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I'm sorry

[MI 141] Lot

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Traccia di mezzogiorno: Coesistenza.

 

C'era una volta un paese molto, molto cattivo. Tanto che uno dei suoi abitanti, che per comodità chiameremo Lot (per quanto ciò sia ancora oggetto di accurate indagini da parte degli esperti), decise di andarsene. 
Poiché aveva un rapporto personale direttamente con Dio, pensò di consultarlo; non si sa mai, pensava: quattro occhi vedono meglio di due. 
Gli fece un tweet, o un messaggino watsapp (anche su questo fra gli esperti rimangono aspre divergenze); e Dio, facendo capolino in uno squarcio opportunamente apertosi fra le nubi, apparve e disse con voce tonante (simile allo scroscio di molte acque): Ok, Lot! Va' dove ti porta il cuore, e stai sereno! 
Allora lui prese con sé la moglie e le due giovani figlie; prese i suoi asini e le pecore; e senza dire niente a nessuno, quando appena si accendevano le prime luci dell'alba, s'incamminò con loro sul sentiero che saliva alla montagna.
A metà strada Lot cominciò ad avere dei dubbi. Ormai splendeva il sole, e gli venne nostalgia di voltarsi un'ultima volta a guardare il paese degli uomini cattivi. Ma questo forse incrinerebbe la purezza della mia determinazione, pensava. Chiediamo consiglio a Dio. Il quale rispose subito attraverso il solito squarcio fra le nubi, opportunamente apparse benché la giornata fosse perfettamente soleggiata, e disse con voce tonante (simile allo scroscio di molte acque): No, Lot! Sto per scatenare una pioggia di fuoco per distruggere il paese degli uomini cattivi; non guardare perché rimarresti pietrificato a una vista così terribile. Lot disse: ma come? Perché vuoi distruggerlo? Sono troppo cattivi, disse Dio. No, aspetta, disse Lot, qualcuno di decente ci sarà... e si mise a pensare, a pensare... Allora? disse Dio. Abbi,  disse Lot, non mi viene in mente nessuno. Fa' pure. 
E così, per uno stupido scrupolo, si dimenticò di avvisare la moglie che, curiosa come tutte le femmine, si era girata nel frattempo a guardare, ed era diventata una statua di sale. Pazienza, pensò Lot, tormentoso è il sentiero del giusto. Almeno ho le mie care figlie. 
A questo punto, però, le divergenze fra i cosiddetti esperti si fanno talmente aspre, che non vediamo altra strada che proporre ai lettori tre possibili finali alternativi; fra i quali ognuno sceglierà quello che gli o le sembrerà più verosimile, o più soddisfacente.
Secondo una versione tramandata dai saggi babilonesi, dopo sette giorni di cammino Lot giunse a Gerusalemme; qui venne accolto dalla folla in tripudio, che lo acclamò re di Israele. Gli stessi sommi sacerdoti gli si fecero incontro, vestiti degli ornamenti sacri, gli consegnarono le chiavi dell'Arca dell'Alleanza, e lo accompagnarono in corteo fino al palazzo reale. 
Lot regnò saggiamente per più di cento anni, guidato sempre dai saggi ammonimenti di Dio, finché si spense serenamente lasciando il regno nelle mani del figlio prediletto, Esaù. 

