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Komorebi

[MI 143] L'accumulo

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Commento

Traccia scelta: 

Spoiler

traccia di mezzanotte, la polvere sotto il tappeto

 

L'accumulo

 

Ne è sparita un’altra. Occhi chiari, capelli corvini, fossette sulle guance. Proprio come Lisa. Era in prima pagina sul quotidiano di oggi.

Mi lavo i denti, faccio una doccia. Lancio l’asciugamano sopra il cesto della biancheria sporca. Lo sistemerò quando rientrerò a casa. Non ho più Lisa a rimproverarmi del disordine.

Indosso camicia, pantaloni, la giacca. In salotto controllo che le luci siano spente, che il tappeto nasconda bene il parquet al centro.

Niente fuori posto. Perfetto.

Prendo le chiavi, vado al lavoro.

 

Sono venuti nella pausa pranzo, i bastardi. Stavo mangiando il sandwich schifoso dei distributori, quello con maionese e salmone vecchio di settimane. Una volta Lisa mi preparava il panino coi cetriolini e il prosciutto. Negli ultimi tempi scommetto ci sputasse anche dentro.

Sono sbucati dal nulla, due stronzi in borghese. Non ho nemmeno capito i loro nomi, da tanto ero sorpreso. So solo che sono rimasto imbambolato un paio di secondi buoni, giusto il tempo di permettere alla maionese di colarmi sulla camicia bianca.

Che sta facendo, mi hanno chiesto.

Avevano la stessa faccia del cazzo: squadrata e imberbe. Occhiali da sole come fossero appena usciti da men in black.  

Che sta facendo, hanno ripetuto, come se davvero gliene fosse importato qualcosa.

Leggo le notizie, ho detto.

Le notizie su cosa.

Ho mostrato loro la pagina del quotidiano aperta sul cellulare. Nemmeno hanno finto di piegare la testa. Sapevano già cosa stessi guardando, lo sapevano dal momento in cui si erano seduti.

Si interessa di sparizioni di donne, signor Gatti.

Anche sua moglie è sparita alcuni giorni fa.

Non se ne è più trovata traccia.

Questo perché voi non siete riusciti a trovarne, ho buttato fuori a denti stretti. La mano stava stritolando il sandwich.

Che vorrebbe dire.

Che non siete in grado di fare il vostro dovere. Avete già sospettato di me all’inizio di questa storia. Dobbiamo davvero ripetere tutta quella farsa.

Le donne che sono sparite assomigliano molto alla sua ex-moglie, signor Gatti.

Lisa è mia moglie. Non abbiamo mai divorziato.

Ma lei stava per chiederglielo, non è vero. Se ne era già andata di casa una volta. A sua sorella l’aveva descritta come…

…un violento, è venuto in soccorso il secondo agente Smith.

…imprevedibile…

…aggressivo…

Non le ho mai torto un capello.

Fino a che non è scomparsa.

Mi sono alzato, ho scagliato il sandwich nel cestino.

Dove si trovava ieri sera fra le 20 e le 23.

Sono tornato al lavoro.

 

È tempo di fare le pulizie. È tempo di pulire per bene tutta la casa. Di solito faccio così: metto in disordine, sporco, accumulo e, quando finalmente arrivo al limite, sistemo. Lisa odiava questo mio modo di fare. Aveva da ridire su tutto. Specie negli ultimi tempi, ogni occasione era perfetta per litigare.

Non era sempre stato così. All’inizio ci amavamo. E io l’ho amata per molto più tempo di quanto lei abbia amato me. È stata lei la prima a cedere: sono infantile, per lei, immaturo, impulsivo. Mi ha sposato solo per abitudine, per non restare da sola. Forse, per non farmi soffrire. Ma con gli anni anche questa premura è venuta meno. Si è allontanata, non si lasciava più nemmeno toccare da me.

