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Wanderer

Invio di copie promozionali da parte dell'editore

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Quanto è determinante secondo voi questo specifico aspetto della promozione, ovvero quello dell'invio (da parte dell'editore) di copie ad organi di informazione, blog letterari, critici, personaggi noti, eccetera? E qual è un numero minimo di copie che un buon editore - piccolo o medio che sia - dovrebbe destinare sin dall'inizio a questo aspetto, se davvero ha investito sull'opera e intende promuoverla seriamente? 

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35 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Quanto è determinante secondo voi questo specifico aspetto della promozione, ovvero quello dell'invio (da parte dell'editore) di copie ad organi di informazione, blog letterari, critici, personaggi noti, eccetera?

In questo caso, la promozione sarebbe perfetta. Il punto è, che se non sei sponsorizzato da un editore importante, difficilmente, blog letterari, critici, personaggi noti, eccetera, ti faranno pubblicità. 

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@Annabel

Dipende cosa intendi per "importante" (e non lo voglio sapere...). A mio avviso, conta molto se l'editore, "importante" o meno che sia, si è formato una buona rete di contatti o meno. Anche a monte di ciò, di solito gli organi di informazione locali (giornali, tv e radio) danno un po' di spazio agli autori di quella regione, pur se esordienti, ed è un primo passo. Se però l'editore, per quanto piccolo, nemmeno prevede l'invio di copie promozionali, perché ciò non rientra nelle sue politiche e nel suo rischio d'impresa... allora preclude sin dall'inizio al libro di ricevere attenzione, e preclude all'autore di ottenere spazio in certi canali (a meno che non voglia farlo lui, di propria iniziativa e di tasca propria, mentre l'editore se ne disinteressa).

Poi dipende dal tipo di opera, e in alcuni casi l'invio deve essere mirato. Chiaramente, se qualcuno scrive un libro che affronta un certo tema, e l'editore lo invia a qualcuno che è noto in quel campo, ci sono più possibilità di ricevere attenzione, e di ottenere qualche recensione o segnalazione. 

La seconda domanda che ho fatto, comunque, è relativamente separata dalla prima. Si può ammettere che l'editore non abbia tanti contatti (magari perché giovane), o che non abbia troppa conoscenza sul campo di pertinenza dell'opera. Ma almeno dovrebbe destinare un numero minimo di copie promozionali da inviare su segnalazione dello stesso autore. Quale sia questo "numero minimo" (10? 20? 30?) non saprei, e magari dipende caso per caso, ma la totale assenza di questo aspetto dovrebbe essere un elemento da valutare nella scelta di un editore, dato che la promozione dell'opera è (o dovrebbe essere) un aspetto che compete innanzitutto all'editore, secondo le dinamiche fisiologiche del contratto di edizione. In troppi casi invece l'autore finisce per fare lui stesso il mestiere dell'editore - promuovendo il libro a spese proprie, e sconfinando nella EAP, anche con editori "free" - ed è meglio saperlo sin dall'inizio. 

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Dipende dall'editore per cui pubblichi. Se il suo scopo è vendere a tua madre allora non spedirà niente a nessuno, altrimenti lui spedisce e tu spedisci. Lui ovviamentw avrà più contatti di te, se non è appena nato, ma non è detto. Ci sono autori che finiscono in tv perché hanno conoscenze e autori che oltre i lit blog non vanno.

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@Wanderer Secondo me un editore serio all'uscita del libro deve attivarsi con il suo ufficio stampa per fare un comunicato e destinare tot copie a giornalisti/blogger/recensori.  Quante copie dipende poi dalla grandezza e dalle possibilità (anche in termini di contatti) che ha. Io credo che un editore "medio" (diciamo così) una decina di copie le dovrebbe investire in tal senso.

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Ricordiamo anche che esistono gli ebook che (in questo contesto) sono a costo 0.

Quindi non trovo molto sensata la domanda "quante copie?" perché non è un problema di copie. È un problema di tempo/contatti/visibilità.

