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Ospite Njagan

Usare nomi di personaggi reali in un romanzo

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Mi scuso per l'errore di prima "si offende in maniera molto pesante gli abitanti di una certa parte d'italia."

 

:D

 

I racconti funzionano,in effetti,perche' si nominamo certe cose..forse sarebbero carini lo stesso ma meno efficaci.

 

Mi viene in mente Celentano con il palazzo della mafia a Napoli!

 

Immagina Hound di Lovecraft dove al posto del cane c'è un Piemontese zombie(non ho nulla contro il piemonte..giusto per esempio)

con i gianduiotti che colano dalle mani..e comunque i piemontesi e in genere il nord italia sono molto sicuri di se,con continui riscontri che sono bravi in tanti settori.

Invece certe zone del sud,appena tocchi certe cose,s'arrabbiano moltissimo..per esempio i pugliesi con il mare uguale alle maldive(non parlo comunque dei pugliesi!)

ovviamente ci credono solo loro..

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40 minuti fa, let it shine ha scritto:

Immagina Hound di Lovecraft dove al posto del cane c'è un Piemontese zombie(non ho nulla contro il piemonte..giusto per esempio)

con i gianduiotti che colano dalle mani..e comunque i piemontesi e in genere il nord italia sono molto sicuri di se,con continui riscontri che sono bravi in tanti settori.

Invece certe zone del sud,appena tocchi certe cose,s'arrabbiano moltissimo..

 

Ovviamente, se si tratta di racconti ironici, con sdrammatizzazioni dei prindipali difetti regionali, non ci trovo nulla di male. Ogni popolazione conosce i propri pregi e difetti e ci scherza su, fatta eccezione di qualche singolo particolarmente permaloso. :D

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5 ore fa, let it shine ha scritto:

Immagina Hound di Lovecraft dove al posto del cane c'è un Piemontese zombie(non ho nulla contro il piemonte..giusto per esempio)

con i gianduiotti che colano dalle mani..

Questa è bellissima :rotol: Fossi in te ci farei un pensierino, su una storia del genere.

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Antares eheheh!

Grazie!

21 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

Ovviamente, se si tratta di racconti ironici, con sdrammatizzazioni dei prindipali difetti regionali, non ci trovo nulla di male. Ogni popolazione conosce i propri pregi e difetti e ci scherza su, fatta eccezione di qualche singolo particolarmente permaloso. :D

E' sicuramente ironico ma si nota l'acredine.

Grazie per avermi risposto..

Un saluto,gentilissimo. :)

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Salve a tutti,

Ho letto quasi tutta la discussione.

E credo sia simile ad un problema che abbiamo con l'autrice a cui faccio da beta.

Espongo il nostro dubbio:

Racconto fantasy paranormale (cioè con creature sovrannaturali tipo vampiri, licantropi, streghe, ecc) che però va a prendere un cognome (famoso nella storia italiana per periodi storici da impero romano a rinascimento e che è vivo fino al giorno d'oggi) inserendo sia fatti storici, che fatti inventati, senza causare danno a questo cognome tipo se inserisco Michele Cesare(nome inventato), discendente di Giulio Cesare (nome storico reale), i veri discendenti con "cognome" Cesare, possono querelare qualcosa di totalmente inventato anche se riprende fatti storici, ed è ambientato ai giorni nostri in un fantasy paranormale?

Grazie per l'opportunità di poter esporre il problema.

Vally.

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Ciao @Vallylapigna , se si tratta di un personaggio reale la cui esistenza affonda nella notte dei tempi, sarà prossoché impossibile risalire alla reale discendenza attuale.

Per rifarmi al tuo stesso esempio, non basta avere come cognome Cesare per attestare l'appartenenza alla stessa casata dell'imperatore. La reale dinastia si sarà ormai confusa tra la congerie di individui nei secoli.

Né credo che i discendenti di Lincoln (figura un po' più recente di Giulio Cesare) abbiano mai fatto casusa a Seth Grahame-Smith per aver narrato di un presidente (ancora non tale nel romanzo) cacciatore di vampiri. :D

Insomma, tutto dipende anche da cosa fa il tuo personaggio: se una discendenza dovesse ancora esistere potrebbe risentirsi solo se infanghi in maniera pesante ed evidente il nome del suo avo.

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3 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Ciao @Vallylapigna , se si tratta di un personaggio reale la cui esistenza affonda nella notte dei tempi, sarà prossoché impossibile risalire alla reale discendenza attuale.

