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Annabel

Autopubblicarsi senza rimpianti.

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6 minuti fa, Ratalos ha scritto:

Ok grazie @Wanderer queste sarebbero le medie, sotto ci sono le medio piccole


Sì, sostanzialmente. Poi ci sono alcune piccole (magari neonate) che hanno le carte in regola per diventare medie, per farsi un buon catalogo e una buona reputazione, ma riconoscerle è difficile. La maggior parte di quelle che ho elencato hanno 20 anni o più di esperienza, ed è anche per questo che sono più note. In questa fascia media, peraltro, in molti casi non è affatto più facile essere pubblicati rispetto alle "big". In generale, credo ci siano più probabilità di essere pubblicati sotto un marchio "big" ma generalista come Mondadori - che è un po' "la casa degli italiani" - che non da Minimum fax o Marcos y Marcos, che sono molto selettivi nel tipo di opere da pubblicare, dato che pubblicano soltanto certi generi e non altri.

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1 ora fa, Ilaris ha scritto:

Però la definizione "scheletro nell'armadio"  non presuppone che l'opera pubblicata in self sia una ciofeca di cui vergognarsi? Difficile che chi l'ha scritta e pubblicata possa migliorare a tal punto da interessare qualche editore con un romanzo successivo.


Magari l'opera appartiene a una fase "immatura" dell'autore, sia dal punto di vista della scrittura in sé, sia dal punto di vista della scelta di come pubblicare l'opera. Ma non è a priori escluso che poi l'autore possa crescere su entrambi i fronti, e che possa quindi pentirsi di alcune scelte fatte in precedenza. 
 

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Leggo opinioni contrastanti, sul WD. C'è chi afferma che è peggio pubblicare con una buona CE e tornare indietro, chi il contrario. Mi verrebbe da dire, per logica, che sia peggio nel primo caso, perché se non si è stati in grado di vendere con una buona promozione e/o  "garantiti" da una nota CE in copertina, molto difficilmente un'altra CE di una certa importanza investirà dove altri non hanno avuto un buon riscontro. 


Dipende, se una CE ti pubblica solo perché hai 20.000 follower sui social (*) è un conto, se invece ti pubblica perché crede fortemente nella tua opera è un altro. Nel primo caso, magari si aspetta che l'opera venda a prescindere, e farà anche poca promozione. Nel secondo caso, invece si impegnerà a promuovere convintamente l'opera, e anche se le vendite dovessero essere inferiori al previsto, continuerà ad apprezzarla (tanti grandi scrittori o musicisti hanno prodotto "opere flop", ma apprezzate dalla critica, e poi magari rivalutate dopo anni anche dal pubblico).

(*) questo può sembrare in contraddizione con quanto avevo scritto prima, sul fatto che il numero di follower nei social può essere un parametro per valutare un editore. Ma il punto è proprio che è l'editore a dover essere "social", non l'autore, che invece ha tutto il diritto di essere un perfetto asociale. 

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1 ora fa, Wanderer ha scritto:

questo può sembrare in contraddizione con quanto avevo scritto prima, sul fatto che il numero di follower nei social può essere un parametro per valutare un editore. Ma il punto è proprio che è l'editore a dover essere "social", non l'autore, che invece ha tutto il diritto di essere un perfetto asociale. 

 

Magari fosse vero, magari! Oggigiorno, se provi a dire una cosa simile a un qualsiasi editore, quello ti mangia vivo!

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26 minuti fa, L'antipatico ha scritto:

 

Magari fosse vero, magari! Oggigiorno, se provi a dire una cosa simile a un qualsiasi editore, quello ti mangia vivo!


In realtà, è se provi a dirlo a qualsiasi piccolo editore che ti mangia vivo... proprio perché quel tipo di editore si aspetta che lavori per lui, e che sei più "social" di lui!

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5 ore fa, Miss Ribston ha scritto:

una CE il cui nome non può comparire su questa piattaforma

 

...

