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Miss Ribston

La grafica del libro, domande frequenti e risposte

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Ciao a tutti :)

ho aperto questo topic per riunire in un’unica discussione le domande più frequenti di voi utenti riguardo l’argomento “grafica e progettazione grafica di un libro”, dal momento che ho trovato e sto trovando varie discussioni al riguardo, dove alla fine le domande poste sono sempre le stesse.
Per qualsiasi ulteriore domanda, richiesta di precisazioni ecc… scrivete pure qui d’ora in avanti, così da accorpare l’argomento in un unico topic.

 

Ecco, dunque, le FAQ sulla grafica del libro, riorganizzate e accorpate per argomento e semplicità di risposta.

 

Che cosa si intende per progettazione grafica del libro?
Progettare la grafica di un libro significa occuparsi di tutti quei passaggi tali per cui si trasforma il testo dattiloscritto in un prodotto fruibile al pubblico.
Nel caso di un libro cartaceo, la progettazione prevede: scelta della carta, della rilegatura, delle dimensioni; progettazione e realizzazione di impaginazione e copertina.


Grafico, illustratore e designer grafico sono la stessa figura professionale?
No, nel modo più assoluto. Sono tre figure distinte, che non vanno confuse tra loro.
Semplifico molto il concetto: il grafico è un diplomato in grafica, l’illustratore è un artista, il designer grafico è un laureato del settore (laurea in architettura e post laurea in disegno industriale se il titolo è stato conseguito prima del 1993; laurea in disegno industriale – design della comunicazione visiva se il titolo è stato conseguito dopo il 1993).


A chi mi posso rivolgere per un progetto di copertina e/o di impaginazione?
Se vuoi affidare l’incarico di progettazione e realizzazione a un professionista, puoi cercare un grafico o un designer grafico. Le competenze, in teoria, dovrebbero variare rispetto al titolo di studio conseguito e le esperienze fatte. Un titolo maggiore di studio, però, non è sempre garanzia di qualità, specie se il designer non si è specializzato nel settore del libro.
L’illustratore professionista, invece, di solito è un collaboratore del progettista grafico, per quel che riguarda la realizzazione delle copertine di libri. È molto difficile trovare un progettista che sia anche illustratore professionista (e viceversa).


Quale dovrebbe essere il lavoro e l’approccio di un professionista, rispetto al progetto del libro?
Innanzitutto, il professionista dovrebbe leggere il libro per intero, per trovare i giusti elementi, la giusta palette di colori, i font più appropriati per realizzare il prodotto libro. Questi elementi vengono poi combinati in modo armonico, ciascuna cosa va posizionata nel proprio spazio.
Il metodo di lavoro si può riassumere così: lettura, analisi e sintesi del testo. Questo il metodo di lavoro e l’approccio migliore per ricavare un buon prodotto, competitivo sul mercato.


Il professionista si interfaccia con autore ed editore durante la fase progettuale?
Sì, certo che ci si interfaccia con editore e autore. Deve. Il primo può essere che abbia delle specifiche di collana da rispettare, mentre il secondo è quello che il libro lo ha scritto, deve essere a disposizione per eventuali chiarimenti sul testo. Gli si presentano le tavole preparatorie e le proposte grezze di layout, così che abbia possibilità di scelta su delle basi, però, già solide dal punto di vista progettuale.


Il lavoro di progettazione grafica viene commissionato, quindi il professionista deve sottostare alle richieste specifiche ed esplicite del committente, pur con un margine di creatività?
In linea di massima, no, a meno che non ci siano delle specifiche di collana da rispettare. Spiego perché no, prendendo come esempio una richiesta di progettazione di copertina.
Il lavoro commissionato dovrebbe essere: “ho bisogno di una copertina”. Quello che capita più spesso è, invece: “fammi una copertina con uno sfondo blu e rosso con un drago circondato da fiamme di ghiaccio e le squame luccicanti, con il titolo grosso” (il titolo grosso è pressoché una costante).

 

Questo perché, probabilmente, il cliente non si fida della professionalità di colui cui si rivolge – e purtroppo fa bene, perché ci sono tanti amatori che si spacciano per grafici, quando invece sanno solo giocare con i software grafici, spesso Adobe Photoshop (che poi, per le copertine, è mille volte meglio usare Illustrator ed eventualmente Photoshop come editor per i raster).

Garantisco, però, che non ci sarebbe bisogno di dare nessuna specifica. Esempio pratico del perché: mi telefona un nuovo cliente; del suo libro ho potuto leggere solo i primi due capitoli, perché mi è arrivato da poco. Questa persona vuole sincerarsi che la copertina del suo libro non risulti triste, né abbia font fantasia o scritte in verticale. Ora, io ho letto solo i primi due capitoli, ma non c’è niente di triste in quel testo, ed è una biografia storica. Perché dovrei creare una copertina che esprime tristezza se il testo non ha questi elementi? Perché dovrei inventarmi di usare font fantasia o scrivere in verticale, in presenza di una biografia ambientata negli inizi del secolo scorso? Non avrebbe senso.

