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Kasimiro

Immaginando il Polo Nord

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Il mattino, il pomeriggio o la sera, per Luisa, erano momenti della giornata che non facevano differenza l'uno dall'altro. Gli capitava di star sveglia di notte e passeggiare per la città; di pranzare al mattino; di dormire a mezzogiorno o di fare colazione a mezzanotte. Oppure di dormire a mezzogiorno; fare colazione al tramonto; pranzare quando ne aveva voglia o cenare all'alba. Perse col tempo la differenza che correva tra pranzo e cena, mentre la colazione aveva la peculiarità del cappuccino sia che fosse alle otto che alle diciotto. Era una bambina e l'età le concedeva ancora un'estate in piena libertà. A volte avrebbe voluto che il giorno non finisse mai perché preferiva fare le cose alla luce del sole che a quella dei led. Altre preferiva il buio, perché non voleva che nessuno la vedesse.

«Perché non vai al Polo Nord, ci sono sei mesi di luce e sei mesi di notte!» gli suggerì il suo piccolo gnomo riposto sul cuscino con il quale si confidava «Magari ti trovi bene».

«Veramente?»

«Certo!»

«E come ci arrivo?»

«Se non hai fretta, anche a piedi».

«Bene, sono pronta, dove devo andare?»

«Sempre a nord, prima o poi arriverai a destinazione».

«E dove si trova il nord?»

«Considera che il sole sorge ad est».

«A quell'ora dormo».

«Allora tieni a mente che tramonta ad ovest».

«A quell'ora dormo».

«E allora osserva la stella polare, ti indicherà la giusta direzione».

«Come faccio a riconoscerla?»

«Se ne vedi una che trema... è lei».

«Mmm...ma se piove?»

«Hai un'ultima possibilità: osserva il muschio sugli alberi, cresce sempre a nord».

«E se sono in città o in un deserto?»

«Allora lascia perdere».

«Sul telefono della mamma ho visto che c'è anche la bussola».

«Non importa, portami con te, ti indicherò  la strada».

«Potevi dirlo prima».

 

Luisa si incamminò con il suo caro Pupazzo guida infilato nello zainetto e dopo un'ora, già stanca, chiese a un passante: «Scusi, sa quanto manca per arrivare al polo nord?»

«Ancora tre tiri di dado, e se sei fortunata ci caschi sopra!» gli rispose.

La ragazza perplessa continuò nel cammino fino a quando vide un bellissimo cane con un folto pelo: «Un husky! Devo essere vicina» dedusse. Poi notò che correva in un prato delimitato da una rete, visibilmente affaticato, con la lunga lingua di fuori, assieme a un bassotto e un barboncino e senza nessuna presenza di ghiaccio: «Non è che stiamo andando nel senso opposto?» chiese al suo gnomo.

«Sei nella direzione giusta, solo che ci vogliono almeno una o due stagioni per giungerci a piedi».

«Non credo di riuscire ad arrivare in tempo».

«In tempo per che cosa?»

«Per far sì che il desiderio di raggiungerlo non mi passi».

«Allora lo puoi pensare, e con la mente immaginare fredde terre, gelo e l'infinito bianco».

Luisa seguì il consiglio della sua cara voce interiore, chiuse gli occhi e iniziò a desiderare distese di ghiaccio, freddo, bianco e aurore boreali. Si addormentò.

 

Al risveglio, frastornata, si ritrovò con un caldo sole in faccia. Gli sembrò di essere in un posto diverso da quello in cui si era assopita: «Dove siamo?» chiese al suo gnomo Nino.

«Non lo so, devo essermi addormentato anch'io».

Per un attimo aveva avuto la sensazione che il suo proposito si fosse realizzato: si trovò in una distesa piatta... ma di erba. Di fronte, un sentiero ciottolato. «Cosa faccio, vado?»

«Vai!» rispose con sicurezza Nino.

Lo percorse timidamente stando attenta a qualsiasi particolare che gli si potesse presentare. Notò in lontananza qualcosa di chiaro che si muoveva: “Un orso bianco!” esclamò. «Nino, ci siamo!»

Si avvicinò emozionata; gli si presentò un bellissimo esemplare con un folto pelo che all'apparenza doveva essere morbidissimo. Al suo fianco un piccolo laghetto dal quale sembrava che sbucassero degli iceberg: «Questa è magia! Siamo veramente al Polo Nord!» le si rivolse ingenuamente, inconsapevole del fatto che avrebbe potuto divorarla in un lampo.

«Con tutta la buona volontà, con 30 gradi sarebbe difficile esserlo. Lo sarebbe anche poggiare i piedi su un soffice manto erboso» rispose l'orso.

