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Solitèr

[MI 141] Il principio percentualistico del bene e del male

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Il signor Mario rientrò a casa nel tardo pomeriggio. Trovò come al solito sua moglie Elena in cucina. Non era ancora ora di cena, ma il tavolo era imbandito, per quella che pareva una robusta merenda. I coniugi si salutarono come si conviene tra conviventi di lunga data: un bacio sulla guancia. Elena lo invitò a partecipare alla merenda che, come al solito, era per la figlia Mara. Infatti lei sbucò dal corridoio in modo fulmineo, accompagnata dallo scorrere dell'aria che tanta forza aveva impresso sulla maniglia. < Ciao papi!> quasi gridò, con tanto di sorriso, andando poi a sedersi per fare la merenda. < Mara! Che modi! Hai spostato l'aria da come hai aperto la porta; meno male che non c'era nessuno dietro!> esclamò la madre. Mario sorrise nel ritrovarsi la figlia leggiadra di fronte per la lieta pausa. < Stai attenta Mara! Poteva finire come al povero Fantozzi, che ogni volta prende in faccia la porta>. Dopo essersi raccontati come era stata la giornata di entrambi, la dodicenne Mara, disse al padre: < papi mi aiuteresti a fare una ricerca sul significato del bene e del male?>.

Mario apparve sorpreso per l'argomento:< ma come! Ancora con questa storia sull'eterno conflitto tra il bene e il male! Pensavo che oramai non se ne parlasse più a scuola>.

 

La moglie Elena ribatté per niente d'accordo col marito: < non vedo perché lo ritieni un argomento fuori tempo, oggi più che mai dovremmo parlare su ciò che è male e ciò che è bene>. L'uomo precisò che erano due questioni diverse: una era la guerra tra bene e male, altra cosa era ciò che era male o bene. Elena si irritò e ragguardì Mario, additandolo per colui che tende sempre a sottilizzare. L'adolescente Mara sbuffò affermando che per lei esistevano solo in buoni e i cattivi. Cosa mai ci fosse da dire su questo dato di fatto, non era per lei. Prese a ricordare le sue nozioni attinte da anni di catechismo:< il bene è quello che fa il buono, e il male lo fa il cattivo. Il buono perdona il male che ha ricevuto, invece il cattivo non perdona e va a finire all'inferno anche per quello che ha fatto.

 

< Potresti cominciare la tua ricerca citando L'arcangelo Gabriele che sconfisse il diavolo nei cieli e lo fece cadere sul suolo della terra; mi pare un buon inizio> aggiunse Elena.

 

< Ma è roba da bambini, Elena!> vociferò Mario. Mara sembrò scoraggiarsi nel vedere che già tra i suoi vi erano differenze di vedute, e a chi dare retta le parve difficile. Poi il signor Mario ebbe un'idea. Invitò la figlia a prendere lo smartfone e registrare quello che le avrebbe detto. Mario pensò a questo punto di fare in modo che la figlia avesse la possibilità di non perdersi una sola parola del suo discorso. Mara divertita azionò la registrazione: < il bene ed il male secondo papi!>. Mario si fece serio e invitò la figlia a stare ben attenta a cosa le avrebbe detto e si fece promettere che lei avrebbe trascritto integralmente le sue parole nella ricerca.

< Ti voglio spiegare il principio percentualistico del bene e del male. Duemila anni fa un certo Cristo fece questo ragionamento: non è tutto bene ciò che è bene, ma ci può essere del male; come non è tutto male ciò che è male, ma ci può essere del bene!>.