 

Il professionista è al servizio del libro e deve rispettarne la natura, lo legge apposta, e per questo, di volta in volta, lo stile grafico si deve adeguare allo stile narrativo del libro. La creatività che ci mette il professionista è semplicemente l’astrazione a immagine della creatività già insita nel libro. Non c’è bisogno di dare specifiche, perché è il libro che parla da sé. Questo se ci si rivolge a professionisti competenti.


Come si fa a distinguere un professionista vero da un amatore che offre il servizio?
Per questo non c’è una ricetta universale. Posso, però, dare dei consigli su come comportarsi, per verificare le effettive competenze di chi si ha davanti.

Come primo consiglio, chiedi di poter vedere un portfolio progetti in formato .pdf
Questo perché grazie al portfolio in .pdf puoi verificare non solo la qualità e la natura dei progetti di cui si è occupato il professionista, ma anche la sua capacità nel veicolare i contenuti e di metterli in pagina su una pagina statica. Se ti rivolgi a un professionista per realizzare una copertina, che è statica e, per le versioni cartacee va stampata, ti serve vedere non solo che lavori ha fatto, ma anche come li veicola su un formato possibilmente cartaceo (ossia il pdf). Se costui ha un portfolio solo web, verifichi sì che cosa ha fatto, ma non la sua capacità di messa in pagina dei contenuti che servono a lui stesso per sponsorizzarsi. Al massimo verifichi la sua abilità nel costruire un sito web, ma non so quanto ti possa interessare, se non è quello il servizio richiesto. Inoltre, per un portfolio progetti in .pdf devi saper utilizzare un programma di impaginazione professionale, se vuoi un lavoro fatto bene e personalizzato.

Se il professionista contattato, invece, non ha portfolio progetti di alcun tipo, lascia perdere: chiunque abbia fatto una qualsiasi scuola di grafica o il corso universitario di design ne ha almeno uno, quello obbligatorio richiesto dall’istituto scolastico. Di solito viene mantenuto il format di quello realizzato per l’istituto e i contenuti vengono poi modificati con il tempo. Quindi, se il portfolio non esiste né in .pdf, né sul web, vuol dire che è molto probabile che questa persona non sia davvero della professione.

 

Altro punto di scrematura può essere il titolo di studio, che non è mai garanzia di qualità, ma se abbinato a un portfolio progetti valido allora sì, ci siamo.

Per esempio, la Scuola del Design del Politecnico di Milano è la sesta migliore al mondo (nel campo del Design, si intende) e l’accesso ai corsi è a numero chiuso (150 ammissioni per anno per l’indirizzo di Design della Comunicazione, che è quello che interessa nello specifico). L’altro istituto che eroga il corso universitario è lo IED, di cui ho poche informazioni, ma anche lì l’ammissione avviene comunque tramite test d’ingresso, quindi in ogni caso i designer che escono dagli istituti universitari qui in Italia sono relativamente pochi, e un minimo di garanzia la dovrebbero dare. In ogni caso, chiedere il portfolio per testare davvero le competenze.

 

Poi, si può chiedere al professionista la modalità di lavoro che segue. È lui al servizio del libro e lo analizza così da sintetizzarne l’essenza, o ti dice che il suo stile è ben definito e vedrà di adattarlo al libro? La prima è la risposta del professionista, la seconda è quella del creativo che racimola il mestiere. Ti dice “dimmi che cosa vuoi e te lo faccio”? Non ci siamo, non è un atteggiamento professionale. Utilizza Canva o simili? Per carità, il risultato non è malvagio, visto che si tratta di preset, ma davvero vuoi pagare per un preset? A quel punto fai da solo...

 

Costi e tempistiche. Il professionista costa di più e impiega più tempo, è un dato di fatto. Il fattore tempistiche è da tenere in conto quando si richiede un servizio professionale, poiché sarà ben difficile che, pur veloce e spigliato che sia il professionista, riesca a elaborare un progetto in meno di una settimana. In media, due settimane, se non tre, sono necessarie (fattore che dipende anche dalla lunghezza dello scritto e dal quantitativo di lavori che segue il professionista in contemporanea).

 

Infine, si possono considerare anche delle capacità aggiuntive. Esempio: hai bisogno di una copertina e dell’impaginazione del libro e vuoi realizzare la versione cartacea. Chi hai contattato è in grado di consigliarti come e dove stamparlo? Ti consiglia il formato del libro? Ti elenca dei tipi di carta e grammatura, per gli interni e la copertina? La tipologia di plastificazione? La tipologia di rilegatura? Ha esperienza con le piattaforme di selfpublishing e ti sa aiutare o consigliare in merito?


