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Annabel

Autopubblicarsi senza rimpianti.

Post raccomandati

1 ora fa, Andrea D'Angelo ha scritto:
1 ora fa, Annabel ha scritto:

Wanderer ci possono essere tante motivazioni per non aspettare e aspettare... Conosco chi a settant'anni ha pubblicato il suo primo libro, chi invece lo ha fatto a cinquanta  e venticinque, ma chi ha esperienza di vita, sa che i sogni devono fare i conti con la realtà, e sa che attendere, lo si può fare per un tempo limite, poi basta. 

Io non aspetterei la vecchiaia a mandare manoscritti a destra e a sinistra. Poi, se tu vuoi tenerli nel cassetto per anni, penso sia legittimo, ma io non lo farei soltanto perché la grande onnipotenza CE non mi ha scelto. 

 

E su questo ti quoto in toto. D'accordissimo con te.

 

Mi associo!

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Secondo me ogni strada ha la sua ragion d'essere se è scelta con consapevolezza. Ci sono autori che si affacciano all'autoeditoria in modo dilettantistico, credendo che basti mettere insieme un file e chiamarlo romanzo per vendere. Ce ne sono altri che invece sanno che l'autoeditore è appunto una figura che deve possedere una mentalità imprenditoriale: buon prodotto, certo, ma anche strategia di vendita vincente. Sul rosa funziona molto bene e ci sono svariate autrici che si fanno un abbondante secndo stipendio su amazon.
Se però il self diventa un ripiego per la sfilza di rifiuti ricevuti (non devono per forza essere "giusti", ma è comunque un dato da tenere presente), be', allora è meglio fermarsi e magari investire in un editing professionale.

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@ophelia03

Da quello che hai scritto sin dall'inizio, mi ero fatto l'idea che tu avessi pubblicato in Self, e che ne avessi avuto una qualche esperienza positiva. Invece, vedo che hai pubblicato con un editore, nemmeno troppo microbo, e che non mi sembra così male. O forse ne hai ricevuto una qualche cattiva esperienza? 

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Adesso, Wanderer ha scritto:

@ophelia03

Da quello che hai scritto sin dall'inizio, mi ero fatto l'idea che tu avessi pubblicato in Self, e che ne avessi avuto una qualche esperienza positiva. Invece, vedo che hai pubblicato con un editore, nemmeno troppo microbo, e che non mi sembra così male. O forse ne hai ricevuto una qualche cattiva esperienza? 

Col mio editore mi trovo benissimo! <3 La pubblicazione però è avvenuta da pochi mesi, mi sa che i commenti a questo post, dei quali ovviamente non ricordavo, sono precedenti. 
Avevo pubblicato in self un altro romanzo, ma ho capito che non è una modalità che faceva per me. Tuttavia non la critico perché mai dire mai e perché, se scelta con consapevolezza, ha la sua ragion d'essere. Tutto sta, appunto, nello scegliere ciò che si ritaglia meglio sulle nostre esigenze. 
 

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5 minuti fa, ophelia03 ha scritto:

Col mio editore mi trovo benissimo! <3 La pubblicazione però è avvenuta da pochi mesi, mi sa che i commenti a questo post, dei quali ovviamente non ricordavo, sono precedenti. 
Avevo pubblicato in self un altro romanzo, ma ho capito che non è una modalità che faceva per me. Tuttavia non la critico perché mai dire mai e perché, se scelta con consapevolezza, ha la sua ragion d'essere. Tutto sta, appunto, nello scegliere ciò che si ritaglia meglio sulle nostre esigenze. 


Certamente, ma mi sembra che spesso prevalga un'idea secondo cui quello delle CE sia un girone infernale, mentre il mondo del Self sia rose e fiori... 
Forse il tuo caso rientra più in "pubblicare con una CE senza rimpianti" ;)

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1 minuto fa, Wanderer ha scritto:


Certamente, ma mi sembra che spesso prevalga un'idea secondo cui quello delle CE sia un girone infernale, mentre il mondo del Self sia rose e fiori... 
Forse il tuo caso rientra più in "pubblicare con una CE senza rimpianti" ;)

Torno sempre al concetto della consapevolezza, anche se forse è riduttivo. A volte, confrontandomi con aspiranti autori fuori da qui, capisco che molti non conoscono affatto l'editoria e i suoi meccanismi. Questo può portare a non selezionare bene e quindi a non scegliere bene - se si è scelti a nostra volta - con chi pubblicare. 