Nella cucina echeggiarono le parole beffarde della signora Elena che citò la frase- non è il saio che fa il monaco. Mario continuò:< tale principio non ha a che vedere con la questione delle apparenze, nel senso che il bene può essere identificato sull'abito, ma che non è garanzia del bene. Quello che disse il Cristo è un'altra cosa. Lui esprime il principio che un essere umano convivono ambedue le cose: sia il bene che il male. Afferma il principio che persino ciò che è per noi il bene vi è dentro anche il male. Afferma il principio che una persona purché buona ha dentro di se una percentuale di male che può sfociare e mettersi in mostra, senza per questo, definire tale persona malvagia. Altrettanto si può dire per una persona malvagia. Non è detto che lo sia al cento per cento, magari questa persona ha una percentuale di bene che lo potrebbe anche redimere o fargli fare un'azione buona. Faccio l'esempio di una bella mela che può rappresentare il bene. Questa mela dalla apparente bontà potrebbe svelare che ha una bacatura con tanto di verme. Ma di solito cosa si fa? Non di certo la si getta via. Si rimuove il marcio e si mangia tranquillamente il resto. Poi che se ne getti via il dieci o il trenta, il quaranta per cento, non vuol dire che la mela era da buttare via. Certo che se si pensa al giudizio cristiano, rapportandolo a questa situazione, dove hai per le mani una mela bacata, la prima considerazione è che la mela deve finire nella spazzatura, senza pensare che il principio percentualistico dice che la mela non è da gettare via , ma da salvare perché, vi ha dentro di se una parte ancora buona. Il discorso vale anche quando ti trovi di fronte ad una mela marcia che potremmo identificarla come il male. Magari se la apri a metà, potresti scoprire che la bacatura non ha intaccato il centro e che quindi non è tutto male, ma bensì una parte è buona. Qui non si tratta di stabilire se una cosa è buona o cattiva, ma se tali cose possono avere una percentuale di ambedue le caratteristiche. In fin dei conti il Cristo dice questo, il male e il bene si annida dentro di noi e non dobbiamo essere precipitosi nel stabilire cosa sia il bene o il male, chi sia cattivo o chi sia buono. In quanto noi tutti possiamo essere portati al bene come al male. Potremmo poi fare l'esempio delle Istituzioni. Cosa sono? Potremmo dire il bene. Ma a sentire di scandali quotidiani come facciamo a dire che sono il bene o il male? Come dire di un cesto di mele tra cui tante buone e altre cattive, altre mezze buone, altre mezze cattive. Se il cesto è l'istituzione e le mele sono le persone, come possiamo noi dire che il cesto è marcio come le mele che sono contenute, non tenendo conto che viceversa, ci sono mele mezze buone. Quale percentuale siamo disposti ad accettare di marciume senza per questo dire che siamo in presenza del marciume e così, salvare l'integrità della istituzione? Così quando si giudicano le persone. Quale percentuale di marcio possiamo tollerare senza dire per questo che tale brava persona è invece un demonio? >.

Mario per un attimo aspettò la risposta alla sua domanda. Fu Mara che ruppe il silenzio: <ma allora nel mondo non ci sono buoni e cattivi, ma solo ipotetici buoni e ipotetici cattivi? Tutti possiamo essere sia buoni o cattivi a seconda della circostanza? Che non esiste il male assoluto come il bene assoluto?

< Sì! Proprio questo. Credo che il bene e il male siano le due facce della stessa moneta. Ambedue unite da un filo logico e da uno scopo didattico. Se non conosci il bene non puoi valutare il male, come se non conosci il male non puoi renderti conto del bene. Come dire che grazie al carnefice il martire trova il paradiso. Senza il male come farà il bene ad apparire e brillare nel cielo?>.

 

Mario terminò il suo monologo, tutto soddisfatto. Elena prese a scuotere la testa per l'ennesima sparata del marito. Mara chiuse la registrazione con la domanda: < ma papi! Veramente possono scrivere queste cose?>.

 

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Ciao @Solitèr

Filosoficamente ineccepibile! Male e bene coesistono, e ciascuno dei due dà ragione dell'altro, anzi l'uno presuppone necessariamente l'altro. Ma si potrebbe andare oltre: ciò che è male, lo è in senso relativo, e può essere addirittura (anzi è, sempre) un bene rispetto al peggio; e viceversa. A meno che non parliamo del bene assoluto o del male assoluto; ma noi umani non riusciamo mai a capirli come tali, anzi la nostra testa è fatta di tale maniera, che dato per ipotesi o per esperienza un male (o un bene) non possiamo fare a meno di pensare che ne possa esistere uno peggiore (o migliore). 

