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Venus

Memoria di donna

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Commento


Pallida e maleodorante

quella bocca

che sussurrava parole indecenti

a una donna ancora bambina.

Un orco vestito da agnello

seppe celare perfidia ed orrore

dietro lo scudo della menzogna.

Ancor tormentata da oscuri pensieri,

vomito il ricordo di quelle mani,

che il mio corpo impunemente violarono

Candida anima

macchiata di vergogna,

tenero fiore

già marcio alle radici

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna,

che talvolta riaffiora

e ancora la mia mente perseguita

 

 

 

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Ciao @Venus, il link al commento che hai inserito portava a una pagina vuota, ho pensato io a inserire quello esatto. Il commento che hai fatto è al limite, ma essendo nuova per questa volta lo accettiamo. In futuro cerca di impegnarti maggiormente, seguendo le linee guida che trovi sopra la sezione.

Buon proseguimento!

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grazie.

Guarderò come  commentano   gli altri.   Di solito evito per non essere influenzata

Sento e giudico la poesia in modo istintivo e la poesia di Libellula mi è piaciuta molto, soprattutto  le emozioni  come immagini fotografate.

Mancava di  musicalità, ma mi torna difficile dare dei suggerimenti  del tipo 'metti o  togli. questo ecc

Piuttosto è una poesia 'acerba', che va lasciata decantare.  Faccio fatica a pensare a note aggiuntive a quanto già scritto

Mi spiace l'abbiate  considerato una mancanza di  impegno. Spero di riuscire ad adeguarmi

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9 minuti fa, Venus ha scritto:

Mancava di  musicalità, ma mi torna difficile dare dei suggerimenti  del tipo 'metti o  togli. questo ecc

Piuttosto è una poesia 'acerba', che va lasciata decantare.  Faccio fatica a pensare a note aggiuntive a quanto già scritto

In questi casi allora conviene cercare un altro testo da commentare. Chi pubblica in officina lo fa per migliorare la propria scrittura attraverso i consigli e i punti di vista di altri utenti, quindi i commenti approfonditi sono sempre graditi.

Avrai modo di constatarlo quando riceverai i primi commenti ai tuoi lavori. 

Complimenti per la poesia! :)

 

 

 

 

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Grazie. 

Devo abituarmi a  questa regola del portale

Trovo sia più facile per la narrativa. Ho molti dubbi per quanto riguarda  la poesia

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@Venus ciao. Non è facile commentare e cogliere nel segno la giusta critica. Pure io ho lo stesso problema e quindi sei in buona compagnia.

12 ore fa, Venus ha scritto:

Commento


Pallida e maleodorante

quella bocca

che sussurrava parole indecenti

a una donna ancora bambina.

 

Fatto storico che è scolpito nella tua mente, a cui hai dato una chiara collocazione. I versi mi appaiono carichi della tensione giusta, forse nell'ordine un po meno.

12 ore fa, Venus ha scritto:

 

Ancor tormentata da oscuri pensieri,

vomito il ricordo di quelle mani,

che il mio corpo impunemente violarono

 

i brutti ricordi non vanno mai via, rimangono nei più reconditi meandri della mente. Anche qui mantieni la giusta tensione, spiegando al meglio il tuo tormento.

12 ore fa, Venus ha scritto:

 

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna,

che talvolta riaffiora

e ancora la mia mente perseguita

 

 

 

Buona la chiusa adeguata al contesto. ciao

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Grazie- Non è proprio autobiografica. Sono stata a lungo in associazioni che aiutavano le donne che avevano  subito violenza.

Grazie infinito per il commento. Ho appena terminato  la videopoesia che è già su youtube

 

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Ciao @venus! Prima di tutto, leggendo che non ti sentivi di commentare in modo più affronfodito la mia poesia, non ti preoccupare, se per te c'era da togliere o mettere qualcosa di specifico, sentiti libera di esprimerlo. Ti capisco però, anche per me non è facile, cis to provando perché aiuta a migliorare molto il proprio occhio critico e si comprendono anche meglio i componimenti. Perciò ti invito, se vorrai, a ricommentare la mia poesia, per me è solo fonte di miglioramento.

