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32 minuti fa, Ivangrafico ha detto:

Vi chiedo quindi di chiarire questa situazione

Il nostro compito è fare domande, sta all'Editore chiarire la situazione. Hai risposto e ognuno potrà farsi la sua idea.

La Watson rimane nella lista Free proprio in virtù del fatto che da quanto sappiamo non si richiede mai contributo da contratto e l'hai ribadito più volte.

Mi permetto solo di suggerire in totale buona fede di tenere ben distinti i servizi di editing a pagamento da quelli di pubblicazione gratuita per evitare quello che è appena successo, soprattutto se non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro.

31 minuti fa, Ivangrafico ha detto:

A ogni post che pubblico ci sono solo persone che esprimono dissenzo con il pollice verso.

Usare i punti reputazione negativi è un diritto. Lo Staff vigila su eventuali usi scorretti o di parte, ma sono già previste limitazioni giornaliere. Giusto per chiarire, ne hai ricevuti 3 in un messaggio e 3 in un altro da persone sempre diverse. Niente di irregolare.

 

Chiudiamo qui questa questione e continuiamo con le esperienze dirette degli utenti.

Buon proseguimento a tutti :) 

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Ospite Alessandro Furlano

Mi spiace che finisca così. Con Ivan siamo in contatto anche su Facebook e abbiamo scambiato opinioni via pm anche qui. 

Però abbiamo una visione troppo diversa del concetto di CE free e non ne verremo mai a capo. 

Peccato. 

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Ospite Alessandro Furlano
1 ora fa, Ivangrafico ha detto:

@Alessandro Furlano Non so cosa intendi per "visione troppo diversa del concetto di CE free" dato che non chiediamo e non abbiamo mai chiesto contributo per pubblicare con noi.

 

Lo so e capisco il tuo punto di vista. Ma qui sul WD la definizione di CE free  (e che io approvo al 100%) prevede: selezione, valutazione, approvazione, firma del contratto, editing approfondito gratuito sempre e infine promozione.

Se manca uno di questi componenti la CE rimane free, ma è scarsa. Non esiste, per me, il concetto di "lavoro già pronto per la pubblicazione così come ci è stato inviato", pure Umberto Eco veniva editato prima di pubblicare.

Se uno dei passi sopra citati, come appunto l'editing, pur rimanendo facoltativo viene fatto solo a pagamento, la CE è a doppio binario.

Se nel contratto è previsto obbligatoriamente il pagamento dell'editing o l'acquisto di copie allora la CE è a pagamento.

E' solo questione di definizioni e qui le definizioni sono quelle.

Il fatto che la maggior parte dei vostri autori pubblichi assolutamente gratis perché sceglie di non pagare l'editing, non rientra nella definizione di CE free.

I servizi editoriali a pagamento sono una bella attività (io stesso li fornisco), ma sono un'altra cosa (per chi si autopubblica, per chi vuole avere un lavoro "pulito" già prima di inviarlo alle CE, per chi lo fornisce come servizio alle CE stesse eccetera). Una CE li deve fornire agli autori che intende pubblicare sempre e gratuitamente, per essere free. Se per farli chiede un pagamento, nessuno scandalo e nessun reato, ma rientra nella categoria "doppio binario".

E' chiaro che siamo nell'ambito delle opinioni personali, quindi credo che non sia più molto utile prolungare il discorso.

Ognuno di noi ha ampiamente spiegato il proprio legittimo punto di vista :)

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@Alessandro Furlano Ribadisco, e posso allegare il contratto di edizione, che noi effettuiamo editing sui testi che poniamo sotto contratto ma, a monte, c'è una selezione qualitativa che ci permette di non fare editing "approfondito".

Qui si gioca tutto su quanto viene scritto e come viene letto.

Se io dichiaro e mostro che siamo totalmente free, perché mi si deve dire il contrario?

Niente di più.

Quindi ribadisco, fino a prova contraria, nessuno degli autori Watson paga per pubblicare e anzi ha avuto il servizio di editing a gratis.

I servizi editoriali offerti esternamente sono leciti e non rientrano in nessuna categorizzazione.

