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Kikki

Polipetto Filippo

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@Kikki Ciao.  Un bel racconto per i più piccoli, ma piacevole anche per chi bambino non è più da tempo. Non è facile scrivere per i bambini, c’è sempre il rischio di pensare e scrivere come “adulti”, o meglio come gli adulti immaginano i bambini.mimsono incartata lo so. Ma non è questo il caso.

7 ore fa, Kikki ha scritto:

C’era una volta, sui fondali di un’isola vicina vicina, proprio quella lì che vedete in lontananza dietro gli scogli, un polipo mamma che viveva con i suoi polipetti.

Polipo mamma non mi soddisfa tanto... meglio una bella polpessa 

7 ore fa, Kikki ha scritto:

Mamma Polipa si spingeva sul fondo del mare scivolando da una roccia all’altra grazie ai grossi tentacoli. I polipetti facevano di tutto per starle dietro, ma i loro tentacoletti erano ancora troppo corti e loro finivano per ruzzolavano di qua e di là: si lasciavano catturare dalle correnti improvvise, si nascondevano in ogni buco, giocavano a nascondino tra le alghe, si infilavano dentro le conchiglie più grosse e bisticciavano tra di loro finendo ingarbugliati come gomitoli vecchi.

La descrizione è molto carina e ben costruita. Però toglierei tentacoletti. Meglio “tentacoli” anche perché poi spieghi che erano ancora troppo corti. 
 

La storia, fin qui originale, poi perde un po’ di freschezza. Mi ha ricordato tantissimo alcune scene di “Alla ricerca di Nemo” mescolate con la “Sirenetta”. Mentre l’idea del piccolo polipo è carina e offre molte possibilità.

7 ore fa, Kikki ha scritto:

Cosa diceva sempre la mamma? «Se c’è un pericolo, l’unico modo per noi polipi di difenderci è trovare un rifugio e cambiare colore. Bisogna diventare invisibili, è chiaro?»

“Chiarissimo,” pensò Filippo e con uno spruzzo più forte degli altri dal sifone si catapultò in mezzo alle alghe ondeggianti.


il ricordo del polipetto Filippo lo metterei in corsivo e non fra i caporali.

Cosa diceva sempre la mamma? Se c’è un pericolo, l’unico modo per noi polipi di difenderci è trovare un rifugio e cambiare colore. Bisogna diventare invisibili, è chiaro?  
 

7 ore fa, Kikki ha scritto:

Veniva da su, dal pelo dell’acqua, era un rombo sordo e continuo che si faceva mano a mano più intenso.


Questa ė bellissima! Il rombo sordo... non so quanto i bambini possano apprezzare, ma per i più grandi è una bella trovata!

 

7 ore fa, Kikki ha scritto:

Una fortunaccia da pochi trovarsi il pranzo pronto e servito sotto il naso e proprio il suo piatto preferito.

Una fortunaccia da pochi o lo metti fra virgolette, oppure meglio dire:  Era davvero una bella fortuna trovare il pranzo pronto...etc.
 

 

Un bella storia con la sua morale e scritta in modo divertente e adeguato al pubblico a cui intendi rivolgerti.  La racconterò molto volentieri! 
 

 

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Ciao @@Monica grazie della lettura e delle osservazioni

Il 21/10/2020 alle 16:59, @Monica ha scritto:

Mentre l’idea del piccolo polipo è carina e offre molte possibilità.

ci penserò di sicuro

Il 21/10/2020 alle 16:59, @Monica ha scritto:

il ricordo del polipetto Filippo lo metterei in corsivo e non fra i caporali.

giusto (y)

 

Il 21/10/2020 alle 16:59, @Monica ha scritto:

La racconterò molto volentieri! 

mi fa molto piacere :rosa:

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Ciao, @Kikki, voglio darti un'impressione che ho avuto "di pancia" appena letto il racconto per la prima volta (mercoledì sera). L'impressione è che mi ha ricordato "Bill la foca", più che per la storia, forse per via del messaggio: un cucciolo (inesperto) di animale che finisce per cacciarsi nei guai ma che poi ritrova, diciamo, la propria famiglia.

