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5 minuti fa, MartaD dice:

Anche da un editore che promette una scheda tecnica assieme all'esito? No perché risposte così io ne ho ricevute dopo una settimana dall'invio, non dopo 11 mesi.

Schede tecniche non ne fanno. Sono d'accordo con @Pennywisesulla risposta, più che articolata rispetto alla media.

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La mail di risposta che ho ricevuto, il 5 agosto (attendevo da metà dicembre) e questa mi è pervenuta in risposta al mio secondo sollecito, è:
"Buonasera....,

al momento non prendiamo in considerazione il suo testo.
La cernita e la scelta dei migliori titoli da inserire in pubblicazione richiede tempo e attenzione.
Purtoppo ci rendiamo conto che i tempi si allungano ma questa è la procedura.".

A presto.

 

Per la cronaca, il mio romanzo è già uscito da alcuni con altro editore.

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Anche a me hanno risposto alcuni giorni fa (avevo inviato a fine giugno il romanzo). Mi hanno detto di volermi parlare telefonicamente.

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2 ore fa, simone volponi dice:

Schede tecniche non ne fanno. Sono d'accordo con @Pennywisesulla risposta, più che articolata rispetto alla media.

Io ero rimasta alla promessa di allegare una scheda tecnica. Non un papiro, ma nemmeno quattro righe striminzite.

In molti hanno inviato (anche) allettati da questo aspetto, me compresa, e non credo alle allucinazioni collettive. 

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@MartaD Hanno cambiato metodologia negli ultimi tempi, niente schede, un lavoro che tutti si fanno pagare e loro non vogliono più fare gratis. Si limitano alla selezione, ma già una risposta personale, scritta direttamente dall'editore piuttosto di una risposta automatica, è un qualcosa in più per chi invia.

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2 ore fa, MartaD dice:

Anche da un editore che promette una scheda tecnica assieme all'esito?

 

Allora ritiro quanto detto sopra. O_o

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Dov'è la promessa di una scheda?

 

Linee guida per la pubblicazione con Watson edizioni:

– La casa editrice pubblica senza alcun contributo monetario da parte dell’autore;
– Editing, elaborazione della copertina, impaginazione, codice ISBN, sono a carico della casa editrice, frutto del lavoro di persone che svolgono la propria attività con attenzione e dedizione;
– Il contratto di edizione deve essere letto, compreso, commentato, contestato, rielaborato e soddisfare entrambe le parti affinché la pubblicazione possa essere il più chiara possibile e creare sinergia tra le parti;
– Al momento non possiamo prendere in considerazione poesie e racconti.
– La selezione per romanzi rosa è aperta esclusivamente con la partecipazione al concorso letterario “Lo studio in rosa” che potete visualizzare a questo link: CONCORSO
– I tempi di lettura e valutazione dei testi variano di continuo e, al momento, non è possibile stabilire una tempistica esatta per la prima risposta.

Per proporre il vostro lavoro, vi chiediamo di inviare una e-mail all’indirizzo selezionewatson@gmail.com contenente SINOSSI, con l’indicazione del genere e il numero di pagine del vostro lavoro, TESTO COMPLETO in formato odt, doc o pdf, specificando nell’oggetto della missiva “Proposta editoriale” e il genere di testo allegato. È cosa gradita inserire nel testo della e-mail alcuni dati personali quali: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, recapito telefonico.

Di seguito potrete scaricare il contratto standard che offriamo ai nostri autori. Scarica qui

Per avere ulteriori e diverse informazioni potete utilizzare il form sottostante.

Al fine di semplificare il lavoro di correzione dei testi vi chiediamo di utilizzare i caporali per i discorsi.

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3 ore fa, simone volponi dice:

@MartaD Hanno cambiato metodologia negli ultimi tempi, niente schede, un lavoro che tutti si fanno pagare e loro non vogliono più fare gratis. Si limitano alla selezione, ma già una risposta personale, scritta direttamente dall'editore piuttosto di una risposta automatica, è un qualcosa in più per chi invia.

Ma infatti non pretendo mica lavoro gratis, ci mancherebbe.

Per rispondere all'altro tuo post, si parlava di schede prima che aggiornassero la pagina relativa ai manoscritti: quando ho inviato non c'era scritto che le selezioni fossero chiuse, mentre aleggiava invece la questione delle schede. Non ti so dire per quanto sia rimasta la precedente pagina, ma le schede sono già state citate in questo topic e non abbiamo tutti inviato a settembre. Se ora hanno deciso di non farle benissimo, siamo d'accordo sul fatto che sia una gentilezza "a fondo perduto", ma allora si perde anche il motivo di un anno di attesa (modificate anche le tempistiche rispetto ai 6 mesi vecchi, vedo) per chi ha spedito tra i primi. 