Per rifarmi al tuo stesso esempio, non basta avere come cognome Cesare per attestare l'appartenenza alla stessa casata dell'imperatore. La reale dinastia si sarà ormai confusa tra la congerie di individui nei secoli.

Né credo che i discendenti di Lincoln (figura un po' più recente di Giulio Cesare) abbiano mai fatto casusa a Seth Grahame-Smith per aver narrato di un presidente (ancora non tale nel romanzo) cacciatore di vampiri. :D

Insomma, tutto dipende anche da cosa fa il tuo personaggio: se una discendenza dovesse ancora esistere potrebbe risentirsi solo se infanghi in maniera pesante ed evidente il nome del suo avo.

Ti ringrazio della risposta immediata.

Nella storia non c'è un infangamento del cognome, anzi è uno dei protagonisti principali, ricordando che è un adult fantasy paranormal m/m(=con scene erotiche gay), quindi a mio parere non dovrebbero sentirsi offesi (sempre non siano omofobi).

Per prudenza, io ho suggerito alla mia amica/autrice, di aggiungere una lettera al cognome iniziale (Come se da Cesare passassimo a Cesarea, o dal tuo esempio Lincoln a Lincolns), come se fosse comunque un ramo della familia (dal termine latino, che è diverso dal nostro "famiglia" attuale), ma che si fosse (concedimi il termine) "sporcato" nei secoli e nel tempo con quella lettera in più. 

Credo, così, sarebbe meglio: per non incombere in inutili cause che non porterebbero a nulla di fatto.

Grazie ancora della velocissima risposta.

Vally ❤

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19 ore fa, Vallylapigna ha scritto:

Credo, così, sarebbe meglio: per non incombere in inutili cause che non porterebbero a nulla di fatto.

 

Sì, certo. Con una piccola variante del nome, o addirittura con una similitudine o assonanza, la tua amica sarebbe anche più tranquilla circa eventuali risentimenti familiari. (y)

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14 ore fa, ElleryQ ha scritto:

 

Sì, certo. Con una piccola variante del nome, o addirittura con una similitudine o assonanza, la tua amica sarebbe anche più tranquilla circa eventuali risentimenti familiari. (y)

Grazie ancora ❤

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Salve io mi sono accorto che il personaggio di una mia storia somiglia fisicamente a una persona che conosco e ha anche un suo aspetto comportamentale (che non mi sento di riportare, ma e' comunque molto comune tant'e' che appartiene anche a me). Ma queste somiglianze sono del tutto involontarie, pensavo a tutt' altro mentre creavo il personaggio (come ho detto, a delle mie caratteristiche personali, all'aspetto fisico di un'attrice che mi piace). Il problema è che pubblicamente ho dichiarato che per quella storia mi sono ispirato allo stato d' animo vissuto in una particolare occasione, e quella persona ne è in qualche modo coinvolta. Ora temo che se leggesse la mia storia possa pensare che abbia basato il personaggio su di lei e che ci possano essere ripercussioni legali. Esagero con le mie preoccupazioni? A parte la descrizione fisica (ispirata in realtà a un'attrice) e quell'aspetto comportamentale (che , ripeto, è abbastanza comune e appartiene anche a me), non ho riportato dettagli specifici sul suo vissuto e la sua personalita' proprio perche' la mia intenzione non era basare il personaggio su di lei: sono due persone completamente diverse, con un' eta' diversa, un nome diverso, un lavoro diverso e una personalita' diversa e che nella vita vanno in direzioni diverse. Fatemi sapere che ne pensate, grazie. Mi rivolgo a te @ElleryQ che mi sembri il più esperto!

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Ciao @Bruc83! Non credo che tu possa preoccuparti di particolari ripercussioni (se ti riferisci all'ambito legale, basta comunque sempre aggiungere il disclaimer con la nota che il romanzo è frutto della fantasia dell'autore e che ogni rifermento a fatti e persone è completamente casuale). Se invece si tratta di una preoccupazione legata piuttosto all'ambito sociale ("oddio, cosa penserà se mi legge?", "mi parlerà ancora?", "ci rimarrà bene/male?" ecc), non ci baderei troppo se i contenuti sono differenti, come hai tu stesso affermato – il personaggio ha una vita diversa, età diversa, fa scelte diverse, ecc.

