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La*cla

Contratto per raccolta antologica

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Buongiorno, oggi vorrei chiedere a qualcuno che forma ha normalmente un contratto per una raccolta antologica, che racchiude opere di diversi autori, tutte inedite (in questo caso si tratterebbe di poesia). L'antologia avrebbe un curatore diverso dall'editore. A chi spettano le royalties e in che misura, come si configurano i diritti d'autore, ecc ecc

Grazie!

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Credo sia piuttosto improbabile che l'editore sottoscriva un contratto con ogni singolo autore presente nell'antologia, stabilendo la percentuale di royalties che gli spetta, per poi provvedere  al pagamento. Tra calcoli, registrazioni, aspetti fiscali e ritenute in acconto varie, l'operazione costerebbe uno sproposito e, come si suol dire, il gioco non vale la candela. Già se si trattasse di un'antologia di racconti, la cosa risulterebbe molto problematica; con le poesie poi, considerate le probabili scarse vendite, parleremmo di royalties che ammontano a centesimi, più che a euro. L'unica scappatoia possibile è che il curatore dell'antologia sottoscriva accordi con ciascun autore, con tutte le responsabilità che questo comporta, per poi presentarsi come unico soggetto responsabile di fronte all'editore.

 

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Certo, il curatore in questo caso viene trattato alla stregua di un singolo autore e ha diritto alle royalties, che nel nostro caso variano dal 5 al 10% sul prezzo di copertina,  per la vendita del cartaceo, e intorno al 30% del ricavato della vendita dell'ebook, al netto di sconti e della quota del distributore. Poi sarà compito del curatore redistribuire tali proventi, sulla base degli accordi che lui avrà a sua volta sottoscritto con tutti gli autori che hanno partecipato all'antologia. Non esiste che la CE si tenga tutti i proventi, per quanto bassi possano essere: è una questione di correttezza. Piuttosto, se curatore ed autori sono d'accordo, si potrebbe decidere di devolvere tali proventi per uno scopo benefico, sulla base di un rendiconto serio e trasparente.

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Nelle antologie multiautore dove ogni contributo è individuabile come ascrivibile a Tizio, a Caio e a Sempronio, ogni autore firma il suo contratto. Siccome un'antologia è difficile da smerciare e quindi realizza poco, se gli autori sono tanti ci può essere una clausola che mette un tetto alla liquidazione annuale delle royalty, per evitare che i costi dei bonifici rendano antieconomico per l'editore il versamento annuale.

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