Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Kikki

Dolcetto o scherzetto?

Post raccomandati

Ciao, 

ti dico le mie sensazioni, soggettive e in modo schietto, sperando possano esserti utili per migliorare il racconto. A me sembra un racconto poco coinvolgente, in cui i personaggi sono un po' teste parlanti, non hanno grande spessore  e carattere, non hanno un vissuto, non restano impressi. La storia/trama è breve e sempice, secondo me non particolarmente affascinante. Forse quljce descrizione ben studiata o delle riflessioni sui personaggi o dei piccoli flashback (che aiutino anche a capire il perché dei loro comportamenti) potrebbe giovare. Nel complesso mi sembra un racconto acerbo, che andrebbe un po' ripensato e rivisitato. Personalmente eviterei anche tutte quelle descrizioni di rumori gnack, swish, crack ecc...  andrebbero semmai messe in modo studiato per dare una certa sonorità, cadenza e ritmo al testo, ma non mi pare sia questo il caso. 

Sotto ti segnalo alcune piccole cose-suggerimenti di cui se vuoi puoi tener conto (oppure no). 

Ciao.

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

e scherzetti e zucche da far venire i brividi per settimane intere.

doppia congiunzione, e non si capisce bene cosa intedi "i brividi per settimane intere" perché?

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

sia la più terrificante di tutte quelle del quartiere.

la più terrificante dle quartiere

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

zucche di pan di Spagna

soagna minuscolo

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

Arriva la sera, Elena è vestita da pirata guercio con una gamba di legno; è irriconoscibile,

ricedrei la punteggiatura

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

si secchi come una pianta senz’acqua

in che senso?

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

perché se no Elena non sente bene

sennò, o altrimenti

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

esclama mamma con un sorriso da sole all’alba

esclama la mamma, con un sorriso radioso

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao,

 

ti lascio un po' di commenti, spero costruttivi. :)

 

Questo uno-due di elenchi mi ha lasciato un po' così. Non che sia uno strumento brutto in sé, ma forse l'hai usato in due momenti troppo vicini tra loro (e ripeti le zucche).

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

(...) e lei si è preparata con caramelle, biscotti, dolcetti e scherzetti e zucche da far venire i brividi per settimane intere. 

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

Non rimane altro da fare che aspettare per distribuire teschi di zucchero, zucche di pan di Spagna e ragni di liquirizia che aspettano pazienti di fianco alla porta per tuffarsi dentro cesti e cestini, sacchi, sacchetti e tasche profonde.

 

Questa immagine mi è piaciuta un sacco, proprio da libro per ragazzi(ni), molto evocativa. 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

«È colpa vostra,» strilla Elena con la voce da mostro marino ai suoi genitori. 

 

L'idea di ripetere i vari "Tum, tum, tum"/"Gnic, gnic, gnac" eccetera mi sembra azzeccata. Ai bimbi piacciono le ripetizioni così, e invogli chi sta raccontando la storia a fare anche dei gesti, a recitarla. In generale mi pare una trovata pensata per un pubblico moooolto giovane, diciamo prima metà delle elementari?

 

La trama è semplice, è vero, ma se è davvero un racconto pensato per i più piccoli non è certo un male. Però, se posso, secondo me può funzionare se accompagnato a disegni, così da solo è un po' debolino. Poi troverei un altro pretesto per farli uscire, magari sono nuovi in città e la bimba non conosce nessuno? Così la (mia) sensazione è che la trama sia un po' asservita al fatto che li vuoi portare fuori per forza.

 

Poi una considerazione di mercato: evochi un'immagine lontana dall'urbanistica media italiana, immagino coscientemente. Non so quanti bimbi da noi abbiano esperienza diretta di un "trick-or-treating" così ammeregano nell'impostazione.

 

(tra l'altro, mod, primo commento per me: spero rispetti le linee guida :) )

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Leo74 grazie per aver letto e commentato. Questa è una storia pensata per un illustrato, il testo è per forza breve e, anzi, lot rovo già troppo lungo e ricco a dire la verità. Comunque, capisco la tua perplessità, avrei forse dovuto lasciare un'indicazione all'inizio dove spiegavo che si tratta, appunto, di un testo per un illustrato

Il 13/11/2020 alle 20:30, Leo74 ha scritto:

Forse quljce descrizione ben studiata o delle riflessioni sui personaggi o dei piccoli flashback (che aiutino anche a capire il perché dei loro comportamenti) potrebbe giovare.