Ora passo alla tua poesia. Brividi per come sei stata brava. Ho letto che tu non hai avuto quel tipo di brutta esperienza, ma hai descritto moto bene come ci si sente, se pur partendo da esperienze indirette. Complimenti davvero. 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Candida anima

macchiata di vergogna,

tenero fiore

già marcio alle radici

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna,

che talvolta riaffiora

e ancora la mia mente perseguita

Qui davvero fai sentire sulla pelle cosa rimane a chi è stato violato in senso lato, fisicamente, sessualmente, psicologicamente. 

Brava! 

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Grazie per quanto hai scritto.

Il mio ''problema' è la forte empatia con le persone, che non sempre è un vantaggio.

Questo mi capita anche con le poesie (non con tutte ovviamente) scritte da altri

A volte  una poesia mi entra nell'anima ed è come l'avessi scritta io.

Non è molto che scrivo poesie, o  meglio, non ci ho mai creduto, fino a quando non ho

incontrato una poetessa con la 'P' maiuscola che mi ha detto di coltivare questa dote,

che io non ho mai saputo di avere e che sto affinando

Ti scrivo in pvt

 

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Ciao @Venus

mi piacciono sempre molto le poesie che parlano di cose reali; e quello di cui parli qui è un problema di ogni donna (veramente, anche per gli uomini può essere un problema...). Tra l'altro il 25 era la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e che tu l'abbia postata in questi giorni ci sta benissimo. 

Ora ti dico cosa mi ha colpito di più.

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Pallida e maleodorante

quella bocca

L'inizio è realistico, forte e intenso: giusto (la reazione di fastidio che viene al lettore è la stessa della protagonista)

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

a una donna ancora bambina

molto bello: suggerisce che in ogni bambina c'è una donna, e in ogni donna una bambina (con i suoi sogni...)

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Un orco vestito da agnello

seppe celare perfidia ed orrore

dietro lo scudo della menzogna.

sento un po' troppa rigidità ed enfasi in quel "seppe"; forse bastava "che celava", oppure solo "celava"?

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Ancor tormentata da oscuri pensieri,

A me non piace la forma "ancor", che suona "aulica", salvo che non serva a fare il ritmo del verso; e qui non serve, mi pare; scriverei "ancora"; oppure "ancora mi tormentano oscuri pensieri". Provo a darti dei suggerimenti non perché sia particolarmente adatto a insegnare, ma perché leggo che è una delle prime poesie che scrivi; e la poetessa, secondo me, non si deve mai stancare di cercare la forma espressiva migliore. In questo senso, una poesia non è mai "finita del tutto".

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

vomito il ricordo di quelle mani,

molto forte, mi piace. 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna

Anche questo mi piace molto. Mi piace meno:

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

impunemente

io avrei messo qualcosa come "vilmente", vigliaccamente", "sordidamente".

Ora torno a rileggere la poesia e l'effetto complessivo che mi fa è: forte, con le parole giuste per dire quello che dovevi dire. 

Ciao, spero di rileggerti (e che tu magari legga qualcosa di mio).

:)

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ti ringrazio per il commento.

Nel primo verso c'è purtroppo un errore. Credo dovuto al correttore e di cui mi sono accorta troppo tardi.

Il verso esatto è ''Putrida e maleodorante  proprio per dare il senso del ribrezzo di chi scrive verso questa ''specie' di uomo.

- Viene appositamente usato ''seppe' per dire che fu abile, che riuscì a celare la sua vera indiole con un sacco di menzogne

'Ancor'  è utilizzato solo per dare ritmo e musicalità al verso.  ''Ancor tormentata da oscuri pensieri, vuole essere di supporto

al verso forte successivo  'vomito il ricordo di quelle mani

- - impunemente è diverso da 'vilmente o sordidamente'  I questo caso  impunemente significa che  non ha ricevuto

la punizione che si meritava. Dietro questo  '' impunemente, sta la rabbia per una mancata punizione  ed il forte desiderio di giustizia

Tengo molto alla musicalità della poesia e ogni parola viene scelta e valutata. Oltretutto sono anche reader e quindi mi accorgo 

subito se  un verso non 'suona'

Questa poesia è rimasta in bozza  a lungo ed è stata rivista e opportunamente rimaneggiata solo di recente.