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@MartaD Il motivo principale era la pubblicazione però... Non ricordo com'era la pagina a ottobre, quando ho mandato il mio. In effetti i tempi si sono allungati rispetto ai sei mesi, ma so di editori che rispondono dopo più di un anno. Le attese per noi dall'altra parte sono pesanti, non possiamo farci nulla se non spedire a più editori possibili (e affini) sperando.

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3 ore fa, simone volponi dice:

@MartaD Il motivo principale era la pubblicazione però... Non ricordo com'era la pagina a ottobre, quando ho mandato il mio. In effetti i tempi si sono allungati rispetto ai sei mesi, ma so di editori che rispondono dopo più di un anno. Le attese per noi dall'altra parte sono pesanti, non possiamo farci nulla se non spedire a più editori possibili (e affini) sperando.

Beh sì ovviamente ero interessata alla pubblicazione xD

Però anche avere un parere professionale mi allettava. So bene che in ambito editoriale non bisogna avere fretta (per quello esistonole EAP), ma direi che ho ampiamente chiarito le mie posizioni. Ora resto ad aspettare, per curiosità. 

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Ospite Alessandro Furlano

Se promettevano schede tecniche non lo so, resta una risposta di rifiuto più articolata del 99% della media. 

Piuttosto la garanzia di  risposta a tutti (anche preconfezionata) nel mio caso sta mancando. 

Modificato da Alessandro Furlano

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:gokulol:  non ci capisco più niente... Quindi gli editori devono anche fornire una valutazione agli autori, oppure no? Ok, lasciamo perdere, tanto è un'informazione che non mi è di utilità. Una curiosità, nulla di più.

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Io credo che un editore debba fornire una valutazione soltanto ai manoscritti ai quali è interessato.

Se per esempio io vedo una bella donna, le faccio i complimenti, ma se ne vedo una meno bella (no, non lo dico "brutta"... no no), non le dico assolutamente nulla xD

 

A volte ho come l'impressione che gli autori che inviano la propria opera credano di essere tornati a scuola, quando consegnavano il tema e la maestra glielo correggeva :rotolo: (Senza offesa... ;))

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22 ore fa, Tina34 dice:

:gokulol:  non ci capisco più niente... Quindi gli editori devono anche fornire una valutazione agli autori, oppure no? Ok, lasciamo perdere, tanto è un'informazione che non mi è di utilità. Una curiosità, nulla di più.

No no, alcuni si offrono di fornirla ma lo specificano nella pagina riservata ai manoscritti. Non è nemmeno obbligatorio rispondere a tutti gli autori dei romanzi scartati... è tutto a discrezione dell'editore. Il mio, per esempio, ha preso l'impegno di fornire una breve scheda anche ai romanzi che rifiuta, ed è una cortesia tanto apprezzata quanto ardua da mantenere, soprattutto in questi tempi in cui i manoscritti crescono come funghi ogni anno.

 

22 ore fa, Ngannafoddi dice:

Io credo che un editore debba fornire una valutazione soltanto ai manoscritti ai quali è interessato.

Se per esempio io vedo una bella donna, le faccio i complimenti, ma se ne vedo una meno bella (no, non lo dico "brutta"... no no), non le dico assolutamente nulla xD

 

A volte ho come l'impressione che gli autori che inviano la propria opera credano di essere tornati a scuola, quando consegnavano il tema e la maestra glielo correggeva :rotolo: (Senza offesa... ;))

Io credo che, come alle elementari, un po' di comprensione del testo non faccia male. Se prometti una cosa la devi mantenere, se non la prometti l'autore non può pretendere nulla. Più chiaro adesso? No perché tutte le mie ultime risposte sono basate su questo semplice concetto.

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Per rispondere a tutti senza taggare o citare (scusate, ma proprio non riesco a farlo, o sono tonta io o è tonto il mio computer). 

Ho scritto alla casa editrice il 5 Luglio, quindi a conti fatti la risposta è stata davvero breve. Quel che mi rendeva, e rende ancora, perplessa è la non chiarezza delle poche parole che mi sono state rivolte. Ovvio, non intendevo ricevere una scheda tecnica con punti di forza e debolezza del mio romanzo, né ovazioni per la mia opera che addolcissero il rifiuto, ma il fatto di non ricevere alcun dettaglio sul "reale" motivo dello scarto mi ha appena appena fatto storcere il naso! Non mi ritengo offesa ma, appunto, solo perplessa. 

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@Elisabetta Venuti il motivo non te lo da nessuno. Nei vari rifiuti ricevuti, non ho mai avuto nulla più se non due righe automatiche. A parte un caso, Vaporteppa, dove mi sono state spiegate motivazioni e lasciati link utili... Quindi è la normalità, non essere perplessa.

