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Lo scrittore incolore

[MI 141] Offline/Online

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Traccia di mezzogiorno: Bene e male coesistono

 

 

 

Offline

Il bambino attraversa il corridoio di corsa.

Adalgisa, seduta al tavolo del salotto, si illumina in volto. Lascia lo smartphone sul tavolo e corre incontro al nipote.

«Nonna!» grida il piccolo, con la testolina che sobbalza da una parte e dall’altra e con essa i ricci indisciplinati.

«Mario! Vieni qua, che ti voglio spupazzare!» dice la donna e afferra il pargolo sotto le ascelle. Quindi lo solleva e lo riempie di baci, alternando guancia destra e guancia sinistra, con qualche sortita sulla fronte.

Mario ride e sgambetta.

Poi, quando nonna e nipote sono entrambi appagati dallo scambio di tenere effusioni, Adalgisa rimette Mario giù e quello scatta fuori dalla stanza.

«Nonna, Birillo è in giardino?» urla il bambino.

Un abbaiare gioioso rende retorico il «Sì, è lì che ti aspetta, amore!» di Adalgisa, che si concede un sorriso. Due esseri viventi, composti quasi essenzialmente di spensieratezza, stanno per incontrarsi, in una celebrazione di autentica gioia. E a lei si scalda il cuore.

 

Online

In risposta ad Adalgisa Brembeis: Ma lei si rende conto della follia delle sue parole? Queste persone scappano da guerre, tragedie. Mica si mettono su un gommone per il piacere di fare una gita in barca sul Mediterraneo.

In risposta a Marcello Turci: Provi ad andare lei lì da loro. Vedrà come l’accolgono bene. Vedrà come la trattano, non appena dice di essere cristiano.

In risposta ad Adalgisa Brembeis: Ma che cosa significa, mi scusi? Lei è capace di leggere un testo e capirne il significato o spara solo proclami? Cosa dovremmo fare con questa povera gente, secondo lei? Lasciarli morire in mare?

In risposta a Marcello Turci: Perché no? Almeno non rischiamo di ritrovarci ladri, stupratori e perdigiorno.

 

Offline

«Nonna, ciao! Dov’è Mario? Mamma sta cercando parcheggio e ci ha detto di cominciare a entrare. Gli stavo tenendo la mano, ma poi mi ha chiamato la mia amica Martina per i compiti e quella peste mi è scappato via.»

Adalgisa posa lo smartphone sul tavolo e sorride bonariamente alla nuova arrivata: Lucia, la sorella maggiore di Mario.

Ha quindici anni e dall’ultima volta che l’ha vista le sembra ancora più cresciuta. È incredibile la fretta con cui la donna che sarà sta scacciando via dal corpo della nipote la bambina che è stata.

Adalgisa quasi si commuove: è identica alla madre alla sua età, a sua figlia che sta parcheggiando. Per un attimo la donna torna indietro nel tempo e si perde nei ricordi.

«Nonna! Ci sei? Mario è entrato, vero?»

Lucia ha usato un tono leggermente più acuto per questa seconda domanda.

La madre le ha affidato il fratello e non vederlo in giro la preoccupa alquanto.

«Sì, tesoro, tranquilla. È di là in giardino che gioca con Birillo! Non li senti?»

«Ah, ok! Adesso vado di là e gliene dico quattro.»

«Ascolta a me. Tuo fratello si sta solo divertendo. Lascialo scorrazzare in giardino.»

«Ma mamma mi ha detto…»

«Ci parlo io con tua mamma, ora che viene. Non ti preoccupare. Piuttosto, lo vuoi sapere un segreto?»

«Che segreto?»

«Vieni qua, te lo dico all’orecchio.»

Lucia si avvicina. Per un attimo sul volto si riaffaccia la bambina curiosa e la donna scompare.

«In forno c’è una crostata con la Nutella, calda calda. Come piace a te. Se vai di là in cucina, il primo pezzo è tuo. Prendilo pure grande quanto vuoi. Daremo la colpa al nonno.»

Lucia sgrana gli occhi e bacia la nonna sulla guancia, quindi fugge via verso la cucina.

 

Online

In risposta ad Adalgisa Brembeis: E certo! Perché tutte le persone di colore sono uguali. Tutti delinquenti o nullafacenti. Questo qualunquismo è penoso. Siamo noi il vero terzo mondo, con gente che ragiona come lei.

