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Ngannafoddi

Esiste una reale differenza tra la scrittura "maschile" e quella "femminile"?

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1 ora fa, dyskolos ha scritto:

bene, noi non studiamo ma ci affidiamo a un sondaggio (

Perfetto! 

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1 ora fa, dyskolos ha scritto:

Farei un sondaggio sul WD. All'inizio metto un testo di autore o autrice sconosciuto (potrei prenderlo da Wattpad) e chiedo "secondo te lo ha scritto un uomo o una donna?", e poi vedremo il risultato. @Annabel più sopra dice "studi o non studi", bene, noi non studiamo ma ci affidiamo a un sondaggio (per un attimo ci trasformiamo in politici xD). Chissà che ne esce :)

Splendida idea. Se lo fai partecipo volentieri(y)

1 ora fa, ivalibri ha scritto:

l discorso a monte di tutto ciò e che ci interessa di più riguardo la letteratura è che le donne hanno faticato a ritagliarsi un posto nel canone letterario.

Questo è vero, e in realtà ancora oggi c'è una preponderanza maschile in letteratura. CI sono molti scrittori uomini che tutte le persone "intellettuali" devono aver letto, ma poche donne. Se una volta poteva dipendere da una effettiva difficoltà delle donne a farsi largo in questo mondo (penso a molte che hanno adottato pseudonimi maschili), al giorno d'oggi non ha più ragione di essere, ma le abitudini sono dure a morire. 

Detto ciò, non amo molte derivazioni dell'ideologia femminista, che rivendicando una parità che dovrebbe essere ovvia esagerano nel senso opposto. Ammetto che a me non piace usare parole come sindaca, avvocata o commissaria. Mi suonano male (probabilmente per abitudine) ma soprattutto penso che non sia decisivo nel raggiungimento di una parità. Se leggo avvocato immagino immediatamente che possa essere uomo o donna, questo dovrebbe essere lo scopo ultimo, non aggiungere una a o un asterisco (orrendo a vedersi) in fine di parola. Ho letto un articolo interessante (di un uomo) che spiegava quali parole possono effettivamente reggere la desinenza femminile e quali invece sono in partenza unisex (ad esempio quelle derivate dai participi presenti). Non so se c'entra ma lascio il link: qui 

 

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@Nightafter però così ormai siamo condizionati, sappiamo già che si tratta di una scrittrice :P Ci vuole un pezzo di cui non conosciamo l'autore.

Poi bisogna distinguere tra differenze di stile (più sottili e inconsce) e di contenuto. Quello di cui parla @Annabel per esempio credo riguardi più il contenuto. E anche certe descrizioni un po' "sessualizzate" che certi autori fanno dei personaggi femminili, di cui forse si era parlato anche qui.

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8 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Ammetto che a me non piace usare parole come sindaca, avvocata o commissaria. Mi suonano male (probabilmente per abitudine) ma soprattutto penso che non sia decisivo nel raggiungimento di una parità. Se leggo avvocato immagino immediatamente che possa essere uomo o donna, questo dovrebbe essere lo scopo ultimo, non aggiungere una a o un asterisco (orrendo a vedersi) in fine di parola.

 

L'asterisco è orrendo, lo dico anche io!

Io invece uso sindaca, ministra, commissaria, fideiussora, evaditrice fiscale, pastora (in senso religioso), ecc… Forse a noi "vecchietti" suonano male per la scarsa abitudine, ma credo che non sarà così per chi nasce adesso. Non usarle porta a qualche fraintendimento. Se i Padri della Patria sono donne, le chiamiamo Padri? Io preferisco "Madri" (della Patria). Se dobbiamo dire che la donna che ricopre la carica di sindaco è incinta, diremo "il sindaco è incinto/incinta o che so io"? Invece se dico "la sindaca di Roma è incinta" non c'è nessun problema. Ancora: "il sindaco esce con suo marito". Forse il sindaco è omosessuale? Io preferisco "la sindaca esce con suo marito". Okay, non è omosessuale. "Il sindaco si sposa con uomo alto". E potrei continuare.

