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Ospite Alessandro Furlano

@simone volponi Sì uno terminato a marzo 2015, l'altro a maggio 2016.

Fine, ora non si scrive più e si provano a piazzare ;)

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Io mi sto ripetendo mentalmente la frase di Ivan Alemanno "abbiamo rifiutato quasi tutti "...così per abituarmi!

Che peccato! Una casa editrice giovane, con belle iniziative in termini di promozione dei suoi esordienti. 

Almeno ho la consapevolezza che lo stillicidio dell'attesa, finirà prima o poi ...

 

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1 ora fa, Ivangrafico dice:

Alla seconda domanda posso chiederti di essere più scpecifico?

 

 

 

 

 

Ok, riformulo: cosa accade quando un esordiente ha la fortuna di essere pubblicato presso la Watson edizioni?

Cosa normalmente accade in termini di distribuzione, copie, presentazioni, attività promozionali? Ci sono aspetti particolari che un esordiente deve considerare e mettere in preventivo? Ci sono risvolti che in questa fase possono essere sottovalutati o fraintesi?

 

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@Guerriera penso che tutti gli editori NO EAP facciano una selezione severissima. D'altro canto, se la frase di Ivan  è riferita a noi (pochi) che partecipiamo a questa discussione significa che almeno uno ce la farà. E non è poi così male.

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@Calaf @Guerriera @Superfrancy La frase era riferita alle 586 email di proposta non riferita a voi del forum.

 

Tante domande in una!

Allora, le copie prodotte, da contratto, sono 300 unità per la prima tiratura e vengono distribuite nelle librerie che abbiamo nel nostro database. Tale distribuzione però non è garantita poiché i librai sono liberi di decidere quali e quanti libri ricevere. La miglior distribuzione avviene inizalmente nel circondario della zona di interesse dell'autore e dell'editore, il passaparola tra le librerie aiuta poi ad allargarsi.

La distribuzione quindi è un aspetto importante e che stiamo tentando di cambiare imponendo le nostre regole altrimenti radicata ad antichi processi poco affini alle produzioni moderne.

L'attività di promozione è sia dell'editore sia dell'autore, quest'ultimo maggiormente tirato in causa poiché egli stesso il soggetto principale, insieme al libro, delle presentazioni. L'autore infatti è libero di programmare incontri e altre situazioni utili a parlare di sè e del proprio lavoro, con il totale appoggio dell'editore. È lontano anni luce la strana fantasia di restare sdraiati sul divano aspettando che qualcuno vi procuri attività, pubblicità, fama, incontri, soldi etc etc... La visione distorta dell'editoria è uno dei mali attuali. Così come lo è il pagamento di somme per giungere a pubblicazione, all'infuori delle richieste ben giustificate di lavoro tecnico (eseguito a regola d'arte) eseguito sui testi.

Utilizziamo molto il web e i social network per promozione e diffusione perché sono più diretti e meno dispendiosi. L'utilizzo dei giornali cartacei e delle radio è limitato poiché, dopo averne testato le funzionalità, abbiamo constatato uno scarso ritorno in visibilità e vendite. (Parlo anche di testate nazionali!)

Durante l'anno partecipiamo ad alcuni festival e/o fiere, decisi di volta in volta a seconda degli impegni in essere. In queste occasioni la CE sceglie quali e quanti titoli esporre ed eventualmente invitare degli autori. Quest'ultimi sono liberissimi di prendere parte a tutti gli eventi editoriali sparsi sull'intero territorio, molto utili a confrontarsi, conoscere, apprendere. La quantità di presentazioni ed eventi è dipendente molto dalla disponibilità dei locali e dei librai che risultano sommersi dalle richieste e spesso divengono scontrosi e improduttivi. Molti di questi non si occupano né di pubblicità né di avvisare i propri clienti...

L'esordiente deve quindi considerare, come prima cosa, la di diffusione del testo e per questo mettersi a lavoro con serenità per ottenere il meglio.

Seconda cosa è il prefissare degli obiettivi. Decidere a tavolino, commisurando le proprie capacità e possibilità, i passi da seguire per giungere a ogni traguardo. Per un autore, un obiettivo importante è legato alla produzione. La crescita si ha con la scrittura e il confronto, non con la pubblicazione di un solo libro e la ricerca della gloria.

Umiltà e condivisione degli obiettivi.

Chiamandola casa editrice, la si definisce come un posto confortevole e di "famiglia" dove la sinergia è obbligatoria.