Come faccio io con lo sporco, ha accumulato. E alla fine è scoppiata. Mi ha rinfacciato tutto, ogni cosa, anche quelle che nemmeno ricordavo di aver commesso. Si è sfilata la fede, me l’ha lanciata addosso come un soldato lancerebbe una granata tra le fila nemiche. Se n’è andata. E non l’ho più rivista.

E ora è il momento di fare un po’ d’ordine.

 

Comincio dalla cucina, dal lavare i coltelli ancora sporchi abbandonati nel lavabo. Sparecchio la tavola, sbatto la tovaglia. Briciole cadono a terra. Passo l’aspirapolvere prima e il moccio poi. Nessuna macchia è rimasta, nemmeno gli schizzi sulle mattonelle del muro.

Chino sul cesso lo pulisco fuori e dentro. Pulisco il bidet, la doccia, il pavimento. Pulisco ogni fottuta piastrella. Mi metto anche a pulire le fessure, mi faccio male al braccio a furia di pulire. Eppure il pensiero non svanisce, Lisa è ancora nella mia testa.

Vado in salotto, mi sfilo i guanti strada facendo. Il tappeto è lì al centro, un tappeto rosso, comprato in qualche bancarella del mercato della domenica. Era in tintoria, la sera in cui Lisa se n’è andata.

Suonano alla porta. Allo spioncino due facce squadrate, imberbi, con occhiali da sole.

Che cazzo volete.

Perché così aggressivo, signor Gatti. Vogliamo solo fare due chiacchiere. Possiamo.

Perché non siete là fuori a cercare Lisa, piuttosto.

Prima dobbiamo farle alcune domande.

Le conviene collaborare.

Scuoto la testa, mentalmente li mando affanculo.

Entrate.

Stava facendo i mestieri, signor Gatti.

Stata pulendo casa.

Che v’importa.

I due cazzoni passeggiano per il salotto, guardano le foto incorniciate, la playstation piena di polvere, le sedie di legno. E il tappeto.

Camminano in circolo, due squali attorno alla preda.

Allora. Queste domande.

Dove si trovava ieri sera fra le 20 e le 23.

Ero a casa. Stavo guardando un film.

Che film.

I Goonies.

Non mi pare fosse in programma in tv.

L’ho visto in streaming. Problemi.

Gli squali nuotano sul tappeto rosso, si avvicinano sempre più.

Sono sparite due donne oltre a Lisa, tutte tra i 28 e i 32 anni. Tutte coi capelli scuri, ricci. Tutte in questa zona.

Si vede che qualcuno dovrebbe imparare a far meglio il suo lavoro.

Uno dei due mi è addosso, mi prende per la maglia e mi sbatte contro il muro. Mi alita in faccia. Odore di soia. Qualcuno è appena stato al sushi.

Le conviene smettere di fare il coglione. Non stiamo scherzando, signor Gatti.

Vorrei dirgli che nemmeno io scherzo, ma sono ancora in grado di capire quando è il momento di tacere. Mi siedo, loro fanno lo stesso. A dividerci c’è il tappeto. Mi pongono altre domande, un’infinità di domande.

Ci lascia perquisire la casa, signor Gatti.

Le conviene collaborare, precisa l’amichetto.

Credo di avere già collaborato abbastanza. E ora, se volete scusarmi. Dovrei tornare a pulire il cesso.

Torneremo con un mandato, signor Gatti.

Per allora veda di averlo pulito bene, il suo cesso.

E tolga anche la polvere a questo tappeto. Si è accumulata.

 

Siedo in salotto, aspetto che arrivino. So per certo che arriveranno. Frugheranno in tutta la casa, nei ricordi miei e di mia moglie. E guarderanno sotto il tappeto, la troveranno. Non so nemmeno perché ci tenga così tanto, perché l’abbia lasciata lì. È stata una qualche forma di superstizione, forse. Ho pensato che prima o poi, se non l’avessi spostata, Lisa sarebbe tornata a riprendersela. E allora avrebbe ripreso anche me.

