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Ngannafoddi

Esiste una reale differenza tra la scrittura "maschile" e quella "femminile"?

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Visto che in un'altra discussione (il cui tema è del tutto diverso) si è iniziato a parlare di questo argomento, mi premuro io di aprire una nuova discussione con la seguente domanda: Esiste una reale differenza tra la scrittura "maschile" e la scrittura "femminile"? Se sì, quale?

Sbizzarritevi nelle risposte, ma attenetevi all'argomento. :sù:

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La quasi totalità delle ragazze giovani scrive o legge romance e fantasy. Ma è dovuto alla mancanza di originilità, non al sesso del soggetto. è come prendere come dato in assoluto che la maggior parte degli uomini s'informa sullo sport.

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Grazie, caro @Ngannafoddi Ottima idea :)

Come dicevamo nell'altra discussione, io sono un sostenitore di quella differenza. La prima la vediamo a livello grafico; proprio nella grafia, intendo. Una volta lessi un saggio sulla grafologia (forense), ma – credetemi – non ci vuole mica un'arca di scienza per distinguere le due grafie. Dipende da differenze neurologiche e fisiologiche presenti nei due tipi di cervello: ad esempio, il senso dell'orientamento spaziale. Altro esempio: l'intelligenza. Le donne risultano in media più intelligenti degli uomini, ma tra gli uomini c'è maggiore varianza, nel senso che gli uomini hanno più picchi verso l'alto (possiamo dire "genialità") e verso il basso (possiamo dire "idiozia"). Cioè, è più difficile trovare una donna completamente idiota; l'uomo imbecille, cretino, deficiente, idiota totale lo troviamo molto più spesso. ^^^^^^

Poiché è il cervello che guida il braccio e la mano, è indiscutibile che cervelli diversi "guidino" in maniera differente. Sul forum non vediamo la grafia, d'accordo, ma vediamo altre cose: per dirne una, c'è una differenza evidente nella lunghezza dei post. Le donne tendono alla brevità (ci sono eccezioni, ovvio). Poi parlano di più, e anche molto. Noi "maschietti" lo sappiamo bene :asd::asd::asd:

Diciamo che se a una persona do 100 manoscritti di donne (battuti col computer, per togliere le differenze grafiche), poi 100 manoscritti di uomini, al 201esimo testo capirà se l'ha scritto un uomo o una donna.

Non c'entra niente, come si diceva, l'essere sé stessi o meno. Certo, uno può anche fingere, ma certe cose…

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Ciao @dyskolos, molto interessanti i tuoi studi xD.

Io trovo differenze nella scrittura tra uomini e donne se scrivono nudi. Mi basta dare un'occhiata dalla cintola in giù per capire se chi sta scrivendo il manoscritto è uomo o donna.

:pedo:

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4 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Io trovo differenze nella scrittura tra uomini e donne se scrivono nudi. Mi basta dare un'occhiata dalla cintola in giù per capire se chi sta scrivendo il manoscritto è uomo o donna.

:pedo:

 

:asd::asd::asd:

A volte anche dalla cintola in su aiuta:asd: giusto per assicurarsi della presenza o meno degli airbag frontali di serie. Però è vero, lo sguardo in giù è più indicativo, dato che alcune donzelle difettano di airbag ma di… ehmm… quella cosa lì, insomma… non difettano mai :D

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Per me che scrivo tra le altre cose racconti porno, devo rilevare che nella letteratura erotica che ho frequentato, le donne posseggono il primato.

Il sesso descritto da una donna è sempre più ricco di dettagli e fantasioso nel senso più trasgressivo e perverso del termine.

Inutile da parte mia riuscire anche solo ad avvicinarmi a tali picchi di bravura.

Devo solo capire se questa convinzione nasca da una mia percezione di lettore maschio, oppure se anche le lettrici di sesso femminile percepiscono tale differenza.

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Che bella discussione!

Si presta sia a interventi spiritosi come quelli di @dyskolos  e @Ngannafoddi ma anche a riflessioni teoriche seriose e interessanti.