Inviare indiscriminatamente a tutti, senza sfogliare cataloghi, curiosare sui siti/social, acquistare qualche libro delle CE che ci interessano aumenta la possibilità di restare delusi. Non è detto che avvenga, ma è più facile.
Per quanto mi riguarda, conscissima dei miei limiti (sono la personificazione della sindrome dell'impostore), ho sempre scelto di inviare a CE che conoscevo piuttosto bene. 
Per il self credo sia lo stesso: va scelto, sapendo che si tratta di una strada autoimprenditoriale, dove non basta scrivere bene. Chi lo fa con tutti i crismi può ricavarne belle soddisfazioni.

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12 minuti fa, ophelia03 ha scritto:

A volte, confrontandomi con aspiranti autori fuori da qui, capisco che molti non conoscono affatto l'editoria e i suoi meccanismi. Questo può portare a non selezionare bene e quindi a non scegliere bene - se si è scelti a nostra volta - con chi pubblicare. 


Verissimo, ma purtroppo è una cosa che richiede tempo. Ultimamente sono portato a pensare l'autore dovrebbe selezionare l'editore (o massimo una rosa di tre-quatto) ancora prima di cominciare a scrivere l'opera, o comunque scrivere pensando sin dall'inizio alla naturale destinazione (anche commerciale) dell'opera. In fondo, è quello che fa l'agente. Se l'autore ha un buon bagaglio di conoscenze sul mondo editoriale, non ha bisogno né di pagare un agente né tantomeno un editor esterno. 

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6 ore fa, Wanderer ha scritto:

Io credo che uno dei problemi di molti autori è che non hanno una buona conoscenza del panorama editoriale. Questo li porta a inviare proposte in modo scriteriato, senza ottenere nulla, per poi sentirsi frustrati e "rifiutati", e ripiegare su soluzioni comode e rassicuranti, ma che finiscono per risultare limitanti. 

Una piccola casa editrice non dà fama, ma troppo spesso impegna l'autore senza risultati soddisfacenti. Credo che il self abbia un lato positivo: se va male, l'autore sarà il solo responsabile di un gioco, nulla di più. 

 

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@Annabel

Anche per esperienza personale, per me le piccole CE sono da evitare, con pochissime eccezioni, perché difficilmente promuovono seriamente un’opera, e difficilmente fanno crescere un autore. Sono un sostenitore dell’editoria media, che per qualche motivo che fatico a comprendere qui è quasi del tutto rimossa, determinando un baratro immane tra i gloriosi miraggi delle “big” (sogno di quasi ogni aspirante) e la cruda mediocrità delle piccole (realtà di quasi ogni aspirante).
 

Comunque, non credo che evitare la padella sia un motivo sufficiente per scegliere la brace... Ovvero, o si fa Self per bene (quindi molto meglio di come potrebbe si fare pubblicando con una piccola CE) o secondo me il gioco non vale la candela, prima di tutto come investimento di tempo, oltre che di denaro.  Anche perché, pur essendo un “gioco”, l’autore comunque si mette in gioco, ci mette la faccia, il nome, e ne può perdere in reputazione.
 

A parte questo, mi rendo conto solo adesso che poco sopra ho confuso terribilmente te e @ophelia03, e mi scuso con entrambe xD

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9 ore fa, Wanderer ha scritto:

Anche per esperienza personale, per me le piccole CE sono da evitare, con pochissime eccezioni, perché difficilmente promuovono seriamente un’opera,

Penso che non sia però una colpa della piccola editoria (mi riferisco sempre a quella che lavora bene e c'è, per la mia esperienza almeno c'è), ma di un sistema, anche distributivo, che penalizza fortemente tutto ciò che non è big.