«Perché? Non esiste l'estate al polo? E quei grossi blocchi di ghiaccio?»

«Quelli sono finti. L'estate certamente esiste, ma non fa così caldo e non c'è presenza di terra al polo nord: o c'è il ghiaccio o c'è l'acqua».

«Ma allora dove siamo? E cosa ci fai qui?»

«Me lo sto ancora chiedendo. Un giorno mi sono addormentato e svegliato in questo luogo».

«Anche a me è successa la stessa cosa, forse abbiamo qualcosa in comune. Mannaggia, il sole sta tramontando e non ho ancora fatto colazione».

«Se vuoi ho un merluzzo».

«Sarei abituata al cappuccino».

«Se vai all'ingresso c'è un distributore automatico di bevande calde».

«Allora c'è un ingresso per entrare al Polo Nord! Nino, dobbiamo aver sbagliato strada ed essere entrati dal retro».

«Non ricordi? L'orso ha detto che questo luogo non corrisponde al Polo Nord».

«Avete ragione, a parte l'orso, questo posto non mi piace affatto. Accetto la proposta del merluzzo. Bisogna fare delle esperienze nuove nella vita» concluse Luisa.

L'orso afferrò il merluzzo con la zampa e glielo lanciò, ma si spiattellò contro la barriera di cristallo che li divideva.

«Ormai non riesco più a lanciare neanche un pesce sopra i due metri» disse sconsolato.

La bambina rimase di stucco, non si era accorta di quella divisione trasparente. Presa da un certo sconforto propose all'orso: «Proviamo a chiudere gli occhi e a immaginare il Polo Nord, magari insieme potremmo catapultarci lì. Con la forza del pensiero si possono fare cose straordinarie, vero Nino?»

«Certo!»

«Ma sei sicura di volerci andare? Io ho un po' paura e non sono convinto di esserci mai stato» disse l'orso

«A questo punto sarei molto curiosa di vederlo».

I due chiusero occhi e appoggiarono mano e zampa sulla parete invisibile, se non fosse per i pezzi di merluzzo spiaccicati, l'una contro l'altra, in un ideale contatto.

«Sei ancora lì?» chiese Luisa.

«Certo!»

«Stai pensando a distese di ghiaccio?»

«Me le sto immaginando».

«Hai ancora gli occhi chiusi?»

«Sì!»

«Lo senti il freddo nell'aria?»

«Forse... un po'».

«E la neve?»

«Mmm... mi sembra di sì!».

«Sei pronto per entrare al Polo Nord?»

«Sì, ma credo che tu non abbia un abbigliamento idoneo».

«Non ti preoccupare. Al mio tre apriamo gli occhi».

«Ok».

«Uno, due, tre...aspetta. Ho una sensazione: credo che non ci siamo spostati di un palmo».

«Lo credo anch'io».

«Beh, a questo punto... ci vediamo domani?»

«Volentieri».

«A che ora?»

«Quando vuoi, sono sempre qui, non ho orari».

«Stupendo! Anch'io non ho orari!» rispose entusiasta Luisa.

Si allontanò nella direzione opposta all'orso, con gli occhi chiusi, provando ad immaginare ancora il Polo Nord. «Nino, ti ricordi la strada del ritorno, vero?»

«Mmm...»

 

«E il merluzzoooooooooooo!»

«Grazie, mangialo tuuuuuuuuuuuu!»

 

 

 

 

 

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Grazie @Ilaris, perfettamente d'accordo sullo snellire come mi hai segnalato. Grazie anche per le brutte sviste, devo decisamente prestare più attenzione.

Mi fa piacere che hai apprezzato la storia..

P.S. Adoro i due personaggi del tuo profilo

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Ma che bellissima storia sognate @Kasimiro, ma che bello, che bello e che bello.

Premetto che le storie per ragazzi non mi fanno impazzire, ma questa è così romantica e surreale e delicata che non volevo finisse mai più.

Luisa e Nino sono meravigliosi e i dialoghi li ho trovati divertenti, bizzarri.

Mi dispiace solo che mia figlia abbia già dodici anni, altrimenti gliela avrei letta questa sera per farla addormentare.

Quasi quasi ci provo lo stesso. Anzi, senza quasi quasi. ;)

Ora, siccome voglio partecipare alla terza tappa del contest di Natale, mi tocca commentare un racconto in modo approfondito e visto che mi sono così tanto innamorata di questo racconto, ti segnalerò alcune cose.

Ah, ho visto che Ilaris lo ha già fatto prima e meglio di me probabilmente,  ma... io ti dirò quello che secondo me va o sarebbe da togliere e dopo vedi tu il da farsi :)

Comincio:

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

Il mattino, il pomeriggio o la sera, per Luisa, erano momenti della giornata che non facevano differenza l'uno dall'altro.