In realtà la cosa migliore l'ha detta Mara:

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

ma allora nel mondo non ci sono buoni e cattivi, ma solo ipotetici buoni e ipotetici cattivi?

 ma meglio che "ipotetici" avrebbe potuto dire "potenziali". Perché così avrebbe introdotto il movimento. Qualunque cosa è sempre male rispetto al meglio, e sempre bene rispetto al peggio; ma quando si muove dal peggiore al migliore è sicuramente bene e solo bene (e viceversa). Il tempo è la dimensione in cui l'incomprensibilità degli assoluti si fa comprensibile. 

Bella riflessione filosofica, @Solitèr , che mi è piaciuta al di là delle diverse imperfezioni formali che saranno dovute alla fretta della composizione, e che comunque ti ha segnalato già @Poeta Zaza ; per cui me ne sento esentato. 

Ciao

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@Solitèr salve,

Segnalo prima un errore teologico che è 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

L'arcangelo Gabriele che sconfisse il diavolo nei cieli e lo fece cadere sul suolo della terra

Quello fu San Mikael, mentre Gabriele non viene mai citato, nella Bibbia, come Arcangelo, ma come un angelo messaggero ed è uno dei sette Angeli che può permettersi di stare in piedi davanti a Dio.

 

Il racconto inizia con richiesta:

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

ricerca sul significato del bene e del male

Nel racconto non leggo la risposta su cosa sia il bene e cosa sia il male.

D'altronde, la risposta non esiste o non è dimostrabile.

Se ci si riferisce ai concetti umani di bene e di male, questi sono soggettivi e si definiscono nell'ambito della loro sfera d'azione.

Gli esseri umani possono usare questi due termini come aggettivi qualificativi e come tali dipendono dal gusto di chi li definisce.

In generale, il bene è per gli umani ciò che li rende felici ed il male ciò che li rende infelici.

 

Da questo punto di vista, il racconto ha una sua validità  ed una sua rispondenza a certi valori morali dove ogni società ed ogni religione ha costruito si suoi. 

Attualmente, tali valori si stanno liquefacendo (diventano calcoli percentuali) nel tentativo, fallimentare, di costruirne altri che, in realtà non esistono o mancano di corrispondenza con la realtà.

 

Avevo detto che il racconto, dal punto di vista dei concetti umani, poteva andare bene, ma non va bene se si cercavano i concetti "assoluti" o universali di Bene e di Male.

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

Tutti possiamo essere sia buoni o cattivi a seconda della circostanza? Che non esiste il male assoluto come il bene assoluto?

Se cerchiamo tali concetti, andiamo su un piano molto diverso e decisamente privo di collegamenti con i concetti umani.

Già dalla filosofia greca, alcuni filosofi avevano paragonato il Bene ed il male all'essere ed al non-essere.

Dobbiamo arrivare a Platone per iniziare a parlare di un livello metafisico di Bene e Male.

L'Ebraismo identifica il Male con una caduta dell'essere umano e siamo sempre in ambito umano.

Lo zorastrismo inventa due Dei, uno per il bene ed uno per il Male.

Anche le filosofie moderne (Kant e Nietzsche) interpretano il Male riferendolo alla situazione umana.

 

L'affermazione iniziale di Elena (riferita all'Arcangelo) si perde nel corso del racconto e sfugge la ricerca basata su due forze insite nella Creazione voluta da un Dio, ma è un discorso che si sviluppa su un piano diverso da quello dell'esistenza umana dove i concetti di bene e male sono quelli descritti nel racconto.

