Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Nightafter

L'ospite - Pt. 1 [NNI20- Fuori concorso]

Post raccomandati

 

 

L' ospite - Pt. 1 [NNI20- Fuori concorso]

 


Era il terzo omicidio che accadeva nel giro di due mesi: le vittime erano tutte maschi singoli di mezza età, uomini che vivevano soli, senza una vita sociale o famigliare granché vivace.
L'ultimo era il contabile di una piccola cartotecnica che produceva imballi per la grande distribuzione organizzata: nella foto aveva un'aria anonima e uno sguardo spento dietro lenti spesse un dito, vestiva una orribile camicia color aragosta, portata senza cravatta, dal colletto troppo largo per quel collo sottile da struzzo, la piccola testa, spuntava come il batacchio di una campana.
Anche gli altri due dalle immagini non apparivano più interessanti, nulla che li rendesse particolarmente appetibili per un assassino seriale.

 

Ernesto, seduto in poltrona, smaltiva il difficile dopocena di una mezza teglia di ottima parmigiana mangiata con ingordigia: un intingolo cucinato dalla signora Lucia, la donna che tre volte alla settimana veniva a rigovernargli la casa e come sovente accadeva, gli lasciava in frigo qualcosa di pronto per cena.
In seguito al caffè si era bevuto un corposa dose di amaro alle "dodici erbe", ora boccheggiava tra un rutto e uno sbadiglio mentre seguiva le immagini del servizio d'approfondimento nella seconda serata della tivù.
Si era messo uno scialle di lana sulle spalle, la casa era appena tiepida perché si era dimenticato di regolare l'ora d'accensione del termostato, così quando era rientrato dal lavoro, zuppo d'acqua e infreddolito per la pioggia battente che stava scendendo sulla città: aveva dovuto far partire manualmente il sistema di riscaldamento nella casa gelida come una tomba.

 

Un intervistatore, eccessivamente pimpante e galvanizzato per l'argomento che trattava, poneva una serie di stucchevoli domande al Vice Questore che, affiancato da una coppia di agenti in divisa dall'aria rassegnata, rispondeva paziente.
Gli omicidi avvenivano in modalità assai cruenta e a questo punto, benché  la parola fosse poco desiderabile a essere pronunciata dagli operatori dell'Ordine Pubblico, si poteva parlare di delitti attuati da un "omicida seriale".
Del resto era da settimane che i giornali, alla luce dell'efferatezza dei primi due crimini, avanzavano l'ipotesi del "serial killer". Non si vedevano, infatti, al momento, ragioni diverse che giustificassero tanta ferocia: le vittime apparivano come persone dalle vite lineari e irreprensibili, senza alcuna nota caratteriale o abitudine che li portasse oltre una tranquilla esistenza ruotinaria, fatta di casa e lavoro e poco svago.
Le immagini del servizio si susseguivano rapide, mostrando le vie e i condomini di residenza delle vittime, venivano intervistati i loro vicini:qualcuno intimorito si defilava opponendo la mano aperta all'obiettivo della telecamera, ribadendo di non conoscerli. I più parlavano di loro come persone discrete e di assoluta affidabilità:uno dei tre dedicava il sabato pomeriggio a seguire i piccoli impegnati in una attività di bricolage organizzata dalla parrocchia.
Il secondo, dedicava i pomeriggi domenicali a tenere un corso per i ragazzi delle scuole primarie, nel quale insegnava a costruire colorati burattini di cartapesta, dando poi vita con i piccoli allievi a divertenti rappresentazioni nel teatrino per marionette, allestito nello spazio messo a disposizione dall'Assessorato alle Iniziative Culturali per la Gioventù del Comune.
Il terzo era il meno impegnato socialmente dei tre, ma anche lui aveva un buon rapporto con l'infanzia, diverse mamme intervistate ne dicevano un gran bene: lo ricordavano spesso ai giardini pubblici nei pomeriggi del week-end, contornato da un nugolo di bambini festanti. I pargoli lo amavano perché generosamente offriva loro biglietti per giri gratuiti sulla giostrina col trenino presente nel giardino, per le storie fantasiose e divertenti che sapeva raccontare, nonché per i dolciumi che distribuiva ai suoi piccoli amici.
All'interno di una sportina che si portava dietro, non gli mancavano mai: leccalecca, marshmallow, bastoncini di liquirizia e caramelle assortite, di cui era sempre ampiamente fornito.