Inoltre trovo che in generale, anche a livello tematico, si tenda ad andare abbastanza sul sicuro, per cui tutto ciò che esce un po' dalle storie che oggi sembrano più "piazzabili" pare destinato all'oblio.
Poi naturalmente ognuno scelga la formula che più gli si addice.
 

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10 ore fa, Wanderer ha scritto:

l’autore comunque si mette in gioco, ci mette la faccia, il nome, e ne può perdere in reputazione.

Perdere la "reputazione" perché? 

Ho tanti amici e conoscenti che hanno pubblicato con una piccola CE, vendono poco ma hanno una vita professionale e personale, più che soddisfacente. Non hanno perso la faccia per uno sfizio che si sono tolto

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@ophelia03 Dipende se la piccola ha l’ambizione di crescere oppure se ambisce soltanto a “tirare a campare”, e magari a guadagnare più con gli autori che con i lettori. Non dimentichiamo che molte note CE erano piccole e sono cresciute, e molte altre invece sono rimaste piccole e anonime. Per quanto riguarda la distribuzione, in teoria, anche la piccola ha la possibilità di accedere a quella rete. Sempre che voglia fare un investimento del genere. Poi c’è poco da fare: una CE è un’impresa, e se non ha un capitale, non andrà da nessuna parte. Il problema è che nell’epoca della stampa digitale e del POD molti si illudono di poter fare editoria dalla propria stanza, e con una S.r.l.s. da un euro di capitale. Purtroppo non è così. 

 

@Annabel Se la mettiamo su questo piano, allora per molti anche pubblicare con un EAP significa togliersi uno sfizio, e magari pubblicare il libro di poesie o il diario che hanno nel cassetto da trent'anni... Tuttavia, se poi provano a proporsi a un editore serio, non hanno alcuna “reputazione”. Chiaramente mi riferisco alla reputazione presso gli editori, non a quella in generale. Poi dipende: se quella persona nella vita fa tutt’altro, se scrive per amici e parenti, se non aspira ad affermarsi come autore, allora il problema non si pone.

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Il 12/10/2020 alle 18:33, Annabel ha scritto:

È da un poco che ci penso, sento troppo spesso il dispiacere di tanti aspiranti scrittori, che passano le giornate a inviare, cercare, controllare le mail e sperare ancora. Mi sono chiesta spesso in questi giorni: ma se il politico, il cantante di strada, il pittore, l'architetto, il mago... Trovano normale auto promuoversi, perché uno scrittore, magari anche bravo, deve sudare e sperare che un promotore lo noti? 

Uno che ha scritto un buon libro, magari, desidera semplicemente che un semplice lettore lo legga. 

 

La casa editrice serve a farsi promuovere e a fare curriclum. Inoltre non spendi un euro, che se vai di self non accade perché devi fare da solo. Poi se uno vuol semplicemente farsi leggere si pubblica l'abook su amazon e fine. Dipende da cosa vuoi raggiungere.

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Leggendo tante esperienze, ho capito che la probabilità di essere contattati da una vera CE è rarissima, meno rara è la possibilità di essere letti e apprezzati, investendo su se stessi. 

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21 ore fa, Wanderer ha scritto:

Anche per esperienza personale, per me le piccole CE sono da evitare, con pochissime eccezioni, perché difficilmente promuovono seriamente un’opera, e difficilmente fanno crescere un autore.

Mah, io invece nella sezione delle case editrici leggo molte esperienze positive, anche di crescita personale. Il che non per tutti equivale a fare il mega salto in libreria; basta uno scambio con persone appassionate e professionali, che forniscono spunti per un miglioramento duraturo. Io quella la chiamo crescita, a prescindere dal numero di copie. Pensa invece agli autori che si sono trovati malissimo con case editrici medio-grandi: poco rispetto, poca umanità, poca passione, pessima comunicazione ecc. 

Ovviamente non sto creando una contrapposizione "micro-buona"/"macro-cattiva"; spero si capisca cosa intendo dire.