 

Il concetto della mela bacata ha una sua validità, ma ha bisogno di un intervento esterno. Per fortuna l'uomo è dotato di autodeterminazione ed esiste anche la possibilità di salvare i semi della mela e piantarli per far crescere una nuova mela che ha memoria del verme e "dovrebbe" essere capace di autocurarsi o autodeterminare la volontà di farsi invadere di nuovo da un verme.

 

 

 

 

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@AzarRudif ciao. In effetti è Michele che combatte la guerra nei cieli ( lapsus). Le tue osservazioni sul fatto che non ci si addentra " nella ricerca sul significato " è perché ci vorrebbero troppi giorni per trattare l'argomento. Diciamo che ho voluto far parlare Mario per esprimere un concetto tutto mio, consapevole di addentrarmi in un campo minato. Ti ringrazio del passaggio e a presto.(y)

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Di nuovo devo ammettere che, nonostante imperfezioni varie che affaticano un po' la lettura, avere a che fare con i tuoi testi è sempre molto divertente. C'è una base di schiettezza allegra e fanciullesca che rende attraenti i tuoi scritti. Alcune immagini domestiche sono davvero simpatiche e piene di calore. Non capisco però perché per i dialoghi usi le parentesi uncinate (o angolari), del tutto inadatte, e non le più immediate vigolette alte " ". Non posso che ringraziarti per la piacevole lettura, @Solitèr.

 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

Elena si irritò e ragguardì Mario,

"Redarguì".

 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

ancora ora di cena, ma il tavolo era imbandito, per quella che pareva

No virgola dopo "imbandito".

 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

Mario sorrise nel ritrovarsi la figlia leggiadra di fronte per la lieta pausa

Deliziosa immagine.

 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

stata la giornata di entrambi, la dodicenne Mara, disse al padre

No virgola tra soggetto e verbo.

 

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

Mara divertita azionò la registrazione: < il bene ed il male secondo papi!>.

:asd:

 

Modificato da Ippolita2018

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@Ippolita2018 ciao e grazie per il caloroso passaggio. Una cosa non capisco e non sei la sola che me l'ha fatta notare; la parola ragguardì. Ho trovato varie fonti dove questa parola è presente; ma allora non si usa più? mi spieghi? ciao e grazie

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Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

Non era ancora ora di cena, ma il tavolo era imbandito, per quella che pareva una robusta merenda.

Se il principio percentualistico del bene e del male era per merenda, mi piacerebbe conoscere il piatto forte della cena.

 

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Ciao @Solitèr

il tuo racconto funziona molto bene, hai creato un accostamento curioso tra normali scene di famiglia e speculazioni filosofiche. A livello di forma correggerei, come ti hanno già fatto notare, i segni di dialogo con le virgolette alte o con il trattino (e metterei la maiuscola a inizio dialogo). Si tratta di sciocchezze formali che si aggiustano senza problemi ma che infastidiscono la lettura. 

Invece non ho chiara una cosa del finale:

Il 4/10/2020 alle 20:23, Solitèr ha scritto:

< ma papi! Veramente possono scrivere queste cose?>.

Perché possono e non posso? Mi pare di essere l'unica ad avere questo dubbio, quindi magari non ho capito io qualcosa...

Comunque un buon racconto!

Buon contest...

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Ciao! Due consigli per rendere più agile il testo, con un'idea centrale di origine cristiana ma rielaborata dal protagonista con una certa originalità.

Innanzitutto il tempo presente: siamo in una situazione familiare che potrebbe accadere ora nella casa del nostro vicino e il passato remoto appesantisce la narrazione.

Poi renderei i dialoghi meno ecclesiastici e più naturali. Ci sta che la figlia adolescente dica un "Che palle!" o che lui perda magari il filo, qualcosa che renda più umano il quadretto familiare e meno famiglia del Mulino Bianco. Anche perché il monologo di Mario si trasforma in predica da catechismo e perde di naturalezza. Grazie comunque per gli spunti di riflessione <3

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Ciao @Solitèr

Interessante discussione, ma penso sia difficile stabilire cosa sia il Bene e il Male, specie ai giorni nostri. È molto soggettivo, cioè.

