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mutantboy

Struttura Carabinieri anni 60

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Ciao,

 

qualcuno sa o conosce fonti o link per avere informazioni sulla struttura del corpo dei carabinieri negli anni 60 ?

Ovvero le differenze rispetto a oggi di:

- gradi e organigramma

- competenze 

- organizzazione e struttura dei comandi e sottocomandi

Inoltre come funzionano (o funzionavano) le competenze nelle indagini per omicidio

Grazie e ciao

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10 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Ciao @mutantboy , dovrebbero esserci delle notizie sommarie su organigrammi e competenze negli anni in Wikipedia, inoltre ho trovato questo Pdf intitolato "Storia dell'Arma".

Spro che possano esserti utili. :)

Grazie! Su wikipedia avevo già trovato pochi dettagli di ciò che mi serviva, ora mi leggerò il pdf!

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Il 29/9/2020 alle 11:07, mutantboy ha scritto:

Inoltre come funzionano (o funzionavano) le competenze nelle indagini per omicidio

 

Ti riferisci a indagini preliminari?

Se sì, le indagini sono condotte dalla polizia giudiziaria (detta anche polizia investigativa).

Secondo la legge, sono "ufficiali di polizia giudiziaria" anche (testuale) "gli ufficiali superiori e inferiori e i sottufficiali dei carabinieri" (visto che parlavi dell'Arma).

Sono invece "agenti di polizia giudiziaria" i carabinieri in genere.

 

La polizia giudiziaria (PG), acquisita la notizia di reato, riferisce senza ritardo al PM, il quale dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria. Però considera che la PG può svolgere molti atti di propria iniziativa; casomai successivamente il PM decide se convalidarli o meno. Esempio tipico sono le intercettazioni urgenti: dato che non c'è tempo per richiedere al PM l'autorizzazione, la PG intanto le effettua, poi sarà il PM a convalidarle o meno (ma di solito il PM convalida, se c'è qualcosa di notevole).

Poi c'è il Gip (Giudice per le Indagini Preliminari), che in questi casi agisce come una sorta di giudice di secondo grado.

Più o meno funziona così.

 

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12 ore fa, dyskolos ha scritto:

 

Ti riferisci a indagini preliminari?

Se sì, le indagini sono condotte dalla polizia giudiziaria (detta anche polizia investigativa).

Secondo la legge, sono "ufficiali di polizia giudiziaria" anche (testuale) "gli ufficiali superiori e inferiori e i sottufficiali dei carabinieri" (visto che parlavi dell'Arma).

Sono invece "agenti di polizia giudiziaria" i carabinieri in genere.

 

La polizia giudiziaria (PG), acquisita la notizia di reato, riferisce senza ritardo al PM, il quale dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria. Però considera che la PG può svolgere molti atti di propria iniziativa; casomai successivamente il PM decide se convalidarli o meno. Esempio tipico sono le intercettazioni urgenti: dato che non c'è tempo per richiedere al PM l'autorizzazione, la PG intanto le effettua, poi sarà il PM a convalidarle o meno (ma di solito il PM convalida, se c'è qualcosa di notevole).

Poi c'è il Gip (Giudice per le Indagini Preliminari), che in questi casi agisce come una sorta di giudice di secondo grado.

Più o meno funziona così.

 

 

Grazie, ma questa è la pratica degli anni 60?

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4 minuti fa, mutantboy ha scritto:

 

Grazie, ma questa è la pratica degli anni 60?

 

Figurati. Pensavo ti riferissi al presente. Comunque non mi pare che il codice di procedura penale sia cambiato molto dagli anni 60. Le parti essenziali sono rimaste quasi uguali (le cose che dicevo prima non sono cambiate, o almeno non mi risulta). Però nei 60 il Gip non c'era, c'era invece il giudice istruttore, il quale aveva poteri diversi dal Gip, ma Gip a parte, il resto lo puoi considerare attuale, a meno che non vada a toccare proprio quei leggeri cambiamenti. Esempio: nei 60 non erano previste le indagini difensive (quella fatte "privatamente" dall'avvocato dell'imputato), oggi sì. Altro esempio: nel 2014 sono cambiate lievemente le competenze di PG della polizia municipale. Sui Carabinieri non credo sia cambiato nulla.