In un illustrato non si può fare, anzi, ripeto, questa storia è già anche troppo ricca così e sarà da semplificare e pulire. I testi per bambini seguono altre regole, gli illustrati, a mio parere, sono i peggiori di tutti, forse perché sono molto sintetici e scarni di descrizioni che vengono lasciate in mano all'illustratore. Io non me la sono mai cavata bene con i testi per gli illustrati, ma ultimamente mi sto mettendo alla prova, con scarsi risultai direi :P

 

Il 13/11/2020 alle 20:30, Leo74 ha scritto:

che andrebbe un po' ripensato e rivisitato

giusto, lo farò per certo. Grazie ancora per il commento e la lettura :)

 

@cipso grazie mille per il commento e la lettura, vedo che questo è il tuo primo post e ti invito a presentarti in Ingresso come richiediamo a tutti i nuovi iscritti. Ti lascio qui il link diretto alla sezione Ingresso per tua comodità.

Il 13/11/2020 alle 23:24, cipso ha scritto:

ma forse l'hai usato in due momenti troppo vicini tra loro (e ripeti le zucche).

hai ragione, è da rivedere

Il 13/11/2020 alle 23:24, cipso ha scritto:

In generale mi pare una trovata pensata per un pubblico moooolto giovane, diciamo prima metà delle elementari?

molto giovane, è un testo pensato per un illustrato, l'età è 5-6, è comunque una storia che legge il genitore a un bambino che ancora non sa leggere o non sa ancora leggere bene

Il 13/11/2020 alle 23:24, cipso ha scritto:

secondo me può funzionare se accompagnato a disegni

hai assolutamente ragione e infatti è proprio un testo pensato per un illustrato e avrei dovuto lasciarne indicazione in alto nel post

Il 13/11/2020 alle 23:24, cipso ha scritto:

evochi un'immagine lontana dall'urbanistica media italiana, immagino coscientemente.

è hai ragione anche su questo, coscientemente sì, ma fino a un certo punto, ma è un'osservazione molto preziosa e una svista davvero ingenua da parte mia.

Il 13/11/2020 alle 23:24, cipso ha scritto:

tra l'altro, mod, primo commento per me: spero rispetti le linee guida :)

il commento va benissimo, ma ti invito di nuovo a passare in Ingresso a presentarti ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
7 ore fa, Kikki ha scritto:

Ciao @Leo74 grazie per aver letto e commentato. Questa è una storia pensata per un illustrato,

Allora come non detto, se è un testo per un pubblico giovanissimo ed è un illustrato (sciocco io a non capirlo) ovviamente le mie osservazioni non sono centrate. Grazie a te.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, ti scrivo per darti il mio personalissimo parere e si spera per aiutarti. La storia scorre abbastanza bene e sono sicuro che per un pubblico di bambini sia perfetta, seconde me si potrebbe rendere la protagonista con un qualche tratto iconico, in modo che rimani impressa nella mente dei bambini, un qualcosa di banale, purché rimanga impresso. Dal punto di vista grammaticale non ho notato grandi errori, eccetto qualche ripetizione, ma mi sembra che già te le hanno segnalate tutte, ma sono un giovane scrittore quindi mi potrei sbagliare. infine le onomatopee non mi convincono per come sono state inserite, ma forse in  un album illustrato, hanno più senso. Niente spero che il commento ti sia utile. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, celi ansa ha scritto:

per un pubblico di bambini sia perfetta

lo spero ;)

21 ore fa, celi ansa ha scritto:

si potrebbe rendere la protagonista con un qualche tratto iconico

hai ragione, non le ho dato nessun tratto distintivo, ma è perché questo piccolo racconto è pensato come testo per un illustrato e ci sono già anche troppe descrizioni, così ho lasciato stare

21 ore fa, celi ansa ha scritto:

ma sono un giovane scrittore quindi mi potrei sbagliare

non ti sbagli, ma nella letteratura per bambini le ripetizioni sono ben accette e molto usate per dare ritmo alla lettura che è sempre ad alta voce. Questo non significa che io sia riuscita a usarle nella maniera giusta in questa storia, quindi tornerò a controllare di sicuro.