Dico la mia: io credo che ci sia una differenza tra scrittura maschile e femminile. Credo che chi scrive riporti sulla carta le proprie esperienze, magari trasfigurate o trasformate, e queste sono legate anche al proprio corpo, di cui il sesso è un elemento fondamentale. Il fatto è che però è difficile definire in cosa consista questa differenza. A volte è molto marcata, penso ai testi dichiaratamente femministi di Simone de Beavoir o di Virginia Woolf, in altre scrittrici si rivela più attraverso i temi e la sensibilità  (penso ad esempio a Marguerite Duras). Altre scrittrici, come la Yourcenar, invece, hanno una scrittura che sembra più maschile. In ogni caso non credo che lo scrittore o scrittrice sia neutro quando scrive. Su questa questione, che ora sto semplificando e riassumendo molto, si è dibattuto tanto ed  esistono numerosi studi che vorrebbero trovare quel certo quid che distinguerebbe i due sessi. Ovviamente rimane una questione aperta su cui è difficile avere un'opinione netta. A me piace pensare che una scrittura femminile esista, amo molto le scrittrici e in qualche modo cerco di vedere una differenza, a volte più evidente, altre più sfuggente.

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Io ho una mia teoria, molto personale certo, ma ho sempre sentito qualcosa nella scrittura femminile. Percepisco la sensibilità, la dolcezza delle parole, il linguaggio più morbido e il trasmettere empatia. Queste sono soltanto poche cose ma per me fanno la differenza. 

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Andrò certamente controcorrente (e probabilmente solo perché porto a esempio la mia personalissima esperienza), lo so. Il fatto è che non ritengo possa esserci una struttura biologica che va a influire sul prodotto finale, su un'opera, che più spesso è frutto di innumerevoli variabili. Queste ultime derivanti dal bagaglio culturale, dall'educazione, dall'esperienza, ma anche semplicemente dalla volontà intrinseca di ognuno di infondere parte di sé (o meno) nei testi.

 

Nella mia intera esistenza ho tentato in ogni circostanza (e spesso anche irragionevolmente) di non conformarmi mai. Il solo atto di sembrare uguale a qualcun altro ha sempre smosso in me moti di profondo disagio. La ricerca dell'originalità in ogni ambito, fosse sociale, lavorativo, familiare, relazionale, mi ha spinto a fare ricerche, documentarmi e puntare ogni volta a un fatto imprescindibile: la diversità intellettuale.

 

Ricordo che a vent'anni, durante alcune ricerche per un esame di biologia, una nozione appresa da uno dei libri di testo mi sconvolse al punto da spingermi a rivedere con occhio critico quanto fino ad allora avevo ritenuto valido, tangibile. A partire da quella stupefacente scoperta (tale ovviamente sol per me, che seguitavo a cercare risposte all'esistenza, alla vita, ai perché dell'essere) e certo "subendo" il condizionamento di ogni minimo evento accadutomi negli anni della crescita, ho di fatto preso a rivalutare qualunque cosa, accadimento, persona avessi intorno, tentando di scoprirne i motivi. Perché si è come si è? Cosa ci spinge a mostrar di noi una caratteristica piuttosto che un'altra? Per quale motivo portiamo a bandiera (o meno) la nostra "femminilità" o "mascolinità" a seconda dei casi e delle situazioni?

 

E tutto il papiro per segnalare che, nella mia opinablissima visione del fatto, non basta una storia (che altro non è che il prodotto di vita per osservazione per immaginazione per desiderio per rivalsa per n altre variabili psico-fiosiologico-sociali) con la sua trama, il suo stile, il suo ordine, la sua correttezza formale e razionale, a definire la femminilità o la mascolinità dell'essere umano autore della stessa. E non basta perché ogni specifico essere vivente è un po' dell'uno e dell'altro insieme, a prescindere da ciò che biologicamente lo definisce tale.

 

Anche l'uomo più virile conserverà almeno un ricordo, un gesto, un momento in cui è stato delicato, femmineo, bambino e smaliziato; così come la più splendida e delicata donna almeno una volta avrà dimostrato tecnicamente di avere due OO così. E solo formulare quest'ultima frase è stato così sbagliato nei termini, da dare una misura pressoché chiara dell'impossibilità di definire "maschilità" e "femminilità".

 

Cosa sono, dopotutto?
"Femminile" sta per delicato, dolce, assertivo? "Maschile" sta per coraggioso, forte, dominatore?
Beh, è assolutamente plausibile incontrare, conoscere e apprezzare uomini e donne che posseggono un po' tutte queste caratteristiche a prescindere dal loro sesso. Perché non è il genere che fa la persona.