Un tempo andava forte la concezione cristiana e a modo suo funzionava, in quanto erano idee  millenarie semitiche, mediterranee,  riadattate  letteralmente per la razza umana occidentale moderna. (Io la chiamo razza, detesto il linguaggio ipocrita odierno).

Oggi non abbiamo più riferimenti religiosi, chi dovrebbe darceli  non ne ha mai avuto l'intenzione e siamo un popolo di ex cristiani smarriti e senza pastore. Cosa è il male e cosa è il bene? Il bene è chi vince le elezioni e chi ha i soldi, il male sono quelli che perdono e sono poveri.

 

 

 

 

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44 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Il bene è chi vince le elezioni e chi ha i soldi, il male sono quelli che perdono e sono poveri.

Proprio così, Alberto, anche se io preferisco dire che è morale - e quindi è il bene - ciò che è gradito ai mercati finanziari; immorale - e quindi male - ciò che li innervosisce.

 

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@Solitèr Ciao! Dunque devo dire che il discorso del padre mi è piaciuto, compreso l'esempio della mela e del cesto di mele. Davvero azzeccatissimo.

Detto questo, il testo non mi scorre. Forse è troppo appesantito da cose come:

 

"La moglie Elena ribatté per niente d'accordo col marito"

Elena ribatté in disaccordo:

 

"L'uomo precisò che erano "

Se usi l'uomo allontani il "focus emotivo" dal protagonista. Se hai detto il suo nome, devi sempre usare il nome.

 

"L'adolescente Mara sbuffò"

Mara sbuffò (non mettere mai cose come l'adolescente, la moglie, il marito se la cosa è già chiara, appesantisci e lo rendi troppo diverso da un testo professionale)

 

"Poi il signor Mario ebbe un'idea. Invitò la figlia a prendere lo smartfone e registrare quello che le avrebbe detto. Mario pensò a questo punto di fare in modo che la figlia avesse la possibilità di non perdersi una sola parola del suo discorso."

Questa è una ripetizione. Prima dici che chiese alla figlia di registrare quello che avrebbe detto, dopo ripeti il concetto. Da non fare mai!

 

Questi erano solo degli esempi. Ti consiglio di riascoltare i tuoi testi con il lettore di word (ctrl+alt+barra spaziatrice) oppure di andare su questo link

https://ttsreader.com/it/?fbclid=IwAR0ur3Z37h9uqbKOLxAEpEc4NGgvNDynBa9GZrgHjtE7rRDNF4J6CFNJXXY

 

Ti assicuro che è fondamentale:

1)senti gli errori grammaticali

2) senti come scorre il testo.

 

Ciao e in bocca al lupo!

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@Macleo @Alberto Tosciri grazie per il passaggio. A volte penso cosa abbia fatto di male Hitler per aver ricevuto il compito di mostrare il male agli occhi del mondo e  essere così  di monito  per i prossimi! anche lui aveva una percentuale di bene in quanto amava Eva e il suo cane! mi fermo qui!:sherlock:

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35 minuti fa, Solitèr ha scritto:

anche lui (Hitler) aveva una percentuale di bene in quanto amava Eva e il suo cane!

Credo tu sia un po' confusa, alla faccia della filosofia! Fare del bene, è bene. Amare e voler bene - anche se contiene la parola "bene" - ,  non è necessariamente assimilabile al bene: è solo un sentimento che molto spesso "devia" con conseguenze dannatamente "maligne". Anche i pedofili sostengono di amare i bambini - e in base a questo questo molti di loro nei tribunali cercano una giustificazione e un'assoluzione sociale e morale, oltre che penale - ma non li prenderei come eclatanti esempi di "bene".

Per fortuna ti sei fermata.

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@Alberto Tosciri @Macleo ciao a tutti e due. Ritengo dover chiarire alcune cose riguardanti le nostre discussioni.