In risposta a Marcello Turci: Ma se ci tiene così tanto, perché non li accoglie lei e se li mette in casa? Corra il rischio. Se non le stuprano la moglie e non le rubano anche le mutande, ci guadagniamo tutti, no? Le famose risorse per le pensioni, giusto?

In risposta ad Adalgisa Brembeis: Ma possibile pensare ai soldi, alle cose materiali? Come si fa a rimanere indifferenti davanti a queste immagini terribili? L’articolo parla di quindici bambini annegati. Ci sono tre donne disperse, in stato di gravidanza. Lei è una donna, Dio santo. Non ha figli? Nipoti?

In risposta a Marcello Turci: Potevano rimanere dov’erano e non partire. Mettersi in mare su una carretta del genere è praticamente un suicidio annunciato e loro lo sapevano. Qui da noi tanti muoiono di fame, per colpa di questo governo maledetto e non leggo un articolo in merito. Ma a quanto pare il negro genera più clic…

 

Offline

Uno sbuffo risuona nel salotto e Adalgisa poggia lo smartphone sul tavolo.

C’è la figlia davanti a lei, con una busta della spesa per mano e un’espressione estremamente contrita sul volto.

«Non puoi capire. Il parcheggio. Avrò girato cinque volte l’isolato. Ma da quando in qua sono venuti tutti ad abitare in questa zona, mamma?»

«Sai com’è d’estate qui, no? Tutti i villeggianti riempiono le case stagionali. Ci sta. Dà a me le buste, piuttosto. Quanto ti devo per la spesa?»

«Ma niente, ma’. Ti pare. Avrò speso sì e no una quindicina d’euro.»

«Ok, te ne infilo venti nella borsa, appena ti distrai.»

«Ma mamma, dai. Lo sai che lo faccio con piacere.»

«Senti, tu hai figli piccoli, le spese della casa e tutto. A me i soldi non servono a niente. Quindi lasciami fare, ok?»

«Ok. Mario e Lucia?»

«Sono in giardino. Raggiungili. Io faccio uno spaghettino fresco al pomodoro e…»

«Lucia…»

«Non ci vuole le bucce, lo so. Tranquilla, li passo. Ora vai, ok?»

«Sei la migliore, mamma» dice la donna più giovane, quindi dà un bacio sulla fronte all’altra ed esce dal salotto.

Adalgisa si alza, con qualche difficoltà data dal femore operato, e si sposta in cucina. Prende una manciata di datterini gialli e rossi e comincia a cantare, la voce argentina che fa da eco al getto dell’acqua nel lavandino.

Poi li adagia sul tagliere e li spacca a metà con dei colpi decisi.

Mentre l’acqua raggiunge il bollore, il canto diventa un fischiettare allegro.

Adalgisa apre lo sportello del forno e vede con piacere che, alla crostata con la Nutella, manca proprio il pezzo dove ha disegnato il cuore con la frolla per Lucia. Il loro piccolo segreto.

 

Online

Importante messaggio dal team di Facebook per Adalgisa Brembeis: Adalgisa, abbiamo rimosso un post perché violava gli standard della comunità, e ti sospendiamo per un giorno. Confidiamo che tu possa usare questo tempo per riflettere su ciò che hai scritto ed evitare in futuro termini e argomenti che possano risultare offensivi per altri utenti. A presto!

 

Il mio commento

 

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@Lo scrittore incolore Ciao! Ma che idea originale. La nonnina tutto miele, amore e coccole che in realtà viene bannata perché tacciata di razzismo. Qual è la vera nonna? La nonna web o quella del Mulino Bianco?  Difficile a dirsi. Certo che, protetto da identità nascoste,  l’io potrebbe manifestare la sua vera essenza. O no? Magari la nonna Adalgisa si diverte a stuzzicare le reazioni altrui. In ogni caso diabolica nonnetta e diabolico scrittore incolore che ha costruito una storia molto gustosa. Complimenti.

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1 ora fa, @Monica ha scritto:

@Lo scrittore incolore Ciao! Ma che idea originale. La nonnina tutto miele, amore e coccole che in realtà viene bannata perché tacciata di razzismo. Qual è la vera nonna? La nonna web o quella del Mulino Bianco?  Difficile a dirsi. Certo che, protetto da identità nascoste,  l’io potrebbe manifestare la sua vera essenza. O no? Magari la nonna Adalgisa si diverte a stuzzicare le reazioni altrui. In ogni caso diabolica nonnetta e diabolico scrittore incolore che ha costruito una storia molto gustosa. Complimenti.