Suonano. Sono loro, gli stronzi con gli occhiali da sole. Mi danno in mano un foglio di carta pieno di scritte. In calce, la firma di un giudice. Tante parole solo per dire che per le prossime due ore questa non sarà più casa mia.

Gli stronzi sorridono.

I poliziotti setacciano casa, mettono a soqquadro le foto, i vestiti, le carte sul tavolo.

Non ci offre da bere, hanno il coraggio di scherzare.

Sudo quando spostano il tappeto. Se la troveranno, Lisa non tornerà mai più da me.

Cos’è questa.

Cado sul divano senza più forze. Lisa è sparita, andata. Quando ha lasciato casa nostra, quella sera, sarebbe dovuta andare a dormire da sua sorella. Prima non volevo crederci, ma ora lo so: non è mai arrivata.

Signor Gatti, mi chiede mr. Occhiali da sole, perché la fede nuziale di sua moglie è nascosta sotto il tappeto.

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Grandissimo pezzo, @Komorebi, veramente. Tornerò con calma, ma ci tenevo a dirti che mi ha lasciato i brividi. Bravissimo! 

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Allora, il racconto è scritto bene e scorre, ma per me il ritmo è troppo veloce, le frasi brevi quasi telegrafiche. I dialoghi senza punteggiatura sono una scelta stilistica che va rispettata, e si capisce chi parla, ma personalmente non mi piace. La velocità del ritmo mi ha probabilmente fatto perdere molte cose. Ha ucciso lui la moglie? Sembrerebbe di no, ma allora non è chiara l'aperta ostilità verso i poliziotti. O perché abbia nascosto un anello sotto il tappeto (è talmente piccolo che si può nascondere ovunque). Ci sono pezzi molto buoni, come qui:

 

7 ore fa, Komorebi ha scritto:

Negli ultimi tempi scommetto ci sputasse anche dentro.

ottimo, qui si capisce subito l'ostilità della moglie

7 ore fa, Komorebi ha scritto:

Si è sfilata la fede, me l’ha lanciata addosso come un soldato lancerebbe una granata tra le fila nemiche

bella anche questa similitudine di guerra

 

Nel complesso però non mi ha convinta del tutto, sebbene la scrittura sia ottima, il ritmo veloce (troppo, per me) e l'idea buona.

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@Komorebi Complimenti! Pezzo godibilissimo. Una interpretazione della traccia assolutamente centrata. 
dal punto di vista della struttura e della forma ho trovato un po’  di difficoltà a seguire i flash back.  Una struttura più lineare forse avrebbe agevolato la lettura, ma comunque “hai spaccato”. 

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@Komorebi  :)

 

Ho trovato strana la tua scelta di stile particolare per i dialoghi, e l'assenza di punti interrogativi. Ma con questo sei riuscito a rendere più stringente la vicenda, e l'intreccio, 

coi suoi risvolti a sorpresa. Buone le caratterizzazioni dei personaggi. Ottimo il finale.

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Ciao @Komorebi

Scrivi molto bene e si legge che è un piacere. Hai scelto di non utilizzare trattini o virgolette per i dialoghi, ma la lettura non ne ha patito.

Solo una cosa non mi è chiara. C'è una prima parte in cui arrivano i poliziotti che si conclude con:

Il 15/11/2020 alle 16:58, Komorebi ha scritto:

Dove si trovava ieri sera fra le 20 e le 23.

Sono tornato al lavoro.

Poi si ripresentano e chiedono di nuovo:

 

Il 15/11/2020 alle 16:58, Komorebi ha scritto:

Dove si trovava ieri sera fra le 20 e le 23.

Ero a casa. Stavo guardando un film.

Non penso di aver compreso bene questo andare e venire.

Comunque ho apprezzato molto al costruzione del personaggio.

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Ciao @Komorebi

ho sentito una forte tensione fin dalle prime righe e questa si è mantenuta incalzante durante tutta la lettura. Mi è piaciuto il modo in cui sono scritti i dialoghi. Sono perfettamente comprensibili e allo stesso tempo si adattano molto bene al ritmo della narrazione.

