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Kiarka

Scrivere in terza persona: come si fa?

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Ciao amici del WD, ho problemi con lo scrivere racconti in terza persona. Sono confusionari e meccanici. Avete consigli su come migliorare (vanno bene libri, podcast, pdf, video, consigli della nonna)

 

Grazie! :)

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Cerca nella tua libreria un romanzo in terza persona che ti sia piaciuto e rileggilo con l'animo dell'ingegnere (o dell'anatomopatologo, se si tratta di un thriller) per capire come l'autore abbia formulato le frasi dei passaggi che più ti sono piaciuti.

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Devi proprio? A me darebbe fastidio scrivere in prima persona perché temerei di scrivere in maniera troppo egocentrata: tutti i miei pensieri ed emozioni mentre quelle degli altri , mah. Anche i paesaggi o l'ambiente, normalmente non penso: oggi, vado al mare,che  è blu, ci sono de gabbiani, la sabbia è beige... Come narratore in terza persona mi riesce più facile descrivere gli ambienti dove si trovano i personaggi. Inoltre posso essere più distaccata e  a me, personalmente piace, Sono tutti e nessuno, porto il lettore dove voglio. Quindi, dal mio punto di vista penso che sia una bella capacità quella scrivere in prima persona! Comunque, come consigli della zia, ti direi di immaginarti come l'uomo o la donna invisibile, che magari si accolla al personaggio principale (Dipende che punto di vista vuoi tenere), lo segue e racconta, dice quel che sta succedendo, cosa vede e cosa percepisce dei personaggi. Per come la vedo io, sono una sorta di personaggio ulteriore che non si manifesta personalmente (tipo non dice: Giorgia mangiava lo stufato e a me non piace, non lo mangio mai), che è stato semplicemente inviato dagli alieni per relazionare su cosa combinano questi buffi terrestri (Dipende anche dallo stile, se  è umoristico, immagina di essere un comico che descrive cosa vede).

 

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23 ore fa, Kiarka ha scritto:

ho problemi con lo scrivere racconti in terza persona. Sono confusionari e meccanici


Ciao, @Kiarka ! A prima vista, la tua affermazione mi pare un po' curiosa, perché implica che invece in prima riesci meglio: io uso scrivere in prima e in terza, e per me a essere più difficile è la prima, specie in testi brevi. In secondo luogo, esistono vari modi di scrivere in terza e in prima. Inoltre, credo che la scelta vada fatta in base a ciò che vuoi raccontare: certe storie vanno meglio in prima e viceversa. :)
Però un "consiglino" mi è venuto in mente. Visto che per te è più facile la prima, scrivi in prima e poi "traduci" in terza. Per esempio: "Camminavo verso la casa di Giovanni" ---> "Maria camminava verso la casa di Giovanni". Non è sempre così immediato, ma questa "traduzione" ti spinge a valutare meglio i rapporti tra prima e terza. Dopo torni qui e mi fai sapere se ci sei riuscito e soprattutto se ancora la terza ti pare più ostica della prima. :):)

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Io ho provato a scrivere in prima persona ma non ci riesco, mi sento troppo legata al personaggio.

 

Invece, riallacciandomi a ciò che @dyskolos ha detto nel messaggio precedente, avete mai provato a cambiare un romanzo dalla prima alla terza persona, o viceversa? Intendo senza cambiare nulla se non i verbi (naturalemente partendo da una terza con focalizzazione su un singolo personaggio).

 

Che effetto vi ha fatto, rileggendolo?

 

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13 ore fa, veraboni ha scritto:

avete mai provato a cambiare un romanzo dalla prima alla terza persona, o viceversa? Intendo senza cambiare nulla se non i verbi

 

Eccomi! Io ho provato. :)

Avevo scritto una ventina di pagine di un romanzo in terza al passato. Poi l'ho "tradotto" interamente in prima persona al presente.

 

 

13 ore fa, veraboni ha scritto:

Che effetto vi ha fatto, rileggendolo?

 

Non proprio un effetto positivo. Dopo aver modificato solo i verbi in modo direi "letterale" (come ho fatto sopra), mi sono accorto che non funzionava bene. In particolare, secondo me, si è presentato un problema di "distanza narrativa" tra lettore e personaggi (o personaggio). Intendo che la prima persona, per come la vedo io, spinge naturalmente verso un POV più profondo rispetto alla terza, quantunque io pensassi di aver approfondito molto il POV anche in terza. Diciamo che la piccola distanza della terza diventava enorme, quasi un abisso, in prima, così ho dovuto aggiungere diverse parti di approfondimento, diciamo; per evitare di frapporre troppa distanza tra lettore e personaggi, che poi significa tra lettore e storia narrata.

Ma approfondire troppo il POV (in prima) potrebbe ridurre la storia a una serie di flussi di coscienza o, come ho letto in una recensione, a una sequela di "seghe mentali":asd::asd: Intendiamoci, a me piacciono i flussi di coscienza, ma il troppo stroppia, come si suol dire. Allora bisogna trovare il giusto equilibrio tra approfondimento e rischio "seghe mentali". Anche per questo dicevo, più o meno, che gestire una terza persona è più semplice che gestire una prima.