21 ore fa, celi ansa ha scritto:

infine le onomatopee non mi convincono per come sono state inserite

trovo anche io che siano troppe e troppo ravvicinate

21 ore fa, celi ansa ha scritto:

Niente spero che il commento ti sia utile.

molto, ti ringrazio :flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kikki, una storia tenera e delicata come ne ho lette altre scritte da te, con un finale dolce,  molto adatta ad un lettore dell'età che ti sei proposta.

Penso anch'io che se il tuo proposito era un illustrato, la storia andrebbe molto sintetizzata e ridotta dei particolari descrittivi. Immagino che non sia facile trovare un illustratore in sintonia con l'autore, riuscire a trasmettere le sensazioni con forma e colore senza deviare dal proposito dell'autore. L'ideale sarebbe riuscire a coniugare le due espressioni con la stessa mano, ma sono doti rare. Quando succede, magistralmente, vengono fuori capolavori, a mio avviso, come quelli di Jimmy Liao o Leo Lionni.

Nello stesso tempo, trovo che possa essere una storia che ben si adatti ad una lettura animata, in cui sia il tema che i suoni che utilizzi, possono essere interpretati da un narratore di fronte ad una piccola platea.

La storia scorre fluida, lineare; non mi sembra che ci siano cose da segnalare riguardo forma e grammatica. Forse qualche sferzata in più per coinvolgere il lettore ci sarebbe stata bene, un po' più di mordente non avrebbe guastato (il tema si presta.)

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

Tum, tum, tum. I genitori sono tristi, è davvero colpa loro se Elena piange e sbatte i piedi per terra? Tum, tum, tum. Bisogna trovare subito una soluzione prima che si aprano dei buchi nel pavimento e prima che la loro bambina si secchi come una pianta senz’acqua. Ma cosa possono fare?

Tum, tum, tum gridano i piedi di Elena. Gnic, gnic, gnac, cigolano le rotelle in testa ai genitori che dalla furia di pensare e ripensare a una soluzione hanno il fumo che gli esce dalle orecchie. Cric, croc, crac fanno le carte di cioccolatini e caramelle che si sono stancati di stare ammucchiati di fianco alla porta e hanno voglia di uscire a sgranchirsi.

«Te l’abbiamo già detto, Elena,» comincia papà che si gratta la testa, gnic, gnic, gnac. «Sei troppo piccola per uscire da sola e noi...»

«Non mi interessa!» Tum, tum, tum. «Nessuno mi parlerà mai più perché non mi avete lasciata uscire a fare dolcetto o scherzetto!»

 

 

Penso anch'io che la ripetizione dei suoni sia apprezzata dai bambini. In questo caso quella del gnic, gnac delle rotelle che cigolano la trovo azzeccata. Il tum, tum forse si può arricchire o far crescere, come se ogni volta fosse sempre più forte per attirare l'attenzione dei genitori da parte di Elena. Non so, per es. evidenziare che  a un certo punto si mette degli zoccoli di legno per fare più rumore, oppure trovare un altro suono per sbattere i piedi ogni volta diverso. Credo che sia importante la ripetizione ma altrettanto lo stupore da trasmettere al bambino per appassionarlo.

Secondo me si possono anche aggiungere altre sonorità, magari legate alla paura, visto il tema di Halloween.

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

Mamma e papà vanno in cucina, Elena li sente bisbigliare. Pst, pst, pst, dice mamma. Pst, pst, pst, risponde papà in fretta. Tum, tum, tum fanno i piedi arrabbiati, ma poi si bloccano perché se no Elena non sente bene. Pst, pst, pst sussurrano le pareti di casa. Elena scivola verso la cucina silenziosa e muta come un pesce.

«Cosa vi state dicendo senza di me?» Tum. I piedi di Elena sono ancora arrabbiati, ma lei è troppo curiosa di scoprire cosa si dicono i suoi genitori, così ordina ai piedi di stare zitti e apre le orecchie piantando le mani sui fianchi.

 

Anche questo passaggio è molto tenero. Bella l'idea dei piedi indipendenti, scollegati dal corpo, che manifestano disappunto e che la bambina riporta all'ordine.

Il finale ha un'evoluzione classica che apprezzo sempre: risolvere un conflitto utilizzando la fantasia e la buona volontà, molto educativo.

