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TuSìCheVale

Lista case editrici medie

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@TuSìCheVale

Mi sembra un criterio ragionevole, ottimo. 

Però secondo me sono un po' da rivedere i parametri minimi di Facebook e Instagram. Ci sono CE "obiettivamente" medie che non raggiungono 10.000 likes su Facebook per motivi svariati, ma che non sono indice di minore "presenza" o importanza. Consideriamo questo caso: Castelvecchi è il marchio più noto e più storico tra quelli appartenenti al gruppo Lit, e con ogni probabilità stampa e vende molto più di Elliot (appartenente allo stesso gruppo), eppure ha solo 6.000 likes su Facebook, contro i quasi 10.000 di Elliot. Questo dipende anche dal fatto che Elliot è un marchio più nuovo, che viene più apprezzato dai giovani, i quali sono più presenti sui social. Insomma, il numero di seguaci sui social in parte dipende anche dalla percezione del marchio. Ad esempio, Minimum fax ha un numero enorme di like su Facebook, paragonabili a quelli di un grande editore come Adelphi o Neri Pozza (per l'appunto), ma ciò è legato al fatto che ha un pubblico giovane, dinamico, e molto fidelizzato. 

Il criterio Wikipedia secondo me è molto valido, perché in quel caso non basta la fidelizzazione di una fascia di pubblico, non basta compare "likes" su Facebook (come fanno alcuni piccoli editori per arrivare almeno a 1000-2000) ma c'è un discorso di "consensus gentium", storia del marchio, notorietà degli autori pubblicati (italiani o stranieri), ampiezza del catalogo, e molto altro, che fa assumere o meno rilevanza enciclopedica. Ci sono alcuni medi editori non "riconosciuti" su Wikipedia perché sono ancora troppo giovani, e quindi hanno poca storia, poco catalogo; ma possibilmente ci entreranno tra qualche tempo. Viceversa, tra le case editrici italiane presenti su Wikipedia c'è qualche editore molto discutibile (non tra quelli della lista), che non ci dovrebbe stare. Ma sono casi davvero isolati, ed è verosimile che quelle voci siano state inserite dagli stessi editori, o da qualche amico. In questi casi, tuttavia, la voce viene spesso contestata, e si trova in bella mostra la seguente dizione: "La rilevanza enciclopedica di questa voce o sezione sull'argomento editoria è stata messa in dubbio". Di solito, queste voci vengono prima o poi rimosse. Non sono un "big" di Wikipedia, ma ho contribuito io stesso a un paio di voci (non relative al mondo dell'editoria), quindi ho un po' di esperienza. 

Ti segnalo infine un paio di cose sugli editori che hai già inserito:

"Castoro Editrice" è "Editrice Il Castoro" oppure soltanto "Il Castoro". 
SUR è presente su Wikipedia ("Edizioni SUR"). 

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50 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

 

Ma infatti anche io davo per scontato che questi che nomini sarebbero stati valutati.

@TuSìCheVale, direi che bisogna includerli con nuove colonne e poi, una volta che abbiamo tutti i dati, procederei così:

 


Purtroppo, quei dati sono un po' più difficili da conoscere, seppure non impossibili. Il capitale a volte viene dichiarato nel sito, a volte no. Bisogna in ogni caso fare sempre una valutazione complessiva, perché ogni parametro, preso isolatamente, non è sufficiente. Ad esempio, se prendessimo per buona la classificazione ISTAT, è evidente che rientrerebbero nella media editoria anche piccoli editori che pubblicano molto, o addirittura editori a pagamento. Ma non è così, perché ci sono editori che possono pubblicare molti libri con poche spese, con poche vendite, con pochi mezzi, con pochi lettori, cosa che li esclude dalla media editoria. 

Un altro parametro (o comunque elemento da specificare) potrebbe essere l'anno di nascita della casa editrice. In genere, le medie CE sono editori con almeno dieci anni alle spalle, mediamente venti. Alcuni sono marchi storici che sono rimasti indipendenti rispetto ai grandi gruppi. Altri sono ex piccoli editori che sono cresciuti, che hanno superato la spietata "selezione naturale". 