Secondo la versione dello storiografo greco Diodoro Siculo (nella sua monumentale opera Perì Ioudàion, ossia Istoria del Populo de gli Ebrei), Lot non giunse mai a Gerusalemme, ma si stabilì invece nella città di Accra. Lì giunto, presto si accorse che gli abitanti non erano molto migliori di quelli che erano stai puniti da Dio con la pioggia di fuoco a Sodoma e Gomorra. Tuttavia, vi era terra incolta in abbondanza, dove pascolare le sue pecore, e per diversi anni visse in relativa tranquillità con le sue figlie. Il suo grande cruccio, tuttavia,  era che non si trovava un marito adatto per loro; i partiti migliori chiedevano una dote che Lot non poteva permettersi; e i peggiori, erano appunto peggiori. Sicché le figlie rimanevano zitelle, e quasi tutti i giorni angustiavano Lot con preghiere e pianti. 
Ma Dio venne in suo aiuto. Le pecore di Lot cominciarono a figliare a una velocità impressionante, così che il gregge divenne in breve tempo numerosissimo. Lo stesso accadde con le due capre, maschio e femmina, che aveva acquistato da un commerciante locale: in un paio di anni divennero più di cinquemila. Lot divenne molto ricco, commerciando in formaggi caprini, pecorino stagionato, lana, e naturalmente agnelli (particolarmente richiesti per il pranzo pasquale) e capretti (più richiesti invece a Natale). Con l'aumento delle sue ricchezze, sempre più pretendenti si affollavano sulla soglia del suo sontuoso palazzo. In breve, poté permettersi di maritare la figlia maggiore nientemeno che con il figlio del Sultano di Samarcanda; da cui ottenne anche un aumento del volume d'affari, dato che il regno di Samarcanda era allora particolarmente adatto all'allevamento dei cavalli. La figlia minore fu invece data in sposa al Satrapo di Mesopotamia, che la trattò con tutti gli onori ed ebbe da lei molti figli: il più famoso fra questi, Minosse, divenne re di Creta, ed è celebre per la vicenda del Minotauro, come i nostri lettori ricorderanno.
Lot morì in tarda età, circondato dall'affetto dei suoi concittadini, che parteciparono in massa al funerale, seguiti da circa tre milioni fra pecore, montoni e arieti, circa un milione di capre e caproni, e più di cinquemila cavalli giunti appositamente dall'Estremo Oriente.

La terza versione, a nostro avviso la più improbabile, ci è stata tramandata da un oscuro rabbino vissuto all'epoca del re Salomone, tanto oscuro che se ne è perso perfino il nome. A renderla improbabile sono soprattutto certi dettagli horror, che sembrano del tutto fuori luogo per l'epoca in cui si svolsero i fatti, oltre che senza dubbio poco soddisfacenti per la maggior parte dei nostri lettori. La riportiamo esclusivamente a beneficio dei pochi appassionati, appunto, del genere "horror". 
Sostiene il rabbino che quella stessa notte, dopo averlo ubriacato, le figlie violentarono Lot a turno, dandosi il cambio, premurose di assicurargli una discendenza maschile, l'agognato erede. A Lot non sarebbe rimasto, a questo punto, che sospirare: Abbi pazienza o mio cuore, tormentoso è il sentiero del giusto, imperscrutabili i disegni dell'Altissimo. E mo'? E mo' lo chiamo. Questa è la segreteria telefonica di 00011011, disse la voce di Dio. Lasciate un messaggio.

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8 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

Abbi,  disse Lot, non mi viene in mente nessuno

Abbi? Forse un residuato di "abbi fede in me?"

 

8 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

E così, per uno stupido scrupolo, si dimenticò di avvisare la moglie che,

Quel "e così" fa pensare a un rapporto di causalità con la frase precedente, che però non vedo o non è chiaro. A meno che non si riferisca al fatto di pensare.

 

9 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

circa un milione di capre e caproni, e più di cinquemila cavalli giunti appositamente dall'Estremo Oriente.

Leverei la virgola, qui e anche altrove prima della "e".

 

9 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

E mo' lo chiamo.

Lo "chiamò?"

 

Non so a quale traccia si riferisca questa rivisitazione biblica. Apprezzabile lo spirito umoristico che pervade il racconto, senza essere troppo invasivo. Qualcosa da correggere nella punteggiatura.

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Grazie @Macleo  per la lettura e i commenti.

1 ora fa, Macleo ha scritto:

Abbi,  disse Lot, non mi viene in mente nessuno

è un refuso che non so come sia entrato (forse il correttore di Word?) Intendevo:

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

Vabbè,  disse Lot, non mi viene in mente nessuno

 

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

E così, per uno stupido scrupolo, si dimenticò di avvisare la moglie

Sì il nesso è causale: solo poco prima Lot è venuto a sapere che non doveva girarsi a guardare:

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

No, Lot! Sto per scatenare una pioggia di fuoco per distruggere il paese degli uomini cattivi; non guardare perché rimarresti pietrificato a una vista così terribile.

Ma invece di avvisare subito la moglie, Lot ha perso tempo per cercare di ricordare se ci fosse qualche giusto a Sodoma e Gomorra:

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

No, aspetta, disse Lot, qualcuno di decente ci sarà... e si mise a pensare, a pensare... Allora? disse Dio. Vabbè,  disse Lot, non mi viene in mente nessuno. Fa' pure. 

 

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

seguiti da circa tre milioni fra pecore, montoni e arieti, circa un milione di capre e caproni, e più di cinquemila cavalli giunti appositamente dall'Estremo Oriente.

