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Ospite Njagan

Usare nomi di personaggi reali in un romanzo

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Il 6/10/2020 alle 21:20, Riccardo Zanello ha scritto:

Non so come se ne possa uscire, di certo però (e lo dico per altri che potrebbero incappare in questo problema) le biografie non autorizzate non dovrebbero essere pubblicate...

e perchè? qual è la norma che lo vieta?

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23 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

Se non ricordo male, nella discussione avevi detto che esisteva una sorella anziana, si tratta di lei?

Ricordo che ti suggerii di contattarla per scrupolo. :(

 

 

 

 

La questione è abbastanza articolata, perché si tratta di Diritti della Personalità.

Nello specifico, credo che in questo caso si parli di diritto all'immagine e alla riservatezza, che non riguarda solo la pubblicazione di foto (immagine in senso stretto), ma anche di notizie su una detrminata persona e la sua vita. Il diritto di cronaca può limitare il diritto all'immagine e alla riservatezza, ma se parliamo di fini di lucro (come può essere la vendita di un romanzo, gadget, ecc...), il diretto interessato può avere la meglio. Come anche i suoi aventi causa e eredi diretti nel caso in cui questi sia defunto.

Bisognerebbe capire cosa è scritto esattamente nel romanzo. Se ciò che è scritto va a ledere l'immagine e l'onorabilità della persona in questione (e della famiglia) o meno. E anche fino a che punto la parte romanzata sia distinguibile da quella reale.

Se parliamo di un personaggio pubblico e noto alle cronache (non per forza nere), ciò che è già stato scritto sui giornali è noto a tutti e di pubblico dominio, per cui non dovrebbe essere oggetto della controversia.

Poi, trattandosi di una biografia, è chiaro che il mercato è pieno di biografie non autorizzate di personaggi dello spettacolo, i quali, però, spesso denunciano gli scrittori o giornalisti a ragion veduta. il diretto interessato ha tutto il diritto di raccontare e far conoscere di sé ciò che vuole e di non rendere noto ciò che non desidera far sapere (vedi il caso del cimitero degli aborti).

Come già scritto da @L'antipatico (ho rimosso il post duplicato), chiedo a @Avv.Lenti di intervenire. Magari si è occupata direttamente di situazioni analoghe. :)

ElleryQ, io sono un avvocato bechè non eserciti la professione, non più. Si ho cercato di contattare la signora, la risposta è stata che non voleva parlarne, ma non ha detto esplicitamente che non voleva scrivessi il libro, quindi mi sarei aspettata che il suo avvocato mi fermasse prima....a meno che la diffida non tenda ad altro di molto diverso dall'affetto per la sua congiunta deceduta.

Poi la questione l'ho studiata parecchio, loro si attaccano al diritto all'oblio ma nel caso di specie la cassazione sez unite in una sentenza dell'anno scorso specificava anche che la rievocazione storica (il mio caso) può superare il diritto all'oblio laddove la stessa possa rivestire ancora attualità e interesse sociale, quindi direi che raccontare la storia del primo uomo che decise di diventare una donna e del suo calvario personale e giudiziario fino alla vittoria, sia in questo preciso momento storico di grande interesse; basti vedere quanto risalto si stia dando proprio in questi giorni alla transessualità e alla disforia di genere. Tutto ciò che ho scritto, a parte qualche pagina romanzata, è una storia che tutti i quotidiani nazionali hanno raccontato e che sono ancora in rete. negli ambienti LGBTQ la storia di questa donna è conosciutissima, mai in nessun rigo del libro c'è un'offesa alla persona e al suo nome, anzi è un libro che veramente vuole tributare il coraggio e la forza di questa donna. E poi? vista la quantità di notizie in rete, l'erede solo ora si accorge di aver bisogno del diritto all'oblio?