Risulta comunque interessante notare che in questa fascia di editori Messaggerie la fa da padrona, e ha quasi il monopolio della distribuzione, con poche eccezioni. Quindi, seppure si tratta di editori indipendenti (o semi-indipendenti) dai grandi gruppi, con piena autonomia rispetto alla linea editoriale, la loro sopravvivenza commerciale è legata pur sempre al gruppo Messaggerie, che è lo stesso gruppo di GeMS. Se consideriamo che il distributore guadagna qualcosa come il 25% sul prezzo di copertina di ogni libro, ci si può fare un'idea sul giro di affari della grande distribuzione, in cui anche i medi editori vanno ad ingrossare i capitali dei grandi gruppi.

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13 ore fa, Wanderer ha scritto:

Il punto è che i dati indicativi sarebbero anche e soprattutto altri, e non si possono trascurare: capitale, fatturato, numero di libri pubblicati all'annoAl di là di quanto un editore sia presente nei social (cosa che si può anche incrementare attraverso i Facebook ad) i "numeri" sono innanzitutto questi, e soltanto di riflesso si trasformano in numeri social.

 

10 ore fa, Wanderer ha scritto:

Però secondo me sono un po' da rivedere i parametri minimi di Facebook e Instagram. Ci sono CE "obiettivamente" medie che non raggiungono 10.000 likes su Facebook per motivi svariati, ma che non sono indice di minore "presenza" o importanza. 

 

Mi chiedevo quando ci sareste arrivati. :D

Una lista che non tenga conto di questi parametri, per determinare la grandezza di un'azienda, sarebbe piuttosto falsata e poco attendibile.

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@ElleryQ 

Sono d'accordo con te ;)
 

D’altro canto, anche se quelli sono parametri necessari, però, secondo me non sono sufficienti: trattandosi di imprese culturali, insieme alla struttura aziendale va valutata anche la notorietà, la rilevanza culturale (che si può riflettere, tra le altre cose, nell’essere su Wikipedia), il “potere mediatico” (che si riflette, in parte, nei numeri social), e anche il numero di libri pubblicati in totale (cosa che dipende dalla storia della casa editrice, e non solo dai numeri di libri all’anno). Peraltro, chi decide con quale numeri aziendali si è “medi”? Il criterio ISTAT è estremamente vago, e secondo me non circoscrive il settore. Basti pensare quanti editori a pagamento pubblicano più di 11 libri l'anno... eppure, non soltanto non sono medi editori, ma è persino opinabile che siano "editori". 
 

Quelli elencati nella lista (a cui ne andrebbero aggiunti altri, abbassando le soglie social a 5000, che è secondo me il numero minimo di questo settore) sono comunque già una buona parte di quelli che in genere partecipano ai festival della piccola e media editoria, quindi il settore mi sembra già abbastanza circoscritto.

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Grazie ai vostri preziosi suggerimenti abbiamo una nuova lista, si tratta ancora di una bozza, mancano alcune informazioni, ma può essere utile per delineare una strada da seguire.

Qui alcune fonti da qui ho preso delle informazioni:

Intervista Keller editore

Intervista La Corte editore

 

La Crocetti editore viene esclusa da questa statisitca, in quanto fa parte del gruppo Feltrinelli:

Crocetti Editore fa il suo ingresso in Gruppo Feltrinelli

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2 ore fa, Wanderer ha scritto:

Peraltro, chi decide con quale numeri aziendali si è “medi”? Il criterio ISTAT è estremamente vago, e secondo me non circoscrive il settore. Basti pensare quanti editori a pagamento pubblicano più di 11 libri l'anno... eppure, non soltanto non sono medi editori, ma è persino opinabile che siano "editori". 

 

Forse su questo potrebbe risponderti @Niko, visto che con la sua agenzia si sta occupando di scrivere un manuale sull'editoria e che con il suo sito spesso fornisce report aggiornati in merito.

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34 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Grazie ai vostri preziosi suggerimenti abbiamo una nuova lista, si tratta ancora di una bozza, mancano alcune informazioni, ma può essere utile per delineare una strada da seguire.

