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Galvan

Polvere

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Un giorno
saranno troppi i ricordi
delle persone che avevi conosciuto
che, nel bene e nel male
e più volte nell’indifferenza
hanno camminato con te, vicino a te
o da un’altra parte, pur standoti vicino
in qualche modo…

Quelle persone
non sollevano più la polvere
ma sono diventate
la polvere stessa
che si deposita dovunque
e tu vorresti si depositasse
anche dentro di te
per sempre.

E invece un ricordo
come un alito di vento
venuto dal nulla
la risolleva
e riporta
nel tuo cinema interiore
i fratelli Gees
tuo padre
e quel tuo amico
cui non riuscivi ad invidiare
il sorriso e la bellezza
forse perché i suoi incredibili occhi azzurri
già allora
sentivi che
non appartenevano più
a questo mondo.

Ed altre persone
di cui hai sentito o letto
con le quali hai viaggiato
qualche sera
o solo una
attraverso una loro poesia
per cercare assieme
una luce di verità.

Un giorno
tu sarai quel ricordo
la polvere
nella mente di un’altra persona
e ci vorrà qualche generazione
perché diventi così fine
da viaggiare
assieme al vento
senza posarsi
mai più.

Un giorno
troverai nei tuoi ricordi
ricordi che non ti appartengono
e forse capirai
da dove provengono
le lacrime

di questa sera.

 

 

 

versione con video : https://www.youtube.com/watch?v=PbFlVf2lB3I

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Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

E invece un ricordo
come un alito di vento
venuto dal nulla
la risolleva

Mi piace l'immagine e l'accostamento tra i ricordi e il vento che risolleva la polvere depositata

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

nel tuo cinema interiore

Anche questo verso mi piace, poche parole ma piene di significato.

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

 

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

i fratelli Gees
tuo padre
e quel tuo amico

Immagino siano ricordi legati all'adolescenza/gioventù

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

cui non riuscivi ad invidiare

forse volevi scrivere "di cui non riuscivi a non invidiare"?

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

e ci vorrà qualche generazione
perché diventi così fine
da viaggiare
assieme al vento
senza posarsi
mai più.

Significa che ci vogliono anni per rimanere impressi nei ricordi di qualcuno? Io l'ho colta così

 

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

Un giorno
troverai nei tuoi ricordi
ricordi che non ti appartengono
e forse capirai
da dove provengono
le lacrime

di questa sera.

Questa per me è la strofa più interessante, perché enigmatica e soprannaturale. Mi immagino questa polvere magica che fluttua e si mescola nell'aria. Se letta insieme all'ultimo verso, riesco cogliere un senso, anche se non di facile interpretazione, quindi ti chiedo perché hai separato l'ultimo verso dall'ultima strofa?

 

Poesia interessante, complimenti.

 

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ciao @edotarg  

 

di solito prediligo la visione d'insieme rispetto ai particolari ma per te faccio l'inverso:

 

"E invece un ricordo
come un alito di vento
venuto dal nulla
la risolleva"

Mi piace l'immagine e l'accostamento tra i ricordi e il vento che risolleva la polvere depositata

il ricordo è un'informazione acquisita nella/dalla memoria, della quale a tutt'oggi non è ancora definito il "meccanismo" e la "dislocazione".

Ma un ricordo, come il fotogramma di un film, non si presenta di sua volontà, mentre quest'ultima (la volontà) in qualche modo è presente nel vento, animato da una sua propria energia, uno dei fenomeni più usati simbolicamente, ma donde venga e donde vada...

 

"nel tuo cinema interiore"

Anche questo verso mi piace, poche parole ma piene di significato.

Son quasi certo che sia già stato usato ma non ho controllato al momento della scrittura... d'altronde molto di quanto esprimiamo lo dobbiamo a memorie non solo personali , non mi dispiace talora un mix intermemoriale... 

 

i fratelli Gees
tuo padre
e quel tuo amico

Immagino siano ricordi legati all'adolescenza/gioventù

sei nel giusto... i fratelli Gees baciati dalla fortuna (e bravura) in campo musicale, non lo sono stati in quella fisica e due di loro hanno dovuto affrontare la dura prova finale ben in anticipo. Al loro quarto fratello, più giovane di dieci anni, deceduto a soli trentanni i Bee Gees dedicarono la canzone Whish you were here (da non confondere con la più celebre dei  Pink Floid) nella quale (ti giuro me ne sono accorto in seguito) c'è un rimando all'ultima strofa (di cui parlerò chiusura):

 

And so I awake

e cosi mi sveglio

In somebody else's dream (It's not what it seems)

nel sogno di qualcun'altro (non é come sembra)

 

L'amico di cui parlo era una persona... soprannaturale tanta era la bellezza (occhi azzurri, riccioli biondi e sorriso inimmaginabilmente radioso), tratto nel gorgo della droga per seguire la sua compagna e morto a poco più di vent'anni, circa la mia età a quei tempi.