Tra l'altro non riuscivo a credere che i polipi mangiassero i granchi e, invece, cercando in rete, ho visto che è così: non si finisce mai di imparare.

Spoiler

Tra l'altro c'è un articolo datato di focus in cui si dicono 10 curiosità sui polpi

https://www.focus.it/ambiente/animali/10-cose-che-forse-non-sai-sui-polpi

Queste sono le "obiezioni" che pone un trentatreenne più vicino all'adultità che alla fanciullezza nel leggere le storie per ragazzi. Ricordi? Te lo dicevo anche nei frammenti di Linda.

 

Passando a un commento più sentito e frutto anche di altre letture, a parte questo dettaglio non notato dal commento precedente

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

I polipetti facevano di tutto per starle dietro, ma i loro tentacoletti erano ancora troppo corti e loro finivano per ruzzolavano di qua e di là

forse dovuto a dei cambi finali - se sì ne so qualcosa :eheh: - non ho molto da aggiungere riguardo alla forma. Quello che ammiro, in te ma in ogni autore in grado di scrivere storie per bambini/ragazzi, è la capacità di inventare qualcosa, magari non indimenticabile come trama (l'ho detto, ormai inizio a invecchiare), ma con una forma adatta per il pubblico. Te lo dico terra terra: mi metto lì a leggere e penso "ma come caspio fai" (tu e altri)? Sono certo che ogni genere di scrittura richieda determinate abilità e la tendenza ad attenersi a una determinata forma, ma credo che il flusso di coscienza (che odio, ma questa è un'altra storia) e la scrittura per bambini siano a un livello molto più complesso rispetto ad altro.

Condivido, dunque, questo pensiero di Monica (che cito e saluto se legge)

Il 21/10/2020 alle 15:59, @Monica ha scritto:

Non è facile scrivere per i bambini, c’è sempre il rischio di pensare e scrivere come “adulti”, o meglio come gli adulti immaginano i bambini.

che riassume un po' quello che ho detto finora.

 

Svari tra tanti generi e ne tiri fuori sempre qualcosa di buono. Buon fine settimana e buona scrittura, @Kikki.

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Grazie per essere passato bivvù :rosa:

22 ore fa, bwv582 ha scritto:

mi ha ricordato "Bill la foca"

quando l'ho riletto la prima volta l'ha ricordato anche a me, ma ormai era fatta

22 ore fa, bwv582 ha scritto:

ho visto che è così: non si finisce mai di imparare.

quando scrivo questi racconti sugli animali inserisco dettagli veri, cerco e ricerco e uso le informazioni che trovo all'interno della storia, però non mi invento niente

22 ore fa, bwv582 ha scritto:

magari non indimenticabile come trama (l'ho detto, ormai inizio a invecchiare)

mah, non credo che la colpa sia tu o dell'invecchiamento, ma proprio del fatto che la trama non è indimenticabile. Ultimamente mi trovo spesso a pensare che devo uscire dalla famosa zona di confort, non oso mai, oppure molto poco e questo diventa noioso. C'è bisogno di provare altro :gnam:

22 ore fa, bwv582 ha scritto:

"ma come caspio fai"

per quanto riguarda me il fatto è che mi piace proprio, non solo scrivere per bambini e ragazzi, ma leggere, pochi, pochissimi romanzi mi emozionano come fanno quelli per ragazzi. A forza di leggere qualcosa s'impara, dai ;) 

Buon fine settimana a te, caro bivvù, grazie di nuovo :)

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Grazie della lettura, faccio qualche commento perché alcuni doverosi altri invece sono delle sciocchezze che forse qualcuno ti ha già segnalato. 

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

C’era una volta, sui fondali di un’isola vicina vicina, proprio quella lì che vedete in lontananza dietro gli scogli, un polipo mamma che viveva con i suoi polipetti.

 

Mannaggia! Polpo! Non polipo! Lo so che in varie parti d'Italia si usano i due termini in modo indistinto, ma 

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

e loro finivano per ruzzolavano di qua e di là:

 

Refuso: "per ruzzolare", oppure semplicemente "ruzzolavano di qua e di là"

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

bisticciavano tra di loro finendo ingarbugliati come gomitoli vecchi.