Qui alcune fonti da qui ho preso delle informazioni:

Intervista Keller editore

Intervista La Corte editore

 

La Crocetti editore viene esclusa da questa statisitca, in quanto fa parte del gruppo Feltrinelli:

Crocetti Editore fa il suo ingresso in Gruppo Feltrinelli


Che Crocetti fosse stato di recente fagocitato non lo sapevo, accidenti... abbiamo perso un altro editore indipendente :(

Ottimo lavoro comunque, anche se è diventata un po' piccola da leggere... forse va assottigliato lo spessore della colonna "Facebook" e qualche altra. 
Per quanto riguarda gli anni di fondazione delle CE, in Wikipedia trovi questa informazione, quando esiste una voce. 

Per il resto, mio avviso bisognerebbe arrivare a una cinquantina abbassando qualche parametro, ma si può valutare in un secondo momento. 

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Non vogliatemene ma non riesco a trovare l'utilità di questa lista. Non riesco a capire cosa possa servire a un autore in cerca di un editore sapere se è grande, medio, piccolo o piccolissimo. Secondo me il criterio dovrebbe essere prima di tutto se paga, che rapporto ha con i suoi autori, chi sono i suoi autori, se partecipa a qualche Fiera importante, se ha prestigio nel settore. I like sui social? Aleatori. Wikipedia? Su wikipedia se rispetti alcuni parametri può scrivere chiunque (l'editore stesso).

Ci sono editori medi e prestigiosi che non pagano, che stampano libri che non vengono portati nemmeno in Fiera, eccetera eccetera...

Ci sono ottime case editrici che non sono società di capitali, che non hanno un euro di debito...

è troppo difficile fare una lista e/o una classifica di case editrici figuriamoci dividerle per grandezza e farne un criterio di qualità...

 

 

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5 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Non vogliatemene ma non riesco a trovare l'utilità di questa lista. Non riesco a capire cosa possa servire a un autore in cerca di un editore sapere se è grande, medio, piccolo o piccolissimo.


Chiaramente non serve agli editori, che conoscono bene il mondo editoriale, ma può servire agli autori. Può servire a individuare un settore "mediano" dell'editoria che è poco presente e poco discusso nel forum, quasi "rimosso". L'aspirante è sospeso tra i miraggi della grande editoria e le difficoltà della piccola, e trascura troppo spesso la fascia di mezzo, perché la conosce poco. La scarsa conoscenza del panorama editoriale è quella su cui prosperano le agenzie e l'editoria a pagamento, quindi una maggiore conoscenza è in ogni caso utile, e non vedo chi ne possa risultare danneggiato.  
 

Quota

Wikipedia? Su wikipedia se rispetti alcuni parametri può scrivere chiunque (l'editore stesso).


Questo non è propriamente esatto. Wikipedia è una comunità che si fonda sul "consensus gentium". Come ho già fatto notare, le voci autoreferenziali o autocelebrative vengono presto individuate e rimosse. Chiunque potrebbe scrivere una voce su sé stesso, e dopo qualche giorno la troverebbe rimossa. In molte voci opinabili, c'è una segnalazione in bella mostra: "La rilevanza enciclopedica di questa voce o sezione sull'argomento editoria è stata messa in dubbio". Io, che ho un account Wikipedia da qualche anno, potrei rimuovere una di quelle voci in questo istante, adducendo una buona motivazione. E, con ogni probabilità, nessuno degli altri Wikipediani me lo contesterebbe. 
 

Quota

 

Ci sono editori medi e prestigiosi che non pagano, che stampano libri che non vengono portati nemmeno in Fiera, eccetera eccetera...

 


Certo, è possibile. Ma questo cosa c'entra con il fatto di classificarle come "medie" in base ad alcuni parametri oggettivi? Per il resto, è innegabile che i medi editori siano quelli più presenti alle fiere della piccola e media editoria (in cui sono assenti alcuni piccoli-piccoli e alcune grandi). Così come è innegabile che abbiano quasi sempre una migliore distribuzione (tra parentesi: Messaggerie come distributore non è un "requisito", eppure emerge che è prevalente in questa fascia). 
 

Quota

è troppo difficile fare una lista e/o una classifica di case editrici figuriamoci dividerle per grandezza e farne un criterio di qualità...


Infatti non è un criterio di qualità, non necessariamente. Si tratta piuttosto di un criterio relativo ai mezzi a disposizione (medi), notorietà (media), rilevanza mediatica (media), ampiezza del catalogo (medio). Se non esistessero criteri, allora anche una "grande" sarebbe equivalente a una "piccola", ma sappiamo tutti che non è così. Tra la grande editoria e la piccola c'è spesso un abisso incolmabile, una totale sproporzione. Le medie sono, per così dire, l'anello di congiunzione tra i due mondi. 

