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Alberto Tosciri

[MI 144] Non sono Bart Lucchetti

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commento

 

Traccia di mezzogiorno

 

«Non sono Bart Lucchetti…»

Il vecchio esordì con queste parole davanti a Mike Jansen, giovane giornalista di cronaca locale.

«Interessante» rispose Mike accendendosi una sigaretta per scacciare l’odore di disinfettante che permeava l’ospizio.

«È un grande giorno oggi», continuò il vecchio. «Mi offri una sigaretta?»

Mike gliene porse una. Bart la annusò con piacere.

«Senti Mike: mi porti nel cortile, se non ti scoccia trainare la sedia a rotelle?»

Mike lo accompagnò nel vialetto, all’ombra di una quercia, pensando a cosa gli toccava fare per riempire un buco di quel giornale di provincia. Era stata un’idea del direttore mandarlo all’ospizio per scrivere qualche pezzo di biografia per variare il programma.

«Qui va molto bene» disse Bart guardandosi felice intorno. «A te però non frega niente che io non sono Bart Lucchetti»

«Ma no, ma no. Anzi. Dimmi pure perché non sei Bart. Ma fai presto che ho un appuntamento»

«Devi avere pazienza Mike. Non ci metto molto. Oggi è l’ultimo giorno per me»

E il vecchio cominciò a raccontare.

 

Aveva 28 anni nel dicembre 1944. Era nell’esercito americano e pattugliava un angolo della foresta delle Ardenne, alle porte della Germania. I tedeschi erano disposti a tutto pur di non far entrare gli Alleati nella loro patria, perciò avanzavano guardinghi e lenti, sparsi nel bosco, cercando di vedere oltre la fitta nebbia che penetrava acre nelle loro gole.

Sentirono dei rumori di foglie smosse e si acquattarono all’unisono silenziosi, pronti a far fuoco. Dal sottobosco emerse un giovane soldato americano disarmato e zoppicante che camminava tenendosi una gamba. Bart e i suoi si mostrarono all’improvviso, tanto che il loro commilitone arretrò spaventato e cadde alzando le mani.

Lo rassicurarono, lo fasciarono alla meglio, gli diedero da bere qualcosa. Era molto giovane e guardava tutti sbalordito, balbettava, sembrava non ricordare nemmeno il suo nome. Sulla piastrina lessero Elias Smith. Era sotto shock, unico scampato a un’imboscata. Nessuno lo conosceva, apparteneva a un altro battaglione. Bart ricevette l’ordine di caricarselo a cavalcioni e riportarlo alle proprie linee, cosa che fece volentieri, non gli andava troppo andare di pattuglia.

Dopo un po’ che camminava si fermò sotto un albero per riposare. Offrì una sigaretta a Elias che la annusò con piacere, poi gli diede una gomma che masticò come se fosse pane.

«Dove mi porti?» chiese Elias. La voce era ferma adesso.

«Alle nostre linee»

«E dopo?»

«Ah poi ti porteranno alle retrovie da qualche parte, in ospedale. Non è una ferita grave, ma meglio che ti curano. La guerra sta per finire no?»

«Per me finirà male»

Bart si era messo a ridere. Elias non doveva avere più di 20 anni, era ancora un bambino e aveva paura. Lo rassicurò e se lo caricò in spalla per continuare a camminare. Ma era faticoso. Fecero  ancora un paio di soste.

«Facciamo un altro sforzo e siamo arrivati»

«No. Io sarò fucilato Bart»

Bart si era messo a ridere, con un mozzicone di sigaro in bocca.

«Ma tu sei pazzo Elias… Guarda qui» Gli mostrò una foto con una donna e due bambine.

«Mia moglie e le mie figlie. Devo assolutamente tornare a casa per loro. Quindi non devo morire, nemmeno se porto in spalla uno svitato come te.

Bart rise ancora. Echeggiò un colpo di fucile. Il sorriso si spense sul suo viso che cadde con il viso rivolto al cielo. Sentì delle voci, altri americani si avvicinarono a lui, lo guardavano. Un soldato gli puntò una Luger alla testa.

«Nein!» disse Elias, coprendo Bart con il suo corpo e continuando a parlare in tedesco. Gli altri soldati risposero nella stessa lingua. Parlarono fra di loro, frasi brevi e secche. Annuirono, se ne andarono. Elias era rimasto. Si voltò a guardare Bart che era riuscito a prendere la foto di sua moglie e delle bambine, sporcandole di sangue.

«Non è possibile…» piangeva Bart. «Non devono stare sole. Non è giusto, non è giusto…»

Elias stava zitto e guardava verso le vicine linee americane. Aveva detto la verità prima: sarebbe stato fucilato se lo avessero trovato con quella uniforme americana. Non avrebbero tardato ad accorgersi della sua falsa identità, la piastrina era di un soldato caduto.

«Morirò Elias?»

«Mi dispiace Bart»

«Mia moglie, le bambine… perché, perché?»

«Mi dispiace»

«Vai da loro Elias»

Elias non rispondeva, guardando da un’altra parte. Sembrava immerso in profondi pensieri. Bart, con uno sforzo sovrumano perché si sentiva mancare sempre di più, mise la mano in tasca e tirò fuori le sigarette. Ne offrì una a Elias.

«Una boccata prima di morire… amico»

Elias si mise la sigaretta in bocca, l’accese e la mise sulle labbra di Bart, che lo strinse per le mani.