Ogni giorno mamma Polipa insegnava qualcosa di nuovo: come cacciare, come nascondersi, come riconoscere un pericolo.

 

Togliere il "di" e invertirei gomitoli con vecchi: "bisticciavano tra loro finendo ingarbugliati come vecchi gomitoli."

Sul periodo successivo lo semplificherei togliendo alcuni come: "di nuovo: come cacciare, nascondersi o riconoscere un pericolo"

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

«Dai, mamma, andiamo,» gridavano [...]

«[...]un granchio,» urlò [...]

«[...]che ti si dice,» lo sgridò la mamma. «Impara a[...]

 

Perché le virgole a fine frase?

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

cercando di di assomigliare a un’insalata di alghe.

 

Refuso "di di"

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

imparare a fare le sogliole era stata la lezione più facile.

 

"a fare come le sogliole"? Sembra che altrimenti si schiaccino sulla sabbia oltre a nuotarci sopra ordinati.

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

Filippo, invece, saltava su e giù. I suoi tentacoli schizzavano da tutte le parti facendolo assomigliare a una giostra impazzita. Quello che lo affascinava di più era il tentacolo lungo, lo lasciava scivolare dietro di lui come un serpentello curioso e osservava la stradina che si disegnava nella sabbia.

Nuotava guardando indietro mentre decorava la sabbia di ghirigori sempre più complicati.

 

Bellissima immagine ma i polpi hanno i tentacoli tutti perlopiù della stessa lunghezza. I maschi ne hanno uno del 25% più corto

Cito: "Al centro della corona di tentacoli si trova la bocca, provvista di un robusto becco corneo simile, nella forma, a quello di un pappagallo.
I tentacoli del polpo hanno più o meno tutti la stessa lunghezza, ad eccezione del braccio modificato dei maschi che è lungo circa il 25% in meno.
" (fonte non attendibile ma che rispecchia le mie conoscenze http://www.colapisci.it/tuffatore/polpo.htm )

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

il polipetto schizzò verso l’alto, Morena si mise a strillare che l’aveva accecata,

 

riformulerei le grida di Morena. 

"il polpetto schizzò verso l’alto allontanandosi dalle grida di Morena, che si ritrovò accecata." o qualcosa del genere. 

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

«Che ci fanno questi granchietti appesi a mezz’acqua?» Finalmente il cervello centrale era riuscito a stabilire un contatto sicuro con gli altri otto e aveva formulato una domanda alla quale Filippo doveva conoscere la risposta.

 

Questa immagine che ha 9 cervelli mi spiazza un po', come se ogni tentacolo avesse propria volontà. 

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

ingoiò l’acquolina che precipitò nello stomaco vuoto con un sonoro splash. 

 

Sotto il mare? Immagine carina che puoi rendere in modo diverso visto "l'ambiente": "Inghiottì a vuoto rinunciando a malincuore al quel banchetto."  o qualcosa del genere. 

 

 

Ultima nota se ti può dare spunto per arricchire il racconto. I polpi hanno 3 cuori e un becco simile a quello del pappagallo in bocca. Vedi tu se puoi farci qualcosa con queste  :Dinformazioni 

 

Scusa la lunggaggine, forse alcuni commenti avrei potuto risparmiarteli. Il racconto molto carino, lo terrò presente quando mio figlio sarà un po' più grande :)

La morale è semplice così come il linguaggio, e mi ha strappato non pochi sorrisi. Complimenti. 

 

Spero di rileggerti presto.

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Ciao @ilion, grazie mille per questo bellissimo commento, lo trovo molto utile e costruttivo (y)

 

Mi sono documentata mentre scrivevo,  non solo sul web, ma anche da pescatori di polipi, anzi, di polpi, alcuni leggendari

22 ore fa, ilion ha scritto:

Mannaggia! Polpo! Non polipo!

a parte su questo aspetto che ho deciso di ignorare, hai ragione però. Lo correggerò.