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E più freccine rosse arrivano, più mi vien voglia di diffondere la logica di questa discussione ai quattro venti.

Per ora una sola: potete fare di meglio. :) 

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12 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Mi chiedevo quando ci sareste arrivati. :D

 

Abbi fiducia, ElleryQ, i ragazzi sanno quello che fanno! (Io no: sono solo il colpevole di spingere questa cosa…)

C'è tempo, non abbiamo alcuna deadline.

 

Frattanto, grazie a @TuSìCheVale per il lavoro. E a @Wanderer per la sue conoscenze e riflessioni.

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4 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

 

Abbi fiducia, ElleryQ, i ragazzi sanno quello che fanno! (Io no: sono solo il colpevole di spingere questa cosa…)

 


Ecco, sia messo agli atti che tu sei l'istigatore :asd:

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1 minuto fa, Wanderer ha scritto:

Ecco, sia messo agli atti che tu sei l'istigatore :asd:

 

Meglio co-istigatore. O non è vero che tu hai già parlato del tema in passato? :) 

 

Eppoi sei tu che mi hai convinto a forza di non essere d'accordo con me dell'importanza della via di mezzo, ovvero delle CE medie.

Sarebbe troppo facile trattare con me se il problema sorgesse soltanto quando non mi convinci. :D

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1 minuto fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

 

Meglio co-istigatore. O non è vero che tu hai già parlato del tema in passato? :) 

 

Eppoi sei tu che mi hai convinto a forza di non essere d'accordo con me dell'importanza della via di mezzo, ovvero delle CE medie.

Sarebbe troppo facile trattare con me se il problema sorgesse soltanto quando non mi convinci. :D


In sostanza, io avrei istigato te a fare da istigatore... questo aggrava la mia posizione xD

Di base, credo che tu avessi poca conoscenza di questo settore, dato che ti eri a lungo distaccato dall'editoria italiana.
Quindi, più che altro, ti ho convinto della sua esistenza ;)

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Fatti i dovuti complimenti a @TuSìCheVale , mi permetto di evidenziare ai fini del corretto indirizzamento di chi consulterà la tabella che la Dario Flaccovio Editoreda parecchi anni non pubblica più testi di narrativa ma soltanto testi tecnici.

Parlo con cognizione di causa, essendo stato loro autore e a corollario dico che è un peccato perché era un editore serio che lavorava benissimo sia sotto il profilo del "prodotto libro" che della distribuzione e del marketing.

  • Grazie 1

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Grazie @segugio delle parole. Stiamo approntando una nuova lista, che tenga conto di tutti i vostri preziosi suggerimenti. Vorrei, infatti, che questa lista fosse più "nostra", anche per autori e autrici, che metta in risalto determinate qualità, in modo da orientarci meglio in questa "giungla" editoriale.

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1 ora fa, segugio delle parole ha scritto:

Fatti i dovuti complimenti a @TuSìCheVale , mi permetto di evidenziare ai fini del corretto indirizzamento di chi consulterà la tabella che la Dario Flaccovio Editoreda parecchi anni non pubblica più testi di narrativa ma soltanto testi tecnici.

Parlo con cognizione di causa, essendo stato loro autore e a corollario dico che è un peccato perché era un editore serio che lavorava benissimo sia sotto il profilo del "prodotto libro" che della distribuzione e del marketing.


Ne sei sicuro? Conoscendo qualcuno che ci lavora, un paio di anni fa mi è stato detto che non si sono chiusi alla possibilità di pubblicare altri generi, pur essendo raro. Se vai nella sezione "libri" del sito troverai la sezione narrativa (anche se scarna). Inoltre, tra le loro collane si trova anche saggistica non strettamente tecnica. Credo che l'obiettivo della lista non dovrebbe essere soltanto limitato alla narrativa, ma dovrebbe comprendere qualche medio editore di saggistica (che non sia manualistica, che non sia troppo tecnica, che non sia troppo focalizzata su un unico settore).

Ad ogni modo: tu che tipo di opera hai pubblicato? 

