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v.boni

Occhi e capelli: il solito cliché?

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Giorni fa ascoltavo il video di una editor che stigmatizzava le descrizioni dei personaggi fatte dagli esordienti, che sempre vertono sugli occhi e sui capelli... Voi che ne pensate? Perché in effetti è vero, in tutti i personaggi da me descritti la prima cosa che dico è "aveva gli occhi...", "aveva i capelli...". Ed in effetti ora che ci penso è così per gran parte dei libri che ho letto scritti da esordienti. E' anche vero però che occhi e capelli sono la cosa che mi salta subito agli occhi (perdonate il gioco di parole) quando conosco qualcuno. Che ne pensate?

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2 ore fa, veraboni ha scritto:

E' anche vero però che occhi e capelli sono la cosa che mi salta subito agli occhi

Concordo con te. Altrimenti come la descrivi una persona incrociata per la prima volta?

A meno che non abbia un abbigliamento o altri segni particolari che catturano subito l'attenzione (maschietti, non fate i maliziosi :P )...   

Ma magari qualcuno ha delle alternative e descrive i personaggi in altro modo: non so, questa editor cosa consigliava?

 

P.S. In un'altra discussione qui sul forum riguardo alle descrizioni qualcuno consigliava di tratteggiare il personaggio il prima possibile, altrimenti un lettore se lo immagina in modo, poi scopre che è in un altro e...

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@*Antares*Allora in realtà erano due editor: suggerimenti non ne ricordo, ma una delle due se la prendeva soprattutto con un tipo di occhi e capelli, ossia quelli chiari. Infatti diceva che le arrivano sempre testi con protagonisti/e con occhi verdi o grigi e con capelli biondi o rossi. L'altra invece proprio su occhi e capell tout court. In effetti è vero che alla decima protagonista fantasy con occhi verdi e capelli rossi e labbra carnose e nasino all'insù ti viene voglia che da un momento all'altro salti fuori Jack lo Squartatore...

 

Giustissimo dire subito le caratteristiche, ricordo di una protagonsita che mi ero sempre immaginata bruna e coi capelli lunghi e dopo 30 pagine veniva fuori che era bionda e con i capelli a caschetto. Era... strano.

 

Quello che io noto è che nella maggior parte dei libri famosi che sto leggendo, parlo proprio dei classici del Novecento, le caratteristiche fisiche, e soprattutto gli occhi e i capelli, non vengono mai citati.

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@veraboni ah be', in effetti la combo capelli biondi/occhi azzurri è un po' abusata. Come i protagonisti dei film e delle serie TV tutti strafighi, i capelli fluenti, la pelle perfetta... sembrano tutti uguali.

Magari si potrebbe ovviare caratterizzando il solito biondo/rosso/azzurro/verde con delle sfumature particolari: che ne so, una chioma bionda ma crespa diventa "color paglia" o qualcos'altro che la renda in modo negativo (o positivo...)

 

12 minuti fa, veraboni ha scritto:

Quello che io noto è che nella maggior parte dei libri famosi che sto leggendo

Ah, io invece ricordo classici (forse dell'Ottocento) con descrizioni molto particolareggiate.

Però in effetti se la descrizione non è così indispensabile ai fini della trama il lettore può immaginarsi il personaggio come vuole dall'inizio alla fine del romanzo.

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@*Antares*Ma anch'io in effetti me li ricordavo pieni di descrizioni, ma sono soprattutto quelli ottocenteschi. Nei romanzi che sto leggendo ora, che vanno dagli Anni Trenta agli Anni Sessanta del secolo scorso, le descrizioni fisiche sono quasi inesistenti. E' vero che mi riferisco soprattutto alla letteratura di genere. Se proprio ci sono descrizioni, sono relative all'ambiente circostante. Quelle fisiche vengono usate generalmente per personaggi fuori dalla norma (ad esempio se uno è molto grasso, o molto magro). Ma sono molto più veloci rispetto a quelli di un secolo prima. E comunque anche per quelli ottocenteschi le descrizioni che-non-finiscono-mai sono soprattutto quelle d'ambiente.