Sul serio? :facepalm:

 

4 ore fa, Wanderer ha scritto:

credo ci siano più probabilità di essere pubblicati sotto un marchio "big" ma generalista come Mondadori

 

Lo scopo della lista non è capire dove sia più facile pubblicare, ma il rapporto qualità/relazione con l'autore.

Bisogna, cioè, decidere quali parametri usare e applicarli sistematicamente alla lista.

Ovvero, le piccole che promettono… fuori.

Le medio piccole troppo piccole… fuori, se non rientrano nei parametri minimi (i quali, devono essere pensati per accogliere le medie, non le piccole).

 

Se volete creare una discussione a parte, per me va benissimo. Siamo fuori tema, mi sa.

 

Se poi cominciamo con la lista delle esclusioni sul WD, forse bisogna pensare a una pagina fuori dal WD. Potrei anche offrirmi per crearla, ma il mio tempo…

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@Andrea D'Angelo
Hai progetti piuttosto sovversivi... :asd:

L'idea può essere interessante, ma chi li stabilisce i criteri?
Sui parametri delle medie, c'è già una discussione in "varie ed eventuali", ma che finora non ha portato a molto.

A quelli che avevo proposto prima, aggiungerei un altro parametro:

- Vedere se un editore ha almeno un autore estero in catalogo. Questo è quasi sempre un buon segno, perché significa che quell'editore si guarda intorno, che compra diritti esteri, che collabora con altri editori, che sceglie bene le sue opere. Ovvero, significa che il denaro fluisce nella direzione giusta, e non dagli autori verso l'editore.

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Credo che il self sia una bellissima possibilità per tutti, e che non vada demonizzato, come spesso viene fatto sia da altri autori che da alcuni lettori. Inoltre gli autori self possono aggiornare i file dei libri pubblicati, magari eliminando refusi di cui non si erano accorti, cosa che nell'editoria tradizionale è impossibile. 

Io stesso ho pubblicato qualcosa tramite KDP, ma l'idea che un autore possa bruciarsi per aver pubblicato un libro lì, non la condivido, anche perché, se fosse proprio necessario, le pubblicazioni si potrebbero annullare e i libri svanirebbero dalla rete. 

Sono certo che se vivessimo in un altro tipo di società, dove fosse garantito un certo standard di vita a tutti (una condizione minima di dignità), penso che in molti opterebbero per il self. Il puntare alle medie/grandi case editrici è una questione economica, (o per sfuggire dalla prigionia di un lavoro mal pagato e massacrante) così come lo è per le stesse case editrici puntare sui nomi noti o trattare un certo tipo di argomenti. Questo è il capitalismo, e fare discorsi di natura "romantica" spesso lo trovo ipocrita. Non dico che non ci sia qualcuno davvero romantico, ma ritengo che il più delle volte la spiegazione romantica rivela qualcuno che non ha il coraggio di dirsi la verità.  

Gli scrittori dovrebbero riversare il proprio romanticismo nei testi, non sul perché cerchino una casa editrice. 

 

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1 ora fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Sul serio? :facepalm:

Sì, ci sono alcune case editrici che non possono o hanno chiesto di non apparire qui sul WD. Una di queste era presente nell’elenco di @Wanderer, per questo il messaggio è stato editato :) 

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1 ora fa, Wanderer ha scritto:

@Andrea D'Angelo
Hai progetti piuttosto sovversivi... :asd:

 

Nulla contro il WD, ma non mi piace la censura — che sicuramente non dipenderà da loro, ma dalla CE.

Sono un tipo indipendente. Sono abituato a pensare “out of the box”.

Se qui non si può essere onnicomprensivi, forse altrove sì.

Del resto io penso a una cosa molto semplice, perché amo la semplicità (non il semplicistico): una lista, seguendo parametri “rigidi, ma ragionati”, e nulla che abbia a che fare con commenti e polemiche. Qualcosa che aiuti gli aspiranti scrittori, che è quello che mi preme: sono un aspirante scrittore, anche se con esperienza! Mi piacerebbe farlo, ma non ho le conoscenze per stilare la lista, vivo all’estero, non ho più il polso della situazione, dulcis in fundo non sono nemmeno direttamente interessato, dacché non voglio averci a che fare! LOL.