 

Non risultavano inimicizie nell'ambito del lavoro o del vicinato, mai una parola di troppo con nessuno, non risultava avessero una relazione sentimentale fissa, non frequentavano locali notturni, némai li si era visti accompagnarsi con una lucciola, non gli si conoscevano vizi.
I loro conti bancari contenevano i giustificati risparmi delle rispettive attività di lavoro di una vita, nulla di più: piccole formiche previdenti e morigerate.
L'assassino nel suo modus operandi era di una brutalità estrema: sgozzava le vittime con una lama sottile come un rasoio, incidendo a fondo la carne del collo fino a raggiungere la colonna vertebrale, in sostanza la testa restava attaccata al corpo solo attraverso le vertebre messe a nudo della spina dorsale.
I corpi erano stati rinvenuti nelle proprie abitazioni, una sul pavimento della camera da letto, l'altra su quello del bagno, il terzo, più recente, nella piccola stanza da letto che era appartenuta fino a un decennio passato alla madre del contabile, quando era in vita.
A rivelare la loro morte erano stati i rispettivi vicini di casa e i responsabili dei luoghi di lavoro: i primi messi in allarme dal non vederli più comparire alle ore consuete in cui uscivano per raggiungere i loro impieghi o per far rientro a casa, i secondi, per le assenze ingiustificate protratte da una decina di giorni.
Ma soprattutto a rivelare la cosa era stato il fetore pestilenziale che proveniva dalle porte dei loro appartamenti e iniziava a spandersi per le scale del palazzo.

 

L'omicida li aveva scelti con apparente casualità: vivevano in angoli opposti della città, non risultava si conoscessero o frequantassero luoghi comuni, neppure per una spesa nello stesso supermercato, infatti, salvo prendere un  bus o tram e farsi quaranta minuti di percorso per raggiungerne uno frequentato da uno dei tre, il fatto non avrebbe potuto aver luogo

Questo perché, cosa per altro insolita, nessuno di loro possedeva un automobile, ognuno raggiungeva il proprio lavoro usando un mezzo pubblico.
Insomma rivoltando la loro esistenza come un guanto, l'unico elemento che li accomunava era il buon rapporto che sapevano coltivare con i fanciulli, questo forse dovuto a compensare la mancanza di affetti nella loro vita: il non essersi sposati e aver avuto una famiglia e dei figli loro, trovava nel contatto con i bimbi il surrogato a una paternità inespressa.
Del resto questo accadeva anche a molti sacerdoti catechisti, nell'applicare l'esortazione biblica del Cristo: "Lasciate che i bambini vengano a me"
Ciò che rendeva quel caso particolarmente difficile per le indagini, era poi l'incredibile mancanza di impronte o tracce di qualsiasi genere, reperibili sulla scena del delitto.
Non si poteva neppure parlare di un killer tanto astuto e accorto da cancellarle, poiché anche il cancellare una traccia, lasciava di per sé una traccia.
Se avesse impiegato della candeggina o qualsiasi altro sistema per ripulire a fondo il luogo del delitto, si sarebbe compreso dai rilevamenti compiuti dalla  ma nessuno aveva impiegato alcunché per cancellare le tracce.
I luoghi dei delitti erano"puliti": ovvero anche al vaglio del luminol e delle altre moderne tecniche d'indagine scientifica, gli unici elementi rilevabili erano di stetta appartenenza delle vittime.

Questo rappresentava uno degli aspetti enigmatici di maggior rilevanza comuni ai tre delitti: cosa realmente inspiegabile, a meno di ritenere che ogni morto si fosse praticamente decapitato da solo, o che l'assassino levitava sul pavimento senza sfiorarlo e senza toccare nulla nelle abitazioni, non contaminando neppure l'aria che aveva respirato.

 

(Continua)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
50 minuti fa, Nightafter ha scritto:

compiuti dalla  ma nessuno

 

Qui nel taglia e cuci mi sono mangiato la parola: "scientifica"

 

ovvero: ...Compiuti dalla scientifica, ma nessuno....

 

Sorry.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Nightafter ti faccio i complimenti. Ma che bella, bella prosa. Fluidissima. 

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

casa gelida come una tomba.

Mi fermerei a gelida, come una tomba è inflazionato. Per il resto a parte un refuso: uno spazio mancante dopo i due punti, non ho nulla da dire. Anzi no, una cosa te la dico: bravissimo.

(Mi sono fatta un'idea sulle indagini eh... ti dirò quando leggerò la seconda parte).

Ciao 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao. Per farmi perdonare di aver dubitato che davvero non partecipassi al contest, commento il tuo racconto:P (in realtà forse lo userò per postare, ma ammetto che ero anche curiosa). La storia per come l'hai progettata era davvero troppo lunga, anche se secondo me molte cose si potevano ridurre o tagliare. Non ho letto le parti seguenti, ma qui ad esempio vengono ripetuti spesso concetti simili: le vittime avevano vite molto comuni e tranquille, nel tempo libero amavano stare coi bambini, il caso presenta molti dettagli strani, ecc. Forse non sarebbe rientrato comunque negli 8000 ma di sicuro qualcosa si poteva tagliare.

Al di là di questo, la storia è interessante e, date le molte domande sollevate, suscita la giusta curiosità di sapere come continua (qualche idea almeno sul movente la lasci capire, vedrò se ho indovinato).

La scrittura è corretta e scorrevole, anche se a mio gusto ci sono delle frasi un po' lunghe e complesse che avrei diviso. Ci sono alcuni refusi, che ti ho segnalato, e alcune frasi che si potrebbero sistemare meglio.