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@veraboni già... In effetti non ci ho mai fatto caso o non mi sono mai posta il problema. A me scrivendo viene automatico far saltare fuori qualche particolare fisico; magari è qualcosa che ha a che fare con la trama, oppure il personaggio si guarda allo specchio, viene preso in giro per un difetto, rimane colpito da una caratteristica, richiama alla memoria la fisionomia di qualcuno di cui non sa il nome e via così.

Secondo me però le descrizioni occhi/capelli non sono da disapprovare in assoluto, come sembra suggerire uno dei due editor. Dipende da come le rendi, dalla loro utilità ecc. Non è vero che sono sempre e solo da dilettanti.

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@*Antares*Sì, esatto, dipende dalla funzionalità che hanno nella trama. Ad esempio se un personaggio femminile ha i capelli biondi ha senso dirlo per magari giocare sul cliché della bionda, oppure perché per un altro personaggio quei capelli simboleggiano qualcosa (magari una invidiosa di non averceli, o uno che impazzisce per le bionde). All'opposto sta un personaggio insignificante per cui non si sa perché c'è la descrizione, tipo: "Giada aprì la porta: il fattorino, che aveva i capelli castani e gli occhi verdi, le consegnò il pacco. Lei lo ringraziò, richiuse la porta e aprì il pacco". Ecco, questo è un caso estremo di occhi e capelli inutili. Dipende dal contesto. Non credo neppure io sia sinonimo di dilettantismo mettere occhi e capelli per alcuni personaggi, mentre lo è se queste descrizioni vengono messe per tutti.

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7 ore fa, veraboni ha scritto:

Giorni fa ascoltavo il video di una editor che stigmatizzava le descrizioni dei personaggi fatte dagli esordienti, che sempre vertono sugli occhi e sui capelli... Voi che ne pensate? Perché in effetti è vero, in tutti i personaggi da me descritti la prima cosa che dico è "aveva gli occhi...", "aveva i capelli...". Ed in effetti ora che ci penso è così per gran parte dei libri che ho letto scritti da esordienti. E' anche vero però che occhi e capelli sono la cosa che mi salta subito agli occhi (perdonate il gioco di parole) quando conosco qualcuno. Che ne pensate?

 

Se il libro è il mio mi esce una roba tipo "aveva gli occhioni e il nasino e un culo piccolo e tondo" , che a parer mio suona già meglio di una sviolinata sugli occhi azzuri e i capelli di seta.

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7 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

aveva gli occhioni e il nasino e un culo piccolo e tondo

Aveva gli occhioni e il nasino, e un culo biondo e piccolino...:D

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26 minuti fa, veraboni ha scritto:

Scusa, tondo, non biondo!! (anche se biondo non ci sta male, a ripensarci...)

 

Io una volta ho scritto "… aveva i capelli azzurri e gli occhi biondi" :asd:

Poi sei un'ottima poetessa. Infatti se lo metti in verso ottieni una bella rima in nove sillabe a verso:
Aveva gli occhioni e il nasino

e un culo biondo e piccolino
:super:

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26 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Aveva gli occhioni e il nasino

e un culo biondo e piccolino

Esatto! :D Comunque anche capelli azzurri e occhi biondi mi piace molto :love2::love2:

 

(PS: mi sai dire come si fa a quotare più parti di un messaggio? Ho provato cliccando il tasto multiquote ma poi non ho capito come andare avanti...)

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4 minuti fa, veraboni ha scritto:

(PS: mi sai dire come si fa a quotare più parti di un messaggio? Ho provato cliccando il tasto multiquote ma poi non ho capito come andare avanti...)