Devo però ringraziarti   di tutto quello che hai scritto, che mi ha spinto a delle riflessioni ed a motivare (in primis a me)

l'uso  di un termine anzichè di un altro

Non mancherò di leggerti.

Ti scrivo anche inn pvt

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Ciao @Venus

be', lo sai che "pallida" non ci stava mica male? Mentre putrida diceva più o meno la stessa cosa di maleodorante, pallida metteva una sensazione visiva. Io ho immaginato le labbra bianche di qualcuno che sta per fare una cosa orribile e lo sa, e perciò mentre la fa ha anche paura. 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

seppe

mi sembrava solo troppo enfatica; sia come suono (sembra "scoppiare"), sia perché accenna a un atteggiamento retorico, sentenzioso. Mi sembrava meglio "smorzare" il suono e la drammaticità dell'atteggiamento (in coerenza con la sorte di vittima della protagonista). Ma sono solo sensazioni...

Il 27/11/2020 alle 23:12, Venus ha scritto:

impunemente

Sì ma suggerisce che aspetti la punizione da qualcun altro, un atteggiamento passivo, fatalistico. Un'altra parola (non necessariamente vigliaccamente o sordidamente; forse "orribilmente") coinvolgerebbe di più il lettore/lettrice in una condanna morale e, sperabilmente, in una reazione (concreta? magari).

Sai, io sono uno che dopo avere scritto una poesia non è mai contento del tutto, e a volte torno a modificarla, anche a distanza di anni. Certe volte, la parola giusta mi viene in mente di mattina, a mente libera. Comunque a mia moglie è piaciuta molto :).

Ciao, a presto

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11 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

Ciao @Venus

be', lo sai che "pallida" non ci stava mica male? Mentre putrida diceva più o meno la stessa cosa di maleodorante, pallida metteva una sensazione visiva. Io ho immaginato le labbra bianche di qualcuno che sta per fare una cosa orribile e lo sa, e perciò mentre la fa ha anche paura. 

mi sembrava solo troppo enfatica; sia come suono (sembra "scoppiare"), sia perché accenna a un atteggiamento retorico, sentenzioso. Mi sembrava meglio "smorzare" il suono e la drammaticità dell'atteggiamento (in coerenza con la sorte di vittima della protagonista). Ma sono solo sensazioni...

Sì ma suggerisce che aspetti la punizione da qualcun altro, un atteggiamento passivo, fatalistico. Un'altra parola (non necessariamente vigliaccamente o sordidamente; forse "orribilmente") coinvolgerebbe di più il lettore/lettrice in una condanna morale e, sperabilmente, in una reazione (concreta? magari).

Sai, io sono uno che dopo avere scritto una poesia non è mai contento del tutto, e a volte torno a modificarla, anche a distanza di anni. Certe volte, la parola giusta mi viene in mente di mattina, a mente libera. Comunque a mia moglie è piaciuta molto :).

Ciao, a presto

Ciao, @Gianfranco P    Grz per le osservazioni, che apprezzo quando sono motivate e costruttive come le tue. . ''Putrida'  anzichè 'pallida' perchè putrida  mi dà il senso di qualcosa di talmente schifoso e marcio da fare vomitare., verbo che uso nel verso successivo, come conseguenza della descrizione

'Impunemente.: quando è avvenuto l'abuso, il protagonista era un minore e nessuno l'ha salvato. Quando un minore è vittima di un abuso  si sente ''sporco' e si vergogna. immensamente,  Se poi si tiene tutto dentro, e non ha un adulto al fianco che lo supporti,, non  ha la forza nè di difendersi,, nè di denunciare e pensa addirittura che sia colpa sua., Quando poi diventa adulto, gli rimane addosso  l'abuso e la rabbia è che ormai il torto  resta impunito, perchè è passato troppo tempo o magari l'abusante è  morto o ha cambiato città

Quanto al modus operandi,  uso lo stesso tuo modo. Questa poesia  ad esempio è stata  scritta tre anni fa con un altro titolo, ma avevo la netta sensazione che mancasse qualcosa.