Ma rimasi sorpreso alcuni anni fa quando alcuni intellettuali firmarono una lettera aperta su un giornale. Bene, su otto donne che ricoprivano la carica di rettore, solo una si firmò "rettrice" (le altre sette "rettore").

Tempo fa ne discutevo con un avvocato penalista su FB, su magistrato/magistrata (adoro cavillare con gli avvocati :asd:). Alla fine ci accordammo per "la signora sindaco Virginia Raggi" o "la signora magistrato Maria Rossi" (alla francese).

Ne parlò il governo Craxi nel 1987. Allora suggerivano parole neutre come "il personale" invece di "i lavoratori e le lavoratrici".

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1 ora fa, *Antares* ha scritto:

c'è anche un mio commento

 

Dimmi il tuo nick allora. Sei LiveAlive? Eleonora? :hm:

Leggo sovente Penna Blu. Spesso siamo d'accordo.

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7 ore fa, Annabel ha scritto:

Mi viene in mente il libro di Veronesi, in Caos calmo le donne sembrano apparizioni quasi fastidiose, addirittura una di loro diventa protagonista soltanto per uno scopo sessuale. Non  credo, per niente, che una scrittrice avrebbe dato così poco valore alla presenza femminile in un romanzo. 

 

Beh, se mi concedete il paragone qualitativamente indegno, mi verrebbero da citare i bestseller del momento. Non sono certo uno stimatore del genere ma mi sembra che in After e Calendar girl la figura maschile sia spessissimo usata quasi da "riempitivo", con personaggi secondari che rimangono poco più che comparse, e sono entrambi romanzi frutto di menti femminili. 

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Obs Snow ma infatti noi donne sotto sotto non abbiamo troppa stima degli uomini, tranne per quelli anziani, colti ma educati, simpatici ma non troppo. 

xD

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20 ore fa, dyskolos ha scritto:

Tieni presente che gli studi più interessanti li mettono su internet

se trovate qualcosa interesserebbe anche a me leggerli

 

19 ore fa, *Antares* ha scritto:

Pregiudizio che anch'io contesto, ma potrebbero esistere altre differenze dal punto di vista neuroscientifico, che esulano da ciò che abitualmente attribuiamo a uomo e donna?

sarebbe interessante se potessimo leggere dei racconti o dei romanzi senza conoscere l'identità dell'autore e cercare di capire dallo scritto se si tratta di un uomo o di una donna

 

19 ore fa, Annabel ha scritto:

Studi o non studi, la differenza tra maschi e femmine esiste da che esiste il mondo.

mi sembra evidente che ci sia differenza, il punto è stabilire se ci sia a livello narrativo. Mi chiedo anche quanto pesi l'influneza della società sulle differenze, sempre in letteratura, che riscontriamo, per esempio nell'appartenenza ai generi letterari. Non per niente tante donne hanno scritto, e scrivono, sotto pseudonimo per ovviare al problema della credibilità quando si cimentano in certi generi letterari. Lo stesso succede anche ad autori maschili.

19 ore fa, Annabel ha scritto:

Non  credo, per niente, che una scrittrice avrebbe dato così poco valore alla presenza femminile in un romanzo. 

non so, non ho letto questo romanzo, però spero che la scelta si basi su necessità di trama, di puntare il riflettore su altri particolari e dettagli

16 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Uno scrittore osserva la vita in tutti i suoi aspetti, quindi si presume che conosca bene sia gli uomini che le donne, indipendentemente dal genere in cui è nato.

idealmente è sicuramente così, poi ognuno si sente più o meno a suo agio con personaggi di un genere e magari dipende anche dalla storia che sta scrivendo

 

15 ore fa, ivalibri ha scritto:

Parlare di femminismo oggi sembra superato ma non lo è.

non lo è affatto, sono d'accordo. Ritengo però che sia un discorso davvero troppo ampio da affrontare qui, mi limito a dire che trovo ogni estremismo nocivo

 

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I prodotti letterari migliori provengono da scrittori e scrittrici transgender.