 

Ma mi sto ripetendo! XD

Ho già detto che non sono d'accordo? Ecco, in succo volevo dire solo questo! :facepalm:

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Personalmente paragonerei la scrittura ad una disciplina come il tiro con l'arco. Possiamo disquisire su atleti e atlete ma, in fondo in fondo, credo sia indistinguibile un centro fatto da l'uno o dall'altra. Ci sono scrittori talentuosi e scrittrici talentuose, dei cui stili non possiamo che avere memoria e per i quali nutriamo ammirazione, ma credo che sia un mix delle esperienze e delle capacità naturali dell'atleta con la penna in mano a fare la differenza, non il possedere una doppia X o un XY.

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51 minuti fa, RobinK ha scritto:

Andrò certamente controcorrente (e probabilmente solo perché porto a esempio la mia personalissima esperienza), lo so

 

Ciao. Mi dispiace tantissimo deluderti, ma (almeno considerando me stesso) non sei affatto contro corrente :)

 

 

53 minuti fa, RobinK ha scritto:

Nella mia intera esistenza ho tentato in ogni circostanza (e spesso anche irragionevolmente) di non conformarmi mai. Il solo atto di sembrare uguale a qualcun altro ha sempre smosso in me moti di profondo disagio

 

Idem per me. Per esempio, non ho mai guardato Harry Potter o Matrix o Twilight. Perché? Per il solo motivo che lo facevano tutti. Per lo stesso stupido e insulso motivo, non ho mai letto Il codice Da Vinci.

 

 

57 minuti fa, RobinK ha scritto:

A partire da quella stupefacente scoperta (tale ovviamente sol per me, che seguitavo a cercare risposte all'esistenza, alla vita, ai perché dell'essere) e certo "subendo" il condizionamento di ogni minimo evento accadutomi negli anni della crescita, ho di fatto preso a rivalutare qualunque cosa, accadimento, persona avessi intorno, tentando di scoprirne i motivi. Perché si è come si è?

 

Anche qui dico "idem". Io, per esempio, l'ho sempre avvicinato al tema del razzismo. Una volta discutevo su FB con un ex-Carabiniere, che ce l'aveva con i neri e mi diceva: "Questi a vent'anni me li trovo a spacciare in centro a Roma, 'sti negri del c… biiiiiip… o!". Io gli ho risposto (più o meno) "Veda, caro signore, che il ventenne eritreo che spaccia a Roma è nato venti anni prima facendo gnééé gnééé esattamente come suo figlio; pure nudo, è nato, e poi a due anni circa ha imparato a dire mamma e papà, come suo figlio, e poi puzza cacca. Ma che cosa gli è successo in quei vent'anni per poi ritrovarselo a spacciare erba a Roma? È lì che si annida il razzismo. È questo che dovrebbe chiedersi: i motivi, le ragioni! In più, i Carabinieri non dovrebbe dire negracci, come fa Sua Maestà… no, Sua Santità… no, insomma, faccia lei :re::asd:"

 

 

1 ora fa, RobinK ha scritto:

Anche l'uomo più virile conserverà almeno un ricordo, un gesto, un momento in cui è stato delicato, femmineo, bambino e smaliziato; così come la più splendida e delicata donna almeno una volta avrà dimostrato tecnicamente di avere due OO così

 

Certo! A parte che preferisco le donne senza OO (mi parrebbero trans altrimenti :asd:) e con gli airbag frontali di serie, non ho mai capito perché le donne debbano auto-attribuirsi qualità maschili. Le donne è bene che rimangano senza OO, ma con una certa cosina lì. :P:P

A parte questo, sono d'accordo con te su tutto, anche sulla presenza del maschile nelle donne e del femminile negli uomini (visto che siamo nel WD, da qui nascono archetipi letterari). Ma queste sono considerazioni di carattere psicoanalitico (di stampo junghiano), non neurologico. Due mondi separati. Ah, e io dico sindaca, ministra, assessora, rettrice, evaditrice (fiscale), ucciditrice, pastora (in senso religioso), fideiussora, medica, ecc…

 

Mi hai fatto venire in mente i medici. Fanno una scuola a parte per imparare a scrivere a zampe di gallina? :asd::asd: Le mediche scrivono più a zampe di gallina dei medici?