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Non mi piace questo discorso. Se un testo è promettente, per quanto bisognoso di interventi, un editore ci dovrebbe investire, costi di editing compresi. Lo dovrebbe fare perché ci vede la possibilità di qualcosa di valore. Altrimenti, se non si vede tutto questo, è solo un altro business legato agli esordienti.

 

Ho capito che c'è chi viene selezionato e non paga, ma ad altri esordienti gli viene suggerito un servizio a pagamento (che magari nemmeno porterà alla pubblicazione).

 

Rispetto la decisione dello staff ma anch'io non la condivido.

Per me così è Doppio binario.

 

 

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1 ora fa, Ivangrafico ha detto:

@Alessandro Furlano Ribadisco, e posso allegare il contratto di edizione, che noi effettuiamo editing sui testi che poniamo sotto contratto ma, a monte, c'è una selezione qualitativa che ci permette di non fare editing "approfondito".

Qui si gioca tutto su quanto viene scritto e come viene letto.

Se io dichiaro e mostro che siamo totalmente free, perché mi si deve dire il contrario?

Niente di più.

Quindi ribadisco, fino a prova contraria, nessuno degli autori Watson paga per pubblicare e anzi ha avuto il servizio di editing a gratis.

I servizi editoriali offerti esternamente sono leciti e non rientrano in nessuna categorizzazione.

 

Eppure mi pare semplice...

Allora, mettiamola in questi termini: se il percorso completo che deve fare un autore per pubblicare con Watson è totalmente, assolutamente, innegabilmente gratuito nel senso che non richiede il benché minimo esborso (per qualsivoglia ragione) all'autore allora possiamo affermare con assoluta certezza che Watson è un editore free, ovvero che un autore può pubblicare con loro senza alcun costo a suo carico.

Viceversa se così non fosse bisogna, con altrettanta chiarezza, affermare che il percorso per pubblicare con Watson non è del tutto gratuito ma che prevede costi pre-pubblicazione a carico dell'autore. Quei soldi vanno a Watson? Diviene, a questo punto, del tutto irrilevante dal punto di vista dell'autore: vadano a Watson o a un collaboratore esterno poco cambia perché l'autore deve sborsare un po' di eurini.

La domanda vera secondo me è un'altra: se un autore decide di non avvalersi del lavoro di un editor eterno quanto questa decisione può incidere sulle reali e effettive possibilità che un testo ritenuto comunque meritevole venga pubblicato?

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Ospite Andrea.Dee

Se il testo viene accettato da Watson, non viene affrontato un editing vero perché i testi sono già a posto (e/o perché, anche se non lo dice, non hanno i mezzi per stravolgere un libro). Se firmi per loro il testo viene corretto e pubblicato senza alcun contributo. Se il testo non piace loro perchè è scritto male, gli stessi editor di cui si avvalgono contattano l'autore e gli offrono un servizio a pagamento, lo stesso che fate voi quando vi fate editare prima di spedire per paura di non essere presi.

 

Chi firma, non paga. Chi non firma, se vuole paga. L'ho capito io che non sono sotto contratto per Watson. L'unica cosa da chiarire è a chi vadano i soldi dell'editing, se non l'hanno già detto. Ma la casa editrice non pretende un editing pagato per pubblicare.

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44 minuti fa, Andrea.Dee ha detto:

Se il testo viene accettato da Watson, non viene affrontato un editing vero perché i testi sono già a posto (e/o perché, anche se non lo dice, non hanno i mezzi per stravolgere un libro). Se firmi per loro il testo viene corretto e pubblicato senza alcun contributo. Se il testo non piace loro perchè è scritto male, gli stessi editor di cui si avvalgono contattano l'autore e gli offrono un servizio a pagamento, lo stesso che fate voi quando vi fate editare prima di spedire per paura di non essere presi.

 

Riassunto perfetto, mi sembra tutto molto chiaro. Specie se ci si informa un attimino sulle dinamiche dell'editoria reale, non quella immaginifica.

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24 minuti fa, simone volponi ha detto:

Riassunto perfetto, mi sembra tutto molto chiaro. Specie se ci si informa un attimino sulle dinamiche dell'editoria reale, non quella immaginifica.