Difficile che pubblichino una pagina di giornale intera con intervista e copertina del libro, se io non sono nessuno.

Cmq di questo lavoro (di inviare il romanzo per recensioni) ne ha fatto una parte la mia casa editrice all'uscita e una parte io, inviando l'ebook in pdf ad altri blog (parliamo di qualche decina di contatti).

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28 minuti fa, lapidus ha scritto:

@Wanderer Secondo me un editore serio all'uscita del libro deve attivarsi con il suo ufficio stampa per fare un comunicato e destinare tot copie a giornalisti/blogger/recensori.  


E fin qui dovremmo essere tutti d'accordo... ma non tutti sono editori "seri", per l'appunto. 

 

29 minuti fa, lapidus ha scritto:

Io credo che un editore "medio" (diciamo così) una decina di copie le dovrebbe investire in tal senso.


Attenzione che questa espressione, "editore medio", è diventata estremamente controversa... :lol: Comunque sì, a mio avviso il minimo sindacale dovrebbe essere tra 10 e 20. Poi magari la percentuale di copie da destinare alla promozione dipende anche dalle tirature, e dall'aspettativa di vendita. 10 copie su una tiratura di 100 sono il 10%, quindi persino troppe, su una tiratura di 500 il 2%, quindi decisamente poche. 

 

4 minuti fa, CB85 ha scritto:

Ricordiamo anche che esistono gli ebook che (in questo contesto) sono a costo 0.

Quindi non trovo molto sensata la domanda "quante copie?" perché non è un problema di copie. È un problema di tempo/contatti/visibilità.

Difficile che pubblichino una pagina di giornale intera con intervista e copertina del libro, se io non sono nessuno.

Cmq di questo lavoro (di inviare il romanzo per recensioni) ne ha fatto una parte la mia casa editrice all'uscita e una parte io, inviando l'ebook in pdf ad altri blog (parliamo di qualche decina di contatti).


Chiaramente il quesito è riferito a libri cartacei. Gli ebook sono a costo (quasi) zero, ma anche a investimento (quasi) zero, quindi esulano un po' dal discorso, che riguarda l'investimento dell'editore sulla promozione. In teoria l'editore può inviare un Pdf anche di un cartaceo, ma spesso non sortisce gli stessi effetti, anche perché nella valutazione di un prodotto editoriale rientra la valutazione della sua veste materiale. A volte, comunque, l'editore non investe nemmeno il suo tempo nell'inviare un Pdf o un ebook... si disinteressa totalmente della questione, e si aspetta che pensi a tutto l'autore, come fosse in Self-publishing. 

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Sinceramente penso che solo le grandi case editrici mandino qualche copia cartacea dei loro romanzi per le recensioni.

Ma sono nuova dell'ambiente, magari mi sbaglio di grosso.

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25 minuti fa, CB85 ha scritto:

Sinceramente penso che solo le grandi case editrici mandino qualche copia cartacea dei loro romanzi per le recensioni.
Ma sono nuova dell'ambiente, magari mi sbaglio di grosso.


In realtà, per esperienza, lo fanno anche le piccole e le medie, quando credono nell'opera e nel suo potenziale. Destinare almeno una decina di copie a giornalisti, blogger e recensori dovrebbe essere il minimo sindacale, e l'autore dovrebbe pretenderlo. Anche perché all'editore quelle copie costano un terzo del prezzo, quindi spesso si tratta di investire appena una ventina o trentina di euro in promozione, per avere un ritorno economico e d'immagine.

Chiaramente, se il libro è concepito per essere venduto soltanto all'autore, e ai suoi amici e parenti, è un altro discorso e non serve alcuna promozione; ma qui siamo nel campo della EAP e dei suoi surrogati. 

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21 minuti fa, Wanderer ha scritto:


In realtà, per esperienza, lo fanno anche le piccole e le medie, quando credono nell'opera e nel suo potenziale. Destinare almeno una decina di copie a giornalisti, blogger e recensori dovrebbe essere il minimo sindacale, e l'autore dovrebbe pretenderlo. Anche perché all'editore quelle copie costano un terzo del prezzo, quindi spesso si tratta di investire appena una ventina o trentina di euro in promozione, per avere un ritorno economico e d'immagine.