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ciao @mutantboy

ti consiglierei per avere buone notizie sui Carabinieri e loro modalità in uso negli anni Sessanta, una bellissima mini serie televisiva in bianco e nero  in sei puntate (fatta negli anni Sessanta, nulla a che vedere con le serie barzelletta e storie d'amore fatte oggi). Basta che su youtube digiti I racconti del maresciallo,  tratti da racconti di Mario Soldati che poi curò la sceneggiatura e la regia televisiva. C'è tutta la serie, io l'ho scaricata e ogni tanto me la guardo in televisione.

L'attore che interpretava il maresciallo comandante di stazione era il grande Turi Ferro e  recita non da attore ma da vero Carabiniere, sembra vero, quelle serie sembrano documentari non film e me ne intendo perché mio padre era Carabiniere in quegli anni e io vivevo negli alloggi delle famiglie posti sopra la caserma. Vedevo i Carabinieri tutti i giorni, i loro uffici, il loro modo di vivere, tramite mio padre, il quale in seguito mi spiegava qualcosa, piccoli fatti quotidiani, procedure  affrontate con una professionalità, esperienza e umanità che sono molto cambiate, purtroppo.

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13 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

che sono molto cambiate, purtroppo.

 

Cosa che dispiace molto anche a me.

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Ospite

Negli anni '60 i carabinieri facevano ancora parte dell'Esercito Italiano, per conto del quale fungevano anche da Polizia Militare. 
I gradi erano, e sono rimasti, gli stessi dell'esercito, con la differenza che nei carabinieri manca la figura del caporale, sostituita dall'appuntato, e quella del sergente, sostituita dal brigadiere; ma dal maresciallo in su sono appunto i medesimi. Tienti conto però che la loro importanza, rispetto all'esercito, è molto maggiore. Un maresciallo, tanto per intenderci, pur rimanendo di fatto un sottufficiale, può comandare una caserma, mentre un tenente può essere addirittura a capo di una compagnia, che ha sotto il suo controllo un territorio relativamente vasto, o densamente popolato, e comunque importante.
Le indagini su reati relative ai civili, sempre negli anni '60, non potevano essere svolte dai carabinieri in forma autonoma; non potevano cioè prendere l'iniziativa, se non dietro un preciso mandato dell'autorità giudiziaria. A quei tempi, è bene che tu lo sappia, anche la Polizia di Stato era sottoposta alla disciplina militare, anche se più blanda rispetto a quella che regnava tra i carabinieri. 
Anche il codice di procedura penale era diverso e ancora non era stata creata la figura del G.I.P. , il giudice per le indagini preliminare, né esisteva il rito abbreviato. L'ordine di custodia cautelare in carcere si chiamava ancora "mandato di cattura". Ci sono comunque molti altri elementi, a livello di indagini, che un libro ambientato in quel periodo dovrebbe tenere in considerazione.

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1 minuto fa, dyskolos ha scritto:
13 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

che sono molto cambiate, purtroppo.

 

Cosa che dispiace molto anche a me.

A chi lo dici... proprio in questi giorni sto mettendo in ordine  e scannerizzando vecchie foto di famiglia e in molte compare mio padre negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, quasi sempre in uniforme e in ambienti di varie caserme, assieme a colleghi, amici, parenti, la mia famiglia, nonché di servizio per ricorrenze religiose nei piccoli paesi dove prestò servizio. Sembra di entrare in un altro mondo felice, fatto di pace, serenità, poche cose semplici e certe e non lo dico solo  perché parlo della mia infanzia e prima giovinezza... allora si viveva in un altro mondo davvero, fatto a misura d'uomo. Se lo racconti oggi appare inverosimile tanto la società si è imbruttita, in tutti i sensi.

Mi sono sempre stupito e indignato del fatto che  in Italia si siano fatti film sui Carabinieri sempre in maniera macchiettistica, tranne poche eccezioni, come la serie televisiva di Mario Soldati.

