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La*cla

Modifica contratto

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Buongiorno a tutti, ho ricevuto una proposta di pubblicazione da una CE piccola, ma che da anni lavora in questo settore. 

Ho patteggiato alcune "modifiche" rispetto al contratto di base, ma l'editore mi dice che non è possibile modificarne la struttura, e mi chiede quindi di firmare il contratto così com'è, che in seguito lui apporrà una postilla scritta a mano e controfirmata, con le modifiche che ci siamo detti.

Voi come la vedete? Lui sostiene che molte CE agiscano così.

Grazie

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Mah, non so. Non capisco che senso abbia apportarla a mano, e soprattutto per quale motivo dovrebbe farlo in un secondo tempo, e non al momento della firma? A me viene da pensare che sia un modo per prendere tempo e poi non aggiungere nulla. Bisognerebbe comunque sapere quali sono queste modifiche, se sostanziali o no.

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18 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Non sta né in cielo né in terra. Fugga.

È vero, solo che mi pongo la domanda, perché non è una CE proprio sconosciuta a chi è dell'ambiente...

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Il 24/10/2020 alle 22:32, veraboni ha scritto:

Mah, non so. Non capisco che senso abbia apportarla a mano, e soprattutto per quale motivo dovrebbe farlo in un secondo tempo, e non al momento della firma? A me viene da pensare che sia un modo per prendere tempo e poi non aggiungere nulla. Bisognerebbe comunque sapere quali sono queste modifiche, se sostanziali o no.

Anche io la penso così, ma la risposta è stata che il contratto non è modificabile, ma il direttore di collana può apportare piccole modifiche in questo modo. Poi so che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, quindi sto chiedendo e prendendo tempo io

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3 ore fa, La*cla ha scritto:

il contratto non è modificabile, ma il direttore di collana può apportare piccole modifiche in questo modo

Molti anni fa pubblicai un romanzo, e volevo aggiungere una voce relativa ai diritti in caso di pubblicazione all'estero. Ora, non mi ricordo nel dettaglio perché è passato davvero tanto tempo, comunque mi dissero che non potevano modificarlo. Io mi puntai, ma senza risultati, e alla fine decisi comunque di pubblicare con loro: mi ero informata e da quel che avevo capito se già pubblicare in Italia era difficile, ancora più improbabile sarebbe stato pubblicare all'estero con una traduzione. Insomma, decisi di rischiare e non ci persi nulla perché richieste di pubblicazioni all'estero non me ne arrivarono. Però, appunto, era qualcosa di sacrificabile. Il mio consiglio è di continuare a spingere di modificare il contratto fin dall'inizio, ma prevedere anche i pro e i contro nel caso non facessero alcuna modifica né prima né successivamente. Come si suol dire, pararsi il c... :D

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Il 21/10/2020 alle 15:08, La*cla ha scritto:

Lui sostiene che molte CE agiscano così.

 

In realtà è il contrario, cioè che la maggior parte consente la negoziazione del contratto.

Mi è capitato, però, un caso simile sottoposto da un altro utente in privato. Si trattava di una CE che disponeva di un vecchio contratto, di cui esistevano solo scansioni dal cartaceo, per questo non era modificabile.

Non lo ritengo impossibile, ma credo che ricopiare il testo di un contratto su un file Word non sia così drammatico. Diciamo che questo la fa capire lunga sul livello di "iniziativa" e di "modernità" della CE (o del suo titolare). ;)

Comunque, se dici che non è sconosciuta, non hai modo di confrontarti con altri autori?

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2 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Comunque, se dici che non è sconosciuta, non hai modo di confrontarti con altri autori?

Mi sa che non è questo un caso di contratto solo cartaceo! 😳

Purtroppo non conosco personalmente nessun loro autore, e per esperienza uno sconosciuto non racconta cose legate al contratto. Inoltre la CE non è presente in alcuna discussione attiva su questo forum, luogo dove sarebbe più facile entrare in contatto tra autori.

Quindi bo...credo che aspetterò ancora un po', dopodiché mi rivolgerò a qualche altra casa editrice.

Può anche essere che il direttore di collana, che non è il titolare a tutti gli effetti, ma comunque un parente stretto, mi stia facendo un "favore", perché magari in generale non accettano contrattazioni ?! Si parla di poesia e per esperienza (poca...) in questo settore non sempre è possibile contrattare.

@veraboni non è questione di vita o di morte, quello che ho chiesto di modificare, però è giusto che ci sia correttezza e trasparenza. 

 @Avv.Lenti secondo lei quanto può far fede una mail dell'editore, nella quale dichiara le modifiche che dice di voler in seguito apportare al contratto?

Grazie a tutti

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30 minuti fa, La*cla ha scritto:

Può anche essere che il direttore di collana, che non è il titolare a tutti gli effetti, ma comunque un parente stretto, mi stia facendo un "favore", perché magari in generale non accettano contrattazioni ?!

 

Non si tratta di favore, il contratto di edizione può essere negoziato in alcune sue clausole (tranne quelle inderogabili), per cui trattare è un tuo diritto. 

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35 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

 

Non si tratta di favore, il contratto di edizione può essere negoziato in alcune sue clausole (tranne quelle inderogabili), per cui trattare è un tuo diritto. 

Quindi in sostanza se fa il difficile è perché non c'è da fidarsi della sua parola. Ovvio. Peccato, comunque.

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Lo ripeto, fugga. Potrà  anche essere un nome noto, ma se è così che tratta le formalità legali è meglio perderlo che trovarlo. Una mail può dimostrare un'intenzione, ma certo non è equiparabile a una clausola contrattuale e comunque non si capisce la ragione per procrastinare la modifica, a me fa solo pensare a malafede e mancanza totale di professionalità. E se sono presenti queste due cose già a questo stadio, il rapporto non potrà portare nulla di buono, solo fegato marcio.

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Prego :), ha fatto la cosa giusta, si è  risparmiato tanti futuri mal di fegato. La trasparenza è uno degli indici di valutazione da tenere sempre presente. L'altro è il mantra  "il denaro fluisce solo dall'editore all'autore" (salvo l'acquisto facoltativo di copie scontate).

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Il 18/11/2020 alle 23:42, Avv.Lenti ha scritto:

L'altro è il mantra  "il denaro fluisce solo dall'editore all'autore" (salvo l'acquisto facoltativo di copie scontate).

Mi sa che solitamente vi è un inceppamento, un'ostruzione che porta a trombosi, per cui a un certo punto il denaro si ferma e, per un motivo o per l'altro, all'autore spesso non arriva affatto

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3 ore fa, La*cla ha scritto:

Mi sa che solitamente vi è un inceppamento, un'ostruzione che porta a trombosi, per cui a un certo punto il denaro si ferma e, per un motivo o per l'altro, all'autore spesso non arriva affatto

 

in questi casi si deve somministrare l'equivalente legale dell'eparina :)

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