 

1 ora fa, Andrea.Dee ha detto:

Se il testo non piace loro perchè è scritto male, gli stessi editor di cui si avvalgono contattano l'autore e gli offrono un servizio a pagamento, lo stesso che fate voi quando vi fate editare prima di spedire per paura di non essere presi.

 

Un vago "sentore" di conflitto di interessi qualora fosse l'editor indipendente a valutare i testi...

@Andrea.Dee, l'editing serio, necessario anche per scrittori importanti, bravi  e noti, comporta un costo elevato. Se ti pubblicano free, non è detto che il lavoro eseguito dalla CE sia "perfetto" e, magari, qualche autore potrebbe anche decidere di pagarselo da solo. I piccoli editori, a volte, badano al sodo (al soldo!) e tirano via!

Modificato da Fraudolente

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Ospite Andrea.Dee

@Fraudolente Molti piccoli editori promettono editing e poi fanno una correzione bozze. E non promuovono. E altre cose.

 

Ho detto infatti che andrebbe chiarita la posizione dell'editor, ma se il loro contratto non prevede contributo, non è una EAP o neanche una doppio binario.

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1 minuto fa, Andrea.Dee ha detto:

@Fraudolente Molti piccoli editori promettono editing e poi fanno una correzione bozze. E non promuovono. E altre cose.

Vendono quei cento libri che tu venderesti comunque da solo, anche senza editing, e arrivederci e grazie! 

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10 minuti fa, Andrea.Dee ha detto:

Molti piccoli editori promettono editing e poi fanno una correzione bozze.

Scambio di bozze, l'autore si edita da solo, e tanti libri di professionisti pubblicati da CE internazionali presentano refusi da galera... ci sarebbe da aprire una discussione a parte, sennò si va OT.

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1 ora fa, taxidriver ha detto:

Non mi piace questo discorso. Se un testo è promettente, per quanto bisognoso di interventi, un editore ci dovrebbe investire, costi di editing compresi. Lo dovrebbe fare perché ci vede la possibilità di qualcosa di valore. Altrimenti, se non si vede tutto questo, è solo un altro business legato agli esordienti.

Ho capito che c'è chi viene selezionato e non paga, ma ad altri esordienti gli viene suggerito un servizio a pagamento (che magari nemmeno porterà alla pubblicazione).

Rispetto la decisione dello staff ma anch'io non la condivido.

Per me così è Doppio binario.

 

Per me no, non è a doppio binario.
@Andrea.Dee ha riassunto perfettamente.
Intendiamoci: qui non stiamo parlando di quanto sia o non sia condivisibile la linea editoriale della Watson... non è questo il punto in questione.

Il punto è definire il concetto di contributi agli autori.
Ora: se una CE decidesse di prendere in carico esclusivamente testi già non solo editati, ma formalmente corretti (magari perché non ha nessuna intenzione di pagare neanche il correttore di bozze), e se questa CE specificasse questo sin da subito, richiedendo quindi agli autori testi già "puliti", questa CE potrebbe rientrare in:
- a pagamento se chiedesse a ogni autore di dover contribuire alle fasi di correzione ed editing, fatte dalla CE stessa
- a doppio binario se facesse quanto di cui sopra solo per alcuni e solo in alcune circostanze

- free se non richiedesse contributi di nessun tipo in tal senso, andando a dire: noi vogliamo testi così. il modo in cui tu, autore, arrivi a proporci un testo così non ci interessa. magari hai lavorato sul testo da solo, magari hai speso 3mila euro per arrivarci. non ci interessa.

 

La Watson rientra nell'ultimo punto. Il problema è chiarire il rapporto ed eventuiale conflitto di interessi tra chi gli giudica i testi e chi si propone di fare il servizio di editing agli autori, e questo converrebbe chiarirlo proprio alla Watson in primis con i propri lettori  (è chiaro che se io CE mi rivolgo a te editor per un parere su un romanzo e tu poi vai a chiedere servizi di editing a chi si propone, il conflitto di interessi esiste. ma attenzione, è dell'editor il conflitto, non della CE! La CE non solo non vede un euro da quell'editing, ma anzi può venir tacciata di essere a pagamento. per questo consiglierei di far valutare i testi a personale non interessato)

 

Una mia considerazione personale, che può lasciare quindi il tempo che trova.