Vedi questo pezzo:

https://www.lercio.it/medicina-sviluppato-il-primo-font-illeggibile-per-medici/

L'articolo dice: "I medici, anche i più incompetenti, potranno tornare a scrivere alla cazzo pur usando un computer". Ma il mistero più fitto è che i farmacisti li capiscono. Anche loro faranno qualche scuola particolare. :asd:

 

Sempre un piacere leggerti! :)

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44 minuti fa, -Omega- ha scritto:

Personalmente paragonerei la scrittura ad una disciplina come il tiro con l'arco.

@Omegadirei che un esempio del genere lo farebbe soltanto un uomo. Se è così ho ragione a vedere la differenza, giusto? ;)

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Lasciando in disparte il discorso calligrafico, secondo me non c’è differenza tra scrittura “maschile” e “femminile”.

 

Noto, però, una differenza sul cosa predilige scrivere l’uno rispetto l’altra, su un piano generico. In particolare (sempre generalizzando, poi ovviamente ci sono le eccezioni da ambo le parti), spesso incontro romanzi scritti da donne che si rivolgono a un pubblico femminile, indipendentemente dal genere – non mi riferisco, quindi, solo ai rosa, ma includo anche mainstream ecc... L’uomo, invece, di solito scrive per un pubblico misto.

Questa l’unica differenza che vedo, ma risiede nell’approccio – dovuto probabilmente a un fattore culturale – non nel metodo, né nello stile.

Poi, certo, c’è chi da entrambe le parti ha uno stile identificabile come maschile o femminile, succede, ma è una scelta, non qualcosa cui non si può far fronte.

 

24 minuti fa, Annabel ha scritto:

@Omegadirei che un esempio del genere lo farebbe soltanto un uomo. Se è così ho ragione a vedere la differenza, giusto? ;)

A mio avviso, no, un esempio così potrebbe farlo anche una donna.

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1 ora fa, -Omega- ha scritto:

credo sia indistinguibile un centro fatto da l'uno o dall'altra

 

Vero, ma infatti secondo me la differenza sta nel come, non nel cosa. Perdonami, ma devo tirare acqua al mio mulino, mi tocca per statuto :)

Poi, è chiaro, ci sono scrittori e scrittrici bravissimi e ammirevoli. Naturalmente, ipotizzando un editing, il genere dell'editor maschera il genere dell'autore. Esistono anche altri fattori, ma io dico che il discorso sulla differenza – come dicono quelli accademici e precisi, tra cui io non sono :asd: – vale "a parità di altre condizioni". Certo, se a una scrittrice punto una pistola alla tempia e le urlo, col sangue sui pettorali gonfi e tatuati e il coltello tra i denti, "scrivi o ti spacco la cervella", quella scrittura non fa parte della fiera perché la libertà occupa il primo posto.

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Boh, secondo me in questo ambito servirebbe un corposo studio in doppio cieco randomizzato con gruppo controllo e scappellamento a destra, completamente privo dei bias cognitivi che influenzano le nostre percezioni personali. Io per esempio a volte riesco a discriminare (quando è palese), a volte invece no: mi è capitato di leggere stralci di libri oppure commenti sul WD immaginando inconsciamente un autore di un genere e invece era dell'altro. 

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E' difficile per e, che sono di gusti ed idee semplici, inoltrarmi nei risvolti psicologici profondi da sondare per accorgersi, grafia a parte, se un testo è stato scritto da un uomo piuttosto che da una donna. In genere sono portato, a causa di un residuo latente del maschilismo derivante dall'educazione ricevuta che gli anni e le esperienze vissute non sono riusciti a cancellare del tutto, a preferire di leggere libri scritti da un uomo, ma questo non significa che la mano maschile sia migliore di quella femminile. Ho letto in "Officina"  racconti  scritti da donne (o almeno, questo suppongo) che mi sono piaciuti, che mi hanno emozionato. Alla fin fine, credo che la differenza, più che tra scritti degli uomini e scritti delle donne, sia tra scritti belli e scritti brutti, e chissenefrega del genere (no, oggi si dice gender).

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16 minuti fa, *Antares* ha scritto:

secondo me in questo ambito servirebbe un corposo studio in doppio cieco randomizzato con gruppo controllo e scappellamento a destra

 

Credo che l'abbiano già fatto, scappellamento a destra compreso :P

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@dyskolos e dove si possono trovare studi di questo tipo? Su PubMed?

