Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

niccat13

L’incontro

Post raccomandati

Questo il mio commento:

lascio qui un frammento che ho scritto, si tratta di un INCIPIT. Mi piacerebbe molto avere una vostra opinione! 
 

A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli. È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile. Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.  
Quel pomeriggio entrai in un bar del centro per scaldarmi le ossa. Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo. Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso. Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me era parso quasi un pungiglione di vespa. In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano. Ciò che ricordo perfettamente è che l’istante dopo ero già fuori dalla porta, camminavo veloce cercando di allontanarmi in fretta da quello che avevo appena visto. E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre. 

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
12 ore fa, niccat13 ha scritto:

A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli.

Dopo "nebbia" meglio un punto e virgola o il punto fermo.

12 ore fa, niccat13 ha scritto:

È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile

Metterei una virgola dopo "perché", ma non è indispensabile: questione di gusto.

12 ore fa, niccat13 ha scritto:

Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare

Iniziare un periodo con il "Ma" non è sbagliato, bisognerebbe però farlo quando davvero è indispensabile. Sostituirei "talmente" con "così".

12 ore fa, niccat13 ha scritto:

Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo

Dopo agenzia vedrei meglio i due punti, al posto della virgola.

12 ore fa, niccat13 ha scritto:

Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Via entrambe le virgole, ma se proprio devi inserire l'inciso, la virgola devi spostarla dopo la "e".

12 ore fa, niccat13 ha scritto:

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Un altro "ma" a inizio frase e per giunta accapo.


A parte queste piccole incertezze di punteggiatura, mi pare che l'incipit funzioni e assolva lo scopo di attirare il lettore. Niente spiegazioni inutili, niente informazioni superflue  - quella del lavoro della protagonista è funzionale a ciò che sta facendo - e azioni che si susseguono. La reazione eccessiva della donna alla vista di un'altra donna incinta incuriosisce - ed è questo lo scopo di un buon inizio - e spinge chi ti legge a continuare. Lo perfezionerei aggiungendo solo qualche piccolo particolare di ambientazione: l'odore di caffè nel bar, il colore del cappotto, il vociare dei presenti... dettagli, che però aiutano il lettore a calarsi nella vicenda.

 

 


 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@niccat13

Ho letto l'incipit e per questa volta mi conformo alle indicazioni riguardanti i commenti.  

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

perché il tempo scorra più veloce possibile

velocemente (toglierei possibile).

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

 lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.  

(forse) questa percezione alterata andrebbe descritta meglio 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

alla ricerca di non so quale regalo

(forse) un pò ridondante, considerato che subito dopo ne parli ancora: alla ricerca di un regalo

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Unirei le due frasi: Mi occupo di grafica pubblicitaria e a detta di molti sono brava, però il regalo non l’avevo ancora trovato e mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo.

il personaggio desidera un caffè, trova un bar e colà incontra un conoscente, la costruzione non mi pare ben riuscita.

Toglierei/cambierei uno dei due sottolineati.

 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso.

 ... come una cavalletta, dai lunghi capelli neri e il profilo sinuoso

 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta

cambierei con: mise in mostra

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano.

se due azioni sono incerte (credo,forse) è poco plausibile sia certa la terza (aver soffocato) che ne consegue. 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

camminavo veloce cercando di allontanarmi in fretta

uno dei due è di troppo

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre

è il secondo istante in tre righe e riconduce al primo quando il personaggio esce dal bar. Due ripetizioni anche riguardo la vita.

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

Poi mi sedetti su una panchina e piansi.

 

Dopo le pulci i dolci...

 

mi pare d'aver capito che il mondo del personaggio principale è piccolo... casualmente incontra Tommaso, con cui ha una relazione, in compagnia di un'altra donna, incinta per giunta. L'impatto è sufficiente per farle crollare addosso quel suo piccolo mondo.

Apprezzato: "il mese che di solito percorro in fretta"; "donna esile come una cavalletta" e la pancia a punta come il pungiglione d'una vespa (... il negativo nel positivo). 

 

 

Il 12/11/2020 alle 11:21, Aporema Edizioni ha scritto:

La reazione eccessiva della donna alla vista di un'altra donna incinta incuriosisce - ed è questo lo scopo di un buon inizio - e spinge chi ti legge a continuare

Concordo, questo è il punto che risalta maggiormente.

 

Avverti se continua, brava.  (y)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao @niccat13, ho trovato il frammento un po' acerbo. In alcune parti ci vedo le caratteristiche tipiche di chi è alle prime armi:

una tripletta per descrivere:

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

terra umida, della nebbia, il colore quello grigi

delle precisazioni superflue:

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

diventa talmente grande da spaventare.  