Chiaramente, se il libro è concepito per essere venduto soltanto all'autore, e ai suoi amici e parenti, è un altro discorso e non serve alcuna promozione; ma qui siamo nel campo della EAP e dei suoi surrogati. 

 

Anche di questo non è possibile fare una regola: dipende. Dipende dalla tematica del libro, dall'autore, dal periodo, dal momento. Certo una decina di copie è il minimo ma, in ogni caso, non si possono mandare a chiunque perché, di fatto, pochissimi giornali, giornalisti e blogger sono disponibili a pubblicare recensioni e/o segnalazioni. Il pdf e/o l'ebook meglio di no a meno che lo richieda il giornalista stesso perché la maggior parte vuole il cartaceo.

La spesa invece non si limita al costo vivo del libro perché bisogna metterci anche il costo della spedizione (raccomandata e/o corriere) quindi non meno di 6/7 euro. In questo caso il piego di libri non è consiglaibile perché non è tracciabile e molto spesso i libri arrivati nelle redazioni "rischiano di perdersi"...

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8 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Anche di questo non è possibile fare una regola: dipende. Dipende dalla tematica del libro, dall'autore, dal periodo, dal momento. 


Per l'editore, fare promozione dovrebbe essere in ogni caso la regola, e non credo ci dovrebbero essere eccezioni. 
Altrimenti, mi chiedo, come può sperare di far conoscere e vendere il libro aldilà di amici e parenti dell'autore? 
 

Quota

Certo una decina di copie è il minimo ma, in ogni caso, non si possono mandare a chiunque perché, di fatto, pochissimi giornali, giornalisti e blogger sono disponibili a pubblicare recensioni e/o segnalazioni. Il pdf e/o l'ebook meglio di no a meno che lo richieda il giornalista stesso perché la maggior parte vuole il cartaceo.


E qui siamo abbastanza d'accordo. Ma dovrebbe essere l'editore a pianificare invii mirati: anche relativamente pochi, ma buoni.
Se invia una decina di copie "d'ufficio" non serve a molto, e spesso sono libri sprecati. 
 

Quota

La spesa invece non si limita al costo vivo del libro perché bisogna metterci anche il costo della spedizione (raccomandata e/o corriere) quindi non meno di 6/7 euro. In questo caso il piego di libri non è consiglaibile perché non è tracciabile e molto spesso i libri arrivati nelle redazioni "rischiano di perdersi"...


Esistono anche tariffe agevolate per chi fa molte spedizioni, o per chi le pianifica online, così come per i venditori Ebay...

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1 minuto fa, Wanderer ha scritto:

Per l'editore, fare promozione dovrebbe essere in ogni caso la regola, e non credo ci dovrebbero essere eccezioni. 
Altrimenti, mi chiedo, come può sperare di far conoscere e vendere il libro aldilà di amici e parenti dell'autore? 

 

Appunto, ma questo noi non lo facciamo prima. Lo studiamo dopo aver impaginato il libro, prima della pubblicazione.

A noi i parenti e gli amici degli autori interessano poco perché non facciamo più di 10 libri l'anno quindi non si riuscirebbe a campare solo con questi...

 

1 minuto fa, Wanderer ha scritto:

E qui siamo abbastanza d'accordo. Ma dovrebbe essere l'editore a pianificare invii mirati: anche relativamente pochi, ma buoni.
Se invia una decina di copie "d'ufficio" non serve a molto, e spesso sono libri sprecati. 

 

è quello che ho detto: "non si possono mandare a chiunque" significa proprio invii mirati. Nemmeno un libro deve essere sprecato...

 

2 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Esistono anche tariffe agevolate per chi fa molte spedizioni, o per chi le pianifica online, così come per i venditori Ebay...