 

Prova come faccio io :)

Evidenzi la parte che vuoi quotare e ti compare una finestrella con la scritta "quota testo selezionato" e ci clicchi sopra. Poi se vuoi aggiungere un'altra parte, la evidenzi e clicchi di nuovo su "quota testo selezionato". Io il multiquote non lo uso, non serve.

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2 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Prova come faccio io

 

3 minuti fa, dyskolos ha scritto:

clicchi di nuovo su "quota testo selezionato"


 Ah, che stupida, non era complicatissimo :asd:

 

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è un problema anche per me, se non li descrivi, Uhh, ma  devi farli vedere al lettore! See don't tell!!! Se lo fai, specialmente contro voglia,  rischi di sentirti un testimone che descrive il ladro alla polizia per l'identikit. E' chiaro poi che guardiamo soprattutto occhi e capelli. E, a forza, di dire che il biondo con gli occhi azzurri è un clichè, ti ritrovi tutti i personaggi mori con gli occhi neri. Così cerco alternative. A volte cerco di descrivere come uno si tocca i capelli o l'idea che da. In un altro ho reso affascinante uno per gli occhi sottili. E comunque io non sono un tipo visivo, io posso parlare con una persona per un'ora e non ricordare come fosse vestita o di che colore avesse gli occhi mentre ricordo ogni parola detta, anche conversazioni di anni prima. Ricordo ancora una conversazioni di vent'anni fa con una mia amica.

Lei: ... Sai, la bibliotecaria, quella senza denti....

Io: senza denti? ma davvero? così giovane?

lei: ma scusa, tu le hai mai visto i denti mentre parla?

io: in effetti, no...

lei: e allora?

io: boh, pensavo ce li avesse molto piccoli

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Preferisco dare poche informazioni, in genere, riguardo l’aspetto fisico dei personaggi, tranne quando ci sono caratteristiche molto particolari che non possono passare inosservate, oppure quando la scena ha aspetti comici e quindi la descrizione fisica accentua la comicità.

Per il colore di occhi e capelli, se è superfluo che il lettore lo conosca, allora non fornisco indicazioni. Per i capelli, al limite descrivo l’acconciatura o la lunghezza, ma sempre solo se è utile saperlo ai fini della trama.

Le descrizioni fini a se stesse è meglio evitarle, secondo me, perché appunto il loro fine è solo, puramente descrittivo e diventa un’imposizione dell’autore sulla fantasia del lettore. Se in una storia non è importante che il protagonista sia biondo o moro, allora è preferibile che il lettore se lo immagini come meglio crede: il personaggio avrà più appeal per lui, se può crearselo come vuole.

Diverso il discorso se è cruciale che il protagonista abbia i capelli rossi, perché è proprio a causa del colore dei capelli che viene ostracizzato dalla sua comunità (per esempio).

 

Quindi appoggio l’opinione delle editor e mi sento di solidarizzare con loro, se la maggior parte dei manoscritti che pervengono loro hanno descrizioni inutili di colori di capelli e occhi, e soprattutto se le descrizioni sono “occhi verdi, capelli biondi” quando il romanzo è ambientato in Italia, dove la maggior parte della popolazione è castana con occhi castani :asd:

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20 ore fa, veraboni ha scritto:

Che ne pensate?

 

A me non piacciono le descrizioni tipo identikit. Poi sono piuttosto stitico su qualunque tipo di descrizione, anche quelle ambientali. Però capita di doverle fare, e le faccio solo laddove sono necessarie, con metodi creativi. Il modo, almeno per me, dipende dal POV/narratore, dato che mi piace scrivere col POV multiplo. Mi chiederei: è il personaggio POV che descrive sé stesso? Oppure: è una prima periferica? Et cetera

Per esempio, una volta narravo una scena che si svolgeva in un bar. Alla domanda: "E di che colore era il capello?", un personaggio indica un bottiglia di latte e dice: "Come quello, commissario".