(si dilata sarebbe bastato, non sempre aggiungere è un bene, anche se può apparire come una frase a effetto).

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Bighellonavo

Un termine poco usato, stona un po' con il lessico scelto per la restante parte del testo. 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

tempo scorra più veloce possibile. Ma basta un dettaglio e il tempo

Ripetizione. 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano.

C'è qualche incertezza nella punteggiatura, ma al di là di questo, non mi convince il costrutto della frase nel suo complesso. 

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

camminavo veloce cercando di allontanarmi in frett

ripeti lo stesso concetto.

 

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta

altra tripletta.

 

Come ti dicevo in premessa, c'è da lavorare sul testo, mi sono permesso di indicarti le cose che a mio giudizio non funzionano. Frequentando l'officina certamente troverai persone che ti aiuteranno a migliorare e sapranno darti suggerimenti migliori dei miei.

 

A rileggerti. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao. :)

Premetto:

è solo opinione mia, tutto ciò che dico. E io non sono nessuno. Se non ti garba, buttalo al cesso serenamente.

 

Tra parentesi quadra il superfluo, per un racconto, dal mio personale (già detto) punto di vista.

 

[A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli. È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile. Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.  
Quel pomeriggio entrai in un bar del centro per scaldarmi le ossa. Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo. Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso. Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me era parso quasi un pungiglione di vespa. In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano. ]

 

E ora io ti dico che:

se un ipotetico Incipit partisse da qui senza tante robe didascaliche prima - ma, proprio, solo da qui - e cioè se fosse esattamente questo che hai scritto tu, l'Incipit, beh io andrei avanti. 

Pensa:  

hai soltanto otto righe per convincermi a continuare. Solo otto.

Terresti la parte tra parentesi quadra?

Io terrei questa.

 

Ciò che ricordo perfettamente è che l’istante dopo ero già fuori dalla porta, camminavo veloce cercando di allontanarmi in fretta da quello che avevo appena visto. E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre. 

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

 

Cya

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Wow 😯 grazie! Hai proprio ragione! 
 

 

13 minuti fa, Aegis ha scritto:

Ciao. :)

Premetto:

è solo opinione mia, tutto ciò che dico. E io non sono nessuno. Se non ti garba, buttalo al cesso serenamente.

 

Tra parentesi quadra il superfluo, per un racconto, dal mio personale (già detto) punto di vista.

 

[A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli. È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile. Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.  
Quel pomeriggio entrai in un bar del centro per scaldarmi le ossa. Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo. Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso. Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me era parso quasi un pungiglione di vespa. In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano. ]

 

E ora io ti dico che:

se un ipotetico Incipit partisse da qui senza tante robe didascaliche prima - ma, proprio, solo da qui - e cioè se fosse esattamente questo che hai scritto tu, l'Incipit, beh io andrei avanti. 

Pensa:  

hai soltanto otto righe per convincermi a continuare. Solo otto.

Terresti la parte tra parentesi quadra?

Io terrei questa.

 

Ciò che ricordo perfettamente è che l’istante dopo ero già fuori dalla porta, camminavo veloce cercando di allontanarmi in fretta da quello che avevo appena visto. E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre. 

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

 

Cya

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao :)

Sono contento tu abbia trovato qualcosa di utile dalle mie parole. Vedi, in Italia il concetto di Racconto è molto flebile. E confuso. E personale. 

Si pensa che uno stralcio, un lacerto o una pagina purché sia corta, allora corrisponda Necessariamente al genere Racconto. a mio parere così non è.

Se pensi che i generi sono diversi tra cui Poesia, Romanzo e Racconto, beh, il Racconto ha regole ferree esattamente quanto la Poesia. 

Qualcuno diceva: Un buon racconto vale quanto una dozzina di cattivi romanzi.

Ci sarà una ragione.

 

Cya

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso. Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia

A costo di essere impietoso sono d'accordo che la quiete prima della tempesta ha bisogno di lavoro, bisogna curare molto il passaggio fondamentale prima della disvelazione, se non ti dispiace lo radiografo. Comincio da un dettaglio,c'è un'ambiguità possibile,"Si stava infilando il cappotto" si potrebbe riferire anche a Tommaso, troppe pause lasciano ambiguo il soggetto alla prima lettura. Inoltre non è perfettamente logico che si descrivano prima i dettagli e poi il dato eclatante (è incinta) che scatena la reazione parossisitica, separato da un punto, in una frase dapprima ingombra di un uomo.  E poi "esile come una cavalletta" cozza con "sinuoso", le cavallette sono spigolose, rigide. Non è coerente neanche che la protagonista appena entrata incroci lo sguardo di uno che sta pagando, chi paga in genere guarda i soldi non si gira verso l'entrata. Poi l'inquadratura oscilla troppo, come nei video amatoriali: passa dai capelli al profilo, di nuovo un dettaglio come le braccia e si torna alla sagoma (il pancione), poi c'è una pausa distaccata e quasi felice (il sorriso), e a seguire un altro insetto (la vespa), in questo ritmo ondeggiante e dilatorio arriva l'esplosione, che potrebbe anche andare bene in un racconto in terza persona ma non in prima persona perché stai seguendo i pensieri di una tipa disperata, suona strano che riesca con tanta freddezza a raccontare di lavoro, metafore di insetti e osservazioni climatiche prima di raccontare il suo dolore. Parli a  un amica/o a cui vuoi dire di un incontro sconvolgente , inizi dalle osservazioni metereologiche sulla nebbia? Beh se ci riesci (brava!) poi il tuo dolore immagino emerga lentamente, lo stai reprimendo, forse ti vergogni di essere così sconvolta non gli/le dici subito dopo che stavi per suicidarti. I racconti in prima persona sembrano facili da scrivere, ma secondo me sono invece molto difficili, perché devi descrivere due situazioni contemporaneamente: quella di chi parla e quello di cui parla l'io narrante, roba complicata, credimi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Wow 😯 grazie! Hai proprio ragione! 
 

 

Il 21/11/2020 alle 15:18, Aegis ha scritto:

Ciao. :)

Premetto:

è solo opinione mia, tutto ciò che dico. E io non sono nessuno. Se non ti garba, buttalo al cesso serenamente.

 

Tra parentesi quadra il superfluo, per un racconto, dal mio personale (già detto) punto di vista.

 

[A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli. È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile. Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.  
Quel pomeriggio entrai in un bar del centro per scaldarmi le ossa. Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo. Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una donna esile come una cavalletta, i capelli lunghi e neri, il profilo sinuoso. Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me era parso quasi un pungiglione di vespa. In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano. ]

 

E ora io ti dico che:

se un ipotetico Incipit partisse da qui senza tante robe didascaliche prima - ma, proprio, solo da qui - e cioè se fosse esattamente questo che hai scritto tu, l'Incipit, beh io andrei avanti. 

Pensa:  

hai soltanto otto righe per convincermi a continuare. Solo otto.

Terresti la parte tra parentesi quadra?

Io terrei questa.

 

Ciò che ricordo perfettamente è che l’istante dopo ero già fuori dalla porta, camminavo veloce cercando di allontanarmi in fretta da quello che avevo appena visto. E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre. 

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

 

Cya

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ume Fingeba impressionante la tua analisi del testo, lo hai sezionato con una precisione chirurgica. 
Io non riesco a scrivere in terza persona ... o meglio, ne ho molto timore.

Secondo te questo testo ne guadagnerebbe? 
potrei fare l’esercizio. 
grazie per una lettura così attenta ;-)
 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 ore fa, niccat13 ha scritto:

@Ume Fingeba impressionante la tua analisi del testo, lo hai sezionato con una precisione chirurgica. 
Io non riesco a scrivere in terza persona ... o meglio, ne ho molto timore.

Secondo te questo testo ne guadagnerebbe? 
potrei fare l’esercizio. 
grazie per una lettura così attenta ;-)
 

@niccat13Se mi chiedi un consiglio mi peremetto di dartelo solo perché non è mio. Se la terza persona non è fra le tue corde non credo sia il caso di sforzarsi. Un esercizio interessante che consiglio sempre a chi mi chiede qcosa del genere lo prendo da Isabel Allende. In Paula ci dice che nel suo corso di scrittura creativa aveva provato a far scrivere ai suoi alunni un racconto brutto. Naturalmente brutto in modo "sofisticato", non deve essere brutto perché sgrammaticato, o perché la storia è banale, insomma non deve essere una caricatura che fa ridere. "Scrivere male" in modo consapevole può essere istruttivo. E se non basta la Allende, ricordati che anche Manzoni inzia i Promssi Sposi riportando un pezzo del presunto manoscritto del '600 pieno di difetti (ma assai istruttivo), e quindi chissà, magari anche Manzoni ha cominciato così. Ma comunque, buon divertimento!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ume Fingeba non credo di aver capito. Mi suggerisci di scrivere un racconto volutamente brutto? Davvero non ho capito...

 

Il 29/11/2020 alle 07:51, Ume Fingeba ha scritto:

Un esercizio interessante che consiglio sempre a chi mi chiede qcosa del genere

Questa tua frase mi ha lasciato perplessa! Ti capita spesso di dare consigli di scrittura?