 

21 ore fa, Wanderer ha scritto:

Ovvero, o si fa Self per bene (quindi molto meglio di come potrebbe si fare pubblicando con una piccola CE) o secondo me il gioco non vale la candela

Quoto questa frase, ma sostituisco al "molto meglio" un bel "quasi come" :D 

 

1 ora fa, Annabel ha scritto:

meno rara è la possibilità di essere letti e apprezzati, investendo su se stessi. 

Quello che penso anch'io.

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25 minuti fa, *Antares* ha scritto:

Mah, io invece nella sezione delle case editrici leggo molte esperienze positive, anche di crescita personale. Il che non per tutti equivale a fare il mega salto in libreria; basta uno scambio con persone appassionate e professionali, che forniscono spunti per un miglioramento duraturo. Io quella la chiamo crescita, a prescindere dal numero di copie. Pensa invece agli autori che si sono trovati malissimo con case editrici medio-grandi: poco rispetto, poca umanità, poca passione, pessima comunicazione ecc. 


Forse leggiamo un forum diverso... :D
Io leggo fin troppo spesso lamentele di scarsa promozione, scarsa distribuzione, autori abbandonati a sé stessi, con piccole CE. 
Di testimonianze negative con CE grosse ne ho lette molto poche, anche perché molto pochi sono gli esordienti che qui ne possono parlare. 
Di testimonianze negative con CE medie - anzi di testimonianze in generale - non ne ho quasi lette, perché non vengono quasi contemplate. 
 

Quota

Quoto questa frase, ma sostituisco al "molto meglio" un bel "quasi come"  


Mah... secondo me, una buona metà di piccole CE realizza prodotti più scadenti di quanto potrebbe fare un autore medio in Self con i propri mezzi. Basti pensare alla scelta della carta, che spesso con le piccole CE è molto scadente. Se pubblichi in Self, almeno, puoi scegliere i materiali. 

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Il 17/10/2020 alle 09:59, dyskolos ha scritto:

 

Nemmeno io. Penso che farlo sia troppo rischioso perché espone a delusioni gravi. Per me, prima viene la buona scrittura e solo dopo la pubblicazione, infatti ho il PC pieno di cose che non ho mai pubblicato ^^ e non ne ho intenzione per il futuro. Ogni scrittore dovrebbe avere l'obiettivo di scrivere bene in modo da emozionare il lettore, invogliarlo a proseguire pagina dopo pagina e trasmettergli qualcosa. È difficile, certo, ma secondo me quello dovrebbe essere il fine ultimo, anche perché scrivere bene è conseguenza del pensare bene: e, in un certo senso, "forza" a pensare con più efficacia, cosa utile per il resto della vita.

 

Io sono d'accordo con ciò che dici in merito a quanto si dovrebbe fare nello scrivere. Solo che per me "scrivere bene in modo da emozionare il lettore ecc.." non è il fine, non è l'obiettivo. E' il mezzo per raggiungere l'obiettivo. Che è sempre il riconoscimento delle tue capacità da parte del maggior numero possibile di persone. 

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13 ore fa, Wanderer ha scritto:

Basti pensare alla scelta della carta, che spesso con le piccole CE è molto scadente. Se pubblichi in Self, almeno, puoi scegliere i materiali.

Vero che spesso le piccole CE offrono prodotti scadenti anche dal punto di vista del materiale, ma spesso l'errore non sta nel prendere materiali scadenti di per sé, ma nello sceglierli a caso, senza cognizione di causa. A volte capita, per esempio, di sfogliare volumi che hanno sì una carta di pregio, ma che sarebbe adatta a una copertina rigida rilegata in filorefe, non a una copertina in brossura fresata, incollata. Insomma, il più delle volte il libro sembra amatoriale perché non progettato; ne consegue che a colpo d'occhio risulta disomogeneo, nonostante magari la spesa per delle carte sì migliori rispetto la media di quelle che si trovano in libreria, ma che non c'entrano nulla con il progetto grafico globale (spesso proprio perché il progetto grafico non esiste a priori).