Felicissimo che tu abbia colto tutto quello che ho voluto sottintendere! Davvero felice! Grazie <3

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@Lo scrittore incolore

Sì, in apparenza sembrano due persone totalmente diverse, la nonna amorevole delle coccole e la nonna razzista... ma in realtà ci vedo un unico carattere (per quanto la traccia sia centrata). La nonna è figlia d'altri tempi e non è colpa sua. Non è una colpa, spero. Tempi dove si aveva la sicurezza, la certezza di un modo di vivere magari noioso, dove per mettersi in contatto con qualcuno  si telefonava da casa o da una cabina con un pugno di gettoni in tasca.

Ma la nonna da ragazza poteva uscire in strada di notte per telefonare da una cabina. Oggi  di sicuro no. E fra i tanti esseri umani che potrebbero stuprarla, picchiarla, rapinarla e farla a pezzi e anche mangiarla ci sono anche  taluni esseri umani che scappano dalle guerre e naufragano tutti i giorni da navi di linea o passeggeri come  il Titanic  e l'Andrea Doria, chiamati anche loro naufraghi dalle cronache dell'epoca.

Perché i naufraghi sono passeggeri di navi che affondano per cause di forza maggiore una volta ogni morte di papa, non a cicli continui sotto tariffa. La nonna questo lo  saper sommi capi. Non può opporsi  a chi ha il prosciutto (preferibilmente d'anatra perché il suino, si sa...)  sugli occhi e sulle orecchie e si  lamenta sulla tastiera.

A me fa tenerezza.  Non credo che sia nata con la testa razzista ma ha una grande fifa. Propenderei per gettare a mare le tastiere e i pc. Ma sorgerebbero associazioni tipo: nessuno fracassi i tabloid...

 

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Ciao @Lo scrittore incolore

mi perdonerà @Alberto Tosciri ma a me invece l'effetto che fa il personaggio della nonnina è piuttosto inquietante (anche se concordo con lui che possa essere la paura e generare certi comportamenti). Ciò che inquieta è proprio che tu abbia mostrato le due facce di una stessa medaglia. Mi è capitato di vedere il profilo Facebook di una donna che aveva fatto una battuta di pessimo gusto sul caso tristemente famoso del bambino morto assiderato sulla stiva di un volo per Parigi, era una persona dall'aspetto innocuo, una nonna ritratta con il proprio nipotino in braccio, immagino affettuosa e amorevole, proprio come la nonnina di questo racconto. Senza entrare nel merito di come possano convivere due anime così opposte nello stesso individuo, quali possano essere i motivi che ci stanno dietro, credo che la struttura del tuo racconto abbia centrato in pieno una problematica che esiste da sempre ma che al giorno d'oggi si esprime proprio nella possibilità di scindere la propria identità pubblica ma virtuale dalla dimensione privata, forse percepita da qualcuno come più reale. Un'opposizione che hai reso benissimo, in maniera chiara e diretta.

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6 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

@Lo scrittore incolore

Sì, in apparenza sembrano due persone totalmente diverse, la nonna amorevole delle coccole e la nonna razzista... ma in realtà ci vedo un unico carattere (per quanto la traccia sia centrata). La nonna è figlia d'altri tempi e non è colpa sua. Non è una colpa, spero. Tempi dove si aveva la sicurezza, la certezza di un modo di vivere magari noioso, dove per mettersi in contatto con qualcuno  si telefonava da casa o da una cabina con un pugno di gettoni in tasca.

Ma la nonna da ragazza poteva uscire in strada di notte per telefonare da una cabina. Oggi  di sicuro no. E fra i tanti esseri umani che potrebbero stuprarla, picchiarla, rapinarla e farla a pezzi e anche mangiarla ci sono anche  taluni esseri umani che scappano dalle guerre e naufragano tutti i giorni da navi di linea o passeggeri come  il Titanic  e l'Andrea Doria, chiamati anche loro naufraghi dalle cronache dell'epoca.

