Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Fraudolente

Ordine in caso di contemporaneità

Post raccomandati

Un nonno accompagna le nipoti alla fonte. Una nipote si allontana per  raccogliere le mele. Il racconto si divide in due “azioni” contemporanee, ma separate. Alla fonte succede una strage e la raccoglitrice di mele sopravvive. Ho scelto di scrivere prima la strage e dopo la raccolta delle mele (contemporanea alla strage) che continua con la scoperta del fatto (successiva), che riunisce.

Ho staccato saltando una riga. Spero che il lettore non faccia confusione sui tempi.

Altrimenti?

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 minuti fa, Fraudolente ha scritto:

Spero che il lettore non faccia confusione sui tempi.

Boh, non dovrebbe se sei stato meticoloso.

Può bastare anche un "mentre" per stabilire che le azioni sono contemporanee.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
43 minuti fa, Fraudolente ha scritto:

Altrimenti?

 

Pensavo che questo è il classico caso in cui la mia tecnica preferita, cioè il POV multiplo, ti sarebbe molto d'aiuto. :)

Altrimenti dipende dal POV (non multiplo), secondo me. Se il POV è della nipote alla fonte allora la tua scelta temporale mi pare giusta. Se invece il POV è della nipote raccoglitrice, io invertirei l'ordine. Racconterei la raccolta e poi farei tornare la raccoglitrice alla fonte, che lì si accorge della strage, cosa che ovviamente non narrerei. Mi verrebbe una pezzo come questo (in prima persona):

La raccolta è finita. È tempo di tornare alla fonte. Certo che è molto faticoso raccogliere mele per ore. Il sentiero è accidentato, lo so, ma è l'unico che porta da mia sorella. Spero che lei non abbia già finito con l'acqua. Mi faccio largo tra i rovi e le selci. Le fronde degli alberi mi accompagnano per chilometri, o forse solo per cento metri. Sono così sudata che non mi accorgo più dello spazio, e nemmeno del tempo. Ecco, finalmente compare la fonte dietro i rami, ma… ma… Che è successo? Tutti morti a terra con il sangue che scorre sul marmo?! Ci sono proiettili di mitra in ogni dove, tra i cadaveri, tra le casette dei contadini, sotto i piedi, in mezzo alla piazza.

 

Non c'è bisogno di nessuno stacco. Perché ne senti il bisogno?

Però, in effetti, mi sorge un dubbio: la nipote alla fonte muore o no nella strage?

 

Con il POV onnisciente, mi focalizzerei sulla ragazza che va a raccogliere le mele (come nel caso di prima). Ovviamente giocherei con il grado di penetrazione nel personaggio. L'onnisciente me lo allontanerebbe, ma fac tubis:asd:

 

1 ora fa, Fraudolente ha scritto:

Spero che il lettore non faccia confusione sui tempi.

 

Spero di no, e soprattutto credo di no. :)

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
38 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Ci sono proiettili di mitra in ogni dove, tra i cadaveri, tra le casette dei contadini, sotto i piedi, in mezzo alla piazza.

Urca, un mitra nel tredicesimo secolo!

Sono stanco, non connetto più. Faccio una pausa, scendo il cane dabbasso e lo mangio.

Ciao e grazie!

Modificato da Fraudolente
Grazie a entrambi!
  • Divertente 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 minuto fa, Fraudolente ha scritto:

Urca, un mitra nel tredicesimo secolo!

se gli davi solo qualche particolare in più @dyskolos ti scriveva tutto il romanzo e tu potevi rilassarti tranquillamente in poltrona ;).

  • Divertente 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

14 minuti fa, Fraudolente ha scritto:
52 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Ci sono proiettili di mitra in ogni dove, tra i cadaveri, tra le casette dei contadini, sotto i piedi, in mezzo alla piazza.

Urca, un mitra nel tredicesimo secolo!

 

Contestualizzare è importante, @Fraudolente , quando si chiedono suggerimenti. :D

 

Se no, induci in errore chi ti risponde, come il volenteroso  @dyskolos con la prima persona narrante:

52 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Le fronde degli alberi mi accompagnano per chilometri, o forse solo per cento metri.

Il sistema metrico decimale è del 1791.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
16 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Contestualizzare è importante, @Fraudolente , quando si chiedono suggerimenti. :D

 

Se no, induci in errore chi ti risponde, come il volenteroso  @dyskolos con la prima persona narrante:

17 ore fa, dyskolos ha scritto:

Le fronde degli alberi mi accompagnano per chilometri, o forse solo per cento metri.

Il sistema metrico decimale è del 1791.

 

Grazie, @Poeta Zaza  :) 

Pensavo fosse una cosa molto più recente del 1791, così ho finito per piazzare un mitra nel tredicesimo secolo, oops!

 

[inizio modalità OT]

 

A quei tempi sicuramente non esistevano i mitra. Da non esperto di armi, ma da conoscitore della storia della criminalità organizzata non avrei dovuto sbagliare, perché so con certezza che la prima volta che la mafia siciliana utilizzò un mitra per una strage fu il 10 dicembre 1969. Allora un certo Bernardo Provenzano imbracciava un fucile mitragliatore modello "Beretta MAB 38", dove il 38 sta per l'anno di fabbricazione (1938). Prima, mi sa tanto che non erano molto comuni (ma esistevano) le armi automatiche come i mitra.