Caratteristiche di personalità e tare di comportamento che possiedono già due persone che conosci (tu e la tua amica) se anche fossero doviziosamente descritte in un'opera, non vorrebbe dire altro che hai saputo riportare bene qualcosa che conosci. Così come descriveresti perfettamente le dinamiche del tuo lavoro. Se ad esempio fossi un giornalista, ogni altro tuo collega non dovrebbe aver da ridire leggendoti, pur sentendosi "chiamato in causa"! ;)

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Quota

quell'aspetto comportamentale (che , ripeto, è abbastanza comune e appartiene anche a me), non ho riportato dettagli specifici sul suo vissuto e la sua personalita' proprio perche' la mia intenzione non era basare il personaggio su di lei: sono due persone completamente diverse, con un' eta' diversa, un nome diverso, un lavoro diverso e una personalita' diversa e che nella vita vanno in direzioni diverse. 

Queste precisazioni a mio avviso bastano e avanzano per metterti al sicuro da qualsiasi problema...


@ElleryQ ti ho inviato un msg privato ... 

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E se invece si pubblica un romanzo biografico specificando che non è una biografia autorizzata, su una persona realmente esistita e deceduta, utilizzando il nome reale perchè è un romanzo basato su un fatto di cronaca,  citando ovviamente tutte  le fonti giornalistiche. nel libro c'è solo il suo nome reale e quello dei genitori, deceduti anche loro. E' una storia di oltre 50 anni fa e riportata ripeto sui giornali dell'epoca, una storia che non è minimamente diffamatoria anzi vuole conferire un merito a questa persona. Cosa rischierei?

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17 ore fa, lubia ha scritto:

Cosa rischierei?

 

Credo proprio nulla, specie se non ha altri discendenti diretti viventi.

 

17 ore fa, lubia ha scritto:

specificando che non è una biografia autorizzata, su una persona realmente esistita e deceduta, utilizzando il nome reale perchè è un romanzo basato su un fatto di cronaca,  citando ovviamente tutte  le fonti giornalistiche. nel libro

 

Esattamente, farei così. (y)

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In realtà il libro l'ho già pubblicato su Amazon, stavolta ho voluto provare con il self. Ho fatto esattamente come ho scritto perché è una storia ancora molto attuale per il tema. Per quando riguarda i possibili parenti, pare ci sia una sorella molto anziana e dei probabili figli di quest'ultima, ma è una storia che la stessa protagonista raccontò tramite interviste oltre a molti articoli sulla sua storia, tutti citati con ogni riferimento nelle fonti del libro.

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7 minuti fa, lubia ha scritto:

pare ci sia una sorella molto anziana e dei probabili figli di quest'ultima,

 

Per ulteriore scrupolo proverei a contattarla per ricevere il suo nulla osta.

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sto provando a capire chi sia perchè conosco il suo nome ma nessuno ha notizie di lei, Tieni conto che comunque proprio per evitare di correre rischi, gli unici nomi indicati nel libro sono quella della protagonista e dei genitori che erano già emersi nei quotidiani, Tutti gli altri compreso quella della sorella non sono mai stati citati.

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Ciao a tutti, 

 

intervengo nella discussione perché mi interessa particolarmente. Sto ultimando un romanzo storico che ha come tema un famoso omicidio di quasi sessant'anni fa. Per dare la massima verosimiglianza possibile al testo, ho inserito diversi nomi di personaggi realmente esistiti, tutti comparsi in indagini della magistratura e inchieste giornalistiche, ma mai condannati. Ovvero sono sospetti (qualcosa di più) ma non si ha la prova certa al 100% della loro colpevolezza. Magistrati e giornalisti, nei loro libri che hanno scritto sulla vicenda, li citano, li sottolineano, li additano. Ma sono volumi per l'appunto d'inchiesta e non romanzi storici come quello che sto ultimando, che è un mix tra fiction e storia. 

 

Questi signori hanno di certo eredi, e di certo non può far piacere una ricostruzione simile a quella che sto portando avanti io; ricostruzione di fantasia ma con tanti, tantissimi elementi storici, come se avessi condotto una sorta di "esperimento dell'ipotesi" ovvero come se mi fossi immaginato tutto l'ingranaggio principale di un complotto e di un'esecuzione  con personaggi realmente vissuti come attori protagonisti. 

 

Usando nomi veri, rischio grosso? 