La prima cosa da fare quindi non è solo accettare un contratto di edizione ma parlare con l'editore e capire con chi si ha a che fare. Condividere la maggior parte degli elementi che contraddistinguono la CE è vitale!

Sottovalutare degli aspetti, o fraintendere, è qualcosa che capita di rado ma capita e vi assicuro che è un duro colpo più per me che per l'autore.

 

Spero di aver approfondito maggiormente alcuni aspetti della pubblicazione, anche se queste poche righe sono comunque riduttive.

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@Ivangrafico perfetto. 

Scendendo più nel dettaglio, è sempre parlando di Watson, possiamo approfondire il discorso su attività del libraio, presentazioni e media copie vendute? Quali sono gli ostacoli che normalmente si incontrano e cosa può essere ragionevole attendersi dal proprio esordio? Inoltre, perdonami, ma le librerie del vs database quante sono e come sono distribuite geograficamente? Potrebbe essere importante per l'aspetto promozionale.

P.S. : Non lo specifico ogni volta che mi rispondi, ma spero sia esplicita la mia gratitudine per la disponibilità e l'occasione di confronto 

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2 minuti fa, Calaf dice:

le librerie del vs database quante sono e come sono distribuite geograficamente?

Sul sito ho trovato una mappa apposita.

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Parto dalla media copie vendute.

È un discorso molto soggettivo e dipende da tanti fattori.

C'è chi ha venduto poco più di 80 copie e chi è oltre le 700.

La media della piccola editoria è di 200/300 copie.

Chiedendomi di approfondire il discorso librai, mi poni un dilemma: li giudico male o bene? Direi male!

La questione è che c'è stato un cambio di generazione sia in editoria (ancora in atto) che in libreria. Se nel primo settore si cercano nuove strade e soluzioni che affrontino il problema quantità, distribuzione, costi, etc nell'altro invece si guarda sempre e solo alla strada facile e garantita, pur classificandosi come indipendenti... Di esempi ne ho a bizzeffe ma evito per creare problemi. Sta di fatto che è nascosto nei meandri del web un progetto, di cui facciamo parte, che sta studiando alcuni esempi differenti di approccio al mercato.

Messa da parte questa mia personale digressione, vi invito a frequentare le librerie il più possibile e stabilire con gli addetti ai lavori un rapporto sereno e discorsivo su qualunque argomento. Osservate, spiate, comprendete e domandate anche, affinché possiate toccare con mano quel che accade all'interno dei nostri "templi" dove i libri molto spesso sono nascosti nei retrobottega o seppelliti dai soliti nomi.

 

Gli ostacoli che normalmente si incontrano, all'esordio, sono... in realtà è solo uno: la propria aspettativa!

Quando si affronta il discorso pubblicazione con un editore, e si comprende bene quel che accadrà da lì a breve, di solito gli ostacoli li si affronta serenamente e ci si pone obiettivi vicini alle proprie possibilità. Un passo alla volta si cresce bene, ve lo assicuro.

Dal proprio esordio ci si può attendere qualche recensione o parere da persone non a voi vicine, essere soddisfatti di aver venduto qualunque numero di copie, avere tra le mani un ottimo prodotto editoriale, confezionato a dovere e accattivante, conoscere meglio l'ambiente editoriale, stringere amicizie professionali e molto altro.

Il resto, come ripeto fino all'esaurimento, verrà con il tempo e con il lavoro.

Per fare l'autore non ci vuole niente, basta scrivere; diventare un autore non esordiente e maturo invece accade quando si produce tanto, con la partecipazione a contest, concorsi, fiere, festival, confronti sul web e non. Lo scrittore, beh per avere questo "titolo" dovete semplicemente guadagnare con questo lavoro, il ché è difficilissimo se pensate di pubblicare un solo libro e non fare altro. Fare lo scrittore è un vero e proprio l a v o r o !!!

Ah, e quando dico guadagnare non intendo con i diritti d'autore ma con tutto quello che ruota attorno all'editoria: scuole, formazione, scrittura in blog e giornali, corsi di formazione etc etc.