Il 8/10/2020 alle 12:51, Alberto Tosciri ha scritto:

Ciao @Solitèr

 

Oggi non abbiamo più riferimenti religiosi, chi dovrebbe darceli  non ne ha mai avuto l'intenzione e siamo un popolo di ex cristiani smarriti e senza pastore. Cosa è il male e cosa è il bene? Il bene è chi vince le elezioni e chi ha i soldi, il male sono quelli che perdono e sono poveri.

 

 

 

 

 

Il 8/10/2020 alle 20:30, Macleo ha scritto:

Credo tu sia un po' confusa, alla faccia della filosofia! Fare del bene, è bene. Amare e voler bene - anche se contiene la parola "bene" - ,  non è necessariamente assimilabile al bene: è solo un sentimento che molto spesso "devia" con conseguenze dannatamente "maligne". Anche i pedofili sostengono di amare i bambini - e in base a questo questo molti di loro nei tribunali cercano una giustificazione e un'assoluzione sociale e morale, oltre che penale - ma non li prenderei come eclatanti esempi di "bene".

Per fortuna ti sei fermata.

 

Cominciamo col dire che siamo tutti d'accordo che il liberismo imperante ha messo sotto scacco il mondo intero, grazie alla smisurata supremazia capitalista. Premetto che concordo su di una descrizione che fece un certo Babel o Kauski( perdonatemi se ho scritto male) del " Antisemitismo": l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli". Però devo notare che noi siamo in piena sintonia con pensiero di Hitler. Quello che ci divide da lui è che nella sua follia pensò di sterminare completamente un innocente popolo. Non dimentichiamoci quindi, che tutto partì da questioni economiche, di accuse verso il sistema economico ebreo, forte dal punto di vista capitalista. Certo che noi mai ci verrebbe in mente di sterminare fisicamente chi detiene oggigiorno tale potere. Noi abbiamo affidato alla politica e agli organismi mondiali tale compito. Ma credo che qualcuno ci riderebbe in faccia nel vedere come sono falliti miseramente tali propositi. Basta vedere a livello dell'Onu cosa si decide; è la riprova che il capitalismo ha comprato qualsiasi organismo nazionale e mondiale. Come dovremmo combatterlo noi, tale forza di occupazione, che ci sta togliendo tutti i diritti, pezzo per pezzo?

Le mie sono solo delle riflessioni e tali devono rimanere. Ma mi viene spontaneo non astenermi dal farle. Te @Macleo, mi pare che veda la storia solo in bianco e nero. Io di bianco e nero vedo solo il colore delle lettere sullo sfondo bianco della pagina con cui essa viene scritta. La storia è piena di infinite sfumature di colore, come anche la storia delle persone.

Senza paura di smentite, dato che vi sono i documenti, affermo che il folle di cui stiamo discorrendo, non è l'unico responsabile della catastrofe e della guerra totale. Si parla di tentativi di resa da parte della Germania che non furono mai presi in considerazione, perché si era deciso di distruggerla in tutti i sensi. L'impegno bellico degli USA e i suoi enormi investimenti, trovarono più conveniente la guerra totale che la resa dell'aggressore.

Come vedete vi è da discorrere abbondantemente su tale figura.

 

Poi ancora mi rivolgo a @Macleo . Io non sono confusa, forse lo sei te dato che sai che sono uomo e al massimo potrei essere confusoxD. Mi sconcerta venire a conoscenza che l'amore tra Hitler e Eva era perverso. Non sapevo di sorta di bunga bunga; io sapevo di un normale rapporto alla luce del sole. Cos'ha che fare con la questione il fatto che i pedofili amano nonostante siano dei pervertiti sessuali? Come fai a banalizzare in questo modo un argomento del genere? sei per caso un psichiatra, un psicologo, per stabilire che tra i due vi era un rapporto di perversione, invece di un solido legale d'affetto? Tu fai affermazioni affrettate e avventate. Sai bene che i casi più terribili di pedofilia( intesi come perversione sessuale)( vi è anche un'altra pedofilia) sono avvenuti e avvengono nelle nostre parrocchie. Ma allora se il bene è bene è il male è il male, bisogna chiudere tutte le parrocchie?