 

Il 9/11/2020 alle 14:24, Kikki ha scritto:

«Tutto a dritta, mozzo,» urla Elena con la spada protesa verso casa, poi appoggia la testa sulla spalla del fidato mozzo e chiude gli occhi.

Bella la chiusa finale.

Arrivato alla fine, secondo me, così com'è, la storia funziona benissimo senza immagini. Magari ne basterebbe solo qualcuna di supporto per arricchire ed abbellire il tutto.

Ho apprezzato. Alla prossima

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kasimiro che piacere che tu sia passato.

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Penso anch'io che se il tuo proposito era un illustrato, la storia andrebbe molto sintetizzata e ridotta dei particolari descrittivi.

eh sì, mi è difficilissmo. Credo che se lavorassi in sinergia con un illustratore la cosa sarebbe diversa, bisognerebbe provarci. Lo rimetterò a posto comunque, ho ricevuto diverse osservazioni molto valide che mi aiutano.

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Credo che sia importante la ripetizione ma altrettanto lo stupore da trasmettere al bambino per appassionarlo.

giustissimo 

Grazie @Kasimiro, sempre utile e arricchente :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kikki,

ho trovato questo racconto davvero molto carino. Ho visto ti è stato fatto notare che non si tratta di un racconto particolarmente coinvolgente. Io non credo questo tuo testo avesse la presunzione di collocarsi tra i must ma, per quanto mi riguarda, si tratta di un ottimo lavoro: leggero, scorrevole, lontano da ogni sorta di intellettualismo; insomma, quel che ogni tanto ci vuole per ricordarci che la scrittura è primariamente un piacere oltreché un esercizio di stile. 

Personalmente ho trovato i tuoi personaggi molto eloquenti perché, se è vero che non hanno uno spessore, è anche vero che si esprimono assai bene per mezzo delle loro azioni. Siccome sto commentando dal cellulare, non mi è agibile quotarti gli estratti sui quali magari avrei da dire qualcosa, ma non dubito di riuscire a renderti chiara la mia idea circa la struttura sintattica e lessicale del tuo racconto. 

Come ripeto, non mi pare che il testo presenti anomalie stilistiche e mi sembra anzi che si presti molto bene a una lettura da parte anche dell'utenza più giovane. La struttura sintattica è semplice, povera in subordinate, paratattica, e questo è perfettamente coerente col fatto che la protagonista sia semplicemente una bambina il cui piccolo problema sembra insormontabile. 

Venendo al lessico, nessuna punta stridente; anch'esso riflette la semplicità della situazione e preferisci, invece di usare lessemi più complessi, l'inserimento di ideofoni e suoni onomatopeici (cosa che ho trovato molto carina). 

Quindi, venendo alle considerazioni finali, il tuo racconto mi è piaciuto molto, l'ho letto volentieri e ha costituito un buon inizio di giornata. In effetti ho da sempre un debole per la narrativa per ragazzi, e credo il tuo racconto sia qualcosa di volutamente semplice, il che non riflette affatto le tue capacità scrittorie. Intendo dire che è evidente il tuo saper scrivere; il testo è pulito, raffinato, privo di refusi e inciampi. Insomma, è un lavoro senza presunzione condotto da un'autrice (spero di averci indovinato) le cui capacità le permetterebbero di redigere testi di maggiore intensità, ma che stavolta ha deciso di no. Per me è un ottimo lavoro, e le osservazioni che avrei da fare quotandoti i passi non sarebbero che mere sottolineature dettate più dal gusto personale che da una giustezza obiettiva. 

Spero che quanto detto possa in qualche modo risultare utile. 

A rileggerci,

 

FW

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

P.s: "spero di averci indovinato" era in riferimento al fatto che si tratti di un'autrice piuttosto che di un autore, e non alla capacità di redigere testi più complessi. Solo rileggendo mi sono reso conto che il periodo poteva essere suscettibile di fraintendimento. 