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3 ore fa, Alexmusic ha scritto:

il codice di procedura penale era diverso 

 

A beneficio di @mutantboy voglio dire che Alexmusic ha tecnicamente ragione, essendo il cpp attuale in vigore dal 1989. Però le singole cose che ti ho detto non sono mutate significativamente e le puoi considerare valide nei 60. L'esempio delle "intercettazioni ugenti" è in effetti troppo moderno (è parte del cpp attuale) e allora o lo trascuri o lo riferisci a "fermi urgenti".

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3 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

ciao @mutantboy

ti consiglierei per avere buone notizie sui Carabinieri e loro modalità in uso negli anni Sessanta, una bellissima mini serie televisiva in bianco e nero  in sei puntate (fatta negli anni Sessanta, nulla a che vedere con le serie barzelletta e storie d'amore fatte oggi). Basta che su youtube digiti I racconti del maresciallo,  tratti da racconti di Mario Soldati che poi curò la sceneggiatura e la regia televisiva. C'è tutta la serie, io l'ho scaricata e ogni tanto me la guardo in televisione.

L'attore che interpretava il maresciallo comandante di stazione era il grande Turi Ferro e  recita non da attore ma da vero Carabiniere, sembra vero, quelle serie sembrano documentari non film e me ne intendo perché mio padre era Carabiniere in quegli anni e io vivevo negli alloggi delle famiglie posti sopra la caserma. Vedevo i Carabinieri tutti i giorni, i loro uffici, il loro modo di vivere, tramite mio padre, il quale in seguito mi spiegava qualcosa, piccoli fatti quotidiani, procedure  affrontate con una professionalità, esperienza e umanità che sono molto cambiate, purtroppo.

 

Grazie!

 

3 ore fa, Alexmusic ha scritto:

Negli anni '60 i carabinieri facevano ancora parte dell'Esercito Italiano, per conto del quale fungevano anche da Polizia Militare. 
I gradi erano, e sono rimasti, gli stessi dell'esercito, con la differenza che nei carabinieri manca la figura del caporale, sostituita dall'appuntato, e quella del sergente, sostituita dal brigadiere; ma dal maresciallo in su sono appunto i medesimi. Tienti conto però che la loro importanza, rispetto all'esercito, è molto maggiore. Un maresciallo, tanto per intenderci, pur rimanendo di fatto un sottufficiale, può comandare una caserma, mentre un tenente può essere addirittura a capo di una compagnia, che ha sotto il suo controllo un territorio relativamente vasto, o densamente popolato, e comunque importante.
Le indagini su reati relative ai civili, sempre negli anni '60, non potevano essere svolte dai carabinieri in forma autonoma; non potevano cioè prendere l'iniziativa, se non dietro un preciso mandato dell'autorità giudiziaria. A quei tempi, è bene che tu lo sappia, anche la Polizia di Stato era sottoposta alla disciplina militare, anche se più blanda rispetto a quella che regnava tra i carabinieri. 
Anche il codice di procedura penale era diverso e ancora non era stata creata la figura del G.I.P. , il giudice per le indagini preliminare, né esisteva il rito abbreviato. L'ordine di custodia cautelare in carcere si chiamava ancora "mandato di cattura". Ci sono comunque molti altri elementi, a livello di indagini, che un libro ambientato in quel periodo dovrebbe tenere in considerazione.

 

Grazie!

5 minuti fa, dyskolos ha scritto:

 

A beneficio di @mutantboy voglio dire che Alexmusic ha tecnicamente ragione, essendo il cpp attuale in vigore dal 1989. Però le singole cose che ti ho detto non sono mutate significativamente e le puoi considerare valide nei 60. L'esempio delle "intercettazioni ugenti" è in effetti troppo moderno (è parte del cpp attuale) e allora o lo trascuri o lo riferisci a "fermi urgenti".

 

Diciamo che la cosa fondamentale da capire per me è: in un omicidio in un piccolo paese, chi poteva indagare (inteso come gradi) e su mandato di chi? Poteva operare la caserma locale o venivano scavalcati da strutture maggiori? Poteva un brigadiere del posto svolgere indagini, interrogare, ecc?

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Ospite
8 minuti fa, mutantboy ha scritto:

Diciamo che la cosa fondamentale da capire per me è: in un omicidio in un piccolo paese, chi poteva indagare (inteso come gradi) e su mandato di chi? Poteva operare la caserma locale o venivano scavalcati da strutture maggiori? Poteva un brigadiere del posto svolgere indagini, interrogare, ecc?