 

22 ore fa, ilion ha scritto:

Perché le virgole a fine frase?

le virgole si usano nei dialoghi quando a seguito ci sono verbi di attribuzione, cioè dire e tutti i sinonimi

22 ore fa, ilion ha scritto:

I polpi hanno 3 cuori e un becco simile a quello del pappagallo in bocca.

esatto, tutti elementi che sono entrati nel racconto, anche quello dei cervelli. Si dice che il polpo abbia 9 cervelli a causa del sistema nervoso molto sviluppato. 

22 ore fa, ilion ha scritto:

Scusa la lunggaggine, forse alcuni commenti avrei potuto risparmiarteli.

no, no, anzi, se ne hai trattenuto qualcuno ti invito a sputare il rospo. 

 

22 ore fa, ilion ha scritto:

lo terrò presente quando mio figlio sarà un po' più grande 

ne sarei molto onorata

22 ore fa, ilion ha scritto:

e mi ha strappato non pochi sorrisi.

trovo che questo sia uno dei complimenti migliori, grazie :rosa:

22 ore fa, ilion ha scritto:

Spero di rileggerti presto.

spero anche io, alla prossima :)

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Un racconto incantevole, @Kikki: me lo sono immaginato in uno di quei libri cartonati pieni di disegni a colori. Ero esigentissima, quando li compravo per i miei figli: questo lo avrei preso all'istante.

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

polipetti facevano di tutto per starle dietro, ma i loro tentacoletti

Eviterei la rima così ravvicinata dovuta ai diminutivi, che però sono necessari. Forse "figliolini"? 

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

Filippo attorcigliò tutti i tentacoli intorno alla testa come un turbante, cercando di di assomigliare a un’insalata di alghe.

Verrebbe fuori un'illustrazione fantastica.

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

Nuotava guardando indietro mentre decorava la sabbia di ghirigori sempre più complicati.

«Guarda, mamma, guarda!» Filippo si voltò tutto fiero del suo disegno, bello come una stella marina. Era proprio un polipetto artistico!

Evidenzi una delle caratteristiche tipiche dei bambini: chiamare la mamma affinché osservi con partecipazione le loro opere.

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

muoversi, il ché

Piccolo refuso: "il che" (=la qual cosa).

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

Filippo, non rimanere indietro!» gridò mamma Polipa senza nemmeno girarsi.

Prima regola per un genitore (e valore aggiunto del tuo racconto, perché dalle storie è bene che anche gli adulti traggano qualche insegnamento): i figli piccoli devono camminare sempre davanti, mai dietro. 

Allegro, ben scritto, talmente simpatico che viene voglia di rileggerlo: e per una favola è il più bel complimento. Brava.

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@Ippolita2018 grazie per la lettura e per le note, mi sono scappati un sacco di refusi questa volta :facepalm: 

12 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

Allegro, ben scritto, talmente simpatico che viene voglia di rileggerlo: e per una favola è il più bel complimento

vero!

Grazie ancora per le belle parole :rosa:

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Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

e loro finivano per ruzzolavano

Ciao piccola svista o "finivano per ruzzolare" o "ruzzolavano" che è più simpatico

 

Il 21/10/2020 alle 08:31, Kikki ha scritto:

metamorfosi

In realtà la metamofosi è un altra cosa ovvero ad esempio la trasformazione da bruco a farfalla, penso volessi usare un termine derivante da mimetizzare come hai correttamente scritto dopo. (Cito da Treccani : Trasformazione, e in particolare trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa)

 

Bella favola, mentre la leggevo mi immaginavo le scene, andrò a leggere le altre che hai scritto.

 

A presto

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@Davide Traverso grazie mille del passaggio e della lettura :)

 

Il 31/10/2020 alle 13:41, Davide Traverso ha scritto:

n realtà la metamofosi è un altra cosa ovvero ad esempio la trasformazione da bruco a farfalla,

hai ragione, vado a correggere 

 

Il 31/10/2020 alle 13:41, Davide Traverso ha scritto:

andrò a leggere le altre che hai scritto

mi farebbe molto piacere :rosa:

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