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5 ore fa, Wanderer ha scritto:


Ne sei sicuro? Conoscendo qualcuno che ci lavora, un paio di anni fa mi è stato detto che non si sono chiusi alla possibilità di pubblicare altri generi, pur essendo raro. Se vai nella sezione "libri" del sito troverai la sezione narrativa (anche se scarna). Inoltre, tra le loro collane si trova anche saggistica non strettamente tecnica. Credo che l'obiettivo della lista non dovrebbe essere soltanto limitato alla narrativa, ma dovrebbe comprendere qualche medio editore di saggistica (che non sia manualistica, che non sia troppo tecnica, che non sia troppo focalizzata su un unico settore).

Ad ogni modo: tu che tipo di opera hai pubblicato? 

 

Che io sappia, hanno abbandonato la narrativa diversi anni fa.

Figurati che avevo un testo in lettura presso di loro (in virtù del diritto di prelazione contenuto nel mio contratto di edizione) e che, pur trovandolo valido, la direttrice editoriale mi spiegò di non poterlo pubblicare a causa della contrazione del mercato che li costringeva a rinunciare a collane alternative a quelle meramente tecniche.

In quanto alla saggistica, non ci ho fatto caso. Se davvero sono aperti al genere, consiglio caldamente di provarci: come detto nel post precedente, la casa editrice è seria e molto valida.

 

In merito alla tua domanda, due romanzi fantasy.

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1 minuto fa, segugio delle parole ha scritto:

 

Che io sappia, hanno abbandonato la narrativa diversi anni fa.

Figurati che avevo un testo in lettura presso di loro (in virtù del diritto di prelazione contenuto nel mio contratto di edizione) e che, pur trovandolo valido, la direttrice editoriale mi spiegò di non poterlo pubblicare a causa della contrazione del mercato che li costringeva a rinunciare a collane alternative a quelle meramente tecniche.

In quanto alla saggistica, non ci ho fatto caso. Se davvero sono aperti al genere, consiglio caldamente di provarci: come detto nel post precedente, la casa editrice è seria e molto valida.

 

In merito alla tua domanda, due romanzi fantasy.


Io vedo nel sito dell'editore che l'ultimo romanzo è del 2018... se ora hanno abbandonato completamente la narrativa, non lo so. Dario Flaccovio comunque è (o vorrebbe essere) una CE di varia, seppure in un ordine di grandezza regionale, come Nuova Ipsa. Per tutto ciò che non è saggistica specialistica, privilegia spesso autori siciliani o opere che hanno diretta attinenza con il territorio (come la serie "Palermo al tempo di..."). Però mi sembra di capire che non hanno un profilo editoriale esclusivamente "tecnico", anche se forse negli ultimi anni è diventato quello prevalente. Chiederò direttamente alla persona che conosco, che lavora con loro da anni. 
Sul fatto che sia valida, comunque, non ci piove ;) 

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Il 22/10/2020 alle 12:39, TuSìCheVale ha scritto:

Lista-CE.jpg

 

Senza pretese di esaustività o scientificità, a me questa sembra una lista davvero ottima per chi voglia avere un riferimento. Diciamo che pubblicare con una di queste sarebbe già un buon risultato, ragazzi.

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12 minuti fa, Steve Warren ha scritto:

 

Senza pretese di esaustività o scientificità, a me questa sembra una lista davvero ottima per chi voglia avere un riferimento. Diciamo che pubblicare con una di queste sarebbe già un buon risultato, ragazzi.


Per essere un risultato un minimo più realizzabile, credo ne vada contemplata qualche altra, ma si sta lavorando in tal senso, avendo come principio "in medio stat virtus:D

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Il 24/10/2020 alle 19:14, Wanderer ha scritto:

privilegia spesso autori siciliani o opere che hanno diretta attinenza con il territorio (come la serie "Palermo al tempo di...")

 

Rientro perfettamente nell'identikit. :)

Ammetto di averlo trascurato, così ieri ho curiosato sul loro sito e ho dedotto che rientro anche quanto a temi. Ho il 99,9% di probabilità di non essere "preso", ma va bene, ormai mi sono rassegnato. :)

Comunque anche loro chiedono la famigerata biografia e io non capisco a che serve.