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, niccat13 ha scritto:

@Ume Fingeba non credo di aver capito. Mi suggerisci di scrivere un racconto volutamente brutto? Davvero non ho capito...

 

Questa tua frase mi ha lasciato perplessa! Ti capita spesso di dare consigli di scrittura?

 

 

@niccat13certo, Diego De Silva mi chiede spesso di controllare che le sue battute siano pungenti, Salman Rushdie mi assilla per sapere se la traduzione in italiano dei suoi romanzi è fluida come la sua scritturain inglese,e Stephen King mi manda sempre i suoi plot per una controllata prima di mettersi a scrivere davvero. 

Più modestamente sì, mi capita, che un collega voglia una dritta per impostare una relazione o comporre una mail che potrebbe essere decisiva, che un familiare voglia scrivere un biglietto di auguri con un messaggio non banale, che una persona cara mi chieda come scrivere un wapp delicato, nella società di internet e ancora di più nel lockdown siamo circondati di obblighi di scrittura. Un modo semplice per riflettere su come scrivere efficacemente, secondo me, è capovolgere il discorso: come si scrive qundo si scrive male? Quindi mi permetto di suggerirti: prova a scrivere un racconto che contenga dei difetti -- tanti difetti -- ma non banali. Quando una descrizione fisica è vuota e non aggiunge niente? Come si scrive un dialogo piatto che non fa sentire la voce dei personaggi? Come si sbagliano i tempi dilungandosi dove servirebbe rapidità e liquidando sbrigativamente un passaggio che andrebbe assaporato dopo la necessaria suspense? Scoprirai che non è così facile, ma che servirà anche per un sottile effetto psicologico -- però scusami ora devo scappare che c'è Calasso che mi sta riempendo di messaggi wapp, deve decidere di una nuova collana Adelphi ed è pieno di dubbi, se non lo tranquillizzo non mi lascia in pace per tutta la giornata.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

6 ore fa, Ume Fingeba ha scritto:

certo, Diego De Silva mi chiede spesso di controllare che le sue battute siano pungenti, Salman Rushdie mi assilla per sapere se la traduzione in italiano dei suoi romanzi è fluida come la sua scritturain inglese,e Stephen King mi manda sempre i suoi plot per una controllata prima di mettersi a scrivere davvero. 

 

6 ore fa, Ume Fingeba ha scritto:

però scusami ora devo scappare che c'è Calasso che mi sta riempendo di messaggi wapp, deve decidere di una nuova collana Adelphi ed è pieno di dubbi, se non lo tranquillizzo non mi lascia in pace per tutta la giornata.

 

@Ume FingebaTi ho punzecchiato con una domanda ironica chiedendoti se dai spesso consigli di scrittura e non hai colto la mia ironia, scusami.

credo che tra di noi  si debba cercare semplicemente di confrontarsi in maniera onesta, è una palestra di scrittura, per questo si chiama "Officina" ...io non mi sognerei mai di dire a nessuno che "do spesso consigli di scrittura", neanche se fossi Margaret Atwood!

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
17 ore fa, niccat13 ha scritto:

 

 

 

@Ume FingebaTi ho punzecchiato con una domanda ironica chiedendoti se dai spesso consigli di scrittura e non hai colto la mia ironia, scusami.

credo che tra di noi  si debba cercare semplicemente di confrontarsi in maniera onesta, è una palestra di scrittura, per questo si chiama "Officina" ...io non mi sognerei mai di dire a nessuno che "do spesso consigli di scrittura", neanche se fossi Margaret Atwood!

 

Touché. Mannaggia, ci sono cascato.

Però, forse parlo perché colto in fragrante di supponenza vera o presunta e mi devo vendicare, comunque anche dire: "io non mi sognerei di dire neanche se fossi..." può suonare molto supponente, la fama può dare alla testa a chiunque. Quindi non promettere, che quando sarai famosa come la Atwood non ti sarà facile rimanere umile. Comunque la Atwood in privato è altezzosa, devo sempre porgerle i miei consigli con molto tatto altrimenti non mi telefona per una settimana.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 ore fa, Ume Fingeba ha scritto:

Touché. Mannaggia, ci sono cascato.

