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edotarg

Rancori e rimorsi

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                                                                                                                                Rancori e rimorsi

 

Voltati indietro

e osserva quello che lasciasti,

quello che vivesti.

Tu che sfiorasti l’equilibrio

invidi chi gode della sua vita, dei suoi risultati,

ottenuti senza sudore, senza talento.

Tu che perdesti tanto sangue,

e continui a faticare contro la corrente,

non vai oltre.

Eppure il talento lo senti,

eppure la fame è tanta…

la fede è uno stimolo forte,

ma non ti garantisce risposte.

Questo tuo diavolo troverà mai pace?

Forse non stai perseguendo la giusta meta,

forse dovresti spogliarti

di tutti quegli orologi sgargianti

per immergerti nudo nell’oceano.

Peccato che non hai la forza e l’umiltà

di lasciarti trasportare,

anche se la vita è una

come un goccia nel mare.

Troppe volte dimentichi

i pochi gioielli autentici

che ti sostengono, nonostante tutto.

Le tante battaglie ti hanno insegnato, per lo meno,

ad essere un guerriero astuto,

hai riposto l’ascia,

per imparare l’arte dell’arco e dello scudo.

Ma la sabbia scende, inesorabile, dalla clessidra.

Ora che nella tua faretra hai rimasto poche frecce

scoccane ancora due mirando l’orizzonte,

poi, eventualmente, l’ultima mirando terra.

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3 ore fa, edotarg ha scritto:

Voltati indietro

e osserva quello che lasciasti,

@edotarg  Ciao. C’è qualcosa che stona in questi versi iniziali. Il passato remoto... anche no. 
meglio il passato prossimo. 
 

voltati indietro

e osserva quello che hai lasciato

 

lo stesso per i versi a seguire. Non userei il p. remoto

4 ore fa, edotarg ha scritto:

la fede è uno stimolo forte,

ma non ti garantisce risposte.

Non ho capito cosa intendi. 

 

4 ore fa, edotarg ha scritto:

Ora che nella tua faretra hai rimasto poche frecce

scoccane ancora due mirando l’orizzonte,

poi, eventualmente, l’ultima mirando terra.

Qui c’è da correggere l’italiano. 
 

Ora che nella tua faretra sono rimaste poche frecce.

 

Credo di aver compreso il senso generale anche grazie al titolo, ma non tutti i passaggi sono chiari.

 


 

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Ciao @edotarg ,

correggo subito un refuso che mi dà fastidio:

18 ore fa, edotarg ha scritto:

Ora che nella tua faretra sono rimaste poche frecce

Correggerei anche

18 ore fa, edotarg ha scritto:

Tu che sfiorasti l’equilibrio appena lo sfiorasti

ora invidi chi gode della sua vita, dei suoi risultati,

 

18 ore fa, edotarg ha scritto:

forse dovresti spogliarti

di tutti quegli orologi sgargianti

per immergerti nudo nell’oceano.

Vuol dire rinunciare alle chimere della notorietà e del successo, per dedicarsi alla passione di scrivere "per la passione di scrivere"? Sottoscrivo.

18 ore fa, edotarg ha scritto:

Peccato che non hai la forza e l’umiltà

di lasciarti trasportare,

anche se la vita è una

come un goccia nel mare.

La nostra vita è una, e non dobbiamo sprecarla. Se pure ci dà poco, facciamo tesoro di quel poco.

18 ore fa, edotarg ha scritto:

per imparare l’arte dell’arco e dello scudo.

Ecco, certo, bisogna imparare quell'arte.

18 ore fa, edotarg ha scritto:

Ma la sabbia scende, inesorabile, dalla clessidra.

Immagine efficace a evocare l'urgenza del tempo, il rimpianto per il poco tempo che rimane.

18 ore fa, edotarg ha scritto:

scoccane ancora due mirando l’orizzonte

perché no?

18 ore fa, edotarg ha scritto:

poi, eventualmente, l’ultima mirando terra

Eventualmente: metafora che assomiglia a quella più frusta dell' "appendere le scarpe al chiodo"? Speriamo che non ci sia questa eventualità. Certo, la tentazione è tanta...

 

Complessivamente una poesia significativa, che tocca una tematica (della vecchiaia, della disillusione) che un po' ci avvolge tutti (o almeno quelli della mia età: gli altri li avvolgerà un po' più avanti...). Difetti? Mi sembra un po' troppo "razionale", cioè espone i concetti con chiarezza e linearità, ma potrebbe fare qualcosa di più per evocare le sensazioni / emozioni del poeta disilluso: potrebbe servire qualche immagine più forte (sofferenza rabbia desolazione), magari attraverso metafore, magari attraverso una evoluzione meno prosaica dei versi. 

Io personalmente trovo che l'uso di forme inconsuete, diverse da quelle del parlato, può aggiungere un tocco di raffinatezza, orgoglioso distacco, distinzione, risonanza, nobiltà, o quello che vuoi: un distacco anche linguistico dalle modalità del quotidiano. Un po' l'hai fatto, potresti fare di più. Ma chiaramente mi rendo conto che un po' è anche questione di gusti.

Complessivamente la poesia mi sembra riuscita, nel senso che a me ha lasciato qualcosa da ricordare: soprattutto l'immagine del poeta che scaglia la freccia a terra. 

Ciao

 

Dimenticavo: cambierei anche:

18 ore fa, edotarg ha scritto:

Questo tuo diavolo troverà ti darà mai pace?

 

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Il 24/9/2020 alle 11:07, Gianfranco P ha scritto:

Ciao @edotarg ,

correggo subito un refuso che mi dà fastidio:

Correggerei anche

 

Vuol dire rinunciare alle chimere della notorietà e del successo, per dedicarsi alla passione di scrivere "per la passione di scrivere"? Sottoscrivo.