Ecco come si svolgeva, in sintesi, un'indagine negli anni '60. 
Il procedimento penale prendeva l'avvio su iniziativa del pubblico ministero, sotto la vigilanza del Ministero di Grazie e Giustizia. La funzione di pubblico ministero era affidata a Procuratori o Sostituti Procuratori della Repubblica. La Procura anche ai giorni nostri di norma ha sede in città medio grandi e non in piccoli centri. 
Poco probabile che un brigadiere conducesse, sempre su mandato della Procura, un'indagine per conto proprio, perché ai tempi per essere sottufficiali bastava la terza media, con la quale si poteva raggiungere, per anzianità, anche il grado di maresciallo. Poco probabile pure che, per gli stessi motivi, lo stesso maresciallo fosse messo a capo delle indagini. Sicuramente le indagini dovevano essere in mano a un ufficiale, direi perlomeno un tenente. Che poi costui delegasse il lavoro sporco ai suoi subalterni (più facile a un maresciallo che a un brigadiere) è tutto un altro discorso. Così com'è un altro discorso che la licenza di terza media degli anni '60, a livello di cultura generale, valesse molto più di un diploma dei giorni nostri... :)

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14 minuti fa, Alexmusic ha scritto:

Diciamo che la cosa fondamentale da capire per me è: in un omicidio in un piccolo paese, chi poteva indagare (inteso come gradi) e su mandato di chi? Poteva operare la caserma locale o venivano scavalcati da strutture maggiori? Poteva un brigadiere del posto svolgere indagini, interrogare, ecc?

 

Per questo, un suggerimento letterario è Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia :)

Lì l'omicidio avvenne nel 1947, ma era in vigore il Codice Rocco del 1930 (penale e di procedura penale), lo stesso in vigore nei 60. Anche lì indagano i Carabinieri.

 

Ti dico in brevissima come avverrebbe oggi se a indagare fosse la polizia, nel caso classico giallo di ritrovamento di un cadavere sconosciuto. Te lo dico perché, a parte il Ministero di Grazia e Giustizia, come dice Alexmusic, non ci sono grosse differenze. Tra l'altro quel ministero è stato rinominato.

 

Mettiamo che cammini per strada in una zona semi-isolata del "piccolo paese" e rinvieni un cadavere sconosciuto. Allora chiami la forze dell'ordine. Queste arrivano e chiamano a loro volta il 118 (o lo chiami tu), a meno che il cadavere non sia tutto o in parte maciullato o decomposto, con i vermi affamati sopra (scusa il dettaglio un po' splatter), o comunque la morte non sia evidente. Accertata la morte, un poliziotto avvisa il PM (che può essere un procuratore della Repubblica, un aggiunto, un sostituto, o altro) per iscritto e senza ritardo. Questi autorizza l'indagine e così i poliziotti che lo hanno avvisato hanno un'alta probabilità di esserne i titolari. Parte l'indagine e dovrebbe concludersi entro 6 mesi. Trascorso questo tempo, il Gip può prolungarla, anche più volte. Questa può passare anche per perquisizioni di luoghi, sequestri e interrogatori. In breve, se si trova il colpevole, questo viene sottoposto al processo in vari modi. La PG può agire a volte di propria iniziativa (senza autorizzazione esplicita del PM). Per esempio, se il presunto colpevole è in aeroporto ed entro mezz'ora prenderà un volo per Santo Domingo (e poi chi lo becca?). Allora la PG non può aspettare che il PM si muova dalla poltrona e va direttamente in aeroporto a fermare (non arrestare) il candidato fuggiasco.

 

Se è un giallo classico questo basta e avanza, a meno che non si tratti di un legal thriller o di un documentario/saggio sulle procedure di polizia.

 

Il secondo suggerimento letterario che mi sento di darti se ti interessa il confronto tra indagini italiane e americane, è Il talento di Mr Ripley di Patricia Highsmith (thriller psicologico consigliatissimo!). Qui siamo negli anni 50 in Italia tra Sanremo, Roma, Napoli, Palermo, Brescia, Trento, Cortina d'Ampezzo, Faenza, Venezia e altre città, e un po' anche in Grecia alla fine.

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