Genericamente, è bene ricordare che moltissime tra le piccole CE fanno una scrematura in tal senso, proprio per abbattere determinati costi.

Riguardo a questo:

 

1 ora fa, taxidriver ha detto:

Se un testo è promettente, per quanto bisognoso di interventi, un editore ci dovrebbe investire, costi di editing compresi.

certo, sacrosanto, ma parliamo di grande editoria.

 

Un piccolo editore che vende mediamente 2-300 copie per ogni libro che stampa come potrebbe pensare di investire fossero anche 1000 euro per un testo promettente?

Se facesse così per ogni testo promettente che gli capita tra le mani, andrebbe fallito in due mesi (parlo ovviamente di testi che necessitano di interventi strutturali importanti, che richiedono dunque l'intervento di una o più persone per almeno un paio di settimane di lavoro, lavoro che deve essere retribuito, da qui quei 1000 euro di esempio).

Insomma: il discorso è che bisogna essere realisti.

Chi ha intenzione di puntare a pubblicare con la piccola editoria deve rendersi conto che le aspettative di vendita sono nell'ordine delle centinaia di copie (se non delle decine), non certo delle migliaia.
Questo vuol dire che il margine di guadagno netto sia dell'editore che dell'autore rientra in decine o centinaia di euro a testo, non migliaia.

Questo è, piaccia o meno.

 

Quindi: se si aspira ad avere una CE che si occupi del testo con investimenti di un certo tipo, si deve puntare alla media o alla grande editoria.

Attenzione su questo punto, perché spesso si pensa il contrario, ovvero che ci debba essere una cura maniacale nel presentare un testo alla grande CE piuttosto che alla piccola. Non è così: la grande CE, a fronte di un'idea vincente, può permettersi di "spenderci sopra" anche 2-3mila euro.

La piccola CE no.

 

 

 

 

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Intervento Staff

 

Direi anche, dopo l'utile intervento di @Bango Skank di concludere qui il discorso. 

Proseguite esclusivamente con le esperienze dirette. In caso contrario procederò a richiamare. 

 

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Ospite Andrea.Dee

@Ivangrafico Per quanto riguarda la promozione dei testi, cosa fate?

 

Mi servirebbero delle info sulla distribuzione/promozione/reperibilità dei libri/qualità del cartaceo. Più persone mi rispondono, meglio è. Grazie.

Modificato da Andrea.Dee

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La Watson edizioni è inserita nella piccola editoria.

Vive quindi secondo le "regole" che ne determinano il modus operandi.

Per la promozione dei testi ci rivolgiamo a scuole, biblioteche, locali e meno spesso alle librerie. Queste ultime sono raggiunte dal nostro distributore che sottoppone schede libro e cerca di selezionare genere per libreria. La promozione è generica sull'intero catalogo e specifica laddove ci sia l'opportunità di utilizzare blogger/giornalisti specifici per l'argomento. Partecipiamo alle maggiori fiere nazionali e a qualche fiera internazionale.

Questo in sintesi.

Il futuro prossimo ci vede attivi nell'ideazione di una promozione differente e innovativa, ma è un discorso che approfondirò quando avviato e messo in atto appieno.

 

Un suggerimento:

quando si vuole testare la qualità, e conoscere risposte alle domande che ha formulato, secondo me bisogna soltanto sfogliare il catalogo e poi acquistare un libro così da togliersi i dubbi o formularne di nuovi.

Andando in libreria sarà molto complicato trovare fisicamente un nostro volume (Spero già conosciate questa dinamica) ma è possibile ordinarlo senza problemi.

Eppure ogni tanto capita che ci siano librai ai quali non va proprio di ordinare una sola copia di un editore poco conosciuto e di un autore sconosciuto... la richiesta cade quindi nel vuoto. Questo è uno degli altri problemi che assilla la piccola editoria (Spero sappiate già a cosa mi riferisco).

Eppure esistono librai ottimi! In molte librerie italiane si trovano fisicamente i nostri volumi e in quei luoghi siamo felici di essere proposti come editori di qualità (Parlo sia di indipendenti che di catena).