La nostra vita è una, e non dobbiamo sprecarla. Se pure ci dà poco, facciamo tesoro di quel poco.

Ecco, certo, bisogna imparare quell'arte.

Immagine efficace a evocare l'urgenza del tempo, il rimpianto per il poco tempo che rimane.

perché no?

Eventualmente: metafora che assomiglia a quella più frusta dell' "appendere le scarpe al chiodo"? Speriamo che non ci sia questa eventualità. Certo, la tentazione è tanta...

 

Complessivamente una poesia significativa, che tocca una tematica (della vecchiaia, della disillusione) che un po' ci avvolge tutti (o almeno quelli della mia età: gli altri li avvolgerà un po' più avanti...). Difetti? Mi sembra un po' troppo "razionale", cioè espone i concetti con chiarezza e linearità, ma potrebbe fare qualcosa di più per evocare le sensazioni / emozioni del poeta disilluso: potrebbe servire qualche immagine più forte (sofferenza rabbia desolazione), magari attraverso metafore, magari attraverso una evoluzione meno prosaica dei versi. 

Io personalmente trovo che l'uso di forme inconsuete, diverse da quelle del parlato, può aggiungere un tocco di raffinatezza, orgoglioso distacco, distinzione, risonanza, nobiltà, o quello che vuoi: un distacco anche linguistico dalle modalità del quotidiano. Un po' l'hai fatto, potresti fare di più. Ma chiaramente mi rendo conto che un po' è anche questione di gusti.

Complessivamente la poesia mi sembra riuscita, nel senso che a me ha lasciato qualcosa da ricordare: soprattutto l'immagine del poeta che scaglia la freccia a terra. 

Ciao

 

Dimenticavo: cambierei anche:

 

 

Ciao Gianfranco, giuste le tue correzioni, e le tue considerazioni. Ho usato un linguaggio poco poetico perché l'ho scritta abbastanza di getto, una sorta di riflessioni e considerazioni sul tema del rimorso e del rancore. Se vuoi leggere altre mie poesie probabilmente troverai uno stile più astratto.

Lo scagliare l'ultima freccia a terra significa per me rinunciare definitivamente ai propri sogni, e accontentarsi (si fa per dire) di una vita più tranquilla e sicura.

Saluti

 

 

 

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OK @edotarg

sai, ognuno tende a leggere le poesie sempre privilegiando il proprio personale punto di vista... Io di anni ne ho 65 e per me quei quei versi

Il 23/9/2020 alle 16:41, edotarg ha scritto:

scoccane ancora due mirando l’orizzonte,

poi, eventualmente, l’ultima mirando terra.

hanno un significato perfino più intenso e doloroso di quello che tu pensavi quando li hai scritti...

La forma si può sempre migliorare (io non considero mai una poesia definitiva). Probabilmente di conviene raccogliere ancora qualche impressione, però, prima di capire "in che direzione" la puoi migliorare.

Ciao, a rileggerci!

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@edotarg salve,

in altre tue poesie non ci sono alcuni errori che ti hanno già segnalato, per cui, come hai detto, è stata scritta di getto o sulla spinta di una sorta di ribellione a qualcosa. 

Basta rivederla con un po' di calma e concentrazione perché il senso della poesia meriterebbe la sua giusta esposizione circa la concordanza dei verbi e qualche virgola. Circa alcuni termini, invece, dipende dal senso che volevi dare. Se lascio i tuoi termini, allora la tua poesia non ha il senso di resa che si potrebbe avere quando tanti sforzi di qualcuno non ottengono i risultati sperati o che meriterebbero.

 

Il 23/9/2020 alle 16:41, edotarg ha scritto:

Questo tuo diavolo troverà mai pace?

il verbo e la costruzione che hai usato sottintende che incolpi non la persona, ma la sua spasmodica ricerca di gloria e chi non gli rende il giusto merito.

 

Il 23/9/2020 alle 16:41, edotarg ha scritto:

Peccato che non hai la forza e l’umiltà

di lasciarti trasportare,

anche se la vita è una,

come un goccia nel mare.

aggiungerei quella virgola e questi versi rappresentano, forse, proprio l'errore che facciamo molti. 

Siamo in un mare che si chiama Esistenza ed, in un modo o nell'altro, avanza sempre.

 

Il 23/9/2020 alle 16:41, edotarg ha scritto:

hai riposto l’ascia,

per imparare l’arte dell’arco e dello scudo.

scontro diretto con scontro da lontano. Nel medioevo era considerata una sorta di vigliaccheria :)

 

Il 23/9/2020 alle 16:41, edotarg ha scritto:

Ora che nella tua faretra hai rimasto poche frecce

scoccane ancora due mirando l’orizzonte,

poi, eventualmente, l’ultima mirando terra.

Il verbo sottolineato lo interpreto come una precisa volontà della persona di cui si parla.

Una volontà che ha progettato qualcosa sul finale "della clessidra" che non sappiamo, ma nei versi sei proprio tu ad indicargli qualcosa che appare come la vendetta finale.

Due contro l'orizzonte perché si tratta del futuro che ormai è bene che sia colpito vista l'inutilità che gli si attribuisce.

Il futuro non gli ha mai portato ciò che meritava, quindi meglio colpirlo e, per sicurezza, colpirlo due volte.

"L'ultima mirando terra": non hai messo l'articolo davanti a "terra" segno che la personifichi e che, quindi, vuoi indicare l'umanità.

Versi, questi che indicano i responsabili dei mancati riconoscimenti dei meriti di questa persona: il futuro e l'umanità irriconoscente.

 

Per me, i versi rappresentano una ribellione ed un richiamo a questa persona che, alla fine, colpisca i veri responsabili.

 

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