Hai ragione: c'è una regola in italiano per cui gli elenchi si fanno così: A, B e C. Ma in inglese la regola è: A, B, and C. Mia figlia che studia inglese mi ha riportato un gustosissimo (e costosissimo) caso giudiziario dovuto alla posizione della virgola; non ricordo più i dettagli, ma da allora preferisco seguire l'uso inglese. 

 

10 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

E mo'? E mo' lo chiamo

è giusto (mo' = adesso).

 

1 ora fa, Macleo ha scritto:

Non so a quale traccia si riferisca

 

Sono da poco su WD, e in realtà ho sbagliato quasi tutte le formalità: il tag, la traccia, il link. Non penso che questo racconto sia valido per il contest.

La traccia sarebbe stata: Coesistenza (di bene e di male). La connessione fra la traccia e il mio racconto è un po' esile e mi ripromettevo di rafforzarla, ma non ho fatto in tempo.

Comunque grazie per il passaggio :)

 

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@Gianfranco P

Povero Lot, lo hai massacrato per bene, come se non bastassero le vicissitudini  subite raccontate nella Bibbia...

In quanto alla coesistenza di bene e male non saprei; ci sarebbe da disquisire, ma ai tempi di Lot le concezioni di bene e male erano  completamente diverse da quelle odierne. Il bene di allora oggi non sarebbe ammissibile... specie riguardo i doveri verso gli ospiti, se conosci la storia di Lot...

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Ciao @Alberto Tosciri

be' lo ha massacrato di più la Bibbia...:

Diciamo che per la fretta non sono riuscito a dare al racconto esattamente il taglio che volevo. L'idea alla base era che male e bene sono intimamente connessi nella vita dell'uomo, e a tutti gli effetti sembra che Dio ci abbia quantomeno "messo lo zampino" (la frase non vuole essere irriverente! Absit iniuria verbis):

18 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

tormentoso è il sentiero del giusto, imperscrutabili i disegni dell'Altissimo

perfino il cammino del giusto, che tende verso l'alto, è costruito sopra le ingiustizie, e senza quelle addirittura non potrebbe attuarsi. Naturalmente non potevo esplicitare la morale, perché mi sono recentemente votato allo "show don't tell" e mi sto ancora esercitando. ;)

E' comunque veramente difficile comporre un racconto in poche ore. Io di solito ci torno su dopo qualche giorno ad aggiungere, risistemare ecc.

Spero ugualmente di essere riuscito a strapparti qualche piccolo sorriso (magari condito d'amaro).

Ciao e grazie

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Ciao @Gianfranco P

una bella rivisitazione della storia di Lot, scritta in modo godibile. L'inserimento della tecnologia contemporanea funziona bene e fa percepire la lontananza di Dio e ha al contempo anche una sfumatura straniante.

Si sente nella parte finale un po' di fretta di concludere  (fisiologica nel MI dati i tempi stretti) e forse varrebbe la pena prendersi più tempo e più caratteri per dare al testo maggiore respiro. Ti segnalo alcuni refusi e alcuni passaggi che a livello formale non mi convincono:

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

messaggino watsapp

whatsapp

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

quando appena si accendevano le prime luci

Questa frase non mi suona bene, sia per la vicinanza di quando e appena sia per le luci che si accendevano.

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

gli venne nostalgia di voltarsi un'ultima volta a guardare il paese d

Qui non mi convince l'uso di nostalgia. Forse sarebbe meglio: gli venne nostalgia del paese e si voltò un'ultima volta a guardarlo.

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

Chiediamo consiglio a Dio. Il quale rispose s

Questo punto tra Dio e il quale mi sembra un po' ardito... ma magari è voluto...

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

gli o le sembrerà 

Carino questo inserimento politically correct!

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

che erano stai puniti d

stati

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

Abbi pazienza o mio cuore, t

Metterei: oh mio cuore.

Grazie per la lettura!

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Il racconto è ben scritto, e il sostrato della storia consistente. L'ho letto volentieri, ma come chi mi ha preceduto ho avuto perplessità sulla traccia. Personalmente amo poco, in racconti che trattano di tempi (storici o mitici) lontani dai nostri, le contaminazioni che fanno l'occhiolino alle moderne tecnologie, come ad esempio quelle sotto riportate; esse, qui nella tua narrazione, mi paiono stonare a fronte dell'attenzione scrupolosa che hai prodigato alle varie tradizioni (con tanto di dotte indicazioni bibliografiche).