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Salve, intervengo nella discussione un po' in ritardo per dire la mia. Ho pubblicato con la Watson Edizioni tre libri (due romanzi e una raccolta di racconti) e non ho sborsato una centesimo. Sono arrivato alla pubblicazione grazie alla segnalazione di un editor che avevo cercato io personalmente, specializzato in fantasy, per migliorare il mio testo e renderlo più presentabile. Mi chiese i primi capitoli del romanzo per decidere se gli andava di lavorare sul mio testo e dopo qualche giorno accettò la collaborazione. Un'esperienza utile e intensa. Fu lui a spedire il manoscritto a diverse case editrici. Watson mi rispose per prima in tempi relativamente brevi e si dichiararono subito entusiasti del testo. Mi presi qualche giorno per decidere e alla fine accettai. Mi piaceva la loro veste grafica e le loro cover (per me fondamentali). Il testo "fu lavorato" anche da un editor interno alla casa editrice. Un lavoro leggero, proprio perché il romanzo era già arrivato in casa editrice editato e migliorato. Da quel momento è iniziata la nostra collaborazione. Perfetta? Nessuna collaborazione lo è. Migliorabile? Ovviamente, come tutte le cose. Leggendo i commenti di questa discussione si capisce molto poco. La chiarezza e la sintesi non è una dote molto diffusa. Indipendentemente da come siano andate le cose e da quanto siano state chiarite dall'editore, io vi riporto la mia esperienza di scrittore quasi esordiente - avevo già pubblicato in precedenza un romanzo con un'altra casa editrice - che per pubblicare i soldi li ha sborsati prima, e lo ha fatto per misurarsi con un professionista che ha lavorato sul suo romanzo, e non dopo. Un percorso molto comune. Conosco moltissimi autori che hanno scelto di fare la stessa cosa. Tutti abbiamo bisogno di crescere e di migliorarci. E per questo frequentiamo corsi di scrittura creativa o scuole di scrittura. Chi più, chi meno. Poi, certo, esiste anche la leggenda dell'autore sconosciuto pescato da una montagna di manoscritti e pubblicato dalla grande casa editrice perché qualcuno - un editor - si è innamorato della storia... ma a naso direi che diventa sempre più una leggenda e sempre meno una realtà. Buon proseguimento a tutti. Torno a scrivere. :)

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6 ore fa, carlo deffenu ha detto:

Salve, intervengo nella discussione un po' in ritardo per dire la mia.

 

Ciao @carlo deffenu , in realtà sei intervenuto in anticipo! :D

Nel senso che per prassi, e come suggerito dal regolamento, ci si presenta in Ingresso prima di postare in altre sezioni. Ti attendiamo, quindi, in quella apposita.

Grazie in ogni caso per aver condiviso la tua esperienza e per essere entrato appositamente per farlo. Ci auguriamo che, nel tornare a scrivere, durante qualche altra pausa tu possa rientrare qui. ;)

 

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E ti pareva che io non combinavo qualche guaio! Paperino e la sua sfiga mi fanno un baffo! Devo spostarmi nella sezione Ingresso e iniziare una nuova discussione con la mia presentazione? Ma davvero? Una discussione sul maestro di Paperino mi appare alquanto stravagante. :)

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2 ore fa, carlo deffenu ha detto:

Una discussione sul maestro di Paperino mi appare alquanto stravagante. :)

 

Almeno sarebbe originale. :D Ti attendiamo "di là", altrimenti qui andiamo OT.

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Ospite Andrea.Dee

Il distributore chi sarebbe? Sul sito non lo vedo specificato, neanche nel facsimile di contratto, se non mi sono perso qualcosa.

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Credo che si tratti di distribuzione autonoma, @Andrea.Dee . Dal link è indicato che si appoggiano a dei normali corrieri per le spedizioni e in elenco ci sono delle librerie fiduciarie.

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Buongiorno, la distribuzione è affidata a DirectBook e quindi al circuito nazionale laFeltrinelli, Fastbook, Mondadori, IBS, Giunti etc etc

In più abbiamo la possibilita di gestire autonomamente quelle librerie che non vogliono passare dai distributori e quindi ci chiedono un rapporto diretto.

A oggi tutti i nostri libri possono essere acquistati in tutte le librerie, anche se non sono fisicamente in loco.

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