Poi l'ho ripresa in mano  e ''sistemata' e Credo che questa  ormai sia la versione definitiva.  P.S.  avevo andato uno dei miei video  per tua moglie (semplicemente donna di Vincenzo ode Ruvo) L'hai ricevuta?  A presto  '

 

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@Venus salve,

poesia, la tua, con un argomento che accende pensieri di giustizia ben più violenti di una poesia.

 

Mi limiterò solo ad alcune considerazioni che prendi come visione personale di un modo di scrivere.

 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Pallida e maleodorante

quella bocca

che sussurrava parole indecenti

togliere il "che" cambia il ritmo di lettura .

Al posto di "maleodorante" userei il più dispregiativo "fetida" 

Al posto di "parole indecenti" userei "oscenità".

L'effetto è di un'esposizione vista dall'esterno e con un disprezzo maggiore dovuto ad un ritmo diverso.

Pallida e fetida

quella bocca

sussurrava oscenità

 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

a una donna ancora bambina.

è una precisazione inutile. Lascia la deduzione ad una minor precisione nell'esposizione ed all'istinto di chi ti legge.

Il modo in cui hai scritto lascia comprendere benissimo che si tratta di una donna (ancora) bambina.

Se avessi scritto il contrario (bambina ancora donna) non avrebbe avuto senso e la mente umana esclude automaticamente i contrari impossibili.

 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

che il mio corpo impunemente violarono

come s'è capito ho un'antipatia incurabile per il "che" ad inizio verso :) , ne parlerò col mio psichiatra :) 

impunite sacrileghe del mio corpo

Ti piacerebbe di più?

 

Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

che talvolta riaffiora

:) è più forte di me, chiamo lo psichiatra e fisso un appuntamento per domani 

 

Prendi quello che ti ho scritto sempre per una visione personale sul modo di scrivere e, se non mi rinchiudono, alla prossima! 

 

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12 ore fa, AzarRudif ha scritto:

@Venus salve,

poesia, la tua, con un argomento che accende pensieri di giustizia ben più violenti di una poesia.

 

Mi limiterò solo ad alcune considerazioni che prendi come visione personale di un modo di scrivere.

 

togliere il "che" cambia il ritmo di lettura .

Al posto di "maleodorante" userei il più dispregiativo "fetida" 

Al posto di "parole indecenti" userei "oscenità".

L'effetto è di un'esposizione vista dall'esterno e con un disprezzo maggiore dovuto ad un ritmo diverso.

Pallida e fetida

quella bocca

sussurrava oscenità

@AzarRudifI Innanzitutto grazie il tuo commento.

. :  sul primo ' 'che' 'potrei anche essere d'accordo

Come ho scritto, è stato  erroneamente indicato  'pallida' anzichè  'putrida'

Cmq  preferisco lascare  'parole indecenti' perchè  trovo sia musicale con maleodorante

''Oscenità' no non mi piace.  perchè non amo molto le parole con l'accento nelle poesie

e poi  perde - Ho provato a leggerla con i tuoi suggerimenti e non mi convince,

perde l'armonia

 

12 ore fa, AzarRudif ha scritto:

è una precisazione inutile. Lascia la deduzione ad una minor precisione nell'esposizione ed all'istinto di chi ti legge.

Il modo in cui hai scritto lascia comprendere benissimo che si tratta di una donna (ancora) bambina.

Se avessi scritto il contrario (bambina ancora donna) non avrebbe avuto senso e la mente umana esclude automaticamente i contrari impossibili.

@azarudif 

''una donna bambina' è diverso da una 'donna ancora bambina''

Donna bambina è generico : può essere più donna che bambina, oppure il contrario  Mi spiego: :un conto è una donna bambina di  tredici anni ed un conto  una donna  ancora banbina di dieci anni, A quell'età, tre anni sono una grossa differenza, sia a livello psicologico, che a livello comportamentale

 

come s'è capito ho un'antipatia incurabile per il "che" ad inizio verso :) , ne parlerò col mio psichiatra :) 

impunite sacrileghe del mio corpo

Ti piacerebbe di più?

 

:) è più forte di me, chiamo lo psichiatra e fisso un appuntamento per domani 

 

Prendi quello che ti ho scritto sempre per una visione personale sul modo di scrivere e, se non mi rinchiudono, alla prossima! 