Oppure, se sono in prima persona, potrei scrivere: "Da quando sono in questo ufficio, noto che le zanzare si posano sempre sulle spalle di quelli con i capelli ricci. Chissà perché? Mi rifiuto di capirlo. Intanto ce n'è una che ronza intorno. L'agente Busillis apre la porta e la zanzara gli si posa sopra. Mai un'eccezione alla regola? Dico io… Mai?".

Adoro i metodi creativi ^^ 

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@dyskolosio detesco descrivere, fosse per me sarebbero solo pensieri, dialoghi e azioni appena mostrate. Ma ho notato che le descrizioni, se fatte bene, rendono più polposo il racconto. Sicuramente meglio i metodi creativi, anche perché se dici solo che Tizio ha i capelli ricci il lettore se lo è già dimenticato dopo due pagine, mentre se quel tipo di capelli rientra in un qualche avvenimento risulta essere più memorabile, e magari anche più divertente.

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22 ore fa, veraboni ha scritto:

è "aveva gli occhi...", "aveva i capelli...".

questa è una cosa che non andrebbe mai messa così. Se l'informazione in quel momento è superflua, meglio evitare o rimandare.

Però, per fare degli esempi contrari, se scrivi un libro fantasy e ti inventi delle razze definite proprio dal colore di capelli/occhi ecc. allora non credo sia un particolare inutile.

Se scrivi uno storico ambientato nell'epoca nazista, avere occhi e capelli del colore giusto voleva dire essere al sicuro (c'erano supposti esperti armati di campionari di colore a classificare scolari e soldati in base alle sfumature di occhi e capelli, ad esempio)

Il colore di occhi e capelli può dire molto o niente: se una bambina svedese ha occhi e capelli scuri probabilmente sarà stata adottata, e può essere un indizio prima ancora che la storia lo dica apertamente. Altro ancora deriva dalla lunghezza dei capelli: l'abitudine di tirarsi indietro un ciuffo troppo lungo, una donna coi capelli rasati a zero, sono tutte particolarità che possono dire qualcosa su origine e carattere dei personaggi, quindi non inutili. Detto ciò, vanno sempre inseriti nel modo giusto, mai come elenco appena un personaggio viene presentato. Se poi il personaggio è alto più di due metri o gli manca una gamba, sarà quella la prima caratteristica da dire, non il colore degli occhi, questo va da sé

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5 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

l'abitudine di tirarsi indietro un ciuffo troppo lungo

Esatto, bisogna fare attenzione soprattutto alle azioni che sembrano meno importanti. Se ad esempio tu scrittore ti immagini il protagonista uomo e con i capelli lunghi, ma non lo dici, e poi a pagina 50 questo si lega i capelli a coda di cavallo, allora il lettore viene disorientato, e in quel caso è un errore non averlo specificato all'inizio. Ma se nessuna azione, neppure secondaria, viene messa i relazione a capelli e occhi, tanto vale lasciar perdere.

 

5 ore fa, leopard ha scritto:

io non sono un tipo visivo

Sì anch'io, vado più a impressioni.

 

5 ore fa, Miss Ribston ha scritto:

un’imposizione dell’autore sulla fantasia del lettore

E' il discernimento più complicato. Capire fino a quanto ciò che descrivi dipende dalle informazioni che vuoi dare al lettore e non alle informazioni che vuoi dare tu semplicemente perché sei affezionata/o all'immagine che il protagonista ha nella tua mente.

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Se però il protagonista, come nei miei gialli, è un cultore della bellezza femminile? Non può esimersi dallo scannerizzare da cima a piedi ogni donna che incontra. Quindi le descrizioni occhi, capelli, viso, ci saranno sempre. Con questa discussione mi mettete in crisi...sarò stato troppo ripetitivo? 