«Vai da loro Elias. Aiutale. Proteggile. In nome di Dio…»

Elias lo guardava. Bart piangeva accasciandosi.

 

«Dunque fammi capire» disse Mike al vecchio Bart.

«Bart, cioè tu, morì nelle Ardenne?»

«Sì»

«E tu chi saresti allora?»

«Elias. Il mio vero nome non importa»

«E spiegami come…»

«No. No. Non ci sono spiegazioni. Io mi ritrovai nel corpo di Bart, con una ferita a un piede, Bart divenne Elias con una ferita mortale. Elias morì. Così ci trovò una pattuglia. Fui curato e spedito nelle retrovie. Dopo qualche mese la guerra finì e mi fecero tornare in America. Andai a casa di Bart. Ho vissuto nel corpo di Bart con la sua famiglia tutta la vita. Mi sono preso cura di loro. Non gli ho fatto mancare nulla, era il minimo che potessi fare. Non dovevo nulla a Bart, ma lui era stato gentile e sincero con me, inoltre voleva troppo bene a sua moglie e alle sue figlie. Non era giusto che morisse così a tradimento»

Mike si alzò in piedi. «Senti amico: è la storia più fuori di testa che abbia mai sentito, non ci crederò mai»

Il vecchio sorrise. «A me non importa che tu creda o meno. L’universo se ne farà una ragione del tuo cervello. A me serviva qualcuno su cui scaricare il peso»

«Quale peso? Ma che mi succede? Mi gira la testa…»

 

«Rilassati Mike. Come si sta sulla sedia a rotelle?»

Mike non credeva ai suoi occhi: era come inchiodato su una sedia a rotelle, indossava abiti grigi e maleodoranti e calzava scarpe di stoffa. Non riusciva ad alzarsi, a parlare, il cuore gli palpitava. Le sue mani erano rugose, vedeva sé stesso davanti, alto, giovane, sorridente e in giacca e cravatta che gli rivolgeva affabile la parola.

«Riprenderai a parlare quando me ne sarò andato, Mike. Anzi scusa: devo chiamarti Bart. Come vedi avevo ragione. In fondo io non sono Bart Lucchetti. Quando sarò uscito da qui potrai raccontare tutto quello che è successo. Sarà la storia più fuori di testa che abbiano mai sentito. Ciao Mike… oh, scusa: Bart Lucchetti»

Il nuovo Bart guardava il nuovo Mike avviarsi a passo veloce verso l’uscita, mentre lui si dimenava e mugolava come un folle. Alla fine riuscì a cacciare un terribile, disperato urlo.

 

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ciao @Alberto Tosciri

il tuo racconto ha una trama forte e delle basi solide. Molto bello anche il colpo di scena finale! Il racconto è scritto bene e non sospettavo nulla fino alla rivelazione della chiusa. L'unica parte che, forse, poteva essere approfondita e/o spiegata un pelo meglio è quella relativa alla morte del vero Bart. In pratica si sente uno sparo, poi arrivano i tedeschi e il "finto Elias" convince i tedeschi a non uccidere il corpo di Bart, perché poi desidera prenderne possesso, giusto? E i tedeschi se ne vanno così? ho capito bene? Ecco, mi sembra un po' troppo veloce, ma il mio è giusto un appunto. Bello bello, piaciuto.

Alla prossima!

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@Alberto Tosciri Anche stavolta sei riuscito a stupirmi! Una innumerevole serie di Bart Lucchetti, un racconto che strizza l’occhio al genere fanta-horror pur sguazzando nelle acque che ti sono più congeniali. Ottimo il titolo, centrato il tema. Insomma,  i miei complimenti per tanta bravura.

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Ospite

il racconto mi è piaciuto (mi ha anche ricordato un film d'orrore di diversi anni fa, quello si svolgeva nel sud degli Usa e non in Europa, ma hanno in comune una storia terribile di anime giovani imprigionate nei corpi anziani le cui anime continuavano a rubare corpi ed esistenze altrui), ancor di più per il doppio "panni degli altri": il soldato tedesco con la divisa americana per salvarsi, lo scambio di corpi, anzi triplo con il nuovo scambio col giornalista.

L'unica cosa che secondo me merita di essere un po' approfondita, o resa meno ambigua è nel passaggio dello scambio tra Elias e Bart, perché leggendolo sembra che Bart stia morendo con la foto della famiglia in mano, invece era ferito a un piede e sarà l'altro corpo che muore, quello di Elias (di una ferita che nel racconto di quel momento di incontro e scambio non si dice nulla, o allora mi è sfuggito) dopo lo scambio di anime, diciamo. Ecco, credo che questo passaggio meriterebbe di essere rivisto per essere più in sintonia con la rivelazione finale. Ma è solo una mia opinione, sia chiaro.

Il racconto si legge davvero con piacere. Ciao.

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Ciao @m.q.s.  grazie per il commento.

Hai ragione sul fatto che ci voleva un maggiore approfondimento, ma mi sarei lasciato trascinare dalla storia e sarei andato ben oltre i caratteri concessi.

2 ore fa, m.q.s. ha scritto:

In pratica si sente uno sparo, poi arrivano i tedeschi e il "finto Elias" convince i tedeschi a non uccidere il corpo di Bart, perché poi desidera prenderne possesso, giusto? E i tedeschi se ne vanno così? ho capito bene? Ecco, mi sembra un po' troppo veloce, ma il mio è giusto un appunto.