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1 ora fa, lubia ha scritto:

Poi la questione l'ho studiata parecchio, loro si attaccano al diritto all'oblio ma nel caso di specie la cassazione sez unite in una sentenza dell'anno scorso specificava anche che la rievocazione storica (il mio caso) può superare il diritto all'oblio laddove la stessa possa rivestire ancora attualità e interesse sociale, quindi direi che raccontare la storia del primo uomo che decise di diventare una donna e del suo calvario personale e giudiziario fino alla vittoria, sia in questo preciso momento storico di grande interesse; basti vedere quanto risalto si stia dando proprio in questi giorni alla transessualità e alla disforia di genere. Tutto ciò che ho scritto, a parte qualche pagina romanzata, è una storia che tutti i quotidiani nazionali hanno raccontato e che sono ancora in rete. negli ambienti LGBTQ la storia di questa donna è conosciutissima, mai in nessun rigo del libro c'è un'offesa alla persona e al suo nome, anzi è un libro che veramente vuole tributare il coraggio e la forza di questa donna

 

Sinceramente, con queste premesse non vedo davvero come la signora in questione e il suo avvocato possano pretendere di bloccare la pubblicazione di una biografia. Credo anche di intuire quale sia il "diritto all'oblio" che vorrebbero imporre, e non è certo un diritto afferente alla donna protagonista del libro...

P.S. Per chi non ne fosse a conoscenza, le sentenze della Corte di Cassazione a sezioni unite fanno giurisprudenza.

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L'unico modo per poter parlare di qualcuno è avere il suo permesso scritto, così poi scrivete "Antonio Grimaldi ha approvato l'opera" sulla prima pagina e conservate il permesso scritto.

 

Qualsiasi altro metodo porta a una possibile azione contro di voi.

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Il 8/10/2020 alle 19:19, Edmund Duke ha scritto:

L'unico modo per poter parlare di qualcuno è avere il suo permesso scritto, così poi scrivete "Antonio Grimaldi ha approvato l'opera" sulla prima pagina e conservate il permesso scritto.

 

Qualsiasi altro metodo porta a una possibile azione contro di voi.

Io non ho ancora trovato la norma di riferimento rispetto a ciò che tu affermi. La protagonista del mio libro è deceduta nel 1981 e non ritengo davvero fosse necessario avere il consenso scritto di un'erede. Però se mi dai il riferimento normativo sarò ben contenta di leggerlo :-)

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43 minuti fa, Edmund Duke ha scritto:

Non è necessario, però ti sei presa una diffida.

si però è tutto da vedere se le loro ragioni sono fondate. Per me no, altrimenti avrebbero dovuto preoccuparsi molto prima del mio libro delle notizie che giravano in rete sulla loro congiunta, non credi?

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Il 12/10/2020 alle 08:51, lubia ha scritto:

Io non ho ancora trovato la norma di riferimento rispetto a ciò che tu affermi.

 

In realtà non è una norma specifica, ma come spiegavo prima una serie di norme afferenti ai Diritto della Personalità.

 

Il 8/10/2020 alle 15:54, lubia ha scritto:

loro si attaccano al diritto all'oblio ma nel caso di specie la cassazione sez unite in una sentenza dell'anno scorso specificava anche che la rievocazione storica (il mio caso) può superare il diritto all'oblio laddove la stessa possa rivestire ancora attualità e interesse sociale, quindi direi che raccontare la storia del primo uomo che decise di diventare una donna e del suo calvario personale e giudiziario fino alla vittoria, sia in questo preciso momento storico di grande interesse;

 

E già questo dovrebbe essere sufficiente nel caso in cui l'erede dovesse decidere di procedere in tribunale, ma credo che una risposta del tuo legale, in cui viene fatto riferimento alla sentenza, dovrebbe farla desistere. Il caso di cui parli sembra a tutti gli effetti di rilevanza storica in Italia (o almeno, mi sembra di aver capito che parliamo dell'Italia). Così come il diritto alla tutela del nome e dell'immagine vengono meno dinanzi a quello di cronaca, la stessa cosa vale per il diritto all'oblio e le questioni di rilevanza storica e sociale.