Se il tuo giudizio è così lapidario non vi è scampo per nessuno. Eppure tu sai che tanti preti onesti portano avanti il loro difficile compito, ma sei pronto a additare come un infame chi ha qualche macchia. Sei per caso colui che può scagliare la prima pietra? Quando ho fatto tale affermazione su Hitler mi sarei dovuto primariamente accertare del grado di discernimento e di cultura verso chi dirigevo il mio più puro frutto di riflessione. Io ripeto che quest'uomo poteva avere anche del buono dentro, così come lo può avere il prete pedofilo, o chiunque altro.

Sono certo che se fosse nato in un'altro contesto storico, non avesse conosciuto le atrocità della guerra, non avesse subito l'umiliazione della resa, sarebbe stato un altro uomo. Poi se te @Macleo ritieni che assassini si nasca, così come avanzò in tesi un certo dottor Lombroso  nella traccia anatomica dell'assassino, invece che " diventare" come affermo io, stai pure nelle tue convinzioni. Io invece ti posso parlare come parte in causa del doloroso rapporto tra carnefice e la sua vittima. Io sono titolato per via della mia esperienza a parlarti in questo modo. Nel mio difficile cammino verso l'elaborazione del lutto, non vedo altra strada che tenere a mente queste parole " amate i vostri carnefici e pregate per loro". Anche perché non vedo alternativa valida alla mia rabbia e all'odio che mi tiene sveglio la notte, al punto di sognare di prendere le armi per fare giustizia. Sarei un criminale in caso lo facessi? secondo la gente che conosce le ingiustizie vigliacche a cui siamo stati rilegati, direi di no! Come mi dovrei reputare secondo le tue vedute dato che in me convive sia il male che il bene?

Ti rifaccio ancora la riflessione che si vede non hai colto: se il male e il bene assolvono il compito didattico affinché l'uomo sia edotto, il cattivo diventa il mezzo per cui l'Onnipotente porta avanti i suoi propositi, che stai attento bene, non sono dati di capire all'uomo. Per questo ho avanzato il pensiero che in fin dei conti se la volontà di Dio si manifesta in questo modo, non possiamo di certo sottrarci. Infatti per questo preghiamo " non indurci in tentazione ma liberaci dal male". Termino con l'ultima riflessione: se siamo stati invitati ad amare i nostri aguzzini e pregare per loro è solo perché il Regno dei cieli non  è il posto dove l'odio e il rancore può vivere. Chi ci vorrà far parte dovrà alienare qualsiasi pretesa di vendetta e forse sarà chiamato anche a abbracciare il suo carnefice. Poi se qualcuno ritiene che in tale posto si potranno fare i viaggi organizzati all'inferno per poter vedere come soffrono gli aguzzini di tutto il mondo, io di certo non sarò tra loro. Non credo poi neanche nella esistenza dell'inferno, in quanto non credo in tale gesto crudele, non trovandone neanche un senso, ne utilità al fine della cancellazione di qualsiasi ricordo di sofferenza. Spero che tu mi perdoni per quanto scritto e comunque sempre amici se lo vorrai. Solitèr

 

 

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2 ore fa, Solitèr ha scritto:

Io non sono confusa, forse lo sei te dato che sai che sono uomo e al massimo potrei essere confuso

Qui hai ragione, ma Soliter mi sembrava un nome da ragazza, chiedo scusa. Io nel mio profilo ho specificato di essere maschio.

2 ore fa, Solitèr ha scritto:

comunque sempre amici se lo vorrai. Solitèr

Ma certo, le migliori amicizie nascono da incomprensioni del tipo di questa!