Il "finto" Elias, come hai giustamente detto, in quel momento era un soldato tedesco travestito da americano  e gli altri "americani" che volevano finire Bart erano suoi camerati  che vedendolo ferito pensavano fosse stato fatto prigioniero da Bart e volevano liberarlo. Elias parla in tedesco con loro, il suo "nein" dovrebbe spiegare che Elias era con loro. Non ho riportato il dialogo, perché mi sarebbe piaciuto metterlo in tedesco ma meglio non esagerare...

In pratica Elias poteva aver detto ai camerati di lasciar perdere, tanto Bart sarebbe comunque morto e lui, Elias, sarebbe riuscito ad entrare nelle retrovie americane, trascinandosi e facendosi trovare dagli Alleati.  Elias faceva parte di un'operazione realmente accaduta in quel contesto, anche se io naturalmente ho inventato tutto. 

Era la  Operation Greif  comandata dal colonnello Otto Skorzeny (quello che liberò Mussolini dalla prigionia del Gran Sasso, dopo la sua caduta) che misero in atto i tedeschi nelle Ardenne. Erano un reparto di 3500 tedeschi, alcuni conoscevano bene l'inglese e lo slang americano, altri erano stati istruiti negli anni precedenti a parlare inglese, nella improbabile ipotesi che un giorno gli Alleati  avessero voluto invadere la Germania. Loro compito era impedirlo causando il panico nelle linee Alleate e deviando le loro colonne di rifornimenti e soldati, nonché uccidendo il maggior numero di ufficiali. Non ci riuscirono, ma scatenarono il panico comunque.

A Elias non importa nulla di tutto questo. Bart doveva vivere ancora un po', il tempo di  sostituirsi a lui, ferita compresa, e scambiare i corpi.

Mi sarebbe piaciuto dettagliare di particolari pazzeschi ma... sempre i pochi caratteri. Troppo pochi.

Ancora grazie per l'apprezzamento.

 

@@Monica

Grazie per l'apprezzamento. Ho fatto un fritto misto tra storia, fantasy, potenze misteriose... in effetti mi sono divertito 

 

Grazie @Befana Profana

1 ora fa, Befana Profana ha scritto:

leggendolo sembra che Bart stia morendo con la foto della famiglia in mano, invece era ferito a un piede e sarà l'altro corpo che muore, quello di Elias (di una ferita che nel racconto di quel momento di incontro e scambio non si dice nulla, o allora mi è sfuggito) dopo lo scambio di anime, diciamo. Ecco, credo che questo passaggio meriterebbe di essere rivisto per essere più in sintonia con la rivelazione finale. Ma è solo una mia opinione, sia chiaro.

Sì hai ragione, ho solo fatto cenno che Elias quando viene trovato dai veri americani cammina zoppicante tenendosi una gamba e poi viene fasciato, ma senza dire in modo esplicito che era ferito a una gamba, tanto è vero che il vero Bart doveva metterselo a cavalcioni per camminare nella foresta. Una mia pecca.

Bart era invece stato colpito dai tedeschi travestiti da americani e la sua ferita era grave, infatti stava morendo. Quando Elias scambierà il suo corpo con quello di Bart  scambierà anche le ferite, ovviamente.

Mi ha fatto piacere il tuo commento e apprezzamento :)

 

 

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Ospite
9 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Quando Elias scambierà il suo corpo con quello di Bart  scambierà anche le ferite,

ah, ecco, a questo proprio non avevo pensato, ero sul "classico" (da fiction) scambio di corpo in cui il corpo resta com'è, invece è un potere molto più vasto, non ci avevo pensato.

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Bello! Concordo con gli altri sulla difficoltà di capire bene quel che succede in occasione del primo scambio, ma per il resto bella l'idea, bello lo stile e il ritmo. Non era facile rendere in così poco spazio una storia con questa complessità.

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1 minuto fa, Befana Profana ha scritto:

a questo proprio non avevo pensato, ero sul "classico" (da fiction) scambio di corpo in cui il corpo resta com'è, invece è un potere molto più vasto, non ci avevo pensato.

Elias ha poteri e motivazioni diverse dai poteri che pure alcuni hanno sulla Terra. Non viene da altri mondi ma da altre Terre, altri oceani oltre la cerchia di Antartide. Deve conoscere, rendersi conto, ma senza influire.

(naturalmente scarta dalla realtà e dalla fantasia una buona parte di quello che ho detto. Quello che rimarrà sarà comunque infinito...:D )

 

@ViCo ti ringrazio per aver apprezzato.

Come ho detto sopra, mi sarebbe piaciuto addentrarmi di più nei particolari...

 

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Bello, la piega soprannaturale non me la sarei mai aspettata ma l'ho gradita molto. Unica cosa, sono andato a rileggere la storia di guerra perchè (forse spiazzato dalla piega soprannaturale) non avevo ben afferrato chi si era scambiato con chi.

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Ciao @Alberto Tosciri, ti lascio poeta e ti ritrovo scrittore. Devo intuire che tu sia un grande esperto dell'arte militare: ti piace molto ambientare le tue storie in questi contesti.