Bello anche il finale, con questo oggetto trovato sotto il tappeto che simboleggia molto bene il dramma di un legame che si rompe.

Il finale rimane aperto: avrei tanta voglia di sapere se lui l'ha uccisa ma mi rendo conto che è una tua scelta lasciare tutto in sospeso...

Ti segnalo solo un refusino:

Il 15/11/2020 alle 16:58, Komorebi ha scritto:

l’aspirapolvere prima e il moccio poi.

Non so se sbaglio, ma credo sia mocio e non moccio 😁

Ottima prova!

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Intanto, grazie a tutti per i commenti. Rispondo solo velocemente ad alcuni:

 @Poldo non ci avevo fatto caso. Nel primo dialogo, la frase ‘sono tornato al lavoro’ è descrittiva di quello che succede, non è dialogo come nel secondo caso. Cioè il protagonista non risponde alla domanda e torna al lavoro.

@ivalibri che schifo, adesso me lo immagino pulire il bagno starnutendoci dentro :facepalm::asd:

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Il tuo racconto mi è piaciuto molto, è sicuramente uno di quelli che ho preferito del contest.

L'unico errore che avevo notato è quello di lui che pulisce con il moccio (mi aveva fatto molto ridere, l'immagine xD) invece del mocio, ma te l'hanno già fatto notare. Forse, l'ho trovato un po' lungo, ripetitivo, credo che sia voluto, per rendere l'ossessione di lui, che si sente in colpa perché la moglie è partita a causa sua e ha trovato la morte. Però, sì, forse poteva essere un filo meno tirata per le lunghe e reggere bene lo stesso, anzi forse la tensione ne avrebbe ancora giovato. Ma forse è un'impressione mia e non è vero affatto.

Anche le frasi brevissime ben si adattano al tutto anche se in un paio di punti secondo me delle virgole invece dei punti avrebbero giovato, ma anche qui,  opinione personale che lascia il tempo che trova.

L'idea che il terribile segreto nascosto sotto il tappeto sia la fede che lui,  contro ogni logica, non vuole toccare perché se no la scomparsa della moglie diverrebbe definitiva è davvero molto bella. Triste, forte, simbolica, d'effetto. Molto bella.

Questa storia mi ha fatto ripensare a un film (di un'altra epoca, quando ancora si noleggiavano le videocassette :vecchio:), ho dovuto cercarne il titolo perché l'avevo dimenticato: Chasing sleep. Una roba poco conosciuta, ma con un Jeff Daniels strepitoso, professore che soffre di terribili emicranie e della scomparsa della moglie. Un thriller psicologico in cui lui poco a poco, in una serie di flashback e riflessioni ossessive... diciamo che si scopriva una verità diversa da quella della tua storia.

Il tuo thriller in cui tutto porta a credere il marito colpevole e il finale rivela che invece era colpevole solo di essere un marito da schifo, è ben fatto, intrigante e originale, un ottimo lavoro (y)

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Ciao @Komorebi

Il tuo racconto ha saputo trasmettermi un qualcosa che non so definire. Il signor Gatti si aggrappa a una speranza piccola e luminosa quanto una fede nuziale, e intorno a lui dei poliziotti o loschi individui fanno a gara per metterlo sotto torchio.

Si percepisce una rassegnazione e un'apatia, nel signor Gatti, che quasi si prova tristezza per lui.

Avrei preferito evidenziassi meglio i dialoghi, certo, ma la scelta di stile non sminuisce il racconto.

Ultima cosa, il protagonista ricorda un Edward Norton on Fight club, e i poliziotti sembrano dei Man in Black.

 

Grazie, e a rileggerti :)

 

 

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6 ore fa, Befana Profana ha scritto:

Forse, l'ho trovato un po' lungo, ripetitivo, credo che sia voluto, per rendere l'ossessione di lui, che si sente in colpa perché la moglie è partita a causa sua e ha trovato la morte. Però, sì, forse poteva essere un filo meno tirata per le lunghe e reggere bene lo stesso, anzi forse la tensione ne avrebbe ancora giovato. Ma forse è un'impressione mia e non è vero affatto.