 

 

13 ore fa, veraboni ha scritto:

Io ho provato a scrivere in prima persona ma non ci riesco, mi sento troppo legata al personaggio.

 

È verissimo, sorella WDiana :)

La prima, a lungo andare, può diventare piuttosto claustrofobica. Per questo uso il POV multiplo, che mi consente di cambiare personaggio più volte, così da non rimanere troppo legato a un solo personaggio. 

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Anch'io ho provato a passare dalla terza alla prima o viceversa (e anche dal passato al presente) , e trovo non sia possibile un passaggio letterale, fondamentalmente per quello che scrive@dyskolos qui sopra.

Finora ho cercato di scrivere in prima presente, ma mi sono resa conto che per me è più faticoso rispetto alla terza al passato, così sto riscrivendo alcune storie in cui mi ero impantanata. 

 

P. S. Comunque ho appena finito di leggere un romanzo in cui il narratore passa agevolmente dalla terza persona... alla seconda... 

 

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3 ore fa, dyskolos ha scritto:

Per questo uso il POV multiplo, che mi consente di cambiare personaggio più volte,

Questa è una cosa che voglio approfondire, perché ho sempre paura che si noti troppo poco la differenza tra un POV e l'altro, o che questa appaia troppo didascalica (come ad esempio in un POV multiplo tra due personaggi in lite).

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42 minuti fa, *Antares* ha scritto:

un romanzo in cui il narratore passa agevolmente dalla terza persona... alla seconda... 

che romanzo?

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Il titolo è La distanza da Helsinki ed è la storia di due ragazzi (un po' troppo simile alla Solitudine dei numeri primi, secondo me) scritta in terza persona. Due o tre volte la terza si trasforma in seconda, come se il narratore iniziasse a parlare con il personaggio, o il personaggio iniziasse a parlare con sé stesso, e rimane così per qualche paragrafo. 

Tra l'altro il pov passa dall'uno all'altro personaggio di paragrafo in paragrafo, @dyskolos potrebbe interessarti ;)

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1 ora fa, veraboni ha scritto:

si noti troppo poco la differenza tra un POV e l'altro

 

In effetti, questo è l'aspetto più difficile del POV multiplo, forse l'unico veramente difficile, ma c'è anche un lato divertente. Nel mio caso, per esempio, faccio raccontare la storia a una donna pazzoide di 66 anni, a un uomo di 87 neo-nazifascista, a una donna di 49 anni candidata a sindaco, a una bambina di 3 anni, a un poliziotto molto misogino di 44 anni (se potesse prenderebbe tutte le donne a bastonate :asd:), a un vecchio mafioso latitante da 18 anni e a qualche altro. Il lato divertente è, per esempio, quando passo dal vecchio nazifascista (che ucciderebbe tutti i mafiosi) al mafioso latitante (che ucciderebbe tutti i nazi).

A parte questo, secondo me il POV multiplo è un ottimo modo per fare esperienza perché ti forza a usare stili diversi per ogni personaggio-POV. Ognuno dovrebbe avere la propria voce.

 

1 ora fa, *Antares* ha scritto:

Tra l'altro il pov passa dall'uno all'altro personaggio di paragrafo in paragrafo, @dyskolos potrebbe interessarti ;)

 

Denghiù per il consiglio,  @*Antares* :)

Vado subito su IBS a comprarlo.

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5 ore fa, dyskolos ha scritto:

l POV multiplo è un ottimo modo per fare esperienza

sicuramente

 

5 ore fa, dyskolos ha scritto:

Ognuno dovrebbe avere la propria voce.

Beh, dipende, io non sono così democratica :D

 

6 ore fa, *Antares* ha scritto:

Due o tre volte la terza si trasforma in seconda, come se il narratore iniziasse a parlare con il personaggio, o il personaggio iniziasse a parlare con sé stesso, e rimane così per qualche paragrafo. 

interessante

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@dyskolos

Grazie, facciamo che provo con una storia breve, la traduco, e vedo il risultato qui sul WD. :)

A me risulta molto facile scrivere in prima persona, ne escono anche belle storie, invece in terza... bè, racconto personaggi piatti, e la trama è monotona. 

In prima persona mi sembra di raccontare un aneddoto simpatico a degli amici, quindi mi riesce semplice, magari puoi anche tu provare a porti come se stessi raccontando un aneddoto. :)

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15 ore fa, Kiarka ha scritto:

facciamo che provo con una storia breve, la traduco, e vedo il risultato qui sul WD. :)

 

Ottima idea :rosa:Faccio il tifo per te!

 

 

15 ore fa, Kiarka ha scritto:

In prima persona mi sembra di raccontare un aneddoto simpatico a degli amici, quindi mi riesce semplice, magari puoi anche tu provare a porti come se stessi raccontando un aneddoto. :)

 

Ci proverò. Poi lo posto sul WD anch'io :)

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