Buona giornata,

 

FW

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Freedom Writer grazie mille di essere passato a leggermi :)

22 ore fa, Freedom Writer ha scritto:

e credo il tuo racconto sia qualcosa di volutamente semplice, il che non riflette affatto le tue capacità scrittorie

è volutamente semplice proprio per il target a cui si rivolge, ma il mio lavoro non è stato fatto bene, il testo rimane troppo complicato e ricco per entrare in illustrato, e questo succede perché scrivere un albo per bambini piccoli è una delle cose più difficili che io abbia mai fatto. Non c'è niente di semplice o intuitivo è una questione di scelte, forzate e non, e di limare parole e significati in un esercizio di condesazione in quante meno parole possibili. Quasi un lavoro impossibile, ma questa non è la sede giusta per questo discorso, perdonami. Non ho frainteso le tue parole e mi è utilissimo il tuo commento, vedere la reazione di un lettore a un proprio testo credo che sia un vero tesoro. Certo è che i veri giudici di questo raccontino dovrebbero essere bambini, l'ho sottoposto ad alcuni e il loro giudizio ha dimostrato che non funziona per un illustrato: ha seguito solo la bambina di otto anni, quella di cinque si è annoiata e persa tra le mie troppe parole. Sintesi è la parola chiave e va a braccetto con consapevolezza. Ma non mi arrendo, prima o poi ce la farò. Grazie ancora :rosa:

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Kikki ho trovato questo racconto molto carino e la sequenza dei suoni azzeccata. Ho letto i commenti e sono  più d'accordo con Freedom che con gli altri. Il testo sicuramente non è adatto a una bambina di cinque anni perché troppo piccola per comprendere appieno i riferimenti (teschi, dolcetti, cestini, ragni spaventosi e quant'altro), quindi non temere.  Che un testo possa essere migliorato è un fatto ma che il tuo abbia già delle qualità è indubbio. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
22 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

perché troppo piccola per comprendere appieno i riferimenti

soprattutto senza immagini, poverina

22 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Che un testo possa essere migliorato è un fatto ma che il tuo abbia già delle qualità è indubbio. 

:rosa:ti ringrazio molto, @Adelaide J. Pellitteri

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kikki,

Ti prego di prendere quello che sto per dire in maniera molto leggera. Non la considero una critica: non mi sento di poterlo fare con i racconti con cui sono più faliliare, figuriamoci con un racconto per bambini illustrato. Lo sento essere oltre la mia portata.

Volevo solo porgerti l'attenzione sulla storia in se che ho trovato leggermente "diseducativa": una bimba capricciosa che sbatte i piedi e ottiene ciò che vuole.

Da quando ho letto la tua storia, che comunque ho trovato molto ben scritta, mi sono detto: "e se..."

E se la bambina fosse, ad esempio, disabile (sulla sedia a rotelle) e come sorpresa il padre le fa trovare una sedia a forma di nave pirata? E se la raggiungessero i suoi amici di scuola e fossero la sua ciurma?

 

Che ne pensi? È un tema che non andrebbe posto in questo genere?

 

Lo so, probabilmente questo esula dallo scopo dell'officina, e non la userò per publicare un mio racconto. Volevo solo condividere con te un mio pensiero che la tua storia a suscitato.
Spero di lettere altre cose tue.

Perdonami :sss:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Woonderball! @KikkiRacconto piacevolmente scorrevole ed incuriosisce il lettore fino all'ultima frase proprio come piace a me. Ti auguro un buon fine settimana e tanta fortuna

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@flambar grazie della lettura :) Buona domenica

 

@Mariano DS, ciao! Non scusarti mai per un commento a un racconto, se è educato e articolato, cioè se porti delle tesi a supporto delle tue parole, per l'autore è solo una cosa positiva. Mettiamo i nostri lavori in Officina proprio per ricevere commenti e reazioni dai nostri lettori :)

Il 30/11/2020 alle 18:19, Mariano DS ha scritto:

ho trovato leggermente "diseducativa"

non l'avevo proprio pensata in questa ottica, ma hai ragione, potrebbe esserlo. Quando scrivo però mi piace farlo per divertire o per mostrare uno spaccato di vita reale, non c'era un messaggio nel mio racconto e credo che mi stia bene così.

Il 30/11/2020 alle 18:19, Mariano DS ha scritto:

È un tema che non andrebbe posto in questo genere?

perché no? Mi sembra uno sviluppo perfetto per un "e se...", possono esserci infinite varianti a gni storia, secondo me, basta immaginarsele e poi anche scriverle ;)

 

Il 30/11/2020 alle 18:19, Mariano DS ha scritto:

Volevo solo condividere con te un mio pensiero che la tua storia a suscitato.

hai fatto benissimo, anche a questo serve Officina

Il 30/11/2020 alle 18:19, Mariano DS ha scritto:

Spero di lettere altre cose tue.

mi farebbe davvero molto piacere, sul serio, se hai tempo e voglia ben vengano i tuoi commenti (y)

Colgo l'occasione per ricordarti che in Narrativa non usiamo i punti reputazione, le freccette verde e rossa e gli smile in basso a destra.

