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Bestseller2020

Tratti di pioggia sopra Auschwitz

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Tratti di pioggia sopra Auschwitz

 

Linee sottili come lame, segnano

questo sfondo tra terra e cielo;

mi appaiono dritte e seguire

i contorni del ferro spinato.

 

Si accompagnano fedeli alle sbarre,

e sulle recinzioni in tensione;

come le righe cucite addosso,

cornice di corpi di sole ossa.

 

Tratti di pioggia cadente

di cui non rimane niente,

lava via la poca neve

dai gelidi binari morti.

 

Dritti come lame che segnano la fine

nella spietata geometria del dolore,

dove nessuna curva resiste

dal deviare da giorni di noia,

 

dove l'unica sorpresa

è solo una breve tangenziale

verso quella libera polvere

che è stata a noi destinata.

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Il 28/11/2020 alle 16:51, Bestseller2020 ha scritto:

fedeli alle sbarre

Bello

 

@Bestseller2020Una poesia che mi ha emozionato. Mi piace quando non si cercano parole nuove ma si combinano in modo nuovo parole antiche.

Parlare dell'olocausto non è facile. Si rischia di cadere nello scontato o, sforzandosi di essere originali, diventare leziosi.

Qui invece c'è un bell'equilibrio. Il dolore è raccontato attraverso le cose e, in questo modo, si trasmette l'impressione che appartenga non solo agli uomini, ma anche alla natura.

Un dolore davvero universale.

Bravo

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ciao@ViCo . Ti ringrazio per il commento. Ne approfitto per spiegare meglio cosa mi ha mosso nel scrivere questo. L'internato ha una visione di tutte le linee dritte che spietatamente lo porteranno dove si sente destinato. Una visione geometrica del dolore, fatta di linee di ferri e di pioggia, dove non vi è nessuna curvatura capace di deviare dal tragico destino. Grazie ancora.

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