Questo fa la differenza tra maschile e femminile: il passaggio, il saper attraversare i due sessi rivelandone pregi e difetti. È il superamento della dicotomia maschile/femminile a rendere innovativa la scrittura di x o y (ieri, oggi e domani), fin dall'incipit avviata verso un'altra visione della sessualità, verso l'andare oltre gli stereotipi sessuali, i ruoli tradizionali, caratterizzata da quel "peccato" che consente in letteratura di armonizzare i contrari o di esasperare quelle differenze (che hanno sempre una forte componente genetico-biologica prima che culturale, cioè frutto dell'educazione) solo culturalmente coesistenti e conciliabili.

La scrittura è il luogo dove o le differenze sessuali dovrebbero annullarsi, dove i corpi si smaterializzano per capire se questa benedetta anima c'è o non c'è. La scrittura è il luogo che rompe spezza dissolve l'involucro corpo (palesando la nostra schiavitù alle percezioni sensoriali, che senza la mortale materia non esisterebbero).

 

P.S. La letteratura erotico-pornografica è essenzialmente linguaggio maschile e maschilista, da millenni. Che le autrici scimmiottano, con esiti che spesso rasentano il ridicolo.Il penetrare e l'accogliere non sono due visioni speculari dell'atto sessuale, una maschile e l'altra femminile: nell'amplesso (e nelle sue scarse varianti) si riconferma l'impossibilità materiale di quell'annullamento cui solo il desiderio e l'anima anelano da millenni, senza per altro un apprezzabile successo. 

 

Un cordiale saluto.              

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@Renato Brunod'accordissimo con la prima parte del messaggio, un po' meno con la seconda.

Personalmente ho sempre fatto distinzione tra erotico e pornografico (sia a livello narrativo che visuale): il secondo dopo un po' lo trovo rozzo e noioso, il primo è tutt'altra cosa ma capita spesso che uomini e donne passino agevolmente dall'uno all'altro a seconda delle necessità. Inutile dire che ritengo le donne più portate verso l'erotico (anche in ambiti spinti o perversi ritenuti esclusiva maschile), che non trovo affatto una "scimmiottata". Ovviamente esistono autori maschi altrettanto bravi. 

Questo è ciò che l'esperienza mi ha insegnato, ma immagino ci sia qualcuno più esperto di me in questa tematica. :sss:

 

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12 ore fa, *Antares* ha scritto:

Anch'io leggo sempre il suo blog, mi piace molto. Tranne in questo articolo :P (almeno in parte) 

 

Penna Blu è un grande, soprattutto perché non si atteggia a egregio intellettuale esperto. Gli do ragione sulle esagerazioni. Leggi – se ci riesci! bada che è difficile! – questo testo scritto da me per te :hug::

 

I lavoratori e le lavoratrici di questa azienda incontreranno giornaliste e giornalisti, le cui madri e i cui padri potranno assistere all'incontro come uditori o uditrici. Non sarà permesso agli attori e alle attrici di accedere, a meno che il governatore o la governatrice non abbia deciso diversamente. Gli autori e le autrici dei brani letti, in ogni caso, quantunque siano interdetti o interdette, saranno ammessi o ammesse. I detenuti e le detenute potranno vedere l'incontro su appositi schermi. Gli autisti e le autiste invece saranno obbligati a comunicare con il loro datore o datrice di lavoro, però alle guide – uomini e donne, alti e alte, grassi e grasse, generose e generosi, tirchie e tirchi – non si applicherà questa prescrizione. I presidenti e le presidenti potranno chiedere di essere dispensati o dispensate dal rispondere, ma, qualora non siano pronti o non siano pronte, esporranno le loro urgenze alla direzione. I direttori e le direttrici, essendo impiegati o impiegate, saranno sempre presenti sul posto di lavoro. Per quanto riguarda infermieri e infermiere, professori e professoresse, muratori e muratrici, netturbini e netturbine, sindache e sindaci, ministre e ministri, le regole sono diverse. Eccezioni alle norme potranno essere applicate ai Maestri e alle Maestre d'orchestra, e anche ai fideiussori onesti e alle fideiussore oneste, purché non risultino evasori o evaditrici fiscali.