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On 9/8/2016 at 23:54, Pennywise dice:

Piuttosto la garanzia di  risposta a tutti (anche preconfezionata) nel mio caso sta mancando. 

Manca anche a me. A questo punto anche un "No" secco (con il "grazie" facoltativo) sarebbe meglio di questa palude di silenzio

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Il punto è: se il romanzo lo valuti pubblicabile secondo i tuoi criteri, contatti l'autore in questa ottica e gli spieghi che intendi approfondire. Non lo contatti dopo circa otto mesi ( su secondo sollecito) scrivendogli: "...al momento non prendiamo in considerazione il suo testo. La cernita e la scelta dei migliori titoli da inserire in pubblicazione richiede tempo e attenzione. Purtoppo ci rendiamo conto che i tempi si allungano ma questa è la procedura.".
Nel frattempo, l'autore in questione non sa se il suo manoscritto è stato rifiutato con repulsione, oppure è stato giudicato passabile ma con qualche correttivo (non alcoolico). L'autore (sempre in questione) resta sospeso in bilico tra le parole "Che" e "faccio?". Nel mio caso, ho ricevuto altre proposte e mi sono mosso di conseguenza. Mi resta, però, il dispiacere, per un esperienza editoriale che avrei gradito vivere. Si sa, però, che la nostra vita è quasi sempre in mano alle decisioni altrui.

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Se volete un aggiornamento eccolo. Ho avuto una conversazione telefonica lunghissima con loro. In pratica il succo è che adesso puntano su opere con potenziale ma che siano già state revisionate da un professionista. Ma la revisione non dovrebbe farla l'editore stesso? Io non so ancora cosa farò...._.

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Ciao a tutti.

Come ben vedete, io ci sono sempre e il contatto con il forum e le risposte alle mail di selezione le sto seguendo personalmente in quanto editore per garantire più chiarezza e concretezza in quel che sono i nostri obiettivi e le nostre priorità.

@Elisabetta Venuti Nessuna scheda tecnica viene elaborata, seppur nel passato siano state fatte. È un lavoro e per questo non lo eseguiamo più, anche perché a fronte dell'elaborazione di tali schede non scaturiva alcuna collaborazione né retribuzione.

Le risposte sintetiche e brutali sono spesso indice di genuinità e attenzione nei confronti di quanto proposto. Noi leggiamo tutti i testi e ne traiamo conclusioni logiche. Quanti di voi hanno risposte non "copia/incolla" e scritte da chi gestisce la casa editrice? Io ho obiettivi e mete da perseguire, per questo ci metto tutto me stesso e occupo gran parte del tempo a fare attività editoriali a 360 gradi.

Mi permetto poi di dire che non decidete voi cosa debba fare una casa editrice né come debba agire.

Questo perché io ho deciso di cambiare rotta, scegliere qualità e possibilità di crescita di gruppo, non voglio più perdere con gli esordienti e dedicare tempo, soldi e capacità a singoli testi e autori che non hanno idea di cosa sia l'editoria e cosa comporti entrare in questo mondo.

Voglio parlare con tutti coloro ritengo possano affrontare questa avventura ma concretamente, discutendo e illustrando pro e contro della pubblicazione di un libro, perché non sia un pezzo di carta che soddisfi vene di conquista personali basate sulla fantasia ma realizzi il primo passo di un'erta impegnativa.

 

Ripeto per chiarezza: Watson edizioni ha degli obiettivi e li perseguirà con forza e concretezza, voglio mettere a vostra disposizione la mia conoscenza e le mie capacità affinché possiate apprendere la realtà di un mondo che risulta confuso e alla deriva ma che in realtà ha poche "Unità" (rispetto all'immensa moltitudine di editori in Italia: circa 9500) che lavorano bene e in maniera costruttiva.

Inutile aggrapparsi e falsi miti o false verità generate tra sognatori, per pubblicare seriamente bisogna affrontare una lotta. Se siete disposti a combattere, e vincere o perdere, allora potete pensare di far parte di questo mondo altrimenti resterà per sempre una lancia puntata contro i mulini a vento.

 

Ultimo suggerimento che inserisco anche qui, oltre che nelle email, è di scegliere un professionista che vi guidi in ogni passo che intenedete compiere: elaborazione di un testo, scrittura, revisione, editing. Questo perché non si riempiano le caselle di posta degli editori di aberranti agglomerati di parole senza struttura sintattica né forma adeguata al genere. Mi fa parlare l'esperienza ed è qualcosa che seguirei io stesso qualora dovessi intraprendere la scrittura.

Non mi parlate di agenti letterari, non serve. Basta solo leggere, studiare, avere qualcuno che sa il fatto suo e può lavorare con voi alla miglior riuscita del vostro progetto.