 

A un certo punto della storia, quando Elias dice che è tornato ad occuparsi della moglie e delle figlie di Bart stavo storcendo il naso. Ho pensato "va bene, magari scambiandosi l'uniforme non lo riconoscono, ma cavolo la moglie e la figlia si accorgeranno che non è lui". Poi alla fine, con quell'inaspettato inserimento del sovrannaturale si è spiegato tutto. 

La parte centrale del racconto secondo me la potresti anche ampliare maggiormente, perché non è per nulla pesante e anzi, mi veniva voglia di saperne di più su quel che accadeva. 

Ottimo lavoro. 

 

Un saluto, 

Johnny P. 

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Grazie @Johnny P  grazie per il commento e l'apprezzamento.

 

11 minuti fa, Johnny P ha scritto:

ti lascio poeta e ti ritrovo scrittore

grazie, troppo onore davvero. Sono un modesto artigiano della penna e calamaio.

 

3 minuti fa, Johnny P ha scritto:

Devo intuire che tu sia un grande esperto dell'arte militare: ti piace molto ambientare le tue storie in questi contesti.

Un po' gioco in casa e un po' me ne intendo; ho passato trentasei anni nell'Esercito, con mansioni varie :)

 

6 minuti fa, Johnny P ha scritto:

La parte centrale del racconto secondo me la potresti anche ampliare maggiormente, perché non è per nulla pesante e anzi, mi veniva voglia di saperne di più su quel che accadeva. 

Ci penso, ma credo ne uscirebbe un racconto a capitoli, cioè molto lungo e mi rendo conto che a non tutti piace l'ambientazione militare, sia passata che moderna, per quanto romanzata. 

 

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Il 29/11/2020 alle 21:16, Alberto Tosciri ha scritto:

Elias non doveva avere più di 20 anni, era ancora un bambino e aveva paura. Lo rassicurò e se lo caricò in spalla per continuare a camminare. 

Il soldato molto giovane, se non addirittura adolescente, è una costante in molti tuoi lavori. Soffermarsi col pensiero su cosa deve essere stata la guerra combattuta faccia a faccia fa molto male; riflettere sul fatto che tanti soldati erano piccoli di età come i ragazzi che descrivi fa raddoppiare il dolore.

 

21 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Ho fatto un fritto misto tra storia, fantasy, potenze misteriose... in effetti mi sono divertito 

Si sente che ti sei divertito! Il finale mi è piaciuto e mi ha piacevolmente spiazzata, anche perché non mi pare di aver mai letto tuoi brani che virino sul fantastico. Mi è piaciuto molto, inoltre, come hai delineato il giovane giornalista, superficiale e disinteressato alla persona di Bart: sia a quella vera, sia a quella finta. Grazie, @Alberto Tosciri.

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Ciao @Alberto Tosciri

davvero molto bello il tuo racconto! La parte centrale, dove descrivi l'incontro tra Bart e Elias, si svolge in un contesto a te molto congeniale e quindi che il testo sia ben riuscito mi pare un'ovvia conseguenza, avendo letto altri tuoi racconti del genere. Ma il finale sovrannaturale non me l'aspettavo e dà un valore in più al tuo racconto, dimostrando la tua bravura anche a muoverti in altri generi. Complimenti!

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@Alberto Tosciri ciao. Il finale surreale pone rimedio a tanti tasselli della storia che non sono posizionati in modo preciso. Te ne faccio notare uno tanto per: Alias va dalla moglie di Bart per vivere un'altra  vita e mantenere la promessa fatta al morente: ma la moglie non si è accorta che non era il suo Bart? la confusione mentale da " fuori di testa" sana qualsiasi discussione e ragionamento logico. Lo hai fatto a posta? :asd:

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@Ippolita2018  Grazie per la lettura e il gradimento...

21 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

Il soldato molto giovane, se non addirittura adolescente, è una costante in molti tuoi lavori.

Hai ragione, la partecipazione di soldati giovani, giovanissimi, anche bambini nelle guerre, in tutte, mi ha sempre tormentato. Specialmente dove hanno perso, perché pur nella loro ingenuità, nella loro ideologia (chiamata genericamente fanatismo) combattevano perché non volevano che il mondo diventasse come è diventato oggi.

Discorso pesante, ma basta vedere la rete, piena di foto, filmati, relazioni che dicono questo chiaramente. Per chi vuole capirlo, naturalmente.

 

22 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

non mi pare di aver mai letto tuoi brani che virino sul fantastico.

Ce ne sono, ce ne sono, anche di ambientazione militare...  amo il fantastico. Non ti metto il link per non atteggiarmi a scrittore con un passato, però erano in MI lontani negli anni e quelli li ho fatti cancellare in un momento di rabbia e amarezza. Che per fortuna è passato. Li riposterò modificati, eventualmente.

 

22 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

Mi è piaciuto molto, inoltre, come hai delineato il giovane giornalista, superficiale e disinteressato alla persona di Bart: sia a quella vera, sia a quella finta. Grazie, @Alberto Tosciri.

Esistono persone così superficiali e indifferenti,  purtroppo, e vanno per la maggiore.

Grazie ancora a te Ippolita per il tuo comemnto.

 

@ivalibri

Grazie davvero di tutti questi bei complimenti che mi fai...

 

@Bestseller2020

Grazie per il commento e per l'occasione di aggiungere qualcosa. Non ho spiegato tutto nel racconto per vari motivi, non solo di spazio.