 

:P:P

 

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2 ore fa, dyskolos ha scritto:

I lavoratori e le lavoratrici di questa azienda incontreranno giornaliste e giornalisti, le cui madri e i cui padri potranno assistere all'incontro come uditori o uditrici. Non sarà permesso agli attori e alle attrici di accedere, a meno che il governatore o la governatrice non abbia deciso diversamente. Gli autori e le autrici dei brani letti, in ogni caso, quantunque siano interdetti o interdette, saranno ammessi o ammesse. I detenuti e le detenute potranno vedere l'incontro su appositi schermi. Gli autisti e le autiste invece saranno obbligati a comunicare con il loro datore o datrice di lavoro, però alle guide – uomini e donne, alti e alte, grassi e grasse, generose e generosi, tirchie e tirchi – non si applicherà questa prescrizione. I presidenti e le presidenti potranno chiedere di essere dispensati o dispensate dal rispondere, ma, qualora non siano pronti o non siano pronte, esporranno le loro urgenze alla direzione. I direttori e le direttrici, essendo impiegati o impiegate, saranno sempre presenti sul posto di lavoro. Per quanto riguarda infermieri e infermiere, professori e professoresse, muratori e muratrici, netturbini e netturbine, sindache e sindaci, ministre e ministri, le regole sono diverse. Eccezioni alle norme potranno essere applicate ai Maestri e alle Maestre d'orchestra, e anche ai fideiussori onesti e alle fideiussore oneste, purché non risultino evasori o evaditrici fiscali.

In effetti 'sta inclusività è un po' pesantina xD

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Pensavo alla "questione sindaco/sindaca ministro/ministra". Ho due soluzioni.

Prima soluzione: usiamo una leva socio-politica per risolvere un problema linguistico. Cioè impediamo alle donne di partecipare alle elezioni, anche a quelle comunali :hm::hm:, sennò il problema si sposta su "consigliere comunale/consigliera comunale". Poi modifichiamo la Costituzione e gli statuti delle Regioni e dei Comuni per impedire la nomina di donne al ruolo di assessore (comunale o regionale) e di ministro, così con un colpo solo ci togliamo di mezzo parole come "assessora/assessore (comunale o regionale)", "ministro/ministra", "sindaca/sindaco"… 

Vi piace? :sss::sss::sss:

Già mi vedo nudo in piazza con orde di signore attorno che mi lanciano pietre al grido di "Tremate, tremate! Le streghe son tornate!". Ecco, vi do una dritta: quelle pietre usatele per cucinare. Sapete? Se le riscaldate, potete fare una brace coi fiocchi  :s:s:s

Okay, scherzavo, state calmine ^^^^

 

Seconda soluzione (parziale). Questa prettamente linguisticaper i plurali facciamo come in siciliano. :hm: Dove i plurali, appunto, sono neutri (ambigeneri, senza genere, fate vobis). Per esempio, se dico tri ministri (=tre ministri) mi posso riferire a tre uomini, a due donne e un uomo, a una donna e due uomini e – udite, udite! – anche a tre donne. Vale per sostantivi, pronomi e aggettivi. La terminazione del plurale è sempre in -i (quella in -e, come in italiano, non esiste). Se dico li sinnaci beddi (=i sindaci belli) mi posso riferire anche a tre donne belle.

Neanche questa soluzione è fattibile :asd::asd:, ma per amor di discussione…

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Il 14/9/2020 alle 21:42, Obs Snow ha scritto:

After e Calendar girl la figura maschile sia spessissimo usata quasi da "riempitivo", con personaggi secondari che rimangono poco più che comparse, e sono entrambi romanzi frutto di menti femminili. 

In realtà robaccia come After è, inconsapevolmente, quanto di più maschilista e anti-femminista possa esistere.

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4 minuti fa, Andrea28 ha scritto:

In realtà robaccia come After è, inconsapevolmente, quanto di più maschilista e anti-femminista possa esistere. 

 

Concordo in assoluto.

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Ciao a tutti,

a quanto pare ho scatenato una discussione senza freni affermando di osservare un fastidioso "cicaleccio maschile" nella precedente :D

 

Ricordarsi sempre che nessuno di noi, proprio nessuno, può scegliere il sesso con cui nascere, né il posto, né la Nazione. 