Ho notato poi che spesso ripeti concetti, ed è una cosa che appesantisce un po' la lettura. Alcuni dettagli extra arricchiscono o contribuiscono all'atmosfera, ma altri non fanno che aggiungere cose tutto sommato poco utili. Ad esempio nella descrizione di Ernesto. Il fatto di avere una domestica che gli prepara la parmigiana è davvero essenziale? Se l'avesse comprata già pronta al supermercato non sarebbe lo stesso?  La dimenticanza sul termostato ci dice che è sbadato, ma, di nuovo è utile solo se serve alla storia (tutti noi ogni tanto dimentichiamo queste cose, non lo rende più particolare ai nostri occhi). È difficile però giudicare da un racconto non concluso, quindi magari saprò essere più precisa se leggo le parti seguenti.

 

 

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

Era il terzo omicidio che accadeva nel giro di due mesi:

superfluo

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

le vittime erano tutte maschi singoli di mezza età, uomini che vivevano soli, senza una vita sociale o famigliare granché vivace.

viene specificato dopo che vivono soli (al limite userei single, singoli mi fa pensare "uno alla volta" più che non accoppiati)

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

Anche gli altri due dalle immagini non apparivano più interessanti, nulla che li rendesse particolarmente appetibili per un assassino seriale.

non so bene come ragionino gli assassini seriali, ma, a meno che non siano maniaci e vadano a caccia di un certo tipo di donna, dubito che l'aspetto delle vittime faccia differenza. Mi sembrerebbe più logico concentrare l'attenzione sul fatto che vivevano vite tranquille (come in effetti farai più avanti), più che sull'aspetto

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

la donna che tre volte alla settimana veniva a rigovernargli la casa e come sovente accadeva,  che sovente gli lasciava in frigo qualcosa di pronto per cena.

Così com'è non mi suonava, quel "come sovente accadeva" dovrebbe introdurre un evento specifico, al limite: "come sovente accadeva, anche quella sera gli aveva lasciato qualcosa di pronto"

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

In seguito al caffè

direi semplicemente "dopo il caffè"

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

In seguito al caffè si era bevuto un corposa dose di amaro alle "dodici erbe", ora boccheggiava

metterei una "e" prima di "ora", oppure un punto e virgola perché c'è un salto di tempo

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

così quando era rientrato dal lavoro, zuppo d'acqua e infreddolito per la pioggia battente che stava scendendo sulla città:  aveva dovuto far partire manualmente il sistem

qui i due punti per me non hanno senso, piuttosto una virgola a chiudere l'inciso

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

eccessivamente pimpante e galvanizzato per l'argomento che trattava

quel "per" si può fraintendere, "galvanizzato per qualcosa", mentre il significato è "troppo galvanizzato, visto l'argomento".

Tutta la frase comunque è un po' cliché: il giornalista troppo entusiasta e la rassegnazione delle forze dell'ordine. L'intento è quello di rendere il quotidiano, ma è una cosa già vista tante volte che per il lettore diventa poco significativa. Quello che conta qui è la TV come espediente per dare dettagli sulla storia, tutto il resto secondo me è secondario

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

una serie di stucchevoli domande

l'aggettivo stucchevoli non è molto chiaro in questo contesto. Io associo stucchevole a melenso, sdolcinato, mentre immagino che volessi dire che le domande sono ovvie o banali

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

uno dei tre dedicava il sabato pomeriggio a seguire i piccoli impegnati in una attività di bricolage organizzata dalla parrocchia.

Semplificherei la frase: uno dei tre dedicava il sabato pomeriggio a fare bricolage coi bambini della parrocchia

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

non gli mancavano mai: leccalecca, marshmallow, bastoncini di liquirizia e caramelle assortite, di cui era sempre ampiamente fornito.

hai già detto che non gli mancavano mai

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

A rivelare la loro morte

direi "A scoprire"

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

un automobile

un'automobile

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

erano di stetta

stretta

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

questo forse dovuto a compensare la mancanza di affetti nella loro vita:

non mi suona benissimo: "questo forse dovuto al desiderio/bisogno di compensare..."

Il 1/11/2020 alle 20:27, Nightafter ha scritto:

Questo rappresentava uno degli aspetti enigmatici di maggior rilevanza comuni ai tre delitti .Cosa realmente inspiegabile, a meno di ritenere che ogni morto si fosse praticamente decapitato da solo, o che l'assassino levitava levitasse sul pavimento senza sfiorarlo e senza toccare nulla nelle abitazioni, non contaminando neppure l'aria che aveva respirato.

 

Tutto sommato comunque un racconto del mistero ben impostato, solo da sfoltire qui e là per renderlo più incisivo. Essendo solo l'introduzione di una storia, è difficile giudicare l'insieme, quindi se riesco leggerò anche il resto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

JCarissima @Silverwillow

ti sono davvero grato per aver trovato il tempo di leggere e commentare, assai utilmente per me, questo mio racconto.

Non posso che concordare con gli appunti che mi muovi, nel rileggermi mi rendo conto delle molte ridondanze di cui ho infarcito il testo, problema in effetti tanto rilevante da rendere secondaria la pur numerosa presenza di refusi.

Grazie ancora ottima amica mia.

Un saluto e a presto rileggerci.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×