1 ora fa, Bestseller2020 ha scritto:

Il finale surreale pone rimedio a tanti tasselli della storia che non sono posizionati in modo preciso. Te ne faccio notare uno tanto per: Alias va dalla moglie di Bart per vivere un'altra  vita e mantenere la promessa fatta al morente: ma la moglie non si è accorta che non era il suo Bart? la confusione mentale da " fuori di testa" sana qualsiasi discussione e ragionamento logico. Lo hai fatto a posta? :asd:

Per Alias penso che intendi Elias. La moglie di Bart non avrebbe potuto accorgersi che il suo Bart non era Bart, perché Elias aveva assunto anche il suo aspetto e i suoi ricordi. Poi, a livello psicologico e quant'altro magari istintivamente la moglie poteva rendersi conto di qualcosa di diverso, caratterialmente forse, ma penso di no. Lo avrebbe attribuito alla guerra qualche cosa di diverso. Tutti si cambia in guerra.

Il fuori di testa non l'ho capito bene. Cosa intendi? Che Elias fosse pazzo? Elias era altra cosa.

 

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@Alberto Tosciri ciao. Ma allora fai intendere che i due si assomigliassero al punto di essere scambiati? solo così poteva funzionare.. per quello dico che il vecchio Bart nel raccontare mi appare uno dalla mente offuscata...In effetti c'è stato qualche film dove vi era un tizio tornato dal fronte che si spacciava per un altro, ma era evidente la somiglianza... ciao

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Il 29/11/2020 alle 21:16, Alberto Tosciri ha scritto:

se non ti scoccia trainare la sedia a rotelle?

Direi "spingere". Comunque, visto l'epilogo, per Mike sarebbe stato meglio non spingere né trainare.

 Bel racconto, Alberto, anche se hai giocato in casa sia per l'argomento militare, sia perché quanto hai descritto in pratica è quello che ti è successo quando lo spirito di Unius ti ha rubato il corpo.

 

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1 ora fa, Bestseller2020 ha scritto:

Ma allora fai intendere che i due si assomigliassero al punto di essere scambiati? solo così poteva funzionare.. per quello dico che il vecchio Bart nel raccontare mi appare uno dalla mente offuscata...In effetti c'è stato qualche film dove vi era un tizio tornato dal fronte che si spacciava per un altro, ma era evidente la somiglianza... ciao

allora... la questione è così: i due non si assomigliano assolutamente in niente. Elias è un essere che ha dei poteri soprannaturali (qui ci ho messo la fantasia, il fantasy, la magia, il realismo magico... quello che vuoi). Come nei racconti di maghi, elfi, principi e draghi che fanno cose che un uomo normale a contratto sindacale, ferie e malattie pagate non riesce a fare per due motivi: primo perché non ha mai sentito parlare di magia, non sa cosa sia nemmeno nei romanzi fantasy e secondo perché per magia intende i goal della sua squadra e la sua socialità finisce qui). Quindi, un essere soprannaturale (che nella vita quotidiana non esiste, non è possibile, non è plausibile) totalmente inventato in un racconto, romanzo, film fantasy può fare cose impossibili, come assumere perfettamente le sembianze di un altro essere umano. Io non so se sia possibile, non l'ho mai  visto fare, non so se sia stato fatto e non indago, perché  a parte le favole non ho altra documentazione probante. Me lo sono totalmente inventato  di sana pianta per scrivere un raccontino. Immaginare cose non vere, come assumere la fisionomia di un altro fa parte della pura e semplice fantasia, una scusa per scarabocchiare un testo o fare un film. Hai mai visto i film di Terminator?  Dove il ciborg assume le sembianze di chiunque? Sono plausibili? No. Ma nei film hanno un loro senso. Se leggi di un pianeta Pinco Palla uguale alla terra dove tutti gli uomini vivono felici e sereni nonché ricchissimi, tu sai, immagini che non è possibile. Lo leggi per passare il tempo, se ami la fantasia.

 

2 ore fa, Macleo ha scritto:

Bel racconto, Alberto, anche se hai giocato in casa sia per l'argomento militare, sia perché quanto hai descritto in pratica è quello che ti è successo quando lo spirito di Unius ti ha rubato il corpo.

Grazie del gradimento.

Sì lo ammetto: amo giocare in casa. In quanto a Unius... :D le cose sono cominciate a esagerare da quando cambiai l'avatar iniziale, che mi faceva stare tranquillo.

In principio l'avatar di Unius era Adso da Melk  nel Nome della rosa, poi divenne Robert De Niro nel Cacciatore. Due caratteri leggermente oppostissimi.

Ora, per il quieto vivere ho messo la mia faccia. Qualcuno mi ha scritto che quel tipo pelato sembra Marlon Brando colonnello Kurtz in Apocalipse Now nel monologo dell'orrore e la cosa mi ha lusingato in quanto amo quel personaggio. Ma non voglio fare la sua fine :D

 

 

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Benissimo!

Un'anima nomade!

Ho pensato anche al tema dell'ebreo errante che sarebbe eterno e immortale con tutto il suo corpo, ma quanto sarebbe più credibile se invece fosse solo la sua anima a migrare in eterno da un corpo all'altro vivendo infinte vite.

Mentre leggevo, pensavo che nel primo passaggio da Elias a Bart c'era una lacuna nello scambio di corpi, un'omissione. Il tuo finale ha svelato il perché: era ora che s trasferisse.

L'unica cosa che non mi convince del tutto é in una tua risposta, ossia che assieme all'anima si passa anche le ferite. Quel potere lí non glielo darei.