Perché i naufraghi sono passeggeri di navi che affondano per cause di forza maggiore una volta ogni morte di papa, non a cicli continui sotto tariffa. La nonna questo lo  saper sommi capi. Non può opporsi  a chi ha il prosciutto (preferibilmente d'anatra perché il suino, si sa...)  sugli occhi e sulle orecchie e si  lamenta sulla tastiera.

A me fa tenerezza.  Non credo che sia nata con la testa razzista ma ha una grande fifa. Propenderei per gettare a mare le tastiere e i pc. Ma sorgerebbero associazioni tipo: nessuno fracassi i tabloid...

 

Sembra quasi che tu sia d'accordo con lei :D Ma nei limiti del possibile, ci sta! Il mio obiettivo era polarizzare in modo estremamente feroce e la tua opinione mi fa capire che ci sono riuscito ;)

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5 ore fa, ivalibri ha scritto:

Ciao @Lo scrittore incolore

mi perdonerà @Alberto Tosciri ma a me invece l'effetto che fa il personaggio della nonnina è piuttosto inquietante (anche se concordo con lui che possa essere la paura e generare certi comportamenti). Ciò che inquieta è proprio che tu abbia mostrato le due facce di una stessa medaglia. Mi è capitato di vedere il profilo Facebook di una donna che aveva fatto una battuta di pessimo gusto sul caso tristemente famoso del bambino morto assiderato sulla stiva di un volo per Parigi, era una persona dall'aspetto innocuo, una nonna ritratta con il proprio nipotino in braccio, immagino affettuosa e amorevole, proprio come la nonnina di questo racconto. Senza entrare nel merito di come possano convivere due anime così opposte nello stesso individuo, quali possano essere i motivi che ci stanno dietro, credo che la struttura del tuo racconto abbia centrato in pieno una problematica che esiste da sempre ma che al giorno d'oggi si esprime proprio nella possibilità di scindere la propria identità pubblica ma virtuale dalla dimensione privata, forse percepita da qualcuno come più reale. Un'opposizione che hai reso benissimo, in maniera chiara e diretta.

Le famose maschere di Pirandello oggi sono di certo due separate e distinte e io ho voluto sottolineare ancor di più il distacco! Felice che ti sia piaciuto e ancor di più che anche nella realtà tu abbia riscontrato uno di questi terribili esseri bifronte! Grazie mille davvero <3

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48 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

@Lo scrittore incolore :)

 

Hai centrato perfettamente la traccia con il tuo racconto sulla coesistenza di bene e male nella stessa persona. Bravo!

Anche il richiamo dell'off-line - online è azzeccato, nel loro contrapporsi e nel loro far intendere che nel mondo virtuale è più facile che ci parta il neurone, quasi non ci sentissimo così

responsabili delle nostre azioni come nel quotidiano. E senza vedere in faccia gli altri (e senza che loro vedano la nostra) dire cose stupide o cattive che altrimenti, offline, non riusciremmo a completare sotto lo sguardo reale del nostro interlocutore.

Il famoso leone da tastiera, che io chiamerei più coniglio da tastiera, proprio perché come tu hai sottolineato benissimo, si sente intoccabile e scrive e dice cose che mai direbbe in un confronto faccia a faccia. Felice che anche a te sia piaciuto, cara <3

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Ciao @Lo scrittore incolore

la storia è ben scritta e ben organizzata, e mi ha tenuto sulla corda dall'inizio alla fine. Ci sono due possibili inconvenienti:

1) definendo la nonna razzista rischi di scontentare i lettori che, magari senza essere razzisti, condividono certe sue, diciamo, "preoccupazioni". E quindi ai loro occhi indebolisci il polo del male. Un tema più neutrale poteva essere preferibile (dal punto di vista del consenso).

2) Hai messo molti particolari ma qualcosa nel comportamento "offline" non mi quadra. Forse perché mi sono fatto subito l'idea di una donna che sa anche essere cattiva. Non ridere: mi sono immaginato che il nipotino potesse essere sbranato dal cane... è per quello che mi hai tenuto sulla corda fino alla fine. Sembrava che lei dicesse alla nipotina di non andare subito in giardino per quello... Un effetto secondario non voluto ;), ma magari sono solo io che l'ha percepito così...

Comunque ripeto, molto ben scritto, organizzato e perfettamente in traccia.