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

Gli fece un tweet, o un messaggino watsapp (anche su questo fra gli esperti rimangono aspre divergenze

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

Ok, Lot! Va' dove ti porta il cuore, e stai sereno! 

 

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

mo'? E mo' lo chiamo. Questa è la segreteria telefonica di 00011011, disse la voce di Dio. Lasciate un messaggio.

Ma è solo un'impressione personale. La scrittura è piacevole. Grazie, @Gianfranco P.

 

Modificato da Ippolita2018

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Ciao @ivalibri

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

messaggino watsapp

era voluto (detesto whatsapp)

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

quando appena si accendevano le prime luci

hai buon orecchio! La prima versione era "quando ancora non si erano accese le prime luci dell'alba"; e forse era meglio.

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

nostalgia di voltarsi un'ultima volta

sì, è una shortcut per "gli venne nostalgia del suo paese, e desiderò di voltarsi"

Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

Chiediamo consiglio a Dio.

è surreale. Ma il dialogo diretto fra il fedele e Dio è uno dei presupposti del Cristianesimo (e di molte altre religioni). 

2 ore fa, ivalibri ha scritto:
Il 5/10/2020 alle 00:01, Gianfranco P ha scritto:

che erano stai puniti d

stati

grazie!

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

o mio cuore

era quello che volevo: è vocativo (oh è esclamativo).

2 ore fa, ivalibri ha scritto:

Si sente nella parte finale un po' di fretta di concludere

Sei troppo buona. In realtà avevo intenzione di modificare i primi due finali, mettendoci qualche disgrazia, e di terminare più o meno così:

Oltre a questi tre finali, da fonte non meglio precisabile ce ne è stato comunicato un quarto; che in realtà potrebbe essere l'epilogo comune a ciascuno dei tre.

Quando Lot morì, fu accolto nel Regno dei Cieli da un angelo, al quale disse: Fammi parlare con Dio! Devo presentare formale protesta. E' impegnato, disse l'angelo. Puoi parlare con Raffaele. Il quale accorse subito, premuroso e raggiante. Ben arrivato, Lot. Ti vedo scuro in volto: c'è qualche problema? Come no, disse Lot. Voglio dire: Dio onnipotente, fonte di infinita bontà, che cosa gli costava di fare un mondo migliore? Perché ci ha dato questa schifezza? Ma l'ha fatto, disse Raffaele. Sono stati i tuoi antenati Adamo ed Eva a chiedere la conoscenza del bene e del male; senza rendersi conto che questo implicava un mondo in cui ci fosse il male, frammisto al bene in maniera inestricabile. Di modo che perfino la strada del giusto fosse costruita su pietre di orrore e disperazione, mescolate ad altre di gioia e di speranza. Ma ora riposa, Lot. Vedi quella collina? Ci sono tua moglie e le tue figlie che ti aspettano, e anche i tuoi concittadini di Sodoma e Gomorra: tutti sono stati perdonati. Amen, disse Lot. E si incamminò verso la collina.

 

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@Gianfranco P ciao. Vedo che siete in tanti ad usare l'arma dell'ironiaxD Sinceramente credo che certi riferimenti storici debbano essere usati in modo consonoxD Il racconto piace in quanto l'hai scritto con stampo giornalistico. Questa è la particolarità che apprezzo. Certi passi però sono fuori contesto storico: l'Arca dell'alleanza riguarda L'Esodo. La storia delle pecore che è da attribuirsi a Giacobbe. Insomma ci sta tutto nel tuo racconto, ma storicamente parlando e dato che fai riferimenti giornalistici, di certo non ti concedo il PulitzerxD ciao a presto.

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Ciao @Gianfranco P . Mi limito alla questione aderenza alla traccia: avrei voluto vedere un po' più contraddizioni interne al personaggio o all'ambiente, invece qui mi sembra che ci sia un giusto che si scontra con tutte le sfighe del mondo...

Vabbè, dai, sempre commistione è ;)

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@Edu non era facile la traccia. Ho preso una storia che avevo in mente da un po' e ho cercato di adattarla. Onestamente, dico che ho partecipato per partecipare :D. Grazie per la lettura

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@Solitèr neanche Minosse poteva essere figlio di un satrapo di Mesopotamia; nessun figlio di Lot si chiamò Esaù; e d'altra parte all'epoca non avevano gli smartphone, Diodoro Siculo non ha scritto la storia degli ebrei... :rolleyes: 

Grazie per la lettura!

 

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