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Ippolita2018

[LP12] Voglio fare un picnic al cimitero 

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Illuminazione. Traccia due

 

 

Voglio fare un picnic al cimitero 
mi sono detta stamani allo specchio 
perché sia chiaro alla morte che non la temo 
ho sputato acqua e dentifricio 
e dalla finestra ho gridato ai vicini

andiamo tutti 
voglio la terra del camposanto 
e stendere lì la tovaglia coi fiori

versare coca cola nei bicchieri

qualcuno porti la chitarra e le frittate 
voglio mangiare tra le croci 
contare gli anni di ciascuno 
e a ciascuno dire ti amo

 

 

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14 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

@Ippolita2018 Davvero singolari questi tuoi versi. Uno sberleffo alla morte  e proprio a casa sua!

14 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

ho sputato acqua e dentifricio 
e dalla finestra ho gridato ai vicini

Questi sono. I versi che mi sono piaciuti di più, li ho trovati originali, forti ed evocativi.

voglio mangiare tra le croci

questo è un po’ troppo macabro.

in generale versi che colpiscono, anche se, difetto mio, non riesco a capire quale sia l’aggancio alla traccia.

comunque complimenti, mi è puaciuto questo insolito pic-nic! 

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Ciao @Ippolita2018

è un'idea provocatoria: prendere in giro la morte. Mi ricorda una canzone dei Gufi di tanti anni fa "Al cimitero è bello andar". In effetti (avevamo vent'anni) una volta ci andammo; ma credo che cambiammo subito idea. Provocare la morte: A che serve? Poi Lei arriva lo stesso. Di quella passeggiata al cimitero ricordo solo che poi ci fermammo nel vigneto che c'era lì accanto, a mangiare l'uva nera, forse per sfogare la voglia di trasgressione su qualcosa di tangibile. La morte non è tangibile. L'unica idea che mi è sembrata valida per sfidare la morte è quella di usare l'arte (Le intermittenze della morte, Saramago), forse l'unica cosa che possa almeno aspirare all'eternità.

Comunque la tua poesia ha un piglio vivace, evoca una gita in campagna con gli amici, e finisce con una bella frase

14 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

e a ciascuno dire ti amo

perché, forse, sì c'è un'altra cosa che possa sfidare la morte, ed è l'amicizia.

Ciao 

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11 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

Vengo anch'io 

Che bellezza.

Grazie per aver letto, Elisa. <3 Ci sei mancata, uffa. 

 

@@Monica ciao, mi fa piacere che il picnic ti sia piaciuto.

Non voleva essere uno sberleffo, anzi: manifestavo un desiderio di unione, e il fastidio per questa divisione così netta tra la città dei vivi e quella dei morti. In altri parti del mondo non è così: i cimiteri si attraversano per andare a lavorare, i bambini corrono in bici per i viali. Non mi pare neppure di aver manifestato intenzioni macabre: sostare tra le croci, leggere i nomi può dare un senso di pace. Anche mangiare un panino, perché no.

 

2 ore fa, @Monica ha scritto:

anche se, difetto mio, non riesco a capire quale sia l’aggancio alla traccia.

 

La traccia 2 recitava: "Ci appare improvvisamente il senso di qualcosa". Pensavo di aver reso ciò attraverso la rapidità dei gesti: l'io lirico la mattina davanti allo specchio capisce che i morti sono collocati troppo lontani dai vivi, allora sputa nel lavandino per gridare subito ai vicini che vuole fare un picnic al cimitero. La traccia mi sembra rispettata. 

Grazie per il passaggio!

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Il 27/9/2020 alle 09:21, Gianfranco P ha scritto:

un'idea provocatoria: prendere in giro la morte. (...) Provocare la morte: A che serve? Poi Lei arriva lo stesso.

 

In realtà non voleva essere una presa in giro, come scrivevo sopra a Monica, ma il tentativo (inutile) di ripristinare una vicinanza, di portare quotidianità e allegria là dove tutto è silenzio e immobilità. Grazie mille per il gradito commento, @Gianfranco P.

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Il 27/9/2020 alle 09:21, Solitèr ha scritto:

Mi pare che sotto sotto, il tuo, sia un inno alla vita!

Può darsi! Grazie, @Solitèr, del gradito passaggio.