 

@azarudif . Come ho scritto sul mio profilo, sono anche reader. Ho un canale su youtube con oltre  120 mila visualizzazioni e  520 iscritti . 

Ti mando il link del video di questa poesia..

 

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Il 21/11/2020 alle 20:17, Venus ha scritto:

Pallida e maleodorante

quella bocca

che sussurrava parole indecenti

a una donna ancora bambina.

Un orco vestito da agnello

seppe celare perfidia ed orrore

dietro lo scudo della menzogna.

Ancor tormentata da oscuri pensieri,

vomito il ricordo di quelle mani,

che il mio corpo impunemente violarono

Candida anima

macchiata di vergogna,

tenero fiore

già marcio alle radici

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna,

che talvolta riaffiora

e ancora la mia mente perseguita

 

 

Ciao Venus, un componimento che tratta un tema molto forte. Mi dispiace moltissimo per quel che hai dovuto subire, deve essere stata un'esperienza terribile e, purtroppo, indelebile. Andiamo all'opera, invece. 

 

Pallida e maleodorante

quella bocca

che sussurrava parole indecenti

a una donna ancora bambina.

Un orco vestito da agnello

seppe celare perfidia ed orrore

dietro lo scudo della menzogna.

 

Analizzo questo primo spezzone. Non credo ci sia bisogno di dare un'interpretazione di questi versi, mi sembrano chiarissimi. Il "mostro" (parente, amico di famiglia) ha abusato della tua innocenza infantile attraverso la menzogna. Apprezzo molto lo stile chiaro e conciso, senza fronzoli, ma in questo caso, oltre allo sdegno, non riesco ad accedere all'estasi (anche se in questo caso d'orrore) che è propria della poesia e della sua verticalità. Questo primo spezzone risulta un po' scarno dal punto di vista retorico. E' solo un vomitare un dolore profondo con rabbia e frustrazione (e non è un male, sia chiaro). 

 

Ancor tormentata da oscuri pensieri,

vomito il ricordo di quelle mani,

che il mio corpo impunemente violarono

Candida anima

macchiata di vergogna,

tenero fiore

già marcio alle radici

Una lama tagliente

sepolta nella mia memoria di donna,

che talvolta riaffiora

e ancora la mia mente perseguita

 

Infatti, il ricordo viene vomitato. Un'esperienza tremenda che viene tradotta in parole semplici e dirette. La poesia diventa un semplice "dolcificante" di questo schifo che hai subito, una maniera per parlarne, discuterne, per confessare al foglio tutto il terrore che hai portato dentro per molto tempo. Il foglio, la penna, diventano il miglior "psichiatra" a disposizione. Diciamo che come componimento è molto scarno, più che una poesia mi sembra un "diario in versi" (ma, d'altronde, chi sono io per dire cosa sia la poesia? Ovviamente intendo il mio modo di vedere la poesia). La scrittura si rivela potente strumento di liberazione dai pesi psicologici che ci portiamo dappresso, nel tuo caso vero e proprio abuso subito in infanzia. Ribadisco che sono profondamente addolorato per quel che ti è capitato, e spero che il dolore diventi sempre più lieve. Sono convinto che con un fatto del genere si può solo "convivere" ed accettarlo (nel senso lato del termine). A presto. 

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Allora dovendo scegliere una poesia da commentare ho scelto la tua visto il forte tema trattato, sicuramente hai badato alle parole usate, hai pesato tutto in modo che arrivi subito il messaggio senza bisogno di fare una profonda interpretazione, il risultato è molto carico e diretto, fin troppo a mio parere, scelta che penso si rifletta nell'uso del verso libero, per dare l'effetto di un fiume in piena che suscita subito nel lettore lo stesso senso di disgusto, pena e compassione per la scrittrice, o comunque la protagonista.

Sicuramente hai toccato punti molti vicini, purtroppo, anche al giorno d'oggi, e hai toccato un po' "le classiche" sfaccettature del tema, non in senso negativo, ma sicuramente molto generalizzabile a chi, questa esperienza l'ha vissuta.

Mi scuso per il commento superficiale, ma sono alle prime armi. 

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