Sarebbe interessante sapere quali armi si usavano nel XIII secolo per le stragi.

Ipotizzo: armi da taglio, tipo pugnali o spade.

 

[ Fine modalità OT] :)

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

18 ore fa, dyskolos ha scritto:
19 ore fa, Fraudolente ha scritto:

Altrimenti?

 

Pensavo che questo è il classico caso in cui la mia tecnica preferita, cioè il POV multiplo, ti sarebbe molto d'aiuto. :)

 

E così feci. Più o meno...

Ecco la "bozza":

 

La pianta era in una radura oltre il poggio.

Libera dall’assillo delle sorelle e dal controllo della madre, Maria la prese con calma. Si infilò in un pertugio nei rovi lungo la strada, salì tra le rocce e attraversò il vecchio pascolo con l’erba secca. Dopo la discesa tra ciuffi di rosa canina e di prugnoli, nel prato soffice, dove di notte grufavano i cinghiali, ecco il melo!

L’ultima volta c’era stata con il nonno.

A terra le bestie avevano fatto pulizia, e le ultime mele spiccavano in alto tra le fronde. Lasciati gli zoccoli, si arrampicò con cautela sul tronco rugoso e sedette sul ramo. La vide, grande, rossa e matura. Si sporse per coglierla, ma perse l’equilibrio e, per un istante, rimase appesa a una frasca. Con un urlo cadde. Ahi, che male alla caviglia! Gemendo provò a rialzarsi. Il piede doleva, ma riuscì ad appoggiarlo. Decise di tornare subito dai suoi.

Trovò un bastone e prese una scorciatoia zoppicando pian piano. Per fortuna conosceva il luogo.

La mamma l’avrebbe sgridata, le sorelle presa in giro e il nonno consolata.

Udì le voci.  C’era qualcosa di strano. Sembravano più uomini. Ebbe paura e, prima di mostrarsi, controllò da dietro i cespugli. Chi era quell’omone dalla faccia deturpata, nero e orrendo?

Il nonno fu colpito e cadde. Inorridì e volle gridare, ma tacque e si acquattò per scomparire nell’erba.

Assistette immobile alla tragedia, piangendo in silenzio per non farsi sentire. Vide cose inimmaginabili e immonde.

Quando tutto fu finito,  ebbe il timore di essere scoperta.

“Verranno a prendermi!”pensò.

Ma l’uomo nero e il suo amico non si accorsero di lei.

Li udì scherzare, come se nulla fosse, mentre si stavano allontanando.

 

 

17 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Il sistema metrico decimale è del 1791.

 

Il tempo, una decina di minuti, dovrebbe intuirsi dalla descrizione del percorso. Maria non può contare minuti o metri. 

 

39 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Sarebbe interessante sapere quali armi si usavano nel XIII secolo per le stragi.

Ipotizzo: armi da taglio, tipo pugnali o spade.

Se vuoi, andiamo di basilarda o di misericordia. Anche una daga o una spada sono atte alla bisogna. Di lontano, un arciere ti trafigge con un dardo di balestra, o di un arco. La spada e l'arco sono più voluminose e impegnative in un agguato.

 

 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Fraudolente ha scritto:

Li udì scherzare, come se nulla fosse, mentre si stavano allontanando.

 

Mi piace il tuo pezzo! :)

Una nota soggettiva. Io di solito uso la prima persona e quindi cerco di approfondire di più il punto di vista, ma tu giustamente l'hai tenuto più "superficiale" essendo il tuo brano in terza. Bene!

 

 

4 ore fa, Fraudolente ha scritto:

Se vuoi, andiamo di basilarda o di misericordia.

 

Grazie per la risposta. Ho cercato al volo cos'è una misericordia e ho letto che serviva per dare il colpo di grazia al morente con lo scopo abbreviargli la sofferenza dell'agonia in spirito di misericordia. Da qui il nome. Divertente e strano pensare che una pugnalata sia un atto di misericordia. Evidentemente io ragiono in termini moderni, ma magari nel Duecento gli uomini ragionavano diversamente, e non solo in campo marziale.

 

 

22 ore fa, Fraudolente ha scritto:

scendo il cane

 

Eheheheh! :D

Non dimenticare poi di salirlo quando hai finito. Se puoi, entralo pure in casa senza fare rumore. ;)

 

 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Hai pensato di scrivere le storie contemporaneamente?  Si tratta di una scena idilliaca e una cruenta, per cui i suoni delle parole, e i registri, sarebbero molto diversi. 

Per cui potresti gestire il tutto con diversi a capi. Certo dipende molto dal tuo stile, se è evocativo o più narrativo. 

 

PRIMO PEZZO RACCONTO FELICE

PRIMO PEZZO RACCONTO CRUENTO

SECONDO PEZZO RACCONTO FELICE

SECONDO PEZZO RACCONTO CRUENTO

TERZO PEZZO RACCONTO FELICE
QUARTO PEZZO RACCONTO CRUENTO

FINALE (UNIONE DEI DUE RACCONTI)

 

Forse, tecnicamente è più difficile, ma il risultato sarebbe più "potente" in termini di narrazione, proprio perché il lettore sarebbe costretto a immaginare le due scene insieme, quella felice, e quella terribile. 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×