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Il 30/6/2020 alle 19:31, Federico Mosso ha scritto:

Questi signori hanno di certo eredi, e di certo non può far piacere una ricostruzione simile a quella che sto portando avanti io; ricostruzione di fantasia ma con tanti, tantissimi elementi storici, come se avessi condotto una sorta di "esperimento dell'ipotesi" ovvero come se mi fossi immaginato tutto l'ingranaggio principale di un complotto e di un'esecuzione  con personaggi realmente vissuti come attori protagonisti. 

 

Usando nomi veri, rischio grosso? 

 

Se fai ricadere i sospetti su queste persone usando i loro veri nomi potresti correrlo, sì. Specie se non hanno mai ricevuto alcun tipo di condanna.

Un conto è riportare la pura e semplice cronaca (anche nel romanzo): Tizio e Caio vengono indagati per determinati motivi ma poi assolti per... (insufficienza di prove, perché il fatto non sussiste, eccetera).

Insomma, devi far attenzione a come racconti la storia. Se segui la realtà giudiziaria e una determinata persona è stata ascritta al registro degli indagati, la stessa o un suo erede non possono dirti che non è vero, anche se poi è stata assolta. Ma se fai ricadere ancora dei dubbi su di essa, bènché dopo sia stata assolta o ci sia stato il non luogo a procedere nei suoi confronti, allora rischi. In tal caso è meglio omettere il nome (o magari camuffarlo o indicando solo il ruolo di quella persona).

A me è capitato di scrivere di un delitto il cui probabile reale mandante era un politico in vista nei tempi in cui il fatto avvenne. Il suo nome risulta ancora negli atti dell'istruttoria in archivio, ma non arrivò mai in tribunale (per ovvi motivi). In tal caso ho scritto solo il ruolo. Poi chi fosse in quegli anni la persona che rivestiva quella carica (un ministro, un sottosegretario, un parlamentare, ecc...) un lettore può andare a cercarselo se ha la curiosità di saperne di più.

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Il 3/7/2020 alle 10:10, ElleryQ ha scritto:

 

Se fai ricadere i sospetti su queste persone usando i loro veri nomi potresti correrlo, sì. Specie se non hanno mai ricevuto alcun tipo di condanna.

Un conto è riportare la pura e semplice cronaca (anche nel romanzo): Tizio e Caio vengono indagati per determinati motivi ma poi assolti per... (insufficienza di prove, perché il fatto non sussiste, eccetera).

Insomma, devi far attenzione a come racconti la storia. Se segui la realtà giudiziaria e una determinata persona è stata ascritta al registro degli indagati, la stessa o un suo erede non possono dirti che non è vero, anche se poi è stata assolta. Ma se fai ricadere ancora dei dubbi su di essa, bènché dopo sia stata assolta o ci sia stato il non luogo a procedere nei suoi confronti, allora rischi. In tal caso è meglio omettere il nome (o magari camuffarlo o indicando solo il ruolo di quella persona).

A me è capitato di scrivere di un delitto il cui probabile reale mandante era un politico in vista nei tempi in cui il fatto avvenne. Il suo nome risulta ancora negli atti dell'istruttoria in archivio, ma non arrivò mai in tribunale (per ovvi motivi). In tal caso ho scritto solo il ruolo. Poi chi fosse in quegli anni la persona che rivestiva quella carica (un ministro, un sottosegretario, un parlamentare, ecc...) un lettore può andare a cercarselo se ha la curiosità di saperne di più.

Grazie ElleryQ per la tua risposta: mi fa molto riflettere. Il tema è davvero molto delicato, devo muovermi con cautela, magari usando pseudonimi che comunque facciano intendere al lettore, soprattutto al lettore che conosce la vicenda, di quali personaggi io stia scrivendo. Ciao!

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Buonasera a tutti. Ho ricevuto pochi giorni fa una diffida e messa in mora per ritirare dalla vendita un mio libro il cui oggetto è una biografia romanzata e non autorizzata. Difatti, pur non essendoci nulla di diffamatorio o denigratorio, anzi è una storia che tributa un essere umano bellissimo, la sua unica erede ha ben deciso di farmi scrivere da un avvocato.

A sua volta il mio avvocato dice per il momento di ritirarlo dalla vendita e qui arriva il problema.

Su amazon lo posso rimuovere senza problemi (è autopubblicato), anche se non so se mi arrivi una conferma scritta di cui avrei bisogno per dimostrare alla "gentile erede" che l'ho ritirato, mentre sulla piattaforma "ilmiolibro" mi dice che non posso eliminarlo prima di maggio 2021.