 

Non occorre studiare la materia perché secondo me, non esiste. Le differenze, anche in altri ambiti, sono nella nostra testa. Non esistono verità assolute o sistemi di controllo assoluti.  Dentro di noi c'è la percezione di entrambi i sessi in quanto veniamo, tutti, da due genitori. Usiamo di più la parte maschile o quella femminile a seconda delle situazioni. Se sto partorendo è facile che prevalga la parte femminile. Nessuno dei due sessi è più intelligente, o più idiota dell'altro. Siamo stati generati alla perfezione, il prevalere di un sesso sull'altro sarebbe un fallimento del concetto stesso della vita, in cui senza uno non potrebbe esistere l'altro. Infatti negli ambienti dove è prevalso e prevale questo concetto fallimentare la società è chiusa, bigotta e retrograda. Società composta da uomini e donne alla stessa maniera, e quando è sana non c'è motivo, nessuno, che uno debba prevalere sull'altro. 

Amo molto la libertà e in special modo quella di pensiero.  Se qualcuno si sente di cominciare battaglie difensive per un gruppo di persone che non conosce neppure, lo faccia se vuole, di certo io non ci sprecherei nemmeno una parola.  Sono tutti fatti sterili.

Dai movimenti femministi sono passate tre generazioni. qualcosa è cambiato o no? Bisogna tenere la mente in allenamento sulla via di un costante progresso.  Solo così si riesce a valutare il passato in modo realistico. 

Si tende molto in generale (uomini e donne) a riformarsi sui pensieri di qualcun altro. O sulla storia passata del sesso cui si appartiene. Ma noi siamo noi. Non siamo un concetto, un genere, un astrattismo. Noi siamo uomini e donne, ma per prima cosa siamo persone, individui che sanno creare secondo le loro abilità e i loro talenti e che possiedono cervelli dotati di un'energia e una conoscenza infinite. diciamo che alcuni sanno usare tutti i loro talenti e altri no, ma ciò non dipende dal sesso.

 

Ho capito che c'è molta grande letteratura del passato che ha contribuito e accentuato le differenze fra uomini e donne. Sono libri straordinari, per imparare a scrivere eccezionali, ma non sono la Legge unica e insostituibile dell'esistenza. Sono nel passato.

Noi in questo presente dovremmo cominciare a cercare un altro concetto, quello della libertà vera, della vita vera, del pensiero più puro che esce da noi, non contaminato da quelli che ci ruotano attorno mentre intingono l'inchiostro per le loro penne, dai testi medievali che ruotano sulle loro teste in continuazione. E dai basta andiamo avanti.

E poi basta anche di fare le vittime discriminate di stipendi più bassi, e mai ruoli di comando. Vedete che se una (o anche uno) ci tiene particolarmente a spaccare, prima o poi spacca e se si fa sviare dalle varie storie del genere a cui appartiene e le fa sue, peggio per lui/lei.  Si vede che alla fine non ci teneva così tanto.

La cultura è determinata anche dal pensiero. Anzi principalmente. Noi siamo quelli che determineranno la cultura di domani. Sarà merito nostro se nostra figlia non capirà cosa vuol dire essere una quota rosa, e se nostro figlio non andrà mai a picchiare nessuno che gli dirà femminuccia. E sarà colpa nostra se lei si farà mettere in un angolo da un uomo che le dirà che le donne devono stare a casa a occuparsi dei panni sporchi del marito (E' successo a una mia amica. Parlava il suo professore di diritto. Anno 2010) Sarà colpa nostra se nostro figlio penserà che le donne servono solo per andarci a letto.

 Almeno cerchiamo di non voltarci troppo indietro per crearla, magari con uno sguardo più profondo dentro noi stessi viene meglio.