Buona continuazione 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao!

A me è piaciuto abbastanza. Letterariamente non è la perfezione ma essendo rivolto all'infanzia non è la priorità. C'è semplicità sia nella storia che nei dialoghi che nei personaggi e una giusta dose di fantasia. Un po' rielaborata e sistemata non sfigurerebbe in una raccolta di fiabe per bimbi. Tra l'altro io coi vari "Ti racconto", "I raccontastorie", le "Fiabe sonore" ecc. ci sono cresciuto, ho passato ore e ore a seguire le favole in cassetta col fascicolo illustrato :) Personalmente ho una reazione, nei confronti delle scene di bambini che fanno i capricci, che non saprei bene definire. Forse un contrasto tra il pensiero che non siano stato educati bene e quello che in fondo sono solo bambini.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kikki

Ho letto il tuo racconto fino in fondo sperando in un colpo di scena o in una sorta di morale (per bambini) che però non è arrivato. Mi è dispiaciuto perché questo mi ha portato a pensare che né i personaggi né la storia possano rimanere impressi. Magari aggiungere qualche particolare descrittivo o qualche passaggio che spieghi un po’ meglio la loro identità (soprattutto i genitori) per centrare le loro azioni nel racconto. Ci sarà un motivo perché questa bambina è l’unica che non può uscire no? Ho trovato anche un po’ troppo ripetitivi i suoni, personalmente taglierei qualcosa. Il lessico è semplice e diretto, e questo calza per l’obiettivo che ti eri (credo) prefissata, ma non riesco comunque a trovare i passaggi incisivi. 
Sembra un esercizio fatto più per dovere che per ispirazione. La parte positiva è sicuramente l’assenza di refusi e la padronanza della grammatica. Tutto questo per dirti che sono sicura che con un po’ più di cura e magari un finale diverso o un piccolo colpo di scena, quello che hai scritto può passare da un semplice racconto scorrevole per bambini a una storia che rimane vivida,  e perché no, che insegna qualcosa al piccolo lettore.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 12/12/2020 alle 12:51, leonreno83 ha scritto:

Forse un contrasto tra il pensiero che non siano stato educati bene e quello che in fondo sono solo bambini.

ci sono diverse scuole di pensiero su questo argomento nella letteratura per ragazzi, io in questo caso ho scelto di raccontare solo una storia, un po' vera e un po' inventata di una bambina che è solo una bambina e di genitori che non sono altro che genitori.

18 ore fa, GiuliaShumaniTutanka ha scritto:

né i personaggi né la storia possano rimanere impressi

hai ragione perché questo è solo un frammetno di quotidianità, chi se la ricorda quella? Eppure è quella che compone la nostra vita, minuscoli dettagli e momenti insignificanti che passano inosservati.

Come dicevo prima, si può scegliere se scrivere per insegnare o se farlo per raccontare e basta, la mia intenzione non era fare la morale e nemmeno volevo insegnare niente a nessuno, quindi il risultato è giusto.

19 ore fa, GiuliaShumaniTutanka ha scritto:

Magari aggiungere qualche particolare descrittivo o qualche passaggio che spieghi un po’ meglio la loro identità (soprattutto i genitori) per centrare le loro azioni nel racconto.

non l'ho specificato all'inizio del racconto, è venuto fuori poi nei commenti, ma questo è un testo per un illustrato e le descrizioni sono bandite dal testo e affidate agli illustratori. Colpa mia che non l'ho chiarito, scusate.

 

19 ore fa, GiuliaShumaniTutanka ha scritto:

Ci sarà un motivo perché questa bambina è l’unica che non può uscire no?

non c'è, e se c'è lo sanno solo i genitori, ma mamma e papà non sempre dicono tutto ai figli

19 ore fa, GiuliaShumaniTutanka ha scritto:

Ho trovato anche un po’ troppo ripetitivi i suoni, personalmente taglierei qualcosa

sono d'accordo con te, infatti in revisione ho tagliato, era un po' troppo affolalto

 

Grazie a entrambi per i vostri commenti :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×