A meno che non siete come quei quattro imbeccilli che pubblicano con grandi editori e che in futuro nessuno si ricorderà di loro se non come il momento di editoria più trash della storia del pianeta! :D

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Ospite Alessandro Furlano
15 minuti fa, Ivangrafico dice:

Per fare l'autore non ci vuole niente, basta scrivere; diventare un autore non esordiente e maturo invece accade quando si produce tanto, con la partecipazione a contest, concorsi, fiere, festival, confronti sul web e non. Lo scrittore, beh per avere questo "titolo" dovete semplicemente guadagnare con questo lavoro, il ché è difficilissimo se pensate di pubblicare un solo libro e non fare altro. Fare lo scrittore è un vero e proprio l a v o r o !!!

 

Sono pienamente d'accordo, in particolare con la parte sottolineata. Gli amici del forum che stanno come me seguendo un'analoga discussione sul topic di un'altra casa editrice (grande) noteranno la differanza.

Il portavoce della grande CE dice esattamente il contrario: che addirittura tante pubblicazioni con piccole CE ti rovinano il curriculum, l'unica cosa che conta è pubblicare con una big, se no tanto vale tenerti il tuo romanzo nel cassetto.

Quindi sottoscrivo in toto.

 

Sul fatto che per definirsi scrittori si debba vivere di quello, sono meno d'accordo. Certo l'obiettivo è quello, ma nella vita bisogna pagare le bollette, i mutui, dare pasti regolari ai figli, mandarli a scuola. E se per fare questo si fa anche (e purtroppo SOPRATTUTTO) un altro lavoro, non mi pare giusto sminuire lo status di scrittore, che secondo me si conseguisce nel momento stesso in cui si viene pubblicati da una CE free (a pagamento siamo tutti scrittori...)

Ma quest'ultimo capoverso è marginale rispetto al primo.

Modificato da Alessandro Furlano

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18 minuti fa, Ivangrafico dice:

quattro imbeccilli che pubblicano con grandi editori

Scusami Ivan, questa è un po' toppata, fa tanto "la volpe l'uva".

Non ti piacerebbe pubblicare "Io, Belen"?

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Presente! Attendo da dicembre! Mandato due e-mail a maggio e giugno alle quali non ho ricevuto risposta è ho firmato con un'altra CE. Ci riproverò la prossima volta, forse.

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@Pennywisesono felice che tu sia d'accordo. 

Quale grande CE dichiara quello che hai detto?

@camparino no, a me non interessa quel tipo di editoria.

@Guerriera non indico alcuna data. Già da oggi pomeriggio sono partite le prime email. Nei prossimi giorni si concluderà tutto. Non voglio più rischiare fraintendimenti o errori da parte mia.

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20 minuti fa, Ivangrafico dice:

Quale grande CE dichiara quello che hai detto?

Forse si riferisce a questa discussione: (editore Baldini e Castoldi)

 

 

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@Ivangrafico scusa la domanda ingenua ma nel percorso che tratteggi da autore a scrittore, chi sarebbe a sostenere il volenteroso artigiano trovandogli delle collaborazioni retribuite? Deve procurarsi un agente?

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@cinciallegra ho letto il topic. Non credo di dover dire la mia. L'incipit è sufficientemente condivisibile. Se c'è qualche domanda che vorresti farmi, sono a disposizione. 

Se trovo anche qualche giusta argomentazione, risponderò al Topic che mi hai indicato.

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Ospite Alessandro Furlano
16 ore fa, Ivangrafico dice:

@Pennywisesono felice che tu sia d'accordo. 

Quale grande CE dichiara quello che hai detto?

 

L'hanno indicata correttamente gli altri utenti :)

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@Calaf volenteroso artigiano?

Non è la definizione corretta.

L'autore che vuole diventare scrittore, deve lavorare. Gli agenti letterari sono utili ma pericolosi e bisogna saperli ben scegliere.

Questa figura comunque non è essenziale. 

La domanda comunque ha bisogno di una risposta ben più approfondita, appena posso scriverò una versione estesa.

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3 ore fa, Ivangrafico dice:

@Calaf volenteroso artigiano?

Non è la definizione corretta.

L'autore che vuole diventare scrittore, deve lavorare.

 

@Ivangrafico perdonami se è quel pelo OT il mio intervento.

Guarda che gli artigiani lavorano, e tanto (almeno, visto l'attualità, lo vorrebbero!). Esposta come l'hai scritta sembrerebbe il contrario.

Firmato : un artigiano in piena crisi di mercato.

Fine OT.

 

 

 

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Adesso, simone volponi dice:

Non prendiamo le cose sul personale e restiamo in topic, che la discussione può interessare :)

 

non me la sono presa :-)

Prendila (o prendetela) come... una punteggiatura.

 

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