 

cui non riuscivi ad invidiare

forse volevi scrivere "di cui non riuscivi a non invidiare"?

potevo scrivere di/a cui... ma dirimere la questione non è semplice, vedi: https://voce.com.ve/2017/03/01/225370/si-dice-cui-o-a-cui/

per cui... prendiamola come una licenza poetica.

 

e ci vorrà qualche generazione
perché diventi così fine
da viaggiare
assieme al vento
senza posarsi
mai più.

Significa che ci vogliono anni per rimanere impressi nei ricordi di qualcuno? Io l'ho colta così

In un certo senso hai ragione, le persone molto avanti con gli anni hanno ricordi vividi qual non li avevano da giovani.

Ma qui intendevo una sorta di destrutturazione dei ricordi complessi nei loro costituenti (singole o gruppi di poche parole), sovente associati alle emozioni, fatto che conduce alla strofa di chiusura: 

 

Un giorno
troverai nei tuoi ricordi
ricordi che non ti appartengono
e forse capirai
da dove provengono
le lacrime

di questa sera.

Questa per me è la strofa più interessante, perché enigmatica e soprannaturale. Mi immagino questa polvere magica che fluttua e si mescola nell'aria. Se letta insieme all'ultimo verso, riesco cogliere un senso, anche se non di facile interpretazione, quindi ti chiedo perché hai separato l'ultimo verso dall'ultima strofa?

...che deve permettere l'interpretazione personale, perchè la poesia diviene di chi la legge quando in toto o in parte la fa propria attraverso una riflessione. o un'emozione. 

Mi piace molto la tua e se vorrai visionare il video che ho fatto vedrai che le lacrime dell'ultima immagine non sono umane... da cui il motivo dello stacco e tuttavia dell'appartenenza al mondo della memoria, dei ricordi...   

 

Grazie della condivisione 

:) 

 

 

 

 

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Bella, @Galvan , mi piace: per il tono sommesso e distaccato, per una vaga musica malinconica suggerita dai versi che, appunto, sembrano "vagare" malinconicamente. Bella la chiusa che rivolge i pensieri dispersi verso l'interno dell'anima, e ne dà ragione nel disorientamento che tante volte ci prende all'avvicinarsi della sera. Solo qualche appunto (sono un perfezionista):

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

i fratelli Gees

è l'unico particolare che emerge con una certa evidenza; ma allora è troppo poco che stia lì da solo; qualche altro ci starebbe bene; non necessariamente nella stessa strofa;

Il 21/9/2020 alle 15:44, Galvan ha scritto:

ricordi che non ti appartengono

volevi dire: "che più non ti appartengono"? Perché se li ritrovi, ti devono essere appartenuti, un tempo. 

In conclusione mi piace.  

Quanto alla fine della storia, e di che ne sarà di noi quando saremo polvere, mi permetto di segnalarti la mia

Spoiler

 

per la curiosità di sapere se anche tu ci vedi una risposta alternativa (alla polvere).

Ciao!

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@Galvan Ciao. Mi pare sia già stato detto tanto, ma non posso esimermi dal dirti che ho letto con molto piacere questi versi.

una lirica che pesca nel profondo. Molte volte mi sono trovata a fare riflessioni analoghe. Insomma mi sono riconosciuta nelle tue parole.

piaciuta molto.

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@Gianfranco P

 

i fratelli Gees

è l'unico particolare che emerge con una certa evidenza; ma allora è troppo poco che stia lì da solo; qualche altro ci starebbe bene; non necessariamente nella stessa strofa;

infatti durante la stesura ci avevo pensato parecchio... complimenti.

Alla fine ho considerato che l'immagine del padre simboleggia l'eredità familiare (genetica e non solo) e quella dei fratelli Gees l'affrancamento da questa per seguire il proprio percorso. 

 

ricordi che non ti appartengono

volevi dire: "che più non ti appartengono"? Perché se li ritrovi, ti devono essere appartenuti, un tempo. 

no, per quanto improbabile e piuttosto raro proprio ricordi "alieni" non riconducibili alla tua esperienza. Più raro di un déjà vu o di una coincidenza; è una faccenda interessante... come lo è la "vita" dei personaggi che uno scittore immagina... all'inizio... per poi mettersi a dialogare con loro e viceversa... differenti realtà che si compenetrano.

 

Leggerò senz'altro quanto mi hai proposto, dammi tempo perchè son lento.

Grazie e buona serata.

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@@Monica ciao, 

 

beh, è la terza occasione di condivisione (di una riflessione) tra noi.

Probabilmente ci sono state  esperienze formative parallele, altrimenti... meglio ancora.

 

Merci, madame.

 

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