Penso, però, che il succo di tutto quello che abbiamo discusso ultimamente (per carità, a quanto capisco pure prima della mia comparsa) sia questo e io sono d’accordo con te: le medie sono l’opzione migliore.

 

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L'idea può essere interessante, ma chi li stabilisce i criteri?

 

Noi, d’amore e d’accordo. Si apre una discussione ampia e si arriva a una decisione. Non è scienza, è una specie di rosa dei venti per avere un nord.

 

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8 ore fa, Wanderer ha scritto:


Inutile dire che sono d'accordo con te... purtroppo è vero, la categoria "free" del forum risulta sempre meno categorizzante, anche perché ci sono sempre più CE indecenti che si spacciano per "free" proprio per abbindolare il malcapitato di turno. Per il resto, il requisito "free" è la minima condizione necessaria per essere considerati quantomeno un editore, ma non è comunque condizione sufficiente per essere un buon editore. 

In generale, per me i parametri da tenere in considerazione sono questi:

1. Vedere se quell'editore partecipa - se non al Salone del libro di Torino - perlomeno ai festival della piccola e media editoria ("Più libri più liberi", "Buk Festival", ecc.). Basta fare un giro nei siti web, per vedere quali sono gli editori partecipanti, anche delle passate edizioni. In molti di questi festival, gli editori a pagamento o quelli meno qualificati non sono nemmeno ammessi. 
2. Vedere se quell'editore ha un buon distributore (specie Messaggerie). In mancanza del quale, salvo rarissimi casi, l'editore è come se non esistesse.
3.* Vedere se quell'editore ha almeno 4.000- 5.000 followers sui social. Può piacere o meno, ma è un indicatore oggettivo del "potere mediatico" dell'editore, e quindi anche della capacità che avrà di promuovere il libro online. 
4.* Vedere se ha una voce Wikipedia. Anche questo è un parametro oggettivo, perché per essere su Wikipedia l'editore deve ottenere un riconoscimento pubblico (per gli autori che pubblica, per il numero di titoli, e altro). Credo che non esista un singolo editore a pagamento che abbia una voce Wikipedia.

* L'assenza di questi ultimi due punti può essere comprensibile per un editore che esiste da pochi anni. 


Per quanto riguarda l'editoria media, io avevo aperto una discussione, per cercare almeno di circoscrivere il settore, ma non ha avuto molto successo xD

 


Vero... A volte, ad esempio, per evitare la carta "color fotocopie", ne ho vista usare una giallina "color Titti" che forse è persino peggio. Comunque, quello che accomuna la (maggior parte della) piccola editoria e gran parte del Self è proprio l'improvvisazione, la mancanza di un progetto coerente, quindi a volte la scelta è davvero una scelta tra la padella e la brace. 

 

Ho creato una nuova discussione qui: 

 

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8 minuti fa, Miss Ribston ha scritto:

ci sono alcune case editrici che non possono o hanno chiesto di non apparire qui sul WD

 

Capisco.

Per questo dico “fuori da qui”. Una cosa è la proprietà del WD, un’altra è la pagina web di un privato. Non ti possono censurare, se l’unica cosa che fai è dare informazione in base ad alcuni parametri precisi e senza applicare giudizi. Esiste la libertà d’espressione ed è protetta dalla Costituzione, fino a quando non diffami. E diffamare non è la mia idea, bensì guidare.

 

Poi, se qualcuno si sente escluso o si offende, è bene sapere che tutto ciò che ci infastidisce, nella vita, è perché risuona in noi. :) 

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1 ora fa, Gabriele Valenza ha scritto:

Questo è il capitalismo, e fare discorsi di natura "romantica" spesso lo trovo ipocrita. Non dico che non ci sia qualcuno davvero romantico, ma ritengo che il più delle volte la spiegazione romantica rivela qualcuno che non ha il coraggio di dirsi la verità.  


