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edotarg

Mal d'animo

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                                                                                   Mal d'animo

 

Tutto danza nel grande palco dell’esistenza:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

 

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

 

Seduto ai margini delle tue ombre

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

 

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

 

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromesso.

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Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

Ciao mi piace molto la tua poesia! Ho una nota su questo verso, a mio parere scorre maggiormente il ritmo se togli "mascheranti" e senza rincarare la dose lasci semplicemte cosi: "e famelici sorrisi di cruda essenza."

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Caro @edotarg

la tua poesia sembra così fortemente allusiva che tendo a interpretarla come se fosse rivolta specialmente a me; ma forse è rivolta specialmente a te, o a qualcun altro/a. Proviamo a fare l'analisi logica, e vediamo.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Mal d'animo

non ha bisogno di spiegazioni. Qualcuno è deluso, amareggiato.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

vuol dire che sono attirati dalle luci (metafora del successo?), che li dominano più di quanto vogliano ammettere.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza

sorridono ma sono famelici; i sorrisi mascherano qualcosa d'altro, ahimè crudo. Quanto alla musicalità mancante, come ha segnalato @eterea libellula , noto solo che 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

famelici sorrisi, mascheranti

è un endecasillabo regolare, e a me suona bene.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

Decostruisco: dopo essere stato spettatore di infiniti spettacoli [di tal genere], tu guardi vigile e malinconico e non hai voglia di rifarlo [lo spettacolo].

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Seduto ai margini delle tue ombre

le tue ombre saranno i tuoi fantasmi, cose che ti inquietano e tornano spesso a farlo

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

quindi sei arrabbiato; come un fiume ribollente di lava la tua rabbia piove come un bombardamento sulle tue vittorie. Qui non capisco bene se sono vittorie passate, o vittorie mancate, o desiderate. Non è chiaro.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

Anche qui resto in dubbio se quei burattini senza dote [senza qualità] hanno compiuto un gesto così bello, oppure avrebbero dovuto compierlo [e non l'hanno fatto, perché appunto sono senza qualità]. Non c'è un riferimento possibile per "un gesto così bello" nei versi precedenti, se non alle "vittorie" [mancate, a questo punto].

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromesso.

Questo è probabilmente un evento auspicato, oppure che si è verificato in mia assenza, e pertanto non ne sono al corrente. Ciò non esclude che possa essersi verificato.

La poesia è molto chiara nell'andamento delusione - arrabbiatura - arrivo della mano amica - serena accettazione del compromesso. Le allusioni sono però talmente sibilline da assomigliare a un oracolo di Delfi. Perciò non azzardo oltre la "decostruzione". Fra l'altro gli ultimi versi suggeriscono un'ipotesi intrigante, ossia che la mano amica sia la mano stessa del protagonista che si guarda allo specchio: sicché la conclusione sembra essere un invito a trovare in se stessi le risorse per superare i momenti difficili.

Ciao @edotarg , questa poesia mi ha colpito e in parte mi ci sono immedesimato. (y)

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Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Tutto danza nel grande palco dell’esistenza:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

Una bellezza apparente maschera le cose della vita.  Il male d’animo già è ben delineato da questi versi.

 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

Non comprendo la paura di rifarlo. Ha paura di rifare cosa? Di ripetere anche lui le stesse cose? Quel “rifarlo” - farlo di nuovo mi confonde un po’.

 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Seduto ai margini delle tue ombre

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

 

Qui il messaggio è chiaro. Il successo non da sollievo alle tue pene. Il male d’animo oscura anche i momenti apparentemente felici. Bella l’immagine del ribollire di fiumi di lava. Rende perfettamente l’idea del tormento interiore.

 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

E qui c’è la sfiducia nei propri mezzi. Addirittura chiami burattini senza dote coloro che ti attribuiscono successo e che non sanno delle tue ombre.

 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

Come si può uscire dalla depressione? Da questo male oscuro che corrode ogni gioia? Non da soli. Anche a questo servono gli amici. Non siamo fatti per vivere in solitudine i nostri drammi

 

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromess

In questo caso però credo tu voglia dirci che la forza di risollevarsi la puoi trovare dentro di te. È lì davanti a te e ti guarda dallo specchio.

 

in generale una buona poesia, dal contenuto non molto originale ma comunque di piacevole lettura.

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@edotarg ciao. Siamo in piena sintonia con il mondo che ci appare oggi: terribile, fantastico, crudele, perbene.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

 

                                                                                   Mal d'animo

 

Tutto danza nel grande palco dell’esistenza:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

Tutto quello che appare come la nostra esistenza è di difficile individuazione. La tua visione è coerente e cogente, noi mettiamo la maschera per nascondere cosa abbiamo dentro.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

 

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

 

Qui non capisco cosa alludi alla paura di rifarlo.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

 

Seduto ai margini delle tue ombre

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

Troppo rocambolesca l'espressione. Stai cercando qualcosa per evidenziare uno scontro, un conflitto emotivo, ma dovresti essere più preciso.

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

 

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

 

Ti riferisci a chi pensa di gestire la tua vita? nota una contraddizione quando essi compiono un gesto così bello. Ti riferisci al senso della vita?

Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

 

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromesso.

 

la mano amica è la forza interiore della vita? I tuoi versi mi sono piaciuti, anche se troppo ingarbugliati  da sottoporre a semplice interpretazione. ciao

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Il 3/10/2020 alle 20:06, Gianfranco P ha scritto:

quindi sei arrabbiato; come un fiume ribollente di lava la tua rabbia piove come un bombardamento sulle tue vittorie. Qui non capisco bene se sono vittorie passate, o vittorie mancate, o desiderate. Non è chiaro

Ciao Gianfranco, qui intendo vittorie passate, nel senso che l’invidia spesso non ti fa cogliere quello che di buono è stato fatto. 