Ciao

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2 minuti fa, Gianfranco P ha scritto:

Ciao @Lo scrittore incolore

la storia è ben scritta e ben organizzata, e mi ha tenuto sulla corda dall'inizio alla fine. Ci sono due possibili inconvenienti:

1) definendo la nonna razzista rischi di scontentare i lettori che, magari senza essere razzisti, condividono certe sue, diciamo, "preoccupazioni". E quindi ai loro occhi indebolisci il polo del male. Un tema più neutrale poteva essere preferibile (dal punto di vista del consenso).

2) Hai messo molti particolari ma qualcosa nel comportamento "offline" non mi quadra. Forse perché mi sono fatto subito l'idea di una donna che sa anche essere cattiva. Non ridere: mi sono immaginato che il nipotino potesse essere sbranato dal cane... è per quello che mi hai tenuto sulla corda fino alla fine. Sembrava che lei dicesse alla nipotina di non andare subito in giardino per quello... Un effetto secondario non voluto ;), ma magari sono solo io che l'ha percepito così...

Comunque ripeto, molto ben scritto, organizzato e perfettamente in traccia.

Ciao

Oddio il nipotino sbranato dal cane è un bel plot twist :D Il tuo commento mi ha fatto molto ragionare, perché anche in sede di scrittura avevo paura che quel male venisse preso come un affronto a chi magari condivide delle idee con la parte online. Il mio punto era invece solo ed esclusivamente quello di polarizzare il più possibile e il contrasto fra la razzista cinica e la nonna premurosa mi sembrava già di per sé molto forte! Grazie del passaggio e dell'ottimo spunto di riflessione <3

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@Lo scrittore incolore, non so se l'hai letto sul giornale. Marcello Turci, tanto buono e sensibile nei riguardi dei migranti, è stato denunziato a piede libero per aver menato la moglie che lo rimproverava di aver abbandonato il loro cane malato in autostrada!

Ebbene sì, Siamo tutti delle nonne Adalgise e i nostri comportamenti si differenziano - o addirittura sono opposti - in dipendenza di quanto gli eventi ci disturbano. Per restare al racconto, una cosa sono i migranti della tv - che mica escono dallo schermo a romperci le palle - e altra cosa un nero che chiede la carità in modo, a nostro giudizio, troppo pressante.

 

Bravissimo come sempre, altro da dire non c'è!

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2 ore fa, Macleo ha scritto:

@Lo scrittore incolore, non so se l'hai letto sul giornale. Marcello Turci, tanto buono e sensibile nei riguardi dei migranti, è stato denunziato a piede libero per aver menato la moglie che lo rimproverava di aver abbandonato il loro cane malato in autostrada!

Ebbene sì, Siamo tutti delle nonne Adalgise e i nostri comportamenti si differenziano - o addirittura sono opposti - in dipendenza di quanto gli eventi ci disturbano. Per restare al racconto, una cosa sono i migranti della tv - che mica escono dallo schermo a romperci le palle - e altra cosa un nero che chiede la carità in modo, a nostro giudizio, troppo pressante.

 

Bravissimo come sempre, altro da dire non c'è!

Grazie per aver capito in profondità tutto ciò che volevo intendere! Grazie di cuore <3

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17 ore fa, Lo scrittore incolore ha scritto:

Sembra quasi che tu sia d'accordo con lei :D Ma nei limiti del possibile, ci sta! Il mio obiettivo era polarizzare in modo estremamente feroce e la tua opinione mi fa capire che ci sono riuscito ;)

Leva pure il quasi... ma non dirlo a nessuno...  :D

 

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Il 4/10/2020 alle 20:10, Lo scrittore incolore ha scritto:

«Mario! Vieni qua, che ti voglio spupazzare!» dice la donna e afferra il pargolo sotto le ascelle. Quindi lo solleva e lo riempie di baci, alternando guancia destra e guancia sinistra, con qualche sortita sulla fronte.