 

P.S. Comunque rileggendo il tuo primo commento mi sono resa conto che, in effetti, spesso noto una proporzionalità inversa tra brevità nello scritto e loquacità nel verbale, maschi o femmine che siano (ma non è detto, mi viene in mente almeno un esempio in cui la proporzionalità è invece diretta. Purtroppo :hm:)

 

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4 ore fa, RobinK ha scritto:

"Femminile" sta per delicato, dolce, assertivo? "Maschile" sta per coraggioso, forte, dominatore?
Beh, è assolutamente plausibile incontrare, conoscere e apprezzare uomini e donne che posseggono un po' tutte queste caratteristiche a prescindere dal loro sesso. Perché non è il genere che fa la persona.

sono assolutamente d'accordo con te (y)

 

Vi lascio due link di articoli che ho trovato interessanti sull'argomento: Esiste una scrittura femminile? Esiste una scrittura maschile?

 

Vorrei anche sottolineare che scrittura femminile non è sinonimo di scrittura femminista :super:

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7 minuti fa, *Antares* ha scritto:

dove si possono trovare studi di questo tipo? Su PubMed?

 

Eh, bella domanda. Non ti saprei rispondere con esattezza, ma ricordo che, ai tempi della tesi di laurea, mi trasformai in un topo da biblioteca per sei mesi e leggevo riviste specialistiche che avevano titoli pomposi tipo "American Journal of Cognitive Psychology". Li trovavo in biblioteca. Devo averli letti in qualche pubblicazione del genere. Io cercavo altro, ma già che c'ero, per non farmi mancare niente, qualche occhio l'ho buttato. (In realtà cercavo di capire come "circuire" più ragazze studiando la loro comunicazione :hm:). Tieni presente che gli studi più interessanti li mettono su internet, ma a pagamento: ti dicono che per leggerli devi abbonarti alla rivista a prezzi stratosferici quindi… lascia perdere, insomma. Però un tentativo su Internet lo puoi fare: quello non costa nulla :)

 

 

20 minuti fa, *Antares* ha scritto:

ma non è detto, mi viene in mente almeno un esempio in cui la proporzionalità è invece diretta. Purtroppo :hm:

 

Ti sarai imbattuta in qualche fidanzato ciarliero. Capita! I maschi chiacchieroni esistono pure, e di solito sono della peggior specie, quindi ti sono solidale, sorella! :sss:

 

Ti faccio un esempio di scrittura chiaramente femminile. È un video di Carmen Consoli, la mia "cantantessa" preferita. Un uomo non avrebbe mai descritto una donna come fa lei all'inizio (una lieve cadenza d'oltralpe dominio di sé). Tutto il video è "femmineo", comunque.

 

 

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Grazie @Kikki, li sto leggendo entrambi; però mi pare che trattino l'argomento da un punto di vista filosofico-letterario che nega il pregiudizio secondo cui tutte le donne scrivono in modo carino e coccoloso, retorico e sentimentale (anche in un horror), e gli uomini in modo "macho" e privo di fronzoli. Pregiudizio che anch'io contesto, ma potrebbero esistere altre differenze dal punto di vista neuroscientifico, che esulano da ciò che abitualmente attribuiamo a uomo e donna? Non voglio trovarle per forza eh, anzi sono convinta che molte di quelle considerate biologiche siano in realtà culturali; è una curiosità mia.

 

@dyskolos va' cosa si trova nei cataloghi della biblioteca https://www.medialibrary.it/media/ricercaopen.aspx?keywords=Psychology&seltip=940 . Però ci vogliono anni per spulciarli tutti, quindi mi sa che mi tengo la curiosità. Per quanto riguarda il video di Carmen Consoli non so... avrei dovuto leggere il testo senza sapere che era suo. Così non riesco a darti ragione o torto :P 

23 minuti fa, dyskolos ha scritto:

(In realtà cercavo di capire come "circuire" più ragazze studiando la loro comunicazione 

Sei un piccolo demonio, lo sai? :facepalm:xD

 

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Studi o non studi, la differenza tra maschi e femmine esiste da che esiste il mondo. Non ci trovo nulla di male a dire che, semplicemente, nello scritto delle donne c'è qualcosa che va oltre le parole. Mi viene in mente il libro di Veronesi, in Caos calmo le donne sembrano apparizioni quasi fastidiose, addirittura una di loro diventa protagonista soltanto per uno scopo sessuale. Non  credo, per niente, che una scrittrice avrebbe dato così poco valore alla presenza femminile in un romanzo. 