Io scriverei così: che fosse mattino, pomeriggio, sera, per Luisa non faceva alcuna differenza. Lei infatti...

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

e passeggiare per la città; di pranzare al mattino; di dormire a mezzogiorno o di fare colazione a mezzanotte. Oppure di dormire a mezzogiorno; fare colazione al tramonto; pranzare quando ne aveva voglia o cenare all'alba.

questa io la trovo meravigliosa, la ripetizione intendo... ai bambini piace. Per un periodo (breve) ho letto storie in biblioteca e notavo come la frase ripetuta, facesse ridere da matti i piccoli "lettori". Perché se la ricordavano, come un ritornello, per cui mi pare proprio una buona idea, io scriverei così:

le capitava di star sveglia di notte, di pranzare al mattino, di dormire a mezzogiorno o di fare colazione a mezzanotte. Oppure di dormire al mattino, fare colazione a mezzanotte e pranzare di notte.

Con il tempo, confuse il pranzo con la cena.

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

aveva la peculiarità

abbasso la peculiarità. Non puoi dire peculiarità in questa storia meravigliosa! Via peculiarità.

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Veramente?»

«Certo!»

«E come ci arrivo?»

«Se non hai fretta, anche a piedi».

Lo gnomo tour operator è fantastico! Applausi.

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Bene, sono pronta, dove devo andare?»

Io qui ci vedrei bene un "di là" - "ma come di là?" "Eh, vai sempre a ....

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Potevi dirlo prima».

Altri applausi.

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Ancora tre tiri di dado, e se sei fortunata ci caschi sopra!» gli rispose.

Ancora applausi. Anch'io voglio incontrare  passanti così! Dove vivi tu? :D

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

della sua cara voce interiore,

ma chi è questa voce interiore? Si sa che quella non parla! Non può continuare ad ascoltare lo gnomo? ;)

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Nino, ci siamo!»

Tesoro! <3 Tesoro a Luisa eh, non a te.

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Non ricordi? L'orso ha detto che questo luogo non corrisponde al Polo Nord».

Io direi: guarda che io seguivo te, mi fa più ridere. ;)

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

sulla parete invisibile, se non fosse per i pezzi di merluzzo spiaccicati, l'una contro l'altra, in un ideale contatto.

io direi: ... Dio invisibile, si fa per dire. Ora era cosparsa di pezzi di merluzzo!

Il 14/12/2020 alle 00:08, Kasimiro ha scritto:

«Sei ancora lì?» chiese Luisa.

«Certo!»

«Stai pensando a distese di ghiaccio?»

«Me le sto immaginando».

«Hai ancora gli occhi chiusi?»

«Sì!»

«Lo senti il freddo nell'aria?»

«Forse... un po'».

«E la neve?»

«Mmm... mi sembra di sì!».

«Sei pronto per entrare al Polo Nord?»

«Sì, ma credo che tu non abbia un abbigliamento idoneo».

«Non ti preoccupare. Al mio tre apriamo gli occhi».

«Ok».

Applausi.

Kasimiro: grazie infinite per questo stupendo racconto.

Ma bello davvero.

Ma tanto. Sto sorridendo da quando l'ho letto.

Io già mi immagino tutta una serie... le avventure di Luisa. Luisa e Nino in giro per il mondo.

Luisa in Giappone...

Ovviamente con disegni anche.

Ma quanto bravo sei?

Ma che fantasia hai?

Ora vado a cercarti.

Oh, lo sai che WD chiude? Hai visto che stanno costruendo un altro posto? Mi raccomando tu continua scrivere e io continuerò a leggerti.

Grazie ancora. :rosa:

Bravissimo.

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Ogni tanto capita di commuoversi leggendo un racconto, non pensavo potesse capitare  in modo così forte con un commento.

Mi hai fatto ricordare che anch'io ho una figlia di undici anni e che da un po' non gli propongo delle cose che scrivo, sarebbe il caso di riprendere; nel caso fammi sapere com'è andata con la tua.

Grazie per i consigli e le belle parole @paolasenzalai, mi addormenterò con il sorriso.

Ho visto della chiusura e sono già passato di là.

Grazie ancora e a presto.

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Il 7/1/2021 alle 23:23, paolasenzalai ha scritto:

@Kasimiro, brutte notizie.

Ho letto la tua storia a mia figlia e non si è addormentata affatto, anzi, ha riso, commentato e ne stiamo ancora parlando. ;)

Ne ho delle peggiori @paolasenzalai, la mia ha solo riso senza dire altro, poi ha ripreso a leggere il suo libro.

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