In realtà mi fa piacere questo commento. La prima versione aveva solo la metà dei caratteri e mi sembrava troppo spoglia. L'ho ampliata sentendo però che rischiavo di tirarla troppo per le lunghe.

4 ore fa, Kiarka ha scritto:

Ultima cosa, il protagonista ricorda un Edward Norton on Fight club, e i poliziotti sembrano dei Man in Black.

Piccolo spoiler: la mia ispirazione per i personaggi dei poliziotti (e in parte anche per il signor Gatti) deriva dalle figure di Alberto Breccia nella trasposizione a fumetto de 'Il cuore rivelatore' di Poe. Anche buona parte dell'ossessione del protagonista per ciò che si nasconde sotto il tappeto l'ho presa da lì. Quelle illustrazioni erano sull'antologia che usavamo alle elementari e mi avevano colpito tantissimo quando ero piccolo. Mi sono rimaste impresse.

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Non ho ben capito il finale, ma credo non fosse quello il punto. Il cuore del racconto è l'ossessione e funziona da Dio. Perché ogni rigo non sai se fidarti del personaggio o meno e la lettura ti cattura, quindi nel mio caso estremamente riuscito. Complimenti!

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Racconto fluido, gradevole e pieno di dubbi. Nonostante il marito conservi superstiziosamente la fede, che chissà come é finita sotto al tappeto, come un amuleto che garantisca il ritorno della moglie, non mi ha convinta del tutto della sua innocenza: ha pulito con troppa diligenza le piastrelle e anche i coltelli (sporchi di cosa?).

Ma proprio questa incertezza ha reso per me questa storia ancora più interessante, mi ha stimolato a farmi ancora più domande su questo marito scarso, forse anche violento, certamente pigro.

Ho gradito molto anche lo stile di scrittura così spezzettato, ritmato, per me quasi filmico.

Complimenti, piaciuto molto.

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Il 15/11/2020 alle 16:58, Komorebi ha scritto:

Che vorrebbe dire.

Che non siete in grado di fare il vostro dovere. Avete già sospettato di me all’inizio di questa storia. Dobbiamo davvero ripetere tutta quella farsa.

Le donne che sono sparite assomigliano molto alla sua ex-moglie, signor Gatti.

Lisa è mia moglie. Non abbiamo mai divorziato

Mi sono piaciuti i dialoghi strutturati in modo così asciutto, e mi è piaciuto tutto il racconto: fino alla fine il lettore pensa che il protagonista abbia ucciso la moglie, e immagina cose abominevoli nascoste sotto il tappeto. In realtà egli è una vittima, di sé stesso e della piega tragica che hanno preso gli eventi. Bella l'idea della fede nuziale sotto il tappeto: vai a spiegare il motivo per cui è lì ai poliziotti... noi lo sappiamo, però, perché tu hai gestito bene la trama. Bravo, @Komorebi.

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Ciao @Komorebi ,

un racconto che rimane fino alla fine in bilico: ha ucciso la moglie, oppure no?

Tutt'ora non sono sicurissima di nessuna delle due, perchè lasci tutto in un'amabile ambiguità: se è innocente, perchè i poliziotti si accaniscono su di lui? Se è colpevole perchè sembra che non lo sia? Mi fanno impazzire queste cose così! (nel senso buono!).

Leggere il testo senza la punteggiatura nei dialoghi... Inizialmente l'ho trovata una scelta strana, faticosa per me lettrice; poi comunque sono riuscita a seguirti bene, anche se personalmente non mi piace (senza contare la parte che ti ha evidenziato anche Poldo, che mi ha fatto tentennare: è andato al lavoro o ha guardato i Goonies?).

Tanta sana tensione in un giallo che rimane irrisolto e psicologicamente inquietante.

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