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1 ora fa, *Antares* ha scritto:

va' cosa si trova nei cataloghi della biblioteca https://www.medialibrary.it/media/ricercaopen.aspx?keywords=Psychology&seltip=940 . Però ci vogliono anni per spulciarli tutti, quindi mi sa che mi tengo la curiosità.

 

Non lo conoscevo, denghiù, ma mi sa anche io mi tengo la curiosità. :)

 

 

1 ora fa, *Antares* ha scritto:

Grazie @Kikki, li sto leggendo entrambi; però mi pare che trattino l'argomento da un punto di vista filosofico-letterario che nega il pregiudizio secondo cui tutte le donne scrivono in modo carino e coccoloso, retorico e sentimentale (anche in un horror), e gli uomini in modo "macho" e privo di fronzoli. Pregiudizio che anch'io contesto,

 

Anch'io ringrazio @Kikki per gli articoli interessanti. Sono d'accordo con te e contesto quel pregiudizio. E non è un giudizio di valore, come affermare che un libro è buono o cattivo a seconda che l'abbia scritto un uomo o una donna. Poi io ho una specie di venerazione per i thriller psicologici di Patricia Highsmith e per i racconti di Luigi Pirandello :)

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23 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Esiste una reale differenza tra la scrittura "maschile" e la scrittura "femminile"? Se sì, quale?

La risposta breve è: no, non ha motivo di esserci. Tant'è che leggendo autori/ici che hanno o usano nomi unisex, spesso è difficile notare la differenza. Ho risposto a una discussione molto simile altrove, dove il problema era scrivere in prima persona da un punto di vista di genere diverso. Il mio pensiero resta uguale: molti personaggi femminili memorabili (per citarne solo uno Madame Bovary) sono stati scritti da uomini. Uno scrittore osserva la vita in tutti i suoi aspetti, quindi si presume che conosca bene sia gli uomini che le donne, indipendentemente dal genere in cui è nato.

Ho letto libri dove si capiva al volo che l'autore era uomo o donna solo dal modo di descrivere l'altro sesso. Un uomo di rado descrive un altro uomo come bello, così come una donna di rado si sofferma sulla taglia di reggiseno dei suoi personaggi. Questo però non ha a che fare con le capacità di scrivere, ma solo con un modo inconscio di vedere i personaggi. Io uso spesso portavoce maschili, che difficilmente si soffermano su cose considerate tipiche, come la tendenza a guardare le belle donne o lo sport. Questo perché di solito hanno cose più importanti di cui preoccuparsi: omicidi, guerre, disagi esistenziali, ecc. Non significa però che ne risultino personaggi meno credibili sul piano psicologico. I cliché possono andar bene per dare coloritura a personaggi minori, ma quelli principali devono essere unici, quindi non definiti dal loro essere uomini o donne, ma dalle loro esperienze e decisioni

Se però guardiamo solo lo stile di scrittura o la capacità (senza storie d'amore tra le scatole) allora sfido chiunque a cogliere la differenza. Secondo i cliché le donne dovrebbero essere più sensibili, ma molti dei miei miti letterari sono uomini che hanno una sensibilità e capacità di cogliere le sfumature che invidio. Tempo fa ho pubblicato un racconto in un'antologia di racconti gialli/horror, le cui organizzatrici lottano contro i pregiudizi incontrati tra gli editori che vogliono le donne in secondo piano nello scrivere storie "cattive"

 

22 ore fa, dyskolos ha scritto:

Altro esempio: l'intelligenza. Le donne risultano in media più intelligenti degli uomini, ma tra gli uomini c'è maggiore varianza, nel senso che gli uomini hanno più picchi verso l'alto (possiamo dire "genialità") e verso il basso (possiamo dire "idiozia"). Cioè, è più difficile trovare una donna completamente idiota; l'uomo imbecille, cretino, deficiente, idiota totale lo troviamo molto più spesso. ^^^^^^

Può essere un trucco della natura per assicurarsi che la specie sopravvivaxD Pensa affidare la nascita e crescita di un bambino a qualche esemplare dei picchi più bassi...