 

Il 27/9/2020 alle 10:58, Poeta Zaza ha scritto:

Hai dato in poesia il concetto di un'unione di "amorosi sensi"

Ti ringrazio. La poetica foscoliana ha grande presa su di me.

 

Il 27/9/2020 alle 10:58, Poeta Zaza ha scritto:

per andare a vivere per un giorno, insieme ai defunti conosciuti, il senso umano e quotidiano dell'esistenza

Anche tutti i giorni! Come si va nei parchi. Grazie mille, Mariangela, per le belle considerazioni. Sono contenta che il testo ti sia piaciuto.

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Ciao @Ippolita2018

 

La poesia dei cimiteri ha un suo fascino antico. Non ci ho visto presa in giro, ma desiderio di comunicare, con i morti e con i vivi. Il cimitero fa parte di quei luoghi dove paradossalmente si può ancora vivere, forse perché la società odierna nega e nasconde che un giorno tutti dobbiamo materialmente morire. Infatti io preferisco i cimiteri a una folla pericolosamente gaudente e senza criterio, specie di questi tempi...

I cimiteri hanno sempre qualcosa da dire, da insegnare. La mia giornata appare profondamente diversa dopo una visita al cimitero. È tutto quello che gli uomini sono stati nella loro umana speranza e imperfezione, tutto quello che avrebbero voluto essere, quasi sempre senza riuscirci. È un'attesa di qualcosa che sicuramente accadrà. Le tombe possono dialogare con noi.

Non ci vedo molto di strano a voler mangiare o suonare in un cimitero, mi pare che a Parigi o in altre città europee lo facciano e ci vadano anche a passeggiare, ma sono altre concezioni di vita. Noi facciamo tanto i moderni ma la verità è che in fondo, anche senza averne cognizione, abbiamo ancora una cupa,  e per alcuni maestosa concezione barocca di questi luoghi. Io forse non ci mangerei o suonerei ma sicuramente, come mi è capitato, ci starei delle ore seduto presso le tombe di chi mi ha preceduto.

 

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Il 29/9/2020 alle 17:30, Alberto Tosciri ha scritto:

ma desiderio di comunicare, con i morti e con i vivi.

È esattamente quello che intendevo. Con i morti e con i vivi. Ti ringrazio.

 

Il 29/9/2020 alle 17:30, Alberto Tosciri ha scritto:

forse perché la società odierna nega e nasconde che un giorno tutti dobbiamo materialmente morire.

Sì, la morte non va di moda, come la vecchiaia. Quasi fossimo tutti dèi dell'Olimpo: immortali ed eternamente giovani.

 

Il 29/9/2020 alle 17:30, Alberto Tosciri ha scritto:

I cimiteri hanno sempre qualcosa da dire, da insegnare. La mia giornata appare profondamente diversa dopo una visita al cimitero.

Anche a me succede. Il guaio delle città grandi è che i cimiteri sono lontani, e sono enormi. 

 

Il 29/9/2020 alle 17:30, Alberto Tosciri ha scritto:

ci starei delle ore seduto presso le tombe di chi mi ha preceduto.

Grazie per le belle considerazioni, Alberto. 

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@Ippolita2018 salve,

se ci sono frittate, arrivo! :D 

A parte le battute, mi hanno colpito non poco e quasi steso :) questi versi sia per l'originalità e per il luogo scelto.

Personalmente non li frequento perché non condivido questo culto della morte ed il ricordo dei miei avi vive sempre nei miei ricordi.

Però, mi piacciono quelli monumentali per la loro bellezza architettonica.

 

Il 26/9/2020 alle 18:29, Ippolita2018 ha scritto:

voglio mangiare tra le croci 
contare gli anni di ciascuno 
e a ciascuno dire ti amo

questi versi mi hanno fatto pensare che sarebbe bello se ogni lapide riportasse la storia di chi c'è dietro.

 

Forse il significato di questi versi è proprio quello di far rivivere le storie di chi non c'è più, probabilmente nella speranza che lo facciano anche dopo la nostra morte.

Ma questa logica non vale per chi scrive:

Il 26/9/2020 alle 18:29, Ippolita2018 ha scritto:

perché sia chiaro alla morte che non la temo 

e che si rivolge direttamente alla Sig.ra  Morte e con tono di sfida.