 

Se pubblichi in Self, invece, comunque non è detto che tu possa scegliere i materiali, specie se ti appoggi a qualche piattaforma POD, che avrà dei materiali di default. Per esempio, Amazon non ti fa scegliere niente: o è così, o è così. La carta è una sola, pessima; al massimo puoi scegliere se averla "bianca pugno in un occhio" o "un po' meno bianca" :facepalm: La copertina è una brossura standard, senza possibilità di progettare delle alette. Il cartonato non lo fanno, la sovraccoperta men che meno, la rilegatura è semplice colla, senza alcun tipo di cuciture.

Quindi, anche per il Self, dipende. Non è detto che si possa scegliere. Nel caso in cui si possa, invece, se non si vuole richiedere a un professionista un progetto grafico completo, c'è da stare attenti al rischio di creare un prodotto disomogeneo, che risulterà una schifezza anche se si sono utilizzati materiali di pregio ;)

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36 minuti fa, mutantboy ha scritto:

 

Io sono d'accordo con ciò che dici in merito a quanto si dovrebbe fare nello scrivere. Solo che per me "scrivere bene in modo da emozionare il lettore ecc.." non è il fine, non è l'obiettivo. E' il mezzo per raggiungere l'obiettivo. Che è sempre il riconoscimento delle tue capacità da parte del maggior numero possibile di persone. 

 

In realtà diciamo la stessa cosa, nel senso che per me il lettore è più incline a riconoscere le tue capacità se lo sai emozionare e se gli trasmetti un tema che va oltre la singola storia.

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14 ore fa, Wanderer ha scritto:

Forse leggiamo un forum diverso... :D

In effetti per avere dati statistici dovremmo metterci a contare i vari topic e dividerli tra positivi/negativi/così così :D 

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14 ore fa, Wanderer ha scritto:

Io leggo fin troppo spesso lamentele di scarsa promozione, scarsa distribuzione, autori abbandonati a sé stessi, con piccole CE. 
Di testimonianze negative con CE grosse ne ho lette molto poche, anche perché molto pochi sono gli esordienti che qui ne possono parlare. 
Di testimonianze negative con CE medie - anzi di testimonianze in generale - non ne ho quasi lette, perché non vengono quasi contemplate. 

 

Quanto dici, e non è la prima volta, corrisponde alla mia doppia esperienza.

Il che mi porta a pensare alla categorizzazione che esiste in questo forum e considerarla di ben poco aiuto. (https://www.writersdream.org/forum/forums/forum/15-case-editrici/)

La vera lista, quella delle "Free", è un'accozzaglia infinita. Non ci si capisce nulla. (Quella "a pagamento" o "a doppio binario" andrebbero tolte dalla sezione.)

 

Sono convinto la cosa migliore che possa capitare a un autore sia una CE media, perché una media ci tiene a investire bene, a fare un percorso con l'autore e le competenze professionali sono alte, tanto quanto nelle grandi CE, e hanno quasi sempre un'ottima distribuzione e penetrazione del mercato. Salendo o scendendo nella gerarchia, qualcosa si degrada.

 

Allora, propongo, perché non creare una lista delle CE medie e stabilire che quelle sono la vera meta di chi pensa alla scrittura seriamente?

Perché non mettiamo i puntini sulle "i", proprio grazie alle testimonianze? E indichiamo non l'unico cammino, ma il migliore? Con chiarezza, in modo netto e inequivocabile?

 

Sarebbe molto più utile per tutti avere una lista onnicomprensiva delle CE medie. Non la considero una cosa impossibile, perché quelle che crescono come i funghi sono le piccole, le grandi si conoscono e le medie non sono tantissime. Si potrebbero elencare e perfino catalogare per temi, di modo che chiunque scriva sappia anche a chi indirizzarsi¡ (filtrare l'incuria investigativa degli autori sarebbe anche un servizio gratuito per le CE).

 

Così la facciamo finita con 'sta discussione sulle CE che a me pare un vicolo cieco. È evidente che non sono tutte uguali. È evidente che puntare a certe è chimera, puntare ad altre non si capisce il beneficio…

Facciamo qualcosa di utile per tutti, invece di parlarci addosso? :) 

 

Qui non si può fare? Allora montiamo una web indipendente fuori da qui e la facciamo finita. ;) 

 

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35 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Allora, propongo, perché non creare una lista delle CE medie […]?