Avete suggerimenti per salvarmi?

grazie

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Scusate avevo scritto un post nuovo, ma poi ho ritrovato questo, quindi gli amministratori se vogliono possono cancellare l'altro e mi scuso ancora. Buonasera a tutti. Alla fine ho ricevuto pochi giorni fa una diffida e messa in mora per ritirare dalla vendita il mio libro il cui oggetto è una biografia romanzata e non autorizzata. Difatti, pur non essendoci nulla di diffamatorio o denigratorio, anzi è una storia che tributa un essere umano bellissimo, la sua unica erede ha ben deciso di farmi scrivere da un avvocato.

A sua volta il mio avvocato dice per il momento di ritirarlo dalla vendita (cosa che peraltro non vorrei fare) e qui arriva il problema.

Su amazon lo posso rimuovere senza problemi (è autopubblicato), anche se non so se mi arrivi una conferma scritta di cui avrei bisogno per dimostrare alla "gentile erede" che l'ho ritirato, mentre sulla piattaforma "ilmiolibro" mi dice che non posso eliminarlo prima di maggio 2021.

Avete suggerimenti per salvarmi?

grazie

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Avrei una domanda che si allaccia all'argomento del thread e all'ultimo post qua sopra.

Qualcuno mi sa indicare quale legge consenta agli eredi di qualcuno di impedire a qualcun altro di scriverne una biografia? Il mondo, Italia compresa, è pieno di biografie non autorizzate di personaggi più o meno famosi: dov'è il problema? Un conto è la querela per diffamazione, che è sempre consentita, ma bloccare una biografia che non contiene ingiurie o diffamazioni? Su quali basi?

A me viene in mente una sola discriminante: il confine tra personaggio pubblico (che gode di minori tutele) e persone "comuni", che hanno il diritto di restare nell'anonimato. Qualcuno mi sa confermare se è questa la ratio o se ne esiste un'altra? Oppure il consiglio dell'avvocato di @lubia è dettato unicamente dal desiderio di evitare non meglio precisati "casini", senza una vera motivazione legale?

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6 ore fa, lubia ha scritto:

Buonasera a tutti. Ho ricevuto pochi giorni fa una diffida e messa in mora per ritirare dalla vendita un mio libro il cui oggetto è una biografia romanzata e non autorizzata. Difatti, pur non essendoci nulla di diffamatorio o denigratorio, anzi è una storia che tributa un essere umano bellissimo, la sua unica erede ha ben deciso di farmi scrivere da un avvocato.

A sua volta il mio avvocato dice per il momento di ritirarlo dalla vendita e qui arriva il problema.

Su amazon lo posso rimuovere senza problemi (è autopubblicato), anche se non so se mi arrivi una conferma scritta di cui avrei bisogno per dimostrare alla "gentile erede" che l'ho ritirato, mentre sulla piattaforma "ilmiolibro" mi dice che non posso eliminarlo prima di maggio 2021.

Avete suggerimenti per salvarmi?

grazie

Non so come se ne possa uscire, di certo però (e lo dico per altri che potrebbero incappare in questo problema) le biografie non autorizzate non dovrebbero essere pubblicate...

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Non direi che in un caso del genere si pongano problemi di diritti d'autore (a meno che non siano citati interi estratti di opere d'ingegno, e a meno che il nome di quel personaggio non sia associato a un marchio registrato), ma eventualmente di diritti morali, i quali sono un paio di maniche. Tuttavia, è da dimostrare che quella biografia leda l'immagine e la reputazione della persona in questione, e non è una cosa data a priori per il solo fatto di averla pubblicata. Il fatto di pubblicare una biografia non autorizzata non costituisce in sé qualcosa di illegale.
Ma attendiamo conferma dell'esperto in materia. 

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Pardon, mi sono espresso male: i diritti morali sono parte integrante dei diritti d'autore. Intendevo che, da quanto sembra, non si pongono problemi di sfruttamento illegale di diritti altrui a fini economici, ma solo eventualmente di tutela del "buon nome". Tuttavia, se tu dici che non c'è alcuna forma di diffamazione, anzi è una biografia di un personaggio a cui rendi un tributo, non capisco su quale base è motivata la richiesta che ti è stata avanzata. 

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Il 6/10/2020 alle 16:09, lubia ha scritto:

la sua unica erede ha ben deciso di farmi scrivere da un avvocato.

 

Se non ricordo male, nella discussione avevi detto che esisteva una sorella anziana, si tratta di lei?