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Finalmente riesco ad avere un po' d tempo per postare. Come è stato giustamente fatto notare, è pieno di bio non autorizzate (specifica che è meglio indicare inequivocabilmente). Chiaramente devono avere per oggetto persone famose, non Pinchipallini qualunque. Il problema di tali biografie è triplice: da un lato, come altresì è stato giustamente detto, eventuali dichiarazioni diffamatorie; dall'altro l'eventuale violazione di diritto d'autore di terzi e dall'altro ancora  lle questioni di privacy.

Il paletti del primo profilo sono abbastanza intuitivi (e contrariamente alla vulgata, la verità non è requisito sufficiente a escludere la diffamazione).

Per quanto riguarda la violazione di diritti d'autore di terzi, può accadere ad es,, perché si copia bellamente da un altro testo, oppure perché si viola il diritto di inedito altrui (è successo con una bio non autorizzata su Salinger, in quanto il biografo sfruttò carte erano parte di collezioni d'archivio aperte al pubblico, ma questo ovviamente non gli dava alcun diritto di pubblicarne stralci).

Per l'ultimo problema bisogna tenere presente l‘essenzialità dell’informazione fornita.  In particolare, all’art 137 del Codice privacy si, statuisce che “In caso di diffusione o di comunicazione dei dati per le finalità giornalistiche a altre manifestazioni del pensiero, restano fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all’articolo 2 (e cioè i diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personal)  e, in particolare, quello dell’essenzialità 

dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico”. Inoltre il Codice stabilisce che “Possono essere trattati i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso i loro comportamenti in pubblico”.

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5 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Finalmente riesco ad avere un po' d tempo per postare. Come è stato giustamente fatto notare, è pieno di bio non autorizzate (specifica che è meglio indicare inequivocabilmente). Chiaramente devono avere per oggetto persone famose, non Pinchipallini qualunque. Il problema di tali biografie è triplice: da un lato, come altresì è stato giustamente detto, eventuali dichiarazioni diffamatorie; dall'altro l'eventuale violazione di diritto d'autore di terzi e dall'altro ancora  lle questioni di privacy.

Il paletti del primo profilo sono abbastanza intuitivi (e contrariamente alla vulgata, la verità non è requisito sufficiente a escludere la diffamazione).

Per quanto riguarda la violazione di diritti d'autore di terzi, può accadere ad es,, perché si copia bellamente da un altro testo, oppure perché si viola il diritto di inedito altrui (è successo con una bio non autorizzata su Salinger, in quanto il biografo sfruttò carte erano parte di collezioni d'archivio aperte al pubblico, ma questo ovviamente non gli dava alcun diritto di pubblicarne stralci).

Per l'ultimo problema bisogna tenere presente l‘essenzialità dell’informazione fornita.  In particolare, all’art 137 del Codice privacy si, statuisce che “In caso di diffusione o di comunicazione dei dati per le finalità giornalistiche a altre manifestazioni del pensiero, restano fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all’articolo 2 (e cioè i diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personal)  e, in particolare, quello dell’essenzialità 

dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico”. Inoltre il Codice stabilisce che “Possono essere trattati i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso i loro comportamenti in pubblico”.

ciao, sono nuova, ma la discussione mi interessa particolarmente perchè stò scrivendo una biografia autorizzata, ma nella quale vengono citati parecchi personaggi che, se li cerchiamo in rete, li troviamo senza alcun problema. Mi chiedevo, ma Saviano che cita tantissimi personaggi, richiede a tutti la delibera? E in tal caso anch'io dovrei chiedere tale delibera a queste persone? E se scrivo il nome di un personaggio che ha avuto a che fare con la giustizia ed è stato condannato riportando solo fatti conosciuti solo dalla persona che mi ha autorizzato la biografia, avrò dei problemi?

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Non leggo Saviano e quindi non ho idea del tipo di citazioni, ma citare i nomi di persone note non dà di per sé problemi, è il contesto in cui si citano che conta. Se Lei cita per es. un cantante famoso perché qualcuno è andato a un suo concerto è un conto, se lo cita sostenendo che stava facendo qualcosa di illegale, a meno che Lei non sia in grado di provare che era vero e che la notizia è di interesse pubblico, una querela non gliela leva nessuno.

Questo risponde peraltro anche alla Sua ultima domanda.

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