Parlo di incomprensioni perché non ho detto che l'amore tra Hitler e Eva fosse perverso, né ho parlato di bunga bunga, come pure non ho accostato l'amore di Hitler per Eva alla pedofili o a un amore deviato. Ho solo detto che il fatto di amare una persona o un cane non è necessariamente una dimostrazione di bontà. La pedofolia l'ho citata come esempio di malinteso amore. Invece uccidere  circa 15-17 milioni di persone "come risultato diretto dei processi di "arianizzazione" promossi dal regime nazista, tra il 1933 e il 1945" (calcoli dell'United States Holocaust Memorial Museum), sicuramente significa mettere in atto il male. O no?

Per quanto riguarda altro che hai scritto:

2 ore fa, Solitèr ha scritto:

Cominciamo col dire che siamo tutti d'accordo che il liberismo imperante ha messo sotto scacco il mondo intero, grazie alla smisurata supremazia capitalista. Premetto che concordo su di una descrizione che fece un certo Babel o Kauski( perdonatemi se ho scritto male) del " Antisemitismo": l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli". Però devo notare che noi siamo in piena sintonia con pensiero di Hitler. Quello che ci divide da lui è che nella sua follia pensò di sterminare completamente un innocente popolo. Non dimentichiamoci quindi, che tutto partì da questioni economiche, di accuse verso il sistema economico ebreo, forte dal punto di vista capitalista.

piuttosto che:

2 ore fa, Solitèr ha scritto:

Senza paura di smentite, dato che vi sono i documenti, affermo che il folle di cui stiamo discorrendo, non è l'unico responsabile della catastrofe e della guerra totale. Si parla di tentativi di resa da parte della Germania che non furono mai presi in considerazione, perché si era deciso di distruggerla in tutti i sensi. L'impegno bellico degli USA e i suoi enormi investimenti, trovarono più conveniente la guerra totale che la resa dell'aggressore....

 Quando ho fatto tale affermazione su Hitler mi sarei dovuto primariamente accertare del grado di discernimento e di cultura verso chi dirigevo il mio più puro frutto di riflessione. Io ripeto che quest'uomo poteva avere anche del buono dentro, così come lo può avere il prete pedofilo, o chiunque altro.

Sono certo che se fosse nato in un'altro contesto storico, non avesse conosciuto le atrocità della guerra, non avesse subito l'umiliazione della resa, sarebbe stato un altro uomo

Preferisco non controbattere e lasciare commenti e interpretazioni ad altri.

Mi spiace, inoltre, che tu mi abbia messo in bocca parole non mie estrapolando ragionamenti che non ho fatto: per favore, rileggi a mente serena quel poco che ho scritto e ti renderai conto che ti sei immaginato, senza un vero motivo, molte cose che non mi appartengono. Infine ho capito che, per qualche ragione molto grave cui hai accennato parlando di carnefici e lutti, tu abbia sofferto, o stia soffrendo, e ti auguro tanta fortuna, serenità e felicita per il tuo domani.

Ultima annotazione per "alleggerire" l'atmosfera:

3 ore fa, Solitèr ha scritto:

Infatti per questo preghiamo " non indurci in tentazione ma liberaci dal male".

Avresti dovuto dire "pregavate", in quanto il vostro Papa Francesco (io rifuggo da ogni teoria e pratica religiosa) ha cambiato la prima frase in  «non abbandonarci alla tentazione». Il motivo? Quel «non indurci in tentazione» poteva far pensare che fosse Dio a spingerci verso il male.

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@Solitèr òla. Sono stata via per un po e mi ritrovo questo tuo pensiero tra le mani. Non lo chiamerei racconto ma bensì il tuo solito modo di mettere a nudo il tuo io. Ho notato che nonostante tanti lo abbiano apprezzato come idea, nessuno abbia pensato a darti un voto. A mio parere esprimi pensieri sempre troppo avanti e forse non adatti ai contest. Potresti scriverci un bel libro di esperienze, considerato l'elaborazione del male e del bene collegata alle tue vicissitudini. Io ti do ragione su tutto, anche quando hai voluto chiarire ciò che da molti è parso come un discorso folle.

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