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@Monica

‘A zizzona

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Capezzolo bianco

ti offri alla voglia 

senza pudore

e più forte si fa il desiderio

di affondare la bocca 

su quel morbido seno

che gronda latte

per saziarmi

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Ciao @@Monica

quando si dice la poesia ermetica! Se mi permetti, visto che hai fatto venire il desiderio anche a me, vorrei partecipare: e completerei l'indovinello così:

 

12 ore fa, @Monica ha scritto:

Di Bufala

 

O capezzolo bianco

che ti offri alla voglia 

senza alcun pudore

e più forte si fa il desiderio

di affondare le labbra 

sul tuo morbido seno

che gronda latte

per saziarmi

di voluttà

 

Ciao :D

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Il 23/9/2020 alle 07:52, @Monica ha scritto:

Capezzolo bianco

ti offri alla voglia 

senza pudore

e più forte si fa il desiderio

di affondare la bocca 

su quel morbido seno

che gronda latte

per saziarmi

 

Ciao Monica. Direi che, essendo un'unica frase, vada analizzata nel suo insieme. Ho letto il titolo e ho pensato:"Una poesia in dialetto su una tettona? La leggo subito." Poi ho cliccato e mi si è aperta la pagina col tuo componimento. "Italiano" ... c'è stato, in me, un attimo di delusione. Mi aspettavo un testo verace in napoletano, o non so quale dialetto. Sai, quei testi "genuini e sporchi" che il popolo canta fra vicoli e viuzze tipo Spaccanapoli. Analizziamo, quindi, quel che ci troviamo di fronte. E' sicuramente un componimento schietto, e questo mi dà sempre piacere: disprezzo i testi arzigogolati che salgono su un piedistallo per ricevere gli applausi del "pubblico". In tal caso, però, non andiamo oltre la schiettezza. Manca la profondità, la condensazione, il mistero di un abisso. Un'immagine semplice, una scena quotidiana di bramosia e di lussuria (che è sempre un bene) che rimane scarna, senza sfumature che possano renderla tridimensionale. La critica che faccio al tuo componimento è molto semplice: l'idea di base è apprezzabile, ma il come viene elaborata e tradotta in versi no. A rileggerti: so che una poetessa o un poeta di rado modificano le proprie opere per altrui parere (ti capisco perfettamente) ma credo che tu possa tirar fuori veramente un bel pezzo se cambi "inquadratura". 

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@Stefano Verrengia grazie moltissime del tuo passaggio.
Non sono di Napoli e non mi permetterei mai di scrivere qualcosa in una lingua così preziosa e complessa. La mia zizzona è una boutade,  non vuol essere che un piccolo omaggio. Un amico napoletano, mi ha rivelato che la zizzona è una mozzarella e io ci ho scherzato un po’ su.  Condivido pienamente le tue parole. 🙏

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mi trovai un giorno davanti a trecce e mozzarelle ed effettivamente provai quello che provò Monica.

adorabili caseifici dove il latte assume sembianze solide per donarsi a bocche vogliose . 

se Shakespeare fosse stato ad Aversa forse il suo personaggio avrebbe esclamato : il mio regno per una mozzarella o come direbbe Monica per una zizzona.

 

E se adesso si tenesse una conferenza che facesse incontrare tutti i proprietari di caseifici per scegliere la migliore poesia sui prodotti lattiero-caseari  la scelta non potrebbe che cadere sulla poesia di Monica .

 

è come se in ogni verso una vena di latte scendesse sulla successiva per bagnarla santamente in una sorta di bianco battesimo  che libera da ogni ricordo di sapori passati.

e alla fine nella voluttà si consuma questo amplesso lattiero-caseario in una sorta di coito verginale dove il latte della mozzarella si fa rimembranza di seni materni. eppure anche qui appare una macchia come in tutte le cose che odorano di mondo.

l'immagine infatti richiama alla mente il ricordo di sant'Agostino che da bambino provò odio per un neonato che poppava, segno certo del peccato originale.

e guarda caso il nome della madre era Monica.

 

in verità il mondo si nutre di molti nomi e di molte azioni ma addentare una zizzona ci rende santi perchè il sapore rapisce la mente rapendo la mente ci scorda e scordandoci ci da vita vera.

 si potrebbe pensare alla mozzarella come ad un mezzo mistico per uscire dal mondo e io credo che in qualche modo era questo l'intento dell'autrice. 

 

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Naturalmente, dalla "zizzona" si passa, con la fantasia napoletana, alla "figliata".

LA grandezza di una "zizzona" che si apre ed all'interno c'è un lago di latte o panna con dentro decine di piccole mozzarelle non più grandi di una polpettina.
Sconsiglio di guardare i video online sennò domani farete chiudere la Campania :D

 

Simpatici i versi, ma ci aggiungerei del prosciutto crudo che serve a mitigare l'eccessivo sapore di latte ;)

 

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