 

Infine ho scritto un romanzo in cui il protagonista è un uomo e narra in prima persona. Spero di non averlo reso troppo effeminato :D    Ma non credo: uso tutto quello che conosco quando scrivo, anche il mio 50 per cento di parte maschile :asd:

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10 ore fa, Francescam ha scritto:

Infine ho scritto un romanzo in cui il protagonista è un uomo e narra in prima persona. Spero di non averlo reso troppo effeminato :D

 

Ciao femmina :hm:

Anche io l'ho fatto, a parti invertite (una ragazza di 23 anni). Mi sono dovuto femminilizzare a tal punto che, quando mi sono guardato allo specchio, per un attimo mi sono visto le tette davanti. Poi sono scomparse, ma per poco non ho realizzato il mio sogno proibito. :) Tempo fa, una femmina "popputa" mi ha chiesto: "Cosa faresti se improvvisamente diventassi donna?" e io ho risposto: "Mi toccherei la tette tutto il giorno". ;)Non vedevo l'ora, ma poi… mannaggia!

 

 

10 ore fa, Francescam ha scritto:

Nessuno dei due sessi è più intelligente, o più idiota dell'altro

 

Questo l'ho detto io, presente :super:

Ho detto che le donne risultano mediamente più intelligenti degli uomini. Tale differenza è dovuta a questioni anatomiche cerebrali, in particolare alla distribuzione della materia cerebrale: le donne formano più sinapsi degli uomini. Ciò significa che l'intelligenza femminile è più dinamica di quella maschile, che invece è più statica ma ha maggiore varianza. Diciamo che uomini e donne (e qui immagino Maria De Filippi :asd:) hanno intelligenze diverse. I risultati migliori si ottengono facendoli lavorare insieme. Io infatti, quando devo prendere una decisione, chiedo sempre un "parere femminile", e devo dire che le femmine sono in genere ben disposte a esibirsi. (Io in realtà lo faccio per motivi differenti e piuttosto abietti, ma vabbe', stendiamo il classico velo pietoso… :sss::asd:).

Comunque hai ragione, ma sono considerazioni di tipo sociale e psicoanalitico (gli uomini hanno parti femminili e viceversa). Io mi basavo più su considerazioni anatomiche (cerebrali), e lì non ci piove che maschi e femmine sono diversi.

 

 

11 ore fa, Francescam ha scritto:

Siamo stati generati alla perfezione

 

Se mi vedessi, cambieresti idea all'istante xD

 

 

11 ore fa, Francescam ha scritto:

il mio 50 per cento di parte maschile :asd:

 

Mi sa che qui ti sei allargata un pochetto, dai :asd: 

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Il 14/9/2020 alle 10:38, Annabel ha scritto:

@Omegadirei che un esempio del genere lo farebbe soltanto un uomo. Se è così ho ragione a vedere la differenza, giusto? ;)

 

A mia maschile discolpa posso dire che ho pensato a questo esempio perchè una delle mie vicine è campionessa di tiro con l'arco :D
Che siano le esperienze di vita a decretare il nostro stile?:umh:

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Ci ho pensato e secondo me non è la scrittura che cambia, ma gli argomenti. La scrittura di ognuno è diversa, ma non dipende dal gender. Credo però ci siano argomenti che in genere sono preferiti dagli uomini e altri dalle donne. In genere significa molto spesso, ma non sempre. Per esempio Educazione siberiana l'ho mollato a pagina due, ma ritengo probabile che altre donne, anche numerose, l'abbiano letto, in fondo i gusti son gusti. Però non esiterei a definirlo un romanzo che ha più appeal per un uomo.

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-Omega-  lo sport è una cosa e l'espressione intellettuale è un'altra dai... Comunque il fatto che le donne, secondo me, abbiano un modo diverso di scrivere rispetto agli uomini, non fa di questo qualcosa di assoluto. La differenza rimane per me una teoria che rientra nella maggioranza dei casi. 

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1 ora fa, SeeEmilyPlay ha scritto:

Per esempio Educazione siberiana l'ho mollato a pagina due

 

Questo grida vendetta al cospetto di Dio.

 

Sallo!

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Provo a vedere la questione da un altro punto di vista.  Se fosse invece il mercato a volere e sottolineare la diversità? Premia e pubblica donne che parlano di sentimenti e secolari saghe familiari concedendo meno spazio a quelle che propongono romanzi più hard e brutali e fanno lo stesso ma al contrario per gli uomini.