 

36 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Facciamo qualcosa di utile per tutti, invece di parlarci addosso? :) 

 

Ti appoggio in pieno! :)

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Autopubblicarsi è una sfida e si è liberi di fare quello che si vuole col proprio libro, oltre ad avere i diritti sul testo, (es: scelta del prezzo, modifiche del testo quindi edizioni diverse, scelta sulle modalità di pubblicazione e di marketing, ecc...). Invece se si pubblica con una ce si firma un contratto e i diritti del libro vanno all'editore oltre a essere vincolati per almeno cinque anni. Inoltre, se un libro vende poco, in self non cambia niente all'autore se si vuole proporre a una ce, mentre se è sotto contratto invece sì perché si è "bruciato" e difficilmente avrà nuove chance con altri editori. (Ovviamente questa è la mia opinione). 

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5 minuti fa, meryj ha scritto:

Invece se si pubblica con una ce si firma un contratto e i diritti del libro vanno all'editore oltre a essere vincolati per almeno cinque anni. Inoltre, se un libro vende poco, in self non cambia niente all'autore se si vuole proporre a una ce, mentre se è sotto contratto invece sì perché si è "bruciato" e difficilmente avrà nuove chance con altri editori. (Ovviamente questa è la mia opinione). 

 

È anche la mia :)

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7 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

 

Sono convinto la cosa migliore che possa capitare a un autore sia una CE media, perché una media ci tiene a investire bene, a fare un percorso con l'autore e le competenze professionali sono alte, tanto quanto nelle grandi CE, e hanno quasi sempre un'ottima distribuzione e penetrazione del mercato. Salendo o scendendo nella gerarchia, qualcosa si degrada.

[...]

Così la facciamo finita con 'sta discussione sulle CE che a me pare un vicolo cieco. È evidente che non sono tutte uguali. È evidente che puntare a certe è chimera, puntare ad altre non si capisce il beneficio…

 


Inutile dire che sono d'accordo con te... purtroppo è vero, la categoria "free" del forum risulta sempre meno categorizzante, anche perché ci sono sempre più CE indecenti che si spacciano per "free" proprio per abbindolare il malcapitato di turno. Per il resto, il requisito "free" è la minima condizione necessaria per essere considerati quantomeno un editore, ma non è comunque condizione sufficiente per essere un buon editore. 

In generale, per me i parametri da tenere in considerazione sono questi:

1. Vedere se quell'editore partecipa - se non al Salone del libro di Torino - perlomeno ai festival della piccola e media editoria ("Più libri più liberi", "Buk Festival", ecc.). Basta fare un giro nei siti web, per vedere quali sono gli editori partecipanti, anche delle passate edizioni. In molti di questi festival, gli editori a pagamento o quelli meno qualificati non sono nemmeno ammessi. 
2. Vedere se quell'editore ha un buon distributore (specie Messaggerie). In mancanza del quale, salvo rarissimi casi, l'editore è come se non esistesse.
3.* Vedere se quell'editore ha almeno 4.000- 5.000 followers sui social. Può piacere o meno, ma è un indicatore oggettivo del "potere mediatico" dell'editore, e quindi anche della capacità che avrà di promuovere il libro online. 
4.* Vedere se ha una voce Wikipedia. Anche questo è un parametro oggettivo, perché per essere su Wikipedia l'editore deve ottenere un riconoscimento pubblico (per gli autori che pubblica, per il numero di titoli, e altro). Credo che non esista un singolo editore a pagamento che abbia una voce Wikipedia.

* L'assenza di questi ultimi due punti può essere comprensibile per un editore che esiste da pochi anni. 


Per quanto riguarda l'editoria media, io avevo aperto una discussione, per cercare almeno di circoscrivere il settore, ma non ha avuto molto successo xD

 

58 minuti fa, Miss Ribston ha scritto:

Vero che spesso le piccole CE offrono prodotti scadenti anche dal punto di vista del materiale, ma spesso l'errore non sta nel prendere materiali scadenti di per sé, ma nello sceglierli a caso, senza cognizione di causa.


