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Wanderer

Coronavirus parte 2 e mercato del libro

Le librerie chiuderanno di nuovo entro Natale?  

18 voti

  1. 1. Le librerie chiuderanno di nuovo entro Natale?

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Non mi dilungo in analisi, e pongo una domanda semplice e diretta, rivolta soprattutto - ma non soltanto - agli operatori editoriali:
quanto rischiano l'editoria e il mercato del libro da questa seconda emergenza sanitaria? 

Lancio anche un sondaggio: secondo voi le librerie chiuderanno di nuovo entro Natale o resteranno aperte? 

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Credo che resteranno aperte, anche la volta scorsa erano state tra i primi esercizi a riaprire, questa volta forse, e sottolineo forse, proveranno a fare qualcosa di più mirato con le varie chiusure... Però penso, parlando da ignorante in materia di economia e questo ci tengo a sottolinearlo, che l'aumento del debito e della crisi in generale si ripercuotera' su tutto, e quindi anche sull'editoria in generale. Potrebbero esserci tanti piccoli editori in difficoltà, e magari i colossi tenderanno a privilegiare sempre più nomi che già vendono (autori di grido, vip e influencer con seguito). Ovviamente spero che non accada, per assurdo il mercato del libro potrebbe essere uno dei meno penalizzati perché stando più in casa o facendo meno vita sociale si potrebbe decidere di leggere di più, sia che si tratti di lettori forti che di lettori da due tre libri l'anno. Naturalmente però è pura utopia, per esempio durante il lockdown io ho avuto tanti amici lettori forti che si dicevano giustamente preoccupati e confusi, tanto da non riuscire quasi a concentrarsi sulla lettura. In un paese dove si legge poco, insomma, lo scenario ottimistico che propongo sopra non è per forza quello più probabile :huh:

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I piccoli autori vendono in alcune librerie, alle fiere e ai conoscenti. I conoscenti non ti comprano se stanno in casa; le librerie rischiano di fallire e le fiere sono bloccate.

 

Se il problema è l'ultimo libro di Saviano se non chiudono pure quella c'è amazon.

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Intanto, come saprete, hanno prorogato l'uscita commerciale del libro del Ministro della Salute, pubblicato da Feltrinelli e già stampato, a data da destinarsi. D'accordo, in quel caso c'era forse un problema di contenuti non più molto in sintonia con il momento, ma non è un segnale troppo incoraggiante per l'editoria. 

Un libro da me tradotto, che sarebbe dovuto uscire tra dieci giorni per un editore milanese, è stato prorogato di un'altra settimana perché si temono chiusure delle librerie e si vuole valutare l'evolversi della situazione. 

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Due notizie recenti dagli USA dicono molto. Le vendite di libri (cartacei, quindi al di là degli ebook) sono in effetti aumentate nel 2020 rispetto al 2019, del 6,4% o 30 milioni di unità. Allo stesso tempo, una delle più grandi e più storiche librerie del mondo, la mitica Strand Book Store di New York, si trova sull'orlo del fallimento e impiega oggi solo 69 dipendenti contro i 216 pre-Covid (su due punti vendita).

Da questi dati, penso si evinca che la gente non ha affatto smesso di leggere, anzi (perlomeno negli Stati Uniti), ma che le librerie fisiche si trovino inevitabilmente in enormi difficoltà. In sostanza: le Big Five non dovrebbero soffrire più di tanto a causa della peste del XXI secolo, i librai e i loro fedeli clienti invece sì.

 

75520-1.jpg

 

https://www.publishersweekly.com/pw/by-topic/industry-news/bookselling/article/84702-nyc-s-strand-book-store-asks-for-help.html

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@L'antipatico

Infatti, è una situazione ambivalente, in cui c'è chi perde e chi ci guadagna. 
Sicuramente le librerie indipendenti soffriranno più di quelle appartenenti alle grandi catene.  

Comunque, prima della seconda ondata, fino a metà settembre, la situazione in Italia era questa:
https://www.ilpost.it/2020/09/20/mercato-editoria-libri-coronavirus/

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Non credo che chiuderanno, a meno di un lock down generale tipo a marzo.

Molte librerie indipendenti si stanno organizzando per le consegne, con bookdealer o autonomamente e credo che si daranno parecchio da fare in vista del Natale. Tutto seppur aperto, si "fa meno": si va meno dal parrucchiere, si comprano meno vestiti e meno libri anche, questo a livello librerie, perché comunque Amazon ha lavorato tantissimo anche e soprattutto col digitale, che comunque spiace per le librerie, ma è sempre un contenuto. Personalmente ho letto più dello scorso anno, attualmente a Milano la situazione è tragica, per cui spiace, spiace enormemente ma in libreria non vado, smaltisco l'arretrato che ho in casa, scarico ancora qualche e book eventualmente e poi si vedrà, questo almeno per un mesetto.

Io credo potremo esultare se non salterà il Salone pure nel 2021. :libro:che sarebbe terribile certo, ma non è da escludere.

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Credo che l'aria che si respira in libreria a Natale sarebbe medicinale e sarebbe un peccato doverci rinunciare. In tanti hanno sofferto la chiusura delle librerie e le cose che una volta erano normali e invece ora sembrano un regalo, come delle librerie aperte a Natale, potrebbero anche far tornare le persone al gesto più semplice di una volta, regalare un libro invece di tante assurde corbellerie. Vediamo, è una possibilità. Poi si pensa sempre ad Amazon come al killer delle librerie, certo vende tanto, ma i suoi kindle non generano gli invenduti che sono la nemesi delle case editrici, e prima di amazon sono stati gli editori a fare concorrenza agli stessi librai che vendevano i loro libri. Prima in pochi se ne accorgevano, perchè internet non c'era e i libri si dovevano ordinare per posta, ma poi ogni CE si è fatta il suo sito, dove comprare i libri scontati, e credo che anche quello sia una buona fetta del guadagno tolto alle librerie, che a differenza di altri non hanno integrato con vendite alternative. In farmacia ci comprate anche il pranzo, in tabaccheria e in edicola tra un po' vi ci vestite. Io amo particolarmente i librai perchè, a parte quello che trattano, restano riconoscibili. Forse perchè è molto riconoscibile quello che trattano, non so. Quest'anno ho ordinato poco dal mio, qualcosa mi aveva fatto fare una scorta esagerata nei mesi precedenti, che non ho ancora finito. Anche io penso che il tira e molla durerà ancora parecchi mesi, quindi diventa ancora più importante avere dei buoni compagni di viaggio. É un momento straordinario, ci vogliono dei libri all'altezza. E anche dei librai che riescano a mantenere il loro posto per consigliarli. Durante la prima chiusura ci sono stati tanti tipi di reazioni diverse, ma ora l'impatto si è assorbito e ci saranno altre reazioni. Magari tanti non avranno voglia di leggere non perchè confusi ma perchè arrabbiati, e c'è chi di motivi ne ha. Però anche qui si ritorna ai libri e ai librai, nemmeno a farlo apposta. In una situazione del genere vale la pena indagare sulle circostanze, su quello che non viene detto, su quello che è utile sapere, e anche lì i libri aiutano.

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Le biblioteche però chiudono... Purtroppo la condivisione dei libri è considerata ad alto rischio di contaminazione, anche rispettando tutte le regole. È vero che c'è il prestito digitale, ma i titoli sono meno e dura solo due settimane. 

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