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Laura_p

Premio Dea Planeta 2020-2021

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Buongiorno a tutti, scrivo questo post perché sono interessata a partecipare al prossimo concorso di Dea Planeta, tuttavia, controllando il sito del premio, ho notato che non è ancora uscito il bando (l'anno scorso era uscito a metà ottobre).

Qualcuno di voi ha notizie in merito? Ci sarà il concorso il prossimo anno? Grazie.

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1 ora fa, ebreovenutodallanebbia ha scritto:

mi hanno risposto dall'ufficio stampa. Quest'anno niente premio.

Un premio di cui gli aspiranti scrittori possono fare a meno. I vincitori sono già imbarcati da tempo nell'editoria e gli scrittori, quelli sconosciuti, fanno solo numero. 

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Il 25/11/2020 alle 12:03, ebreovenutodallanebbia ha scritto:

mi hanno risposto dall'ufficio stampa. Quest'anno niente premio.

 

Per me, possono anche chiudere definitivamente. Un premio nato per distribuire ricche prebende agli amici degli amici mi sembra decisamente superfluo, per non dire di peggio.

 

P.S. Sono andato a leggermi la quarta di copertina del romanzo vincitore di quest'anno, ovviamente ad opera di autrice già affermatissima (Bompiani, Mondadori). Ho trovato la fiera dei luoghi comuni. Non c'è un solo elemento della descrizione che non corrisponda ai cliché dei più triti romanzi rosa. L'apogeo, secondo me, viene toccato con l'amante spagnolo (spagnolo!) di nome Javier. No, non sto scherzando. Poi, per carità, sarà sicuramente una bravissima scrittrice. D'altra parte, se ha vinto un superpremio come questo, ci sarà un motivo. Già, ma quale? 

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3 ore fa, L'antipatico ha scritto:

P.S. Sono andato a leggermi la quarta di copertina del romanzo vincitore di quest'anno, ovviamente ad opera di autrice già affermatissima (Bompiani, Mondadori). Ho trovato la fiera dei luoghi comuni

Anche l'anno scorso è stato lo stesso. Purtroppo dietro a questi romanzi vincitori, scadenti, non ci sono soltanto gli scrittori, ma tanti professionisti che lavorano per loro. Avrebbero dovuto presentare un capolavoro, ma rimarranno libri scarsi. 

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Il 5/12/2020 alle 13:28, Annabel ha scritto:

Anche l'anno scorso è stato lo stesso. Purtroppo dietro a questi romanzi vincitori, scadenti, non ci sono soltanto gli scrittori, ma tanti professionisti che lavorano per loro. Avrebbero dovuto presentare un capolavoro, ma rimarranno libri scarsi. 

Confermo, anzi ti dirò di più, la signora Sparaco , vincitrice dell'edizione 2019 con un'opera a dir poco ridicola, è moglie di Massimo Gramellini, vicedirettore del Corriere della Sera. Icredibile come in Italia ogni occasione è buona per intrallazzare. Non pensavo che nel mondo dell'editoria esistesse tanto schifo. 

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1 ora fa, Ziggy77 ha scritto:

Confermo, anzi ti dirò di più, la signora Sparaco , vincitrice dell'edizione 2019 con un'opera a dir poco ridicola, è moglie di Massimo Gramellini, vicedirettore del Corriere della Sera. Icredibile come in Italia ogni occasione è buona per intrallazzare. Non pensavo che nel mondo dell'editoria esistesse tanto schifo. 

Un premio per essi e er i suoi. Ho provato a dire il mio parere riguardo alla Sparaco, ma sui social i media le fanno scudo. O_o 

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Il 5/12/2020 alle 10:18, L'antipatico ha scritto:

 

Per me, possono anche chiudere definitivamente. Un premio nato per distribuire ricche prebende agli amici degli amici mi sembra decisamente superfluo, per non dire di peggio.

 

P.S. Sono andato a leggermi la quarta di copertina del romanzo vincitore di quest'anno, ovviamente ad opera di autrice già affermatissima (Bompiani, Mondadori). Ho trovato la fiera dei luoghi comuni. Non c'è un solo elemento della descrizione che non corrisponda ai cliché dei più triti romanzi rosa. L'apogeo, secondo me, viene toccato con l'amante spagnolo (spagnolo!) di nome Javier. No, non sto scherzando. Poi, per carità, sarà sicuramente una bravissima scrittrice. D'altra parte, se ha vinto un superpremio come questo, ci sarà un motivo. Già, ma quale? 

Immagino e concordo con quello che hai scritto. In ogni caso io ho smesso di fare l'equivalenza grande premio = scrittori di qualità. Tieni conto che oggi l'editoria (italiana, almeno) ha forgiato e plasmato un pubblico mediocre, che quindi alimenta con opere mediocri. Non mi stupirei se opere di spessore venissero proprio escluse perché non c'è un pubblico adatto a riceverle. Dov'è il nostro Houellebecq? Dove il nostro Carrère? Sarebbe Siti, che trovo antologizzato nei manuali di scuola superiore? Ma per favore... Quindi, per rispondere alla tua domanda: ha vinto PROPRIO perché ha tutti i cliché che un lettore mediamente colto e in ricerca di opere di qualità scarterebbe a prescindere. :-)

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Se volete pubblicare vi fate pubblicare da una piccola di valore e crescete assieme a quest'ultima. I grossi premi e le grosse pubblicazioni possono anche andare a culo, ma spesso seguono logiche legate alla fama dell'autore. Inoltre grosse case editrici pubblicano romanzi davvero stupidi e scritti male.

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