Vero... A volte, ad esempio, per evitare la carta "color fotocopie", ne ho vista usare una giallina "color Titti" che forse è persino peggio. Comunque, quello che accomuna la (maggior parte della) piccola editoria e gran parte del Self è proprio l'improvvisazione, la mancanza di un progetto coerente, quindi a volte la scelta è davvero una scelta tra la padella e la brace. 

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16 minuti fa, meryj ha scritto:

Inoltre, se un libro vende poco, in self non cambia niente all'autore se si vuole proporre a una ce, mentre se è sotto contratto invece sì perché si è "bruciato" e difficilmente avrà nuove chance con altri editori. (Ovviamente questa è la mia opinione). 


Purtroppo non è esattamente così... Anche con il Self ci si "brucia", come dimostra il fatto che la maggior parte delle case editrici non vogliono saperne nulla di pubblicare opere pubblicate in Self, specialmente se l'opera ha venduto poco (solo nella rara ipotesi in cui ha venduto moltissimo la possono prendere in considerazione...). Inoltre, se l'opera pubblicata in Self costituisce uno "scheletro nell'armadio", si brucia anche l'autore, a prescindere dall'opera. Viceversa, se pubblichi con un buon editore, anche se l'opera non è stata un gran successo commerciale, non sei troppo penalizzato con altri editori. 

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I grandi editori li conoscono tutti. Già sui medi si potrebbe stare a discutere per capire chi sono e i medio piccoli allora? Mi potete fornire qualche esempio e qualche nome per capire di cosa e di chi stiamo parlando? Sempre se si può...

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42 minuti fa, Wanderer ha scritto:

In generale, per me i parametri da tenere in considerazione sono questi:

1. Vedere se quell'editore partecipa - se non al Salone del libro di Torino - perlomeno ai festival della piccola e media editoria ("Più libri più liberi", "Buk Festival", ecc.). Basta fare un giro nei siti web, per vedere quali sono gli editori partecipanti, anche delle passate edizioni. In molti di questi festival, gli editori a pagamento o quelli meno qualificati non sono nemmeno ammessi. 
2. Vedere se quell'editore ha un buon distributore (specie Messaggerie). In mancanza del quale, salvo rarissimi casi, l'editore è come se non esistesse.
3.* Vedere se quell'editore ha almeno 4.000- 5.000 followers sui social. Può piacere o meno, ma è un indicatore oggettivo del "potere mediatico" dell'editore, e quindi anche della capacità che avrà di promuovere il libro online. 
4.* Vedere se ha una voce Wikipedia. Anche questo è un parametro oggettivo, perché per essere su Wikipedia l'editore deve ottenere un riconoscimento pubblico (per gli autori che pubblica, per il numero di titoli, e altro). Credo che non esista un singolo editore a pagamento che abbia una voce Wikipedia.

 

Si potrebbe aprire, forse, un topic anche qui sul forum, selezionando i nomi delle CE solo dalla lista FREE, magari, proviamo a spostare questa richiesta, se condivisa, in questo topic:

 

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42 minuti fa, Ratalos ha scritto:

I grandi editori li conoscono tutti. Già sui medi si potrebbe stare a discutere per capire chi sono e i medio piccoli allora? Mi potete fornire qualche esempio e qualche nome per capire di cosa e di chi stiamo parlando? Sempre se si può...


Innanzitutto, se ne è parlato un po' qui.

Te ne elenco qualcuna, giusto le prime che mi vengono in mente:

 

Elliot
Marcos y Marcos
Minimum fax
Nottetempo
*Editato dallo staff*
Piano B Edizioni
La Nuova Frontiera
Terre di Mezzo
Il Saggiatore
Edizioni Sonda
Edizioni Spartaco
Edizioni Codice
Quodlibet
Fernandel
Giulio Perrone
Passigli
Aliberti
Mattioli 1885
Arkadia Editore
Mesogea
Miraggi 
SUR

Per il resto, basta fare un giro da queste parti.

@TuSìCheVale : sposo la tua proposta... 

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