 

 

 

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vedere la Morte come un nemico del quale non si ha paura non coglie la realtà delle cose.

 andare a festeggiare nel  luogo dei corpi sepolti per cantare un inno alla luce che si contrapponga alle tenebre delle cose che spariscono per sempre non mi sembra una grande sapienza.

tenebre e luce vivono insieme e cantare l'una e denigrare l'altra non coglie la loro nascosta amicizia.

ci  sono molti miti che narrano i viaggi dell'uomo in cerca dell'immortalità e altrettanti che narrano la noia e la tragedia del suo raggiungimento.

 ci sono molti viaggi che narrano la strana ricerca di qualcosa che consenta di morire dopo che glli esseri hanno raggiunto l'immortalità.

 

noi stiamo aumentando gli spazi del tempo sottratti alla Morte e la vecchiaia si prolunga e i suoi mali imperversano e dunque conquistiamo solo altro spazio per il dolore. sottraiamo tempo alla Morte e lo affidiamo a giorni di grande dolore. questo commercio col tempo è veramente iniquo e regala solo solitudine e affanni a coloro che si avventurano troppo nei giorni concessi dal tempo.

 

 c'è sempre un luogo in cui bisogna  pagare quando si superano determinate barriere e il tempo che aumenta è lo stesso tempo in cui gli uomini imparano a disprezzare vecchiaia e debolezza così che gli spazi del tempo si allargano solo per consentire al dolore una presa potente sulle vite degli esseri.

 

se si deve festeggiare qualcosa nel cimitero allora nella festa vita e morte devono stare insieme perchè solo nell'amicizia segreta che le lega l'uomo può trovare la vera pace.

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15 ore fa, AzarRudif ha scritto:

Personalmente non li frequento perché non condivido questo culto della morte

Se intendi "culto" come pratica esteriore, come "cura" (quella è l'etimologia), non mi pare di ravvisarli nei cimiteri. Forse nelle tombe recenti. La maggior parte sono abbandonate e, appunto, "incolte". Solo nella settimana dei morti c'è un po' di festa. Io stessa vado molto raramente, e questo non mi rende contenta.

 

15 ore fa, AzarRudif ha scritto:

questi versi mi hanno fatto pensare che sarebbe bello se ogni lapide riportasse la storia di chi c'è dietro.

Sarebbe molto bello. Cogli un punto dolente, che mi tormenta: vi sono, sparse qua e là, tante croci sulla terra nuda con su scritto solo "sconosciuto".

 

15 ore fa, AzarRudif ha scritto:

Forse il significato di questi versi è proprio quello di far rivivere le storie di chi non c'è più

Forse. Un bel pensiero questo tuo. 

 

15 ore fa, AzarRudif ha scritto:

con tono di sfida

"Sfida" forse sì. Come se l'io lirico dicesse: anche se i luoghi dove la morte abita sono tristi, io non me ne tengo lontano per il fatto che incutono timore e desolazione. 

Grazie per aver letto e per le tue gentili considerazioni, @AzarRudif.

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@Milarepa, intanto grazie per aver letto. Ti risponderò con calma, perché le tue dense riflessioni vanno lette e rilette.

 

@(Nene) <3 grazie, Irene! Sono consapevole di essere una dilettante, ma mi diverto tanto e scrivere le poesie per i contest mi placa l'inquietudine. Sono felice ti sia così piaciuta. Ti abbraccio. 

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Il 2/10/2020 alle 06:25, Milarepa ha scritto:

vedere la Morte come un nemico del quale non si ha paura non coglie la realtà delle cose

Considero la morte un nemico, sulla scorta della prima lettera ai Corinzi, 15,26: "L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte", e 15, 54-5: "Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura: 

La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?
"

 

Il 2/10/2020 alle 06:25, Milarepa ha scritto:

tenebre e luce vivono insieme e cantare l'una e denigrare l'altra non coglie la loro nascosta amicizia.

Da come scrivi, pare che le tenebre corrispondano alla morte e la luce si identifichi con la vita. Non mi sento di operare questa correlazione simmetrica.

 

Il 2/10/2020 alle 06:25, Milarepa ha scritto:

noi stiamo aumentando gli spazi del tempo sottratti alla Morte e la vecchiaia si prolunga e i suoi mali imperversano e dunque conquistiamo solo altro spazio per il dolore

Questo è un altro discorso, di immane portata, su cui mi è impossibile dare un giudizio frettoloso. 

 

Il 2/10/2020 alle 06:25, Milarepa ha scritto:

se si deve festeggiare qualcosa nel cimitero allora nella festa vita e morte devono stare insieme

L'intento del testo era questo. Grazie ancora per il confronto, @Milarepa.