 

Il 3/10/2020 alle 20:06, Gianfranco P ha scritto:

nche qui resto in dubbio se quei burattini senza dote [senza qualità] hanno compiuto un gesto così bello, oppure avrebbero dovuto compierlo [e non l'hanno fatto, perché appunto sono senza qualità]. Non c'è un riferimento possibile per "un gesto così bello" nei versi precedenti, se non alle "vittorie" [mancate, a questo punto].

Anche questa strofa parla dell’invidia verso chi, con poco talento, riesce ad affermarsi in qualcosa, ad es. sul lavoro o in qualsiasi altro campo dove anche il protagonista vorrebbe eccellere. 
 

Per il resto la tua analisi è stata impeccabile, anche nel finale. Mi fa piacere se ti è piaciuta. 

Il 11/10/2020 alle 10:24, Solitèr ha scritto:

ui non capisco cosa alludi alla paura di rifarlo

La paura di rimettersi in gioco, dopo avere accusato diverse sconfitte. 

 

Il 11/10/2020 alle 10:24, Solitèr ha scritto:

a mano amica è la forza interiore della vita? I

In un certo senso sì, io l ho intesa come la ragione, il “buon senso” che è dentro di noi e che ci da una visione meno pessimistica delle cose e della nostra vita, insegnandoci a godere di quel poco che si ha. 
Saluti

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Il 27/9/2020 alle 18:54, edotarg ha scritto:

Tutto danza nel grande palco dell’esistenza:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

 

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

 

Seduto ai margini delle tue ombre

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

 

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

 

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromesso.


Ciao @edotarg, molto bella la tua poesia, il titolo mi sembra molto romantico-decadente, come piace a me. Il tuo stile è quasi classico nei modi e moderno non tanto per l'impostazione dei versi e delle strofe ma nello stile che è più narrativo di quanto sia musicale o attento al lato retorico e poetico. 
 

Tutto danza nel grande palco dell’esistenza:

balli sgangherati, schiavi delle luci,

e famelici sorrisi, mascheranti la cruda essenza.

Come dicevo prima lo stile mi appare narrativo, questo ingresso che parte da una visione ampia nella prima strofa e poi si restringe nella strofa dopo mi fa pensare al movimento di una macchina da presa che inquadra prima la zona intorno e poi si ferma sul protagonista.
Un'impostazione narrativa comunica un messaggio attraverso un'immagine: io qui vedo un ballo, quasi una discoteca, e poi la metafora palesata fin dal primo verso - che l'esistenza è come una grande danza, un grande vortice di balli sgangherati, e schiavi delle luci (gli uomini che si trascinano andando dietro a futilità, ricchezze, ambizioni).
Mi piace molto questa metafora graffiante e l'uso forte di certi termini per descrivere gli uomini - schiavi, famelici sorrisi - e poi quell'aggettivo: cruda! ) ma non mi piace quel "mascheranti" e non capisco l'utilizzo della virgola dopo famelici sorrisi (mascheranti la cruda essenza non si riferisce forse ai sorrisi?). Se volevi una pausa sonora era meglio introdurre un trattino o uno spazio secondo me. Tu che cosa ne pensi?

 

Vigile e malinconico il tuo sguardo,

spettatore di spettacoli infiniti,

nasconde la paura di rifarlo.

 

Seduto ai margini delle tue ombre

ribolli fiumi di lava

che piovono sulle tue vittorie, come bombe.

Qui la prospettiva si è ristretta. la prima strofa di questo gruppo mi piace molto. Amo quel verso " spettatore di spettacoli infiniti" e mi piace come il discorso venga lasciato in sospeso dopo quel "nasconde la paura di rifarlo". Ci chiediamo, che cosa? - e questo mistero assume la forma di un rimpianto taciuto, di un non detto, qualcosa che andrà inevitabilmente a fondersi in quella cruda realtà che si maschera dietro ai sorrisi.
Nella seconda strofa infatti parli di alcune ombre, la cui vista porta a un ribollire di lava - il rimpianto, il dolore, il pensiero scuro capace di coprire anche le vittorie e distruggerle, come bombe.
 

Ti arrovelli il cervello,

come possono quei burattini senza dote,

compiere un gesto così bello?

 

Finché una mano amica ti invita

ad alzarti, e gioire di tutto questo,

e mentre tu lo fissi, così, da una vita,

noti nello specchio che è possibile il compromesso.

Qui rimango perplessa, la prospettiva continua a restringerci e ci inserisce così a fondo nella mente del protagonista da entrare nei suoi pensieri. Il lettore legge la domanda ma non capisce a cosa ci si sta riferendo, siamo esclusi dal filo logico dei pensieri. Per quanto a livello concettuale possa essere un discorso senz'altro interessante, in questo caso il verso è freddo, non trasmette granché né dal punto di visto sonoro, né da quello delle immagini o delle sensazioni. 

E poi il finale, positivo, come una scossa che fa rientrare il protagonista nelle danze. Di nuovo il turbine del mondo lo rapisce, nasconde quel ruggito silenzioso, quella lava sotto la pelle - sarà positivo questo compromesso? Sembra di sì ma la possibilità sembra rimanere aperta...

Grazie per questa poesia! Spero di averti dato degli spunti di riflessione, o comunque di non averti turbato con le mie interpretazioni!
 

  j

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Ciao @Exairesi grazie a te per il bel commento, tutto molto azzeccato.

Nella strofa che ti appare fredda volevo trasmettere l'emozione dell'invidia nei confronti di chi ce l'ha fatta senza essere particolarmente talentuoso, mi spiace che non è arrivata forte come le altre strofe. Mentre il finale sì, è positivo :)

 

  • Grazie 1

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