 

Davvero? Non immaginavo ci fossero tariffe di questo genere... O_O

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15 ore fa, Wanderer ha scritto:


Non sono molto esperto, ma credo che siano queste: 
https://business.poste.it/professionisti-imprese/gamma/crono.html

Scusa pensavo si fosse capito il tono ironico della mia risposta.

Comunque Crono non lo conoscevo ma ho visto che ha, più o meno, lestesse tariffe a cui accennavo io: non meno di 6/7 euro...

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Concordo sul fatto che un editore di buona/media qualità (a prescindere dalla sua dimensione d'impresa ;)), dovrebbe inviare un certo numero di copie destinate alla promozione.

Sulla quantità sono anch'io d'accordo che possa variare in relazione alla tiratura e che 10 sia il minimo. In genere, un buon ufficio stampa ha dei contatti "standard" per così dire, cioè redazioni (di giornali, riviste, tv, blog, eccetera) dalle quali sa di poter ricevere promozioni e recensioni certe. Io credo anche che alcune copie vengano inviate a redazioni più gorsse "senza impegno", cioè senza che vi sia la certezza della promozione (vedi, per esempio, rubriche televisive sui libri come "Billy", o com'era "Do-Re Ciak Gulp" del buon Mollica). O almeno, so per certo che alcuni degli editori con cui pubblico lo fanno.

Noto, però, che molti editori oggi puntano parecchio sull'on-line e quindi a riviste web di settore, blogger più seguiti sui social, youtuber. In tali casi l'invio del cartaceo dipende dal gradimento del recensore, perché alcuni lo richiedono espressamente, altri prediligono il Pdf (o l'Epub o il Mobi).

Quante copie siano state realmente inviate come promozione l'autore lo saprà dal resoconto, perché al suo interno sono (dovrebbero essere) dettagliate. E sono incluse anche quelle inviate (qui parlo del cartaceo) su richiesta dell'autore, per cui alla cifra esatta ci si può facilmente arrivare per sottrazione.

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1 ora fa, ElleryQ ha scritto:

Concordo sul fatto che un editore di buona/media qualità (a prescindere dalla sua dimensione d'impresa ;)), dovrebbe inviare un certo numero di copie destinate alla promozione.


Dovrebbe a prescindere, sì, ma è pur vero che le risorse economiche per la promozione sono sensibilmente dipendenti dalle risorse economiche dell'editore, quindi relative alla dimensione d'impresa (così come la quantità di copie promozionali è relativa alla tiratura dell'opera). Ovvero, l'editore che cresce come impresa è quello che promuove e che vende meglio le sue opere, oltre a realizzare prodotti editoriali di migliore qualità. É solo ed esclusivamente così che i piccoli editori crescono, che la dimensione d'impresa aumenta, e in fondo è tutto un processo virtuoso che si auto-alimenta: l'editore che investe in qualità e in promozione ha maggiori aspettative di vendita sui libri, guadagna di più, e sul prossimo libro potrà investire più in qualità e in promozione. Per un editore è così che dovrebbe funzionare, quando non si limita a "tirare a campare", vendendo prodotti editoriali scadenti all'autore e alle sue cerchie. 

Quando l'editore non può (o non vuole) assumersi alcun rischio d'impresa, o non ha i mezzi economici per farlo, allora ci si chiede: che impresa è? A noi autori viene sempre ricordato che l'editore è un'impresa, che deve seguire logiche economiche e tendenze di mercato. Ma anche l'autore dovrebbe seguire le stesse logiche, nella selezione dell'editore: se un editore non ha un minimo di capitale d'impresa, se non ha i mezzi (o la volontà) di investire sugli autori e sui loro libri, allora presumibilmente la sua ragion d'essere è un'altra, e i suoi sono guadagni - spesso sin troppo facili - che provengono dallo sfruttamento della vanità e della credulità degli autori, non dalla fisiologica vendita dei libri ai lettori. 

Chiaramente, non è una risposta a quanto hai scritto tu; sono delle considerazioni annesse e connesse al discorso delle copie promozionali. 

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