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Il 26/9/2020 alle 18:29, Ippolita2018 ha scritto:

Voglio fare un picnic al cimitero 
mi sono detta stamani allo specchio 
perché sia chiaro alla morte che non la temo 
ho sputato acqua e dentifricio 
e dalla finestra ho gridato ai vicini

andiamo tutti 
voglio la terra del camposanto 
e stendere lì la tovaglia coi fiori

versare coca cola nei bicchieri

qualcuno porti la chitarra e le frittate 
voglio mangiare tra le croci 
contare gli anni di ciascuno 
e a ciascuno dire ti amo

 

 

Ciao @Ippolita2018. Analizziamo questo "picnic al cimitero". Sebbene dal titolo si possa pensare che sia un'opera "funebre", non appena si legge il testo, non si può che pensare il contrario. E' un inno alla vita e, tale inno, viene intonato proprio lì dove essa "dovrebbe" essere assente. Le immagini sono chiarissime, quotidiane, senza pretese: la retorica è quasi assente, addirittura la punteggiatura è quasi assente. Quasi una confessione a degli amici ritmata da versi sciolti e parole sciolte. Una poesie piacevole, divertente e rincuorante, che mi ha fatto sorridere. Ti ho immaginato nell'organizzazione del picnic da te descritto e ho riso. Piccolo appunto: in nessuna festa come dio comanda si beve la coca cola. 

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Il 10/10/2020 alle 09:25, Stefano Verrengia ha scritto:

E' un inno alla vita e, tale inno, viene intonato proprio lì dove essa "dovrebbe" essere assente.

Una bella interpretazione, che condivido.

 

Il 10/10/2020 alle 09:25, Stefano Verrengia ha scritto:

Ti ho immaginato nell'organizzazione del picnic da te descritto e ho riso.

:D

 

Il 10/10/2020 alle 09:25, Stefano Verrengia ha scritto:

Piccolo appunto: in nessuna festa come dio comanda si beve la coca cola. 

Ma dai. E io che credevo il contrario. Però ammetto di non berne, perchè è troppo gassata.

Ti ringrazio tanto per aver letto queste righe e per aver lasciato il tuo simpatico e molto gradito commento. Ciao, @Stefano Verrengia.

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Ciao, sono nuova della piattaforma ma amo la scrittura e la poesia.

Ho letto la tua, secondo la mia modesta opinione la trovo molto bella. Come ha già scritto qualcuno, è una poesia che parla della morte ma allo stesso tempo è un inno alla vita. Mi trovo molto d'accordo sul tuo pensiero, anche secondo me non bisognerebbe dividere e allontanare così tanto il vivo ed il morto, perchè entrambi fanno parte della vita e devono avere la stessa importanza per tutti noi, nella vita di tutti i giorni, sia che siamo vivi sia che siamo defunti. La morte non deve pesare sulla nostra esistenza, proprio perchè prima o poi tocca a tutti, ma bisogna viverla con serenità e bisogna ricordare chi purtroppo oggi non c'è più.

Non la trovo una provocazione o un prendersi beffa della morte, anzi, leggo molto rispetto nelle tue parole e un desiderio di "normalizzarla", cantandola e lodandola con ad esempio fiori e  musica, come da te citato. Sono perfettamente d'accordo, penso che anche nella morte ci può essere la vita, e viceversa.

A me personalmente è piaciuta molto ma non sono una critica letteraria, ad ogni modo bellissimo testo, mi da un senso di pace, serenità e voglia di elogiare sia vita che morte.

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Il 2/11/2020 alle 13:31, Valerie ha scritto:

è una poesia che parla della morte ma allo stesso tempo è un inno alla vita.

Grazie, @Valerie: lo penso anch'io.

 

Il 2/11/2020 alle 13:31, Valerie ha scritto:

un desiderio di "normalizzarla", cantandola e lodandola con ad esempio fiori e  musica

La tua interpretazione si attaglia perfettamente al mio pensiero.

 

Il 2/11/2020 alle 13:31, Valerie ha scritto:

mi da un senso di pace, serenità e voglia di elogiare sia vita che morte.

Questo mi fa tanto piacere. 

Ti ringrazio moltissimo per esserti soffermata su questo testo e per aver lasciato le tue gradite impressioni. A presto!

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