Beh, però questa verità diciamocela tutta, senza ipocrisie: l'autore che pubblica in Self su Amazon avalla il capitalismo alla massima potenza, non è certo "anti-sistema" o alternativo al capitalismo, dato che fa guadagnare Amazon. In confronto ad Amazon, che condiziona la politica mondiale più di Trump e Putin messi insieme, Mondadori è una piccola azienda! Vorrei ricordare, peraltro, che negli USA Amazon è diventato anche vero e proprio editore "tradizionale" (con più di un marchio editoriale di sua proprietà) anche se "Amazon Publishing" è stato un mezzo flop, almeno finora... e io direi per fortuna. 

@TuSìCheVale Ottimo!

@Andrea D'Angelo Sono d'accordo con te!

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2 ore fa, Wanderer ha scritto:

Vedere se un editore ha almeno un autore estero in catalogo.

C'è anche il caso della casa editrice che, per scelta, ha deciso di pubblicare solo autori di lingua italiana e/o che vivano in Italia...

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39 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Beh, però questa verità diciamocela tutta, senza ipocrisie: l'autore che pubblica in Self su Amazon avalla il capitalismo alla massima potenza, non è certo "anti-sistema" o alternativo al capitalismo, dato che fa guadagnare Amazon.

 

Indubbiamente.

 

41 minuti fa, Wanderer ha scritto:

"Amazon Publishing" è stato un mezzo flop, almeno finora... e io direi per fortuna. 

 

La penso come te. Ci manca solo che Amazon diventi anche il più potente editore del mondo, oltre a tutto il resto... 

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26 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

C'è anche il caso della casa editrice che, per scelta, ha deciso di pubblicare solo autori di lingua italiana e/o che vivano in Italia...

 

Però, non credo che se le piovessero dal cielo i diritti di una bella opera estera, li rifiuterebbe ;)
Bisogna ammettere che in molti casi è una scelta dettata da ristrettezze economiche. 
Poi sicuramente può essere un criterio opinabile, che non sempre è indicativo. 

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20 minuti fa, L'antipatico ha scritto:

La penso come te. Ci manca solo che Amazon diventi anche il più potente editore del mondo, oltre a tutto il resto... 


Infatti, paradossalmente, c'è da rallegrarsi che qualche anno fa sia nato il supercolosso Penguin Random House (che, tra parentesi, ha il cuore economico in Europa): almeno è in grado di contrastare il monopolio mondiale di Amazon e di portare avanti una tradizione di vera editoria... 

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4 minuti fa, Wanderer ha scritto:

 

Però, non credo che se le piovessero dal cielo i diritti di una bella opera estera, li rifiuterebbe ;)
Bisogna ammettere che in molti casi è una scelta dettata da ristrettezze economiche. 
Poi sicuramente può essere un criterio opinabile, che non sempre è indicativo. 

Non per forza. Dove lavoro si privilegiamo le tematiche del nostro Paese pertanto il problema non si pone.

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2 ore fa, Wanderer ha scritto:

l'autore che pubblica in Self su Amazon avalla il capitalismo alla massima potenza

 

La verità ultima è che chiunque voglia vivere di scrittura avvalla il Capitalismo. L'ennesima potenza è un plus, ma le fondamenta sono le stesse. Con Amazon e con la CE. Che nessuno alzi la mano pensando di essere anti-sistema pubblicando libri venduti a ben oltre 10€…

L'unico modo di essere contro il sistema è pubblicare nello scantinato, senza ISBN, e far girare copie stampate in proprio alle feste alternative/underground.

Il resto è mercato e il mercato non ha nulla di anti-capitalistico, oggigiorno.

 

A ogni modo, qualcuno ha forse detto che pubblicare con Amazon sia una rivoluzione anarchica? Se sì, non sono stato io! :D

 

Amo di più l'idea di autori che si adattano alla contemporaneità e cercando di migliorarla, anziché di porsene al di fuori nel solco dell'alienazione e dell'utopia finendo per essere sterili latori di modelli impraticabili. Scrivere romanzi è da rivoluzionari in questo presente, anziché occuparsi di produrre serie TV, podcast, video di Tik Tok (sarà che sono vecchio, ma a me viene la nausea dopo due minuti!) e alle menate varie che stanno ammorbando la vita di troppi – perché non leggono, sennò non avrei nulla da ridire!