Ricordo che ti suggerii di contattarla per scrupolo. :(

 

Il 19/6/2020 alle 08:11, ElleryQ ha scritto:

Per ulteriore scrupolo proverei a contattarla per ricevere il suo nulla osta.

 

 

22 ore fa, L'antipatico ha scritto:

Qualcuno mi sa indicare quale legge consenta agli eredi di qualcuno di impedire a qualcun altro di scriverne una biografia? Il mondo, Italia compresa, è pieno di biografie non autorizzate di personaggi più o meno famosi: dov'è il problema? Un conto è la querela per diffamazione, che è sempre consentita, ma bloccare una biografia che non contiene ingiurie o diffamazioni? Su quali basi?

 

La questione è abbastanza articolata, perché si tratta di Diritti della Personalità.

Nello specifico, credo che in questo caso si parli di diritto all'immagine e alla riservatezza, che non riguarda solo la pubblicazione di foto (immagine in senso stretto), ma anche di notizie su una detrminata persona e la sua vita. Il diritto di cronaca può limitare il diritto all'immagine e alla riservatezza, ma se parliamo di fini di lucro (come può essere la vendita di un romanzo, gadget, ecc...), il diretto interessato può avere la meglio. Come anche i suoi aventi causa e eredi diretti nel caso in cui questi sia defunto.

Bisognerebbe capire cosa è scritto esattamente nel romanzo. Se ciò che è scritto va a ledere l'immagine e l'onorabilità della persona in questione (e della famiglia) o meno. E anche fino a che punto la parte romanzata sia distinguibile da quella reale.

Se parliamo di un personaggio pubblico e noto alle cronache (non per forza nere), ciò che è già stato scritto sui giornali è noto a tutti e di pubblico dominio, per cui non dovrebbe essere oggetto della controversia.

Poi, trattandosi di una biografia, è chiaro che il mercato è pieno di biografie non autorizzate di personaggi dello spettacolo, i quali, però, spesso denunciano gli scrittori o giornalisti a ragion veduta. il diretto interessato ha tutto il diritto di raccontare e far conoscere di sé ciò che vuole e di non rendere noto ciò che non desidera far sapere (vedi il caso del cimitero degli aborti).

Come già scritto da @L'antipatico (ho rimosso il post duplicato), chiedo a @Avv.Lenti di intervenire. Magari si è occupata direttamente di situazioni analoghe. :)

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Buonasera ragazzi, scusatemi ma sono state due settimane infernali, - questa e quella passata: - infatti devo ancora un sacco di risposte in un altro thread dalla settimana scorsa. Non ho tempo di capire di cosa state parlando, ho visto solo che c'entrano le biografie. In attesa di poter intervenire con calma rispondo telegraficamente a Ellery dicendo che non mi è capitato il blocco di una biografia, però mi sono occupata della questione in ambito giornalistico (ma le osservazioni valgono anche per un libro). Ci avevo scritto un post che però non posso linkare perché contrario alla policy del forum, per cui devo chiedervi di pazientare, sorry. Prometto di tornarci sopra con calma e raccontarvi anche un po' di aneddotica

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Il 6/10/2020 alle 20:30, L'antipatico ha scritto:

Avrei una domanda che si allaccia all'argomento del thread e all'ultimo post qua sopra.

Qualcuno mi sa indicare quale legge consenta agli eredi di qualcuno di impedire a qualcun altro di scriverne una biografia? Il mondo, Italia compresa, è pieno di biografie non autorizzate di personaggi più o meno famosi: dov'è il problema? Un conto è la querela per diffamazione, che è sempre consentita, ma bloccare una biografia che non contiene ingiurie o diffamazioni? Su quali basi?

A me viene in mente una sola discriminante: il confine tra personaggio pubblico (che gode di minori tutele) e persone "comuni", che hanno il diritto di restare nell'anonimato. Qualcuno mi sa confermare se è questa la ratio o se ne esiste un'altra? Oppure il consiglio dell'avvocato di @lubia è dettato unicamente dal desiderio di evitare non meglio precisati "casini", senza una vera motivazione legale?

Guarda per ciò che mi riguarda io penso proprio che deciderò non solo di non ritirare il libro, ma anche di rendere pubblica la circostanza di aver ricevuto una diffida perchè sono pienamente d'accordo con te e, ancora di più, dal momento che la mia storia è tratta da diversi quotidiani e interviste a persone che l'hanno conosciuta. 

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