Però, forse parlo perché colto in fragrante di supponenza vera o presunta e mi devo vendicare, comunque anche dire: "io non mi sognerei di dire neanche se fossi..." può suonare molto supponente, la fama può dare alla testa a chiunque. Quindi non promettere, che quando sarai famosa come la Atwood non ti sarà facile rimanere umile. Comunque la Atwood in privato è altezzosa, devo sempre porgerle i miei consigli con molto tatto altrimenti non mi telefona per una settimana.

hahahaha

...uno a uno palla al centro!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

A novembre l’odore è quello della terra umida, della nebbia, il colore quello grigio del fumo che esce dai comignoli. È un mese che di solito percorro in fretta, in cerca di posti caldi dove rifugiarmi perché il tempo scorra più veloce possibile. (Ma basta un dettaglio e il tempo si ferma, lo spazio si dilata e diventa talmente grande da spaventare.)  

La  prima frase è una considerazione universale, nella seconda sei già entrata nella mentalità della protagonista (percorro), poi in quella successiva ritorni a un'affermazione di carattere generale: eviterei, a meno di non personalizzarla (allo scopo basterebbe uno spaventarmi).In ogni caso la ripetizione di tempo è fastidiosa e va eliminata (perché i giorni scorrano...).

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Bighellonavo già da un’ora per negozi alla ricerca di non so quale regalo per una collega dell’agenzia, mi ero presa l’incarico perché sono la creativa del gruppo. Mi occupo di grafica pubblicitaria, e a detta di molti, sono brava. 

Ma il regalo ancora non l’avevo trovato, mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto.

Evitabile  la ripetizione e improprio andare a capo, perché la prima parte della frase è legata a quanto la precede. In più c'è la ripetizione trovato/ritrovare.  Scriverei:

Siccome sono la creativa del gruppo mi ero presa l’incarico di scegliere il regalo per una collega dell'agenzia, mi occupo di grafica pubblicitaria e dicono pure che io sia brava, ma nonostante ciò bighellonavo da un'ora per negozi e non avevo ancora trovato nulla di adatto. 

Mi ci voleva un caffè per ricaricare le batterie.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Entrai di fretta e incrociai subito lo sguardo di Tommaso. Era alla cassa, stava pagando,

Non riesco a visualizzare la scena: dov'è posizionata la cassa? Immagino nella parete di fronte all'entrata (e Tommaso le darebbe le spalle) oppure su una delle pareti laterali (e Tommaso comunque potrebbe vederla soltanto con la coda dell'occhio, ma sta pagando...). A meno che, caso improbabile ma non impossibile, la cassa si trovi proprio accanto alla porta: se così fosse però andrebbe detto, altrimenti io lettore continuo a vedere la schiena di Tommaso e non il volto.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Era alla cassa, stava pagando, e non era solo. Accanto a lui c’era una

Troppi "era"... Qui ti lascio risolvere da sola la situazione.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia aveva scoperto un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me era parso quasi un pungiglione di vespa.

Non mi pare ci sia bisogno di quei due pesanti trapassati: si sta infilando il cappotto, quindi le braccia le allunga in quell'istante, non le ha allungate in precedenza.

Scriverei:

Si stava infilando il cappotto e mentre allungava  le braccia scoprì un pancione a punta, elegante come il suo sorriso, ma che a me parve quasi un pungiglione di vespa.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

In quel momento credo di avere aperto la bocca, forse di aver quasi urlato, e di aver soffocato il grido con una mano

Non si urla quasi: o si urla o non si urla.

In realtà lei sta facendo ciò che dice poi: trattiene l'urlo che stava per uscirle e lo soffoca con la mano. Quindi l'espressione che precede è inutile.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

E mentre fuggivo, pensavo che la mia vita sarebbe finita in quell’istante, che mi sarei gettata sotto un treno, sarei impazzita, morta, e non sarei mai più riuscita a respirare né a vivere oltre. 

Un po' retorico forse, ma efficace.

Il 11/11/2020 alle 22:42, niccat13 ha scritto:

Poi trovai una panchina, mi sedetti, e piansi.

Ottima la chiusa del frammento: è la conclusione naturale di quella fuga all'impazzata, dal momento che la protagonista è ancora viva e in pieno possesso delle sue facoltà mentali. E se ne sente la necessità anche come ritmo narrativo.

 

Non so se sia l'incipit di un racconto o di un romanzo, ma propendo per la prima ipotesi perché si entra già in poche righe nel cuore della storia, o almeno in quello che sembra esserlo: quando la protagonista vede Tommaso con la ragazza incinta è già chiara quale sia la vicenda che precede. Ciò non toglie ovviamente che potrebbe essere soltanto l'antefatto di un romanzone di mille pagine... :).

In ogni caso mi pare sia un incipit efficace, ti invito soltanto a rileggere (anche e soprattutto a voce alta) per evitare le ripetizioni: ce ne sono troppe in un brano così breve, e sono fastidiose.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×