Quali sono i costi, circa, di un professionista?
Circa, perché i costi variano da professionista a professionista.
Per quanto riguarda la copertina, se il lavoro è eseguito come ho scritto sopra - senza contare l’iva - il prezzo è di almeno €150. Tieni presente che €150 più iva vuol dire valutare il costo orario del professionista meno di €5 l’ora (sempre parlando nell’ottica di avere a che fare con un professionista vero, che legge tutto il testo per intero, ne fa un’analisi critica, sintetizza gli elementi chiave e poi li traduce nella forma grafica che più si confà al romanzo specifico).

 

Il costo dell’impaginazione, invece, si calcola a cartella (1800 battute spazi inclusi); in genere i prezzi per un’impaginazione cartacea vanno dai €0,50 fino ai €2 per cartella. Anche per l’impaginazione il professionista dovrebbe leggere il libro nella sua interezza, analizzarlo e proporre di conseguenza il progetto che meglio si adatta alla struttura narrativa del testo.


Voglio pubblicare in self, posso occuparmi da solo del progetto grafico del libro?
Certo. L’ideale sarebbe, ovviamente, che tu ti affidassi a un professionista del settore, ma spesso le disponibilità economiche non lo permettono.
In questo caso, come consiglio, utilizza dei preset, oppure copia. Prendi un libro di cui ti piace la struttura grafica di copertina e/o impaginato, quindi, righello alla mano, copia la disposizione degli elementi. Ovviamente devi variare i contenuti, inserendo immagini gratuite (le puoi trovare, per esempio, su pixabay, unsplash e simili) e i tuoi testi.
Ricorda, anche, di non mischiare immagini con livelli iconici differenti (a meno di progetti molto particolari… ma in generale, meglio se non lo fai). Quindi, per esempio, o tutta illustrazione, o tutta fotografia, a meno di non voler fare un collage (ma deve essere bene esplicito l’intento), ossia un’illustrazione con pezzi di fotografia. Tieni anche presente che, per il cartaceo, prima e quarta di copertina vengono progettate insieme nello steso di copertina (comprensivo di dorso), e di fatto devono dialogare tra loro.
Altro consiglio: semplifica e inserisci il minor numero di elementi possibile.


L’editore riconosce l’importanza della copertina di un libro?
Dovrebbe, sì, perché la copertina è un tassello importantissimo, dovrebbe essere la sintesi grafica che esprime la vera essenza del testo. La copertina è il primo impatto con il potenziale lettore e, se fatta bene, è anche in grado di intercettare il target giusto già solo a colpo d'occhio. Purtroppo, però, ci sono parecchi editori che svolgono un lavoro terribile sul prodotto libro in generale, non solo sulla copertina. Commettono errori di approssimazione che rischiano di far sembrare il libro un prodotto amatoriale, al di sotto degli standard di mercato, e quindi non competitivi.


Problemi con la qualità di stampa di Amazon KDP. Come risolvo?
Amazon è imprescindibile se si vuole vendere. Purtroppo, se sei un selfpublisher, è impensabile voler stampare al di fuori di Amazon e diventarne fornitore, in quanto non è per nulla banale gestire le vendite come esterno. Sarebbe un mezzo suicidio.
Ne consegue che è quasi obbligatorio affidarsi alla stampa interna, on demand, di Amazon. Il servizio è ridotto all’essenziale, così che anche il non professionista possa caricare i file senza dover studiare nulla in merito. Il sistema, però, porta a un abbassamento della qualità del prodotto, di cui risente in special modo la stampa della copertina.
Non c’è modo di ovviare al problema, ma puoi prendere delle precauzioni per “contenere i danni”.
Per esempio, Amazon dà la possibilità di caricare file in RGB, anche se questi andranno poi stampati. Non fornire i file in RGB, ma convertili tu in CMYK e aggiusta i colori di conseguenza, perché Amazon, con la sua conversione, non farà alcun controllo qualità.
Rasterizza tutto e limita al minimo gli effetti speciali, altrimenti le compressioni al file applicate da Amazon potrebbero generare effetti assurdi in fase di stampa.
Richiedi sempre una copia campione, così da avere un’idea della resa a stampa del prodotto. In questo modo, con la prova, potrai renderti conto se è necessario o meno intervenire sul file di origine, per cercare di adattarlo a eventuali errori specifici.

 

***


Per ora le domande frequenti sono state queste. La discussione è aperta, quindi se avete più informazioni o necessitate di chiarimenti, ampliatela pure che se ne parla assieme. :D

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