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Buonasera @Alberto Tosciri

non avevo capito che eri tu, ti ho riconosciuto leggendoti, che è una cosa fantastica perché significa che lasci il segno anche a distanza di tanto tempo.

Il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo, inutile dire che la parte magica, fantastica, lo scambio, il passaggio di corpi, anima, pensieri, famiglia, li ho colti immediatamente, a sfuggirmi è stata solo la parte militare (ma solo per un attimo), del tipo... non faccio una piega davanti a due che migrano da un corpo all'altro, ma se uno si scambia la divisa... mi sballina proprio i pensieri. Ma questo ovviamente è un problema mio, non tuo. ;)

Ho letto anche i vari commenti e ce ne è uno che mi è piaciuto assai. 

6 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

allora... la questione è così: i due non si assomigliano assolutamente in niente. Elias è un essere che ha dei poteri soprannaturali (qui ci ho messo la fantasia, il fantasy, la magia, il realismo magico... quello che vuoi). Come nei racconti di maghi, elfi, principi e draghi che fanno cose che un uomo normale a contratto sindacale, ferie e malattie pagate non riesce a fare per due motivi: primo perché non ha mai sentito parlare di magia, non sa cosa sia nemmeno nei romanzi fantasy e secondo perché per magia intende i goal della sua squadra e la sua socialità finisce qui). Quindi, un essere soprannaturale (che nella vita quotidiana non esiste, non è possibile, non è plausibile) totalmente inventato in un racconto, romanzo, film fantasy può fare cose impossibili, come assumere perfettamente le sembianze di un altro essere umano. Io non so se sia possibile, non l'ho mai  visto fare, non so se sia stato fatto e non indago, perché  a parte le favole non ho altra documentazione probante. Me lo sono totalmente inventato  di sana pianta per scrivere un raccontino. Immaginare cose non vere, come assumere la fisionomia di un altro fa parte della pura e semplice fantasia, una scusa per scarabocchiare un testo o fare un film. Hai mai visto i film di Terminator?  Dove il ciborg assume le sembianze di chiunque? Sono plausibili? No. Ma nei film hanno un loro senso. Se leggi di un pianeta Pinco Palla uguale alla terra dove tutti gli uomini vivono felici e sereni nonché ricchissimi, tu sai, immagini che non è possibile. Lo leggi per passare il tempo, se ami la fantasia.

Ti ho trovato delizioso. :sss:

Bravo, bravissimo, sia a raccontare che a spiegare.

Sempre un grande piacere leggerti.

Alla prossima.

 

 

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Carissimo @Alberto Tosciri

vado a commentarti con gran piacere, anche se (devo dirlo) non potrò scendere troppo nei dettagli, a causa del poco tempo.

Ma quel poco che posso dire me la sento di dirtelo senza mezzi termini.

 

Mi hai sorpreso :o 

Per un po' credevo avessi scritto una prevedibile storia di uno scambio di personalità, causa la complicità della guerra, dove la bontà d'animo degli esseri umani prevale al di sotto del colore delle divise. Per un po' ero quasi convinto che fosse quella la trama del tuo racconto...

E detto fra di noi, se fosse stato così, con qualche aggiustamento qua e là, con qualche finitura psicologica per giustificare il comportamento di Bart/Elias (come mai tanta facilità e bontà con uno sconosciuto?), sarebbe stato un buon racconto. Ben scritto e apprezzabilissimo.

 

Invece no.

Perché Bart/Elias è davvero chi dice di NON essere. E il lettore si è lasciato prendere in giro dalla sua verità, come se si fosse strattato di una ben architettata menzogna.

Perché Bart/Elias è in realtà un body snatcher, un individuo dotato di poteri sovrannaturali in grado di trasferire la propria coscienza (rubandolo) nel corpo di un altro.

BOOOOM!

 

E niente. Non me lo aspettavo.

E non mi capita spesso di rimanere spiazzato.

Niente. E tutto.

Già solo questo per me ti fa valere il premio.

 

Aggiungo al resto il fatto che la storia è ben scritta e testimonia una maturità letteraria che è di gran lunga più grande rispetto a quello che ricordavo.

Braverrimo ;)

 

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Un racconto che mi è piaciuto moltissimo, con questo personaggio che continua a fuggire dalla morte fra epoche e storie diverse. Un modo originale di interpretare il genere storico e dargli così originalità e nuova verve! Complimentissimi, caro <3

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Grazie @Almissima

Il 2/12/2020 alle 17:22, Almissima ha scritto:

Ho pensato anche al tema dell'ebreo errante che sarebbe eterno e immortale con tutto il suo corpo,

Ci ho pensato anche io all'ebreo errante, ma poi ho inventato un'altra situazione, perché la storia dell'ebreo errante è davvero troppo intensamente drammatica per poterla riassumere, sia pure riferendosi a varie leggende medievali, in un piccolo racconto.

 

Il 2/12/2020 alle 17:22, Almissima ha scritto:

Mentre leggevo, pensavo che nel primo passaggio da Elias a Bart c'era una lacuna nello scambio di corpi, un'omissione. Il tuo finale ha svelato il perché: era ora che s trasferisse.

Sì esatto.

 

Il 2/12/2020 alle 17:22, Almissima ha scritto:

L'unica cosa che non mi convince del tutto é in una tua risposta, ossia che assieme all'anima si passa anche le ferite. Quel potere lí non glielo darei.