 

Il 24/10/2020 alle 19:14, Wanderer ha scritto:

Chiederò direttamente alla persona che conosco, che lavora con loro da anni

 

Aspetto con ansia.

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56 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Rientro perfettamente nell'identikit. :)

Ammetto di averlo trascurato, così ieri ho curiosato sul loro sito e ho dedotto che rientro anche quanto a temi. Ho il 99,9% di probabilità di non essere "preso", ma va bene, ormai mi sono rassegnato. :)

Comunque anche loro chiedono la famigerata biografia e io non capisco a che serve.


Non so quale sia il genere di opera che intendi proporre, ma forse c'è una leggera possibilità in più legata al fattore territoriale.
Lo stesso vale per La nuova Ipsa, che dovrebbe essere free, ed è pure distribuita da Messaggerie. Forse con questa c'è qualche possibilità in più. 

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1 ora fa, Wanderer ha scritto:

Non so quale sia il genere di opera che intendi proporre, ma forse c'è una leggera possibilità in più legata al fattore territoriale.
Lo stesso vale per La nuova Ipsa, che dovrebbe essere free, ed è pure distribuita da Messaggerie. Forse con questa c'è qualche possibilità in più. 

 

È un giallo/thriller psicologico di mafia ambientato nei dintorni di Palermo e, nell'ultimo tratto, proprio in centro città.

Ieri il sito di Nuova Ipsa non funzionava. Oggi va un po' meglio, ma è troppo pesante, lento e male organizzato. Quasi quasi, se mi danno qualche euro, glielo faccio io. ;) Comunque sono riuscito a vedere che pubblicano anche gialli e thriller. Devo dire che Nuova Ipsa ha una caratteristica che ho riscontrato spesso nelle medie: la difficile accessibilità. Sul sito di Nuova Ipsa non c'è addirittura nessun cenno alla possibilità di invii esterni. C'è solo un generico "contatti" per avere maggiori informazioni. Dicono (copio-e-incollo dal sito): "Ampio spazio è riservato anche agli autori emergenti, con opere di narrativa di grande rilievo: gialli, thriller, noir, romanzi storici e di formazione. Inoltre diamo ancora voce alla poesia, in un tempo in cui è molto difficile incontrare sensibilità in tale ambito", ma poi non si capisce che fine fanno 'sti "autori emergenti" se non perdersi tra decine di pagine in cerca di un link tipo "Pubblica con noi", "Invio manoscritti", ecc… Boh!

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@dyskolos

Vero, ma è pur sempre più rassicurante rispetto a quando ci sono banneroni enormi di "pubblica con noi" ;)


Per quelle che sono le caratteristiche della tua opera, comunque, gli editori con connotazioni regionali sarebbero stati la mia prima scelta.
Direi che potresti provare anche e soprattutto con Leima e Bonfirraro, per limitarmi a quelle che hanno una buona distribuzione. 

Altrimenti, ti posso consigliare in privato qualche piccolo editore, ma con i tipici svantaggi della categoria. 

La lista delle medie dovrebbe arricchirsi a breve, quando @TuSìCheVale tornerà tra noi. 

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7 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Vero, ma è pur sempre più rassicurante rispetto a quando ci sono banneroni enormi di "pubblica con noi" ;)

 

Hai ragione! ;)

Il problema è che l'emergente, non trovando come inviare il proprio manoscritto/proposta editoriale, si rivolgerà ad altri. Dal canto mio, siccome Nuova Ipsa mi piace, al momento opportuno potrei utilizzare il generico "contatti" per chiedere come si inviano i manoscritti. :)

 

12 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Leima e Bonfirraro

 

Mai sentiti, ma cercherò su Internet. Grazie per la dritta. :)

 

16 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Altrimenti, ti posso consigliare in privato qualche piccolo editore, ma con i tipici svantaggi della categoria. 

 

Ti ringrazio, ma di piccoli editori ne conosco a decine. Altri mi aumenterebbero solo la confusione mentale.

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5 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Mai sentiti, ma cercherò su Internet. Grazie per la dritta. :)


Strano... Leima è recente ma abbastanza nota a Palermo e non solo, Bonfirraro è più storica, ed è dell'ennese.
Entrambe sono distribuite da Messaggerie, quindi i libri dovrebbero arrivare anche in altre regioni d'Italia.  

In bocca al lupo ;)

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