L'editor è un professionista sottovalutato che avrebbe bisogno di maggiore spazio. Provate a darglielo, non vi deluderà.

Io resto qui a disposizione e, se avete letto tra le mie parole il giusto senso positivo e di piena voglia di fare gruppo, potrei ascoltarvi uno per uno telefonicamente senza avere il limite della digitazione.

Buona serata a tutti.

 

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17 ore fa, Ivangrafico dice:

L'editor è un professionista sottovalutato che avrebbe bisogno di maggiore spazio. Provate a darglielo, non vi deluderà.

Io resto qui a disposizione e, se avete letto tra le mie parole il giusto senso positivo e di piena voglia di fare gruppo, potrei ascoltarvi uno per uno telefonicamente senza avere il limite della digitazione.

Buona serata a tutti.

Concordo con gli intenti di @Ivangrafico, e soprattutto con l'idea di un'editoria combattiva e di qualità. Resta però un punto interrogativo, per l'autore singolo. Pongo per esempio la mia storia. Ho sottoposto un romanzo scritto quattro anni fa, seguito nel frattempo da revisioni e altri tre romanzi, strutturalmente e stilisticamente differenti gli uni dagli altri e, oserei dire, progressivamente maturati (anche se il mio modo di scrivere ha bisogno di crescere e assimilare lezioni, anche inconsapevoli). Poniamo che io voglia essere "battagliero" e abbia voglia di "combattere".  So per certo (conosco tanta gente che lavora nell'editoria) che l'idea e la qualità di un'opera va subodorata alla lettura, anche se il testo è colmo di ingenuità (non di errori sintattici e ortografici). Se l'editore è in grado di far questo, e in questo momento del processo di creazione che deve entrare la figura dell'editor, per far sì che quella "cosa" subodorata possa diventare un prodotto finito e pubblicabile, e che metta d'accordo editore e autore. Ciò non toglie che l'autore, nel frattempo, possa crescere anche da solo, operando in sinergia con un professionista che lo aiuti a limare i difetti e a revisionare con intelligenza le opere. Però, per quanto concerne il giudizio di un editore su un manoscritto, non ci devo essere vie di mezzo: o si è o non si è pubblicabili, a prescindere dalle revisioni sul lavoro grezzo. Bazzico librerie da decenni, coltivo la lettura come un orto sempiterno, e ho visto "aberranti agglomerati di parole" pubblicati sotto brillanti insegne editoriali, ma almeno quelle insegne (o meglio, chi ci stava dietro) hanno scelto di pubblicarle, a prescindere da quale fosse il lavoro iniziale.

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@rushvoivod Non importa quello che ha visto ma quello che continuerà a essere letto e distribuito perché qualitativamente adatto.

Di schifezze in giro ce ne sono un'enormità e, oltre ad aver fatto comodo a editore e autore, non avranno futuro.

Per quanto riguarda la selezione, mi esprimo con un sì o un no ma ultimamente sto inserendo le indicazioni che avete letto proprio per chiarire la posizione della casa editrice.

Insomma, più consapevolezza. Non chiedo altro.

On 17/8/2016 at 13:30, rushvoivod dice:

Però, per quanto concerne il giudizio di un editore su un manoscritto, non ci devo essere vie di mezzo: o si è o non si è pubblicabili, a prescindere dalle revisioni sul lavoro grezzo.

Questo non lo condivido, dipende dalle scelte editoriali. C'è chi taglia corto e chi invece vedendo del potenziale cerca di trovare o suggerire un buon percorso di crescita. 

 

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Ospite Alessandro Furlano

@Ivangrafico concordo su tutto, non mi è chiaro solo se permane la regola della risposta a tutti, a prescindere.

Perché vi ho inviato due romanzi, uno oltre sei mesi fa e uno 2 e mezzo, senza risposta (il primo revisionato da una editor professionista in quanto più complesso, il secondo no perché secono i beta reader di cui ho l'onore di fregiarmi grazie al sito che dirigo, pare non ce ne fosse bisogno).

 

Solo per sapere se devo attendere o se dopo tot mesi vale il "silenzio-dissenso" ;)

Modificato da Alessandro Furlano

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16 minuti fa, Simona Ferruggia dice:

Io ho da poco firmato il secondo contratto con Watson ;) 

Beata te... io dovrei arrivare al primo... O_O

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A fine anno dovrei pubblicare il secondo, ma i tempi si sa possono variare. Basta vivere il tutto con estrema calma.
Con il primo abbiamo tardato qualche mese ma sono super soddisfatta dei risultati. Inoltre ha vinto due premi importanti e non posso che essere grata alla Watson e alla pazienza e gentilezza di Ivan.
Appena esce vi faccio sapere :D 

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