In effetti qui avrei potuto essere più chiaro. Elias era ferito a un piede, una ferita leggera, mentre Bart aveva una ferita mortale, al petto. Quando Elias assume le sembianze di Bart  trasferisce nel  corpo  di Bart anche la ferita al piede e viceversa nel corpo di Elias si trasferisce  la ferita mortale di Bart.

È una cosa un po' macchinosa, potevo anche evitarla. Giusto per complicare.

Grazie per l'apprezzamento.

 

Ciao @paolati

Benritrovata e grazie del commento e apprezzamento.

 

20 ore fa, paolati ha scritto:

a sfuggirmi è stata solo la parte militare (ma solo per un attimo), del tipo... non faccio una piega davanti a due che migrano da un corpo all'altro, ma se uno si scambia la divisa... mi sballina proprio i pensieri.

Elias era un tedesco e faceva parte di un'operazione speciale, l'Operation Greif (ho specificato in un commento sopra, in effetti sono pochi a sapere ste' cose...)

dove un reparto di tedeschi che parlavano inglese, indossando uniformi americane dovevano introdursi nelle line Alleate per tentare di ostacolarli nella loro avanzata.

 

Davvero ti piace anche come spiego? :) Mi fa piacere. Dovevo essere un insegnante nella vita infatti, ma non mi è stato possibile.

 

@Nerio

Grazie del tuo piacevolissimo commento e per i complimenti.

Non uso spesso la fantasia nelle cose che scrivo, non sempre almeno, perché amo fantasy e realismo magico, ma senza effetti cinematografici

In quanto alla scrittura ti ringrazio. Qualcosina in più si impara sempre crescendo :)

 

@Lo scrittore incolore

Grazie grandissimo, sempre un piacere incontrarti :)

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Il 29/11/2020 alle 21:16, Alberto Tosciri ha scritto:

E il vecchio cominciò a raccontare.

 

Aveva 28 anni nel dicembre 1944.

Noooo, dall'incipit mi ero illuso che fosse una tua storia ambientata nella contemporaneità! :facepalm:xD

 

Il racconto si apre e si chiude in maniera perfettamente circolare. Mi ha fatto pensare a quei film il cui schema è esattamente così, con un anziano in una casa di riposo che racconta, tipo Pomodori verdi fritti, hai presente?

L'idea ci sta tutta, uno scambio di persona fatto in nome di una sorta di patto d'amicizia. è uno dei racconti col marchio di fabbrica inequivocabile di @Alberto Tosciri. E questo vuol dire garanzia, è un po' come con i marchi famosi e d'origine controllata. Io, però, pure se prima te l'ho messa sullo scherzo, sarei stato contento di vederti scorrazzare su praterie a te sconosciute, che tanto sentirti dire che sei bravo in queste storie avrà annoiato anche te. Non so se ricordi, una volta, per gioco, tipo due anni fa, tra un frizzo e un lazzo, chattando off topic, mi assegnasti una boa strambissima per un mi (dovevo inserire un personaggio americano di origini giapponesi con la passione per le orchidee e i soldatini di piombo, ma il protagonista principale doveva essere francese). Poi quel Mi lo vinsi, rispettando la boa. 

Facciamo un gioco? Ci stai? Il prossimo racconto di un Mi me lo scrivi mettendoci dentro degli zombi effeminati, e me lo ambienti nel futuro? Sarebbe uno spasso ;)

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@Alba360

 

23 ore fa, Alba360 ha scritto:
Il 29/11/2020 alle 21:16, Alberto Tosciri ha scritto:

Io mi ritrovai nel corpo di Bart, con una ferita a un piede,

Ciao @Alberto Tosciri

Ma non era Elias che era ferito ad un piede?

Si, era Elias ferito al piede. Trasferendosi nel corpo di Bart trasferì anche la ferita al piede.

Capisco che la cosa possa confondere, non è normale trasferire il corpo con le ferite, ma la ferita di Bart era mortale e non conveniva prenderla, anche se dubito che Elias fosse mortale.

 

 

 

8 ore fa, Edu ha scritto:

sarei stato contento di vederti scorrazzare su praterie a te sconosciute, che tanto sentirti dire che sei bravo in queste storie avrà annoiato anche te.

Sì, hai ragione. Grazie @Edu  Vedrò di addentrarmi su altri lidi, ogni tanto fa bene cambiare.

 

8 ore fa, Edu ha scritto:

Non so se ricordi, una volta, per gioco, tipo due anni fa, tra un frizzo e un lazzo, chattando off topic, mi assegnasti una boa strambissima per un mi (dovevo inserire un personaggio americano di origini giapponesi con la passione per le orchidee e i soldatini di piombo, ma il protagonista principale doveva essere francese). Poi quel Mi lo vinsi, rispettando la boa. 

Facciamo un gioco? Ci stai? Il prossimo racconto di un Mi me lo scrivi mettendoci dentro degli zombi effeminati, e me lo ambienti nel futuro? Sarebbe uno spasso ;)

Ricordo, ricordo.  Bei tempi.  :) A dire il vero scrissi per scherzo quella boa assurda a voler specificare la mia insofferenza per le boe astruse. Se hanno un senso con il contesto possono anche andare, ma io spesso ho rinunciato a partecipare a  diversi MI per boe veramente assurde che avrebbero fatto virare il racconto a una barzelletta, applicandole. Per carità: chi vuole scrivere testi comici (o erotici o dove sgorgano litri di sangue) è libero di farlo. Si metta una sezione apposita.