22 ore fa, dyskolos ha scritto:

c'è una differenza evidente nella lunghezza dei post. Le donne tendono alla brevità (ci sono eccezioni, ovvio)

Eccomi:approvo:

 

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26 minuti fa, Silverwillow ha scritto:
22 ore fa, dyskolos ha scritto:

Altro esempio: l'intelligenza. Le donne risultano in media più intelligenti degli uomini, ma tra gli uomini c'è maggiore varianza, nel senso che gli uomini hanno più picchi verso l'alto (possiamo dire "genialità") e verso il basso (possiamo dire "idiozia"). Cioè, è più difficile trovare una donna completamente idiota; l'uomo imbecille, cretino, deficiente, idiota totale lo troviamo molto più spesso. ^^^^^^

Può essere un trucco della natura per assicurarsi che la specie sopravvivaxD Pensa affidare la nascita e crescita di un bambino a qualche esemplare dei picchi più bassi...

 

Mi sa che hai ragionexD, ma poi è anche vero che l'esemplare dei picchi più bassi "deriva" da una donna. Magari poi è uno che dice "Le femmine sono tutte p…biiiiiip…e"…sì, tranne la madre e la sorella :asd:

 

 

28 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

allora sfido chiunque a cogliere la differenza

 

Raccolgo la sfida!

Farei un sondaggio sul WD. All'inizio metto un testo di autore o autrice sconosciuto (potrei prenderlo da Wattpad) e chiedo "secondo te lo ha scritto un uomo o una donna?", e poi vedremo il risultato. @Annabel più sopra dice "studi o non studi", bene, noi non studiamo ma ci affidiamo a un sondaggio (per un attimo ci trasformiamo in politici xD). Chissà che ne esce :)

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7 minuti fa, Nightafter ha scritto:

valuta nel campione questascrittrice che mi pare interessante : https://www.wattpad.com/user/MelindaM019

 

Grazie per la segnalazione, @Nightafter

Mi sembra del tuo genere :)

La metto nel campione ma non vorrei che fosse troppo "sgamabile", visto che tu stesso sopra dici:

22 ore fa, Nightafter ha scritto:

Per me che scrivo tra le altre cose racconti porno, devo rilevare che nella letteratura erotica che ho frequentato, le donne posseggono il primato.

Il sesso descritto da una donna è sempre più ricco di dettagli e fantasioso nel senso più trasgressivo e perverso del termine.

:)

 

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4 ore fa, Kikki ha scritto:

Vorrei anche sottolineare che scrittura femminile non è sinonimo di scrittura femminista 

Grazie per i link proposti. È vero quanto dici nella frase quotata però non dobbiamo dimenticare una cosa importante: la teoria della differenza sessuale è una teoria femminista. È una risposta, tra le tante possibili, ai primi movimenti femministi che chiedevano l'uguaglianza tra i sessi (per quanto riguarda i diritti ma che sfociava in altre questioni, ossia che non esista una differenza sostanziale tra uomini e donne - e i vari interventi di questa discussione dimostrano quanto sia viva questa interpretazione). Il femminismo anglosassone ha puntato poi a creare una forte dicotomia tra natura (il sesso biologico) e cultura (il genere), le scuole italiane e francesi hanno puntato di più sulla differenza.

Il discorso a monte di tutto ciò e che ci interessa di più riguardo la letteratura è che le donne hanno faticato a ritagliarsi un posto nel canone letterario. Lo hanno fatto a partire soprattutto dal novecento con le grandi scrittrici femministe, per le quali rivendicare il proprio ruolo è stato essenziale per aprirsi una porta nella letteratura. Poi chiaramente molte cose sono cambiate, oggi le donne scrivono di più e pubblicano di più  (ma faticano ancora a guadagnarsi gli onori e i riconoscimenti, questo non dobbiamo dimenticarlo). Parlare di femminismo oggi sembra superato ma non lo è. Come dicevo sopra non si tratta tanto di definire in cosa consista la differenza sessuale nei testi letterari ma di non dimenticare tutto ciò che i vari femminismi hanno apportato alla letteratura e alla cultura in generale, per non cadere nella trappola teorica che considera il maschile una sorta di neutro universale e il femminile una sua declinazione "minore".

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25 minuti fa, dyskolos ha scritto:

 

Grazie per la segnalazione, @Nightafter

Mi sembra del tuo genere 

 

Ma figurati amico mio. Quando si può essere di qualche utilità, lo si è con piacere.:D

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