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1 ora fa, jacopa Del Gado ha scritto:

Provo a vedere la questione da un altro punto di vista.  Se fosse invece il mercato a volere e sottolineare la diversità? Premia e pubblica donne che parlano di sentimenti e secolari saghe familiari concedendo meno spazio a quelle che propongono romanzi più hard e brutali e fanno lo stesso ma al contrario per gli uomini.

È vero anche questo, indubbiamente. Io aggiungerei però che il mercato propone una diversità che si basa su una visione stereotipata della differenza sessuale.  Sottolineare la diversità, a mio parere, non è per forza una cosa negativa in sé, anche se è difficile distinguere ciò che può essere un tratto distintivo femminile o maschile da ciò che la cultura e la società ritiene tale (e che spesso sfocia nello stereotipo). Di nuovo, torniamo a parlare dello scarto tra il dato fisico, biologico e le stratificazioni culturali ad esso legate. Come districare questo nodo? Difficile dirlo. Rimane appunto una questione aperta.

A questo proposito mi piace molto ciò che dice @Renato Bruno :

Il 15/9/2020 alle 09:58, Renato Bruno ha scritto:

La scrittura è il luogo dove o le differenze sessuali dovrebbero annullarsi, dove i corpi si smaterializzano per capire se questa benedetta anima c'è o non c'è. La scrittura è il luogo che rompe spezza dissolve l'involucro corpo (palesando la nostra schiavitù alle percezioni sensoriali, che senza la mortale materia non esisterebbero).

C'è molto di vero, secondo me, in questa visione immateriale della scrittura. Anche se a me piace considerare la dicotomia corpo/anima non così netta, non così forte e credo che la materialità del corpo (dello scrittore o della scrittrice) abbia un peso che ci ancora al suolo più di quanto non vorremmo. Io, lo scrittore o la scrittrice, me li immagino così: con una mente che vaga nel mondo delle idee, legata in maniera indissolubile al proprio corpo, o meglio, una mente in grado di fluttuare in aria grazie al corpo. La dicotomia corpo/anima, infatti, in altre culture non è così marcata.

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Ciao a tutti. Io non credo che esista una "scrittura femminile" e una maschile. 

Secondo me dipende da quello che l'autore/rice vuole far trasparire nella sua scrittura; se non vuole, e se è brava/o abbastanza, può anche non far trasparire nulla. Certo ci sono tematiche, generi, punti di vista che (mediamente) interessano più alle donne e meno agli uomini, e viceversa. E ci sono esperienze personali che vengono descritte meglio da chi le ha vissute. Ma se l'autore/rice è dell'altro sesso e ci sa fare, può non esserci differenza. Certo dipende da che libro è, se parla di esperienze dirette, se l'autore/rice vuole metterci la sua soggettività, se le vicende raccontate sono reali o fittizie, ecc. Per me, dipende se l'autore/rice vuole che si sappia, insomma. 

Cioè, se si scoprisse che i libri di Saramago o di Calvino le hanno scritte delle donne, io non mi meraviglierei più di tanto. A me piace scrivere poesie, e anche molto tradurle; ho fatto traduzioni da poetesse americane che sfiderei chiunque a capire se (le traduzioni; che possono essere poesie a sé) le ha scritte un uomo o una donna. 

Poi onestamente dire che esiste una "scrittura femminile" e una maschile, istintivamente mi ripugna. Mi sembra che limiti la libertà e le capacità dell'autore/rice (ma non c'è un altro sistema di mettere questi nomi "bisex"?). E io in genere sono allergico ai "ruoli". Pur ammettendo tranquillamente tutte le differenze che ci sono fra uomini e donne (e meno male!). Ciao

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19 ore fa, Gianfranco P ha scritto:

Poi onestamente dire che esiste una "scrittura femminile" e una maschile, istintivamente mi ripugna.

A me ripugna il fatto che sia normale che una donna debba fare la lavatrice, cucinare e badare alla famiglia (quotidianamente) ma se lo fa un uomo (saltuariamente) viene apprezzato smisuratamente. Questa differenza di ruoli, credo che alla fine, abbia da sempre costruito un modo diverso di percepire e di esprime se stessi. Quello che per gli uomini è ovvio, non lo è sempre per le donne. 

 

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