Ancora grazie per il tuo commento ;)

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2 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:
11 ore fa, Edu ha scritto:

Non so se ricordi, una volta, per gioco, tipo due anni fa, tra un frizzo e un lazzo, chattando off topic, mi assegnasti una boa strambissima per un mi (dovevo inserire un personaggio americano di origini giapponesi con la passione per le orchidee e i soldatini di piombo, ma il protagonista principale doveva essere francese). Poi quel Mi lo vinsi, rispettando la boa. 

Facciamo un gioco? Ci stai? Il prossimo racconto di un Mi me lo scrivi mettendoci dentro degli zombi effeminati, e me lo ambienti nel futuro? Sarebbe uno spasso ;)

Ricordo, ricordo.  Bei tempi.  :) A dire il vero scrissi per scherzo quella boa assurda a voler specificare la mia insofferenza per le boe astruse. Se hanno un senso con il contesto possono anche andare, ma io spesso ho rinunciato a partecipare a  diversi MI per boe veramente assurde che avrebbero fatto virare il racconto a una barzelletta, applicandole. Per carità: chi vuole scrivere testi comici (o erotici o dove sgorgano litri di sangue) è libero di farlo. Si metta una sezione apposita.

Ancora grazie per il tuo commento ;)

E io lo sapevo benissimo che era una provocazione, ma volevo dimostrarti che se nello scrivere c'è una parte di gioco e divertimento non è detto che ne venga fuori una schifezza.

Quanto ci divertiremmo se lo facessi, il racconto sugli zombie effeminati, e quanto ti farebbe bene provare... stai a sentire un cane rosa jedi cretino (che potrebbe esserti figlio o forse anche nipote). Chiaramente sarebbe un racconto con zombie effeminati che esprimono quello che tu vuoi far esprimere loro, la penna e il pensiero resterebbe il tuo, e proprio per questo sarebbe molto interessante. Davvero è così difficile superare queste colonne d'Ercole? Vuoi metterla sul piano dei valori cavallereschi? Bene, allora mettiamola così, io la rispettai la tua boa, tu sei in grado di accettare la sfida e scrivere un racconto che rispetti la mia? Sei vuoi, a tua volta sfidarmi con una tua boa, fatta ad arte per fregarmi, sarò ben contento.

Spoiler

E dai, divertiamoci, almeno qui, che non ti pensare: nella vita sono un (serio e rispettato) funzionario amministrativo, e prendo decisioni che influiscono sulla vita della gente. Ma non lo dire in giro.

 

Modificato da Edu

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19 ore fa, Edu ha scritto:

Quanto ci divertiremmo se lo facessi, il racconto sugli zombie effeminati, e quanto ti farebbe bene provare... stai a sentire un cane rosa jedi cretino (che potrebbe esserti figlio o forse anche nipote). Chiaramente sarebbe un racconto con zombie effeminati che esprimono quello che tu vuoi far esprimere loro, la penna e il pensiero resterebbe il tuo, e proprio per questo sarebbe molto interessante. Davvero è così difficile superare queste colonne d'Ercole? Vuoi metterla sul piano dei valori cavallereschi? Bene, allora mettiamola così, io la rispettai la tua boa, tu sei in grado di accettare la sfida e scrivere un racconto che rispetti la mia? Sei vuoi, a tua volta sfidarmi con una tua boa, fatta ad arte per fregarmi, sarò ben contento.

 

Non mi divertirei e non mi farebbe bene provare.  Quelle colonne d'Ercole non mi piacciono per niente. Poche volte  ho inventato boe in uno scritto,  e quella volta a cui ti riferivi sopra, te l'ho già detto, per mostrare quello che per me era assurdità.  Non c'è niente da provare. Avrai vagamente notato che nemmeno ho chiesto e mai chiederò di accedere nella sezione adulti perché non me ne frega niente.  E puoi anche aggiungere che quando di nik facevo Unius  ed ero un critico ci potevo andare per default. Ci andavo, non ho mai commentato niente, non capacitandomi di tante cose. Problema mio.

Non riesco a  prendere in giro le persone e nemmeno a offenderle, direttamente o indirettamente. Pensa cosa avrei fatto se avessi studiato nella vita. E anche solo scrivendo non hai idea di come riuscirei a trasformare qualunque boiata per ridere di me  in uno scritto parecchio piacevole o anche molto spiacevole a leggersi.  

Non mi offenderei se fosse interpretato in un modo che esulerebbe dalle mie intenzioni, tutti i testi hanno questa prerogativa; spesso parecchi hanno visto nei miei scritti elementari cose bellissime o bruttissime  alle quali non avevo pensato. E non sono mai uscito dai gangheri dicendo loro che la storia era mia e che non dovevano permettersi di fantasticare oltre. Quest'anno ho già sbagliato una volta a interpretare un testo: l'utente se l'è presa dicendomi che ci avevo visto le uniche cose che non voleva saltassero fuori. Io le avevo immaginate. Proprio come con te e il tuo testo in questo MI.  E sono due volte che ho sbagliato.  Devo ricordarmi con chi posso usare la fantasia e con chi è meglio non usare niente. Si impara sempre  nella vita, che dici?  

 

 

 

 

 

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