I romanzieri sono una banda di capitalisti démodé. Ci piacciono le cose difficili…

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4 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

L'unico modo di essere contro il sistema è pubblicare nello scantinato, senza ISBN, e far girare copie stampate in proprio alle feste alternative/underground.


Vedrai che prima o poi si tornerà a fare questo... in ambito artistico-musicale, è indubbio che le maggiori rivoluzioni sono partite dagli scantinati o da piccolissime cerchie. Si diceva che il primo album dei Velvet Underground fu stampato solo in cento copie... ma che ciascuno dei possessori poi abbia fondato un gruppo. 

Sulla questione Amazon si possono avere idee in parte diverse, ma credo che una cosa sia certa: se esistesse davvero un'opera "anti-sistema", o non entrerebbe mai nello store di Amazon, o verrebbe bandita dopo poche settimane. 

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4 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Vedrai che prima o poi si tornerà a fare questo

 

E se lo si stesse già facendo? Magari non tu e nemmeno io… O forse sì… ;) 

Ho come l'impressione, Wanderer, che l'anti-sistema oggi sia un'altra cosa. È diverso perché il mondo è diverso. Usa canali tutt'altro che underground ed è un desiderio diffuso ma ancora troppo informe, che però esploderà, secondo me – ovvero, sono d'accordo con te, anche se non sulla forma che avrà. I nemici da battere sono molteplici: non c'è soltanto il Capitalismo, ci sono anche l'individualismo, l'ego e il comfort. Così, tanto per citare tre megaboss di fine livello. :) 

E così anche per farti capire di cosa parlo, sottilmente.

 

Il Capitalismo, se vuoi dal mio esclusivo punto di vista, è un po' come l'erbaccia. S'è diffuso e s'è mangiato l'intero campo: è la radice di uno dei nostri più grandi mali (non l'unico). Poi sono cresciute altre cose, deviate. Il discorso sulle CE medie, se vuoi, rientra alla lontana: si tratta di equilibrio.

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Credo che diventerò un autopubblicato senza rimpianti, come recita il titolo di questo post.

Una CE disposta a pubblicarmi credo che la troverei senza problemi, nonostante io sia uno scrittore amatoriale. Diciamo che scrivo più o meno come gioco a calcetto il lunedì (forse ora con  i nuovi decreti un po' di più).

Pubblicando in self guadagnerò di più pur consentendo al lettore di pagare il libro di meno.

 

Mi definisco quindi un sel publisher per scelta. Forse in futuro cambierò la mia decisione e mi proporrò a qualche piccola CE seria (e mi sembra di capire che qui ce ne sono), ma questa prima esperienza me la vorrei giocare così.

Certo, se ci fosse l'opportunità di pubblicare con una big probabilmente rivedrei i miei piani (ogni riferimento a infiltrati di editori big non è casuale, potete scrivermi tranquillamente e propormi i vostri generosi anticipi...).

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18 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Ho come l'impressione, Wanderer, che l'anti-sistema oggi sia un'altra cosa. È diverso perché il mondo è diverso. Usa canali tutt'altro che underground ed è un desiderio diffuso ma ancora troppo informe, che però esploderà, secondo me – ovvero, sono d'accordo con te, anche se non sulla forma che avrà. I nemici da battere sono molteplici: non c'è soltanto il Capitalismo, ci sono anche l'individualismo, l'ego e il comfort. 


In questi tempi, direi che l'unico anti-sistema che si veda in giro è la natura, pur nelle sue manifestazioni virulente... e direi che, nel bene e nel male, quei nemici di cui parli li sta mettendo seriamente in discussione. Forse dovremmo imparare una lezione da tutto ciò, che non sia soltanto di trovare un vaccino ;) 

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31 minuti fa, EnzoRossi ha scritto:

ogni riferimento a infiltrati di editori big non è casuale, potete scrivermi tranquillamente e propormi i vostri generosi anticipi...