Mario ride e sgambetta

Che scena carina! È esattamente così che si spupazzano i bambini. E anche le altre scenette domestiche sono aderenti alla realtà e piacevoli da leggere. Ho trovato molto ingegnosa l'alternanza online/offline, e sempre azzeccata la tua satira di costume. Bravo ogni volta, @Lo scrittore incolore

 

Modificato da Ippolita2018

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5 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

Che scena carina! È esattamente così che si spupazzano i bambini. E anche le altre scenette domestiche sono aderenti alla realtà e piacevoli da leggere. Ho trovato molto ingegnosa l'alternanza online/offline, e sempre azzeccata la tua satira di costume. Bravo ogni volta, @Lo scrittore incolore

 

Grazie infinitamente per passaggio e commento, carissima <3

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@Lo scrittore incolore ciao. Racconto articolato e vivace. Anche te hai scelto la coesistenza del bene e del male, ma senza assoggettarle ad un giudizio unitario. Dividi bene  e male e diventa impossibile stabilire cosa questa donna sia. Questa è la classica domanda che ci si trova quando si giudica: ma è buona o cattiva questa persona? la risposta invece è semplice, noi siamo buoni e cattivi allo stesso modo. Spesso mi ritrovo a pensare ad un passo del nuovo testamento dove si parla di quello che andato al tempio per pregare, appena uscito prese per il collo il suo debitore... è difficile giudicare:sherlock: 

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3 ore fa, Solitèr ha scritto:

@Lo scrittore incolore ciao. Racconto articolato e vivace. Anche te hai scelto la coesistenza del bene e del male, ma senza assoggettarle ad un giudizio unitario. Dividi bene  e male e diventa impossibile stabilire cosa questa donna sia. Questa è la classica domanda che ci si trova quando si giudica: ma è buona o cattiva questa persona? la risposta invece è semplice, noi siamo buoni e cattivi allo stesso modo. Spesso mi ritrovo a pensare ad un passo del nuovo testamento dove si parla di quello che andato al tempio per pregare, appena uscito prese per il collo il suo debitore... è difficile giudicare:sherlock: 

Era esattamente ciò che volevo intendere! Grazie davvero per il passaggio e per il commento <3

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@Lo scrittore incolore

Conosco talmente tante persone come nonna Adalgisa. Sono buone e dolci coi loro amici e generose e disponibili con il prossimo, ma capaci di pensieri atroci e inclini all'odio verso il diverso.

A volte mi chiedo se siano tanto gentili con me perché ho la pelle bianca, e aimé, credo di sì...

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5 ore fa, Kiarka ha scritto:

@Lo scrittore incolore

Conosco talmente tante persone come nonna Adalgisa. Sono buone e dolci coi loro amici e generose e disponibili con il prossimo, ma capaci di pensieri atroci e inclini all'odio verso il diverso.

A volte mi chiedo se siano tanto gentili con me perché ho la pelle bianca, e aimé, credo di sì...

Sì, purtroppo ne conosco tante anche io! Grazie per il passaggio e il commento <3

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Ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato e mi é piaciuto moltissimo.

La nonna Adalgisa perfida e decisa online, mentre offline sbuccia i datterini per la nipote viziata.

Anche Marcello viene definito bene dalle sue risposte, traspare la disperazione di non riuscire a portare Adalgisa a distinguere fra immigrazione incontrollata e tragedia umana, non si capacita che la donna non riesca a provare pietà per l'individuo immigrato, quello che sceglie il barcone per disperazione e poi finisce per ingrassare i numeri dei clandestini.

Mi piace l'alternanza dello stile tra nonna amorosa e nonna estremista, tra generosità e intolleranza.

Anche i personaggi accessori come la figlia e i due nipoti a mio avviso sono ben caratterizzati, e pare proprio di essere lí in quella casa a godersi quella visita.

Il ban finale della nonna per me é stato destabilizzante, avrei preferito che il nipotino venisse salvato da qualche "negro" di passaggio, sporco e straccione che poi si rivela laureato in medicina pur essendo scappato dal proprio paese col barcone. Oppure che la figlia separata avesse raccontato alla madre la sua meravigliosa relazione con il farmacista single di due paesi più in lá, che adora i suoi figli, per poi scoprire che é un nigeriano ( tipo "Indovina chi viene a cena").

Poi ci ho ripensato ed effettivamente é proprio la normalità del ban finale, come succede nella vita vera a rendere questo racconto interessante. Proprio perché non sappiamo mai chi abbiamo di fronte, magari appunto nonna Adalgisa, oppure una persona mite e gentile che poi in realtà é un hater professionista, o ancora il vicino di casa gentilissimo che sul web é caccia di nazifemministe e ritiene che tutte le donne siano privilegiate a spese del genere maschile.

Insomma il tuo racconto mi é piaciuto moltissimo, mi ha tenuto sul filo fino alla fine, mi ha dato molto da pensare e quindi complimenti!

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