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@BrutusAl contrario, se le descrizioni ridondanti sono utili per far affiorare la psicologia del protagonista, direi che ci stanno bene. Potresti anzi far descrizioni molto dettagliate dei personaggi femminili e nessuna di quelli maschili, questo sempre dando per contato che la focalizzazione del punto di vista sia quella del protagonista

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Il 27/10/2020 alle 18:55, veraboni ha scritto:

descrizioni dei personaggi fatte dagli esordienti, che sempre vertono sugli occhi e sui capelli... Voi che ne pensate?

 

Provato dal recente incontro con Nessuno, era ormai diventato completamente calvo. 

Giusto per tagliare la testa al toro.

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25 minuti fa, veraboni ha scritto:

@JD WOLFAhahah, ottimo. Ma il toro i capelli come ce li ha?

bisognerebbe chiedere a quella v. della moglie...

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Io uso una combinazione diversa a seconda del risultato che voglio ottenere. Se un personaggio è rugoso, scrivo che la sua faccia sembra un ritratto che qualcuno ha prima accartocciato e poi spianato. Per dire che una ragazza piace al narratore, dico che "con lei vicino, persino l'orrenda rotatoria di piazza Mazzini appare stupenda". O "che i suoi occhi erano il pianeta attorno cui l'orbitavano attorno i miei pensieri". Non mi importa un accidente sapere se sono blu o marroni o a pallini verdi... mi interessa, se è quello il caso, restituire una sensazione. Se è la descrizione di un personaggio minore, poi, diventa più importante riportare una caratteristica (il modo di camminare, il suono della sua risata, il vezzo di sistemarsi i capelli in un certo modo...) che non una connotazione tipo verde/blu/alto/basso/vecchio/giovane. Se avessi voluto essere didascalico e obiettivo, non avrei scelto la scrittura narrativa. Ma è solo il mio gusto personale, ovviamente.

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14 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Io, invece, in una donna guardo mani e piedi per prima cosa. Ma io sono un pervertito e non so se conta xD.

 

Eh, un po', calcolando che se lei è in piedi e tu le gardi le mani, le guardi anche un'altra cosa situata alla stessa altezza :D

 

14 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

"alta e flessuosa che aveva le gambe lunghe" :facepalm:. Io me la sono immaginata tipo Tiramolla,

ahah, sì, magari era un modello snodabile...

 

14 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Perché invece non mostrare a poco a poco le caratteristiche fisiche dei personaggi senza giocare a Indovina chi? 

Ma poi non c'è il problema che il lettore se lo immagini in modo diverso? Se a pagina 3 dici che Roberto ha gli occhi marroni e poi a pagina 50 dici che ha i capelli rossi, chi legge ha avuto tutto il tempo di immaginarselo con i capelli bruni, o biondi...

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14 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Io, invece, in una donna guardo mani e piedi per prima cosa

 

Non i lobi delle orecchie? Non sai che ti perdi… :asd::asd:

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Come ha argutamente notato Baricco la differenza fra un film e un romanzo sta nel numero di dettagli che devi scegliere. In un film devi decidere il colore degli abiti, l'aspetto degli attori, il mobilio, l'orario a cui si gira, persino la temperatura della minestra (sarà "fumante"?). Uno scrittore è preso dal problema opposto, deve togliere milioni di dettagli, ma comunicare qualcosa e dal poco che dice far immaginare ciò che lui (o lei) vuole che si immagini. La scrittura è evocazione, non descrizione. Poi le regole sono poche. Ci andrei piano con le distinzioni Ottocento/Novecento, a memoria non ricordo descrizioni fisiche dei personaggi nei Promessi Sposi, ma ricordo che  Eco descrive in dettaglio Guglielmo e altri personaggi. Ricordo male?

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Ciao @Ume Fingeba, vedo che questo è il tuo primo post. Ci farebbe piacere che i nuovi utenti si presentassero in Ingresso, prima di interfacciarsi nelle varie aree del forum, così da dare loro il benvenuto ufficiale e il link al Regolamento.

Ti aspettiamo :)

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