio di nascosto) ;)

Il fatto della frana è accaduto a ottobre se non sbaglio e pensa che "quelli" danno ancora la colpa al maltempo, mica se l'immaginano la vera causa.

Però bisogna ammettere che, il Muto e il socio hanno fatto un buon lavoro, visto che non ho trovato traccia di pezzi di cadavere ritrovati. :) Eppure io non  avrei scommesso un centesimo su di loro, mi sembravano due grandi pasticcioni, anche se con un gran cuore (vedi albero, preghierina...) xD

 

Sei fantastico Macleo, brillante, divertente, pungente, originale e hai quel tocco di... Macleite che fa sì che ti si possa riconoscere anche da lontano.

N.B. - (questo commento contiene messaggi subliminali e tanti cuori).

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4 minuti fa, paolasenzalai ha scritto:

Il fatto della frana è accaduto a ottobre

No, la frana è ancora lì, per fortuna. Ai suoi piedi è stato costruito un terrapieno che, a giorni alterni, si riempie di materiale e deve essere pulito mentre chiudono la strada. Ora sono stati destinati 100 milioni dal governo per risolvere il problema creando un bypass stradale in modo che si possa sempre arrivare a S. Caterina.

Grazie del commento!

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Il 17/12/2020 alle 14:54, Macleo ha scritto:

Questa è una storia vera.

I fatti narrati sono accaduti in Valfurva nell’anno 2020.

Su richiesta dei superstiti ho usato dei nomi fittizi.

Per il rispetto delle vittime, il resto è stato riportato così come è accaduto.

 

Iniziamo bene <3 

 

Piaciuto. Mi hai fatto sorridere. A volte è vero. tutto sta in piedi, poi una piccola cosa viene spostata e tutto cade. 

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Il 17/12/2020 alle 12:54, Macleo ha scritto:

Se non vi faccio a pezzi qui adesso e vi lascio agli avvoltoi, è solo perché mentre c’è il Covid il personale non può essere licenziato.

:D

 

Racconto divertente (per quanto macabro e in rispetto alle vittime, amen) e originale! Unica cosa, un po' troppi "spiegoni" all'inizio.

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Ciao @Macleo

 

Il 17/12/2020 alle 12:54, Macleo ha scritto:

«Erano della banda del Tunisino, li ho strangolati con le mie mani per non perdere l’allenamento e le buone abitudini. Però sono anche credente e praticante, e ora voglio dire un’orazione funebre seguita da un minuto di silenzio.

«Siamo pronti, capo!»

«Caro Dio, accogli i due stronzi e mandali dritti nel fottuto Inferno. Amen.»

Molto bello il passaggio, avrei però fatto a meno di fottuto, per mio gusto almeno 

 

Lo trovo un racconto di genere molto ben riuscito. Sottolineo di genere per via soprattutto nella gestione dei dialoghi più che in quello che succede, visto che schiacci l'acceleratore su ciò che dicono e come si esprimono i personaggi, e in questo sei sempre molto bravo. Parlo del fatto di riuscire a caratterizzare bene attraverso l'ironia senza ridicolizzare, che ho trovato sempre molto difficoltoso come approccio.

 

Vorrei fare una riflessione su una cosa che niente ha a che vedere con la qualità del racconto. 

Dopo aver letto la nota

Il 17/12/2020 alle 12:54, Macleo ha scritto:

Questa è una storia vera.

I fatti narrati sono accaduti in Valfurva nell’anno 2020.

Su richiesta dei superstiti ho usato dei nomi fittizi.

Per il rispetto delle vittime, il resto è stato riportato così come è accaduto.

Il mio cervello andava in corto circuito mentre leggevo di cosa combinavano i tre delinquenti, forse per il fatto di dovere associare una lettura divertente a un fatto di cronaca e la cosa mi ha per un attimo inibito. Ripeto che non toglie niente, e mi pare che sia stato l'unico a notare questa cosa. Io avrei messo la nota sotto spoiler, ecco.

A presto. 

 

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Bello e divertente, anche se l'ho trovato meno frizzante di altri tuoi racconti. Si poteva osare di più, anche e soprattutto con la mordacità delle battute, che qui ho trovato poco ispirate.

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“Sono wolf, risolvo problemi” e il Pulp fiction nostrano è servito. Adoro! Non è facile gestire un racconto di soli dialoghi, bisogna essere cazzuti per farlo. Evidentemente tu lo sei. 

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