 

Ecco, ne approfitto anch'io per parlare agli Infiltrati: non contattatemi, perché avete già mancato di rispondermi l'ultima volta, quando mi sono presentato in modo anonimo – che non è un'ossimoro, è la verità.

Se vi sentite sotto pressione, Infiltrati, rilassatevi. Non mi anonimezzerò più. :D

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10 ore fa, Wanderer ha scritto:


L'autore che pubblica in Self su Amazon avalla il capitalismo alla massima potenza, non è certo "anti-sistema" o alternativo al capitalismo, dato che fa guadagnare Amazon.
 

Io non ho detto il contrario.

 

@Andrea D'Angelo Concordo praticamente su tutto quello che hai scritto.

 

Forse non c'è bisogno di una rivoluzione, il sistema collasserà da sé prima o poi, è solo questione di tempo.

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12 ore fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Capisco.

Per questo dico “fuori da qui”. Una cosa è la proprietà del WD, un’altra è la pagina web di un privato.

 

Certamente, se hai voglia di farlo nessuno te lo impedisce. Questo, però, significa che dovrai essere pronto ad assumerti la responsabilità di una querela (o più di una). Anche un semplice profilo privato su un social o un blog personale possono riceverne. Non è l'essere un account pubblico o privato a determinare la possibilità di ricevere o meno una querela, quanto il diffondere su un mezzo ad ampia visibilità, come il web, notizie che il diretto interessato considera dannose per la propria immagine e reputazione. Poi, se ciò che tu dichiari è dimostrabile è un altro conto, ma purtroppo in tal caso sei costretto a farlo in tribunale a tue spese. :(

Per cui: iniziativa interessante e coraggiosa la tua, ma valuta bene se te la senti di rischiare, perché il rischio esiste, è reale e anche elevato. Diversamente non staremmo qui a discutere della famigerata lista degli editori "oscurati".

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5 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Per cui: iniziativa interessante e coraggiosa la tua, ma valuta bene se te la senti di rischiare, perché il rischio esiste, è reale e anche elevato. Diversamente non staremmo qui a discutere della famigerata lista degli editori "oscurati".

 

Interessante. "Scopro" che in Italia esiste ancora la censura del Ventennio in altra veste: legale, con la forza del potere economico.

 

Ciò detto: la querela deve avere un fondamento. Per cosa mi querelano, per dire questo è una casa editrice di media dimensione, con tot follower su Facebook, che ha pubblicato in data 2019 tot titoli? Perché io sto parlando di questo. Come ho specificato la mia intenzione non è giudicare, è stilare una lista completa delle CE a cui fare riferimento, in base a criteri oggettivi, non giudizi, pregiudizi o passate esperienze di altri autori che, magari, hanno il dente avvelenato.

 

Per cosa mi querelerebbero, per il fatto di esistere?

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7 ore fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Per cosa mi querelano, per dire questo è una casa editrice di media dimensione, con tot follower su Facebook, che ha pubblicato in data 2019 tot titoli? Perché io sto parlando di questo.

 

Ah no, certo, per questo no. Ho compreso male io evidentemente. Avevo capito che oltre a questi dati avresti aggiunto anche giudizi "di valore".

Riportare dati oggettivi non è un problema, è una sorta di "censimento". L'unico problema, qui sul WD, è che non si possono più citare quei nomi a prescindere.

Una lista in cui sono riportati solo dei parametri non creerebbe alcun problema, fuori dal forum. Io mi premuravo solo di avvisarti perché temevo che la logica fosse un'altra. (y)

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11 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

notizie che il diretto interessato considera dannose per la propria immagine

 

Aggiungo, scusa il doppio messaggio, dato che qui non si può modificare.

Inoltre, qui stiamo parlando di creare una lista delle medie perché le consideriamo virtuose. Sì? Quindi i presupposti sono di segno positivo. Non è una lista delle CE brutte e cattive — mi prudono le dita.

 

Inoltre, che vengano a prendermi in Spagna.

 

Questo è il Paese che abbiamo? A ragion veduta dopo 10 anni che vivo all'estero non ho alcuna voglia di tornare…

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