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                                                                         NUDA

 

Nuda

come non sei da tempo

come l’adolescenza, nuda

come vorresti e come vorrei

Nuda come sei nata

Nuda

nei palmi delle mani e tra le dita dei piedi

Nuda negli screzi scuri dell’iride

e nei fuochi fatui che fluttuano

agli angoli delle stanze

Nuda

senza cosmetici né risate

come la realtà di questa terra, nuda

come la nostra guerra

Nuda come la neve

che scioglie accarezzata dal sole

Nuda

come l’amore dei figli

e come quello di passaggio

che costa lacrime e rende omaggio

a te, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni

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Come hai fatto a ribaltare l'idea che si ha di un corpo nudo da carnale a sacrale? Di fisico in questi versi ci sono solo le parole, il resto è arte.

Adesso, Roberto Ballardini ha scritto:

nei palmi delle mani e tra le dita dei piedi

Che meraviglia.

Adesso, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

come l’amore dei figli

e come quello di passaggio

che costa lacrime e rende omaggio

a te

Wow.

Bravo @Roberto Ballardini, come sempre.

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39 minuti fa, L@ur@ ha scritto:

Come hai fatto a ribaltare l'idea che si ha di un corpo nudo da carnale a sacrale?

@L@ur@ Ciao Laura :hug:Lo spunto era quello, anche se credo che realisticamente la parola "nuda" per un uomo difficilmente riesca a esulare completamente dalla sua accezione carnale. A me piace l'idea che i due concetti possano non dico fondersi, ma perlomeno integrarsi (in primis perché la parola "sacrale" mi mette subito in soggezione), ma qui in effetti sono stato attento a evitare qualsiasi allusione o riferimento sessuale proprio perché volevo che emergesse la dimensione spirituale della parola "nuda", dimensione reale, che esiste. Anche per l'uomo, certo, malgrado credo sia un po' più difficile da realizzare.

Grazie per l'apprezzamento. Troppo buona, come sempre :rosa:

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Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

come l’amore dei figli

e come quello di passaggio

che costa lacrime e rende omaggio

a te, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni

Io non so nulla di poesia. Ma questi versi mi hanno riempito gli occhi di lacrime. E questo è quanto. Senza fronzoli o compiacimenti inutili. Poesia e basta.

Complimenti!

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6 ore fa, annabella ha scritto:

Io non so nulla di poesia.

Potrei dire la stessa cosa :D

6 ore fa, annabella ha scritto:

Ma questi versi mi hanno riempito gli occhi di lacrime. E questo è quanto. Senza fronzoli o compiacimenti inutili. Poesia e basta.

Sinceramente, credo che questo sia  il riconoscimento più bello che si possa ricevere quando si condividono i propri scritti. Grazie di cuore, Annabella.

6 ore fa, annabella ha scritto:

ho dimenticato di taggare! Vedi l'emozione :rolleyes:

@annabella Stavo per dimenticarmene anch'io. Si vede che l'emozione è reciproca. Ciao!

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Ciao Roberto @Roberto Ballardini, molto bella questa poesia: bella e senza trucco!

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

nei palmi delle mani e tra le dita dei piedi

...

come la realtà di questa terra, nuda

 

questi passaggi mi piacciono davvero tanto, esprimono benissimo e in modo originale una nudità veramente sincera, un'offerta di sè totale e pulita.

Proprio bella, bravo!

 

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@Roberto Ballardini Versi che colpiscono. Semplici, diretti, puliti. Una poesia “maschile” se si potesse dargli un genere.

Mi piace questo tuo modo di rappresentare la realtà. Un misto di anima e corpo in cui ognuno si può riconoscere.

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8 ore fa, @Monica ha scritto:

Un misto di anima e corpo in cui ognuno si può riconoscere.

@@Monica Mi piace molto questa tua definizione. La virtualità, di cui siamo sempre più accaniti fruitori, ci insegna quanto il corpo sia importante nella formazione della nostra esperienza e per una corretta percezione della realtà (ammesso e non concesso che esista una corretta percezione della realtà :P). D'altra parte è un dato assodato che di solo corpo non si vive. E si invecchia pure molto male, aggiungerei. :vecchio:

Grazie del passaggio, Monica. A risentirci. :) 

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@Roberto Ballardini ciao. Noto che stai compiendo un percorso di stile e di interessi. L'argomento che tratti " la nudità" è veramente buono; l'ho apprezzato. Io ci vedo un messaggio che è accostato, unito tra due parole - nuda- cruda- . ciao a rileggerti.

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Eccomi @Roberto Ballardini:hug:


Bella la nudità che hai saputo rappresentare con questi versi. Hai reso tangibile il desiderio di purezza e di lealtà, utilizzando similitudini e metafore molto suggestive

 

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

come non sei da tempo

come l’adolescenza, nuda

come vorresti e come vorrei

Nuda come sei nata

Nei versi d’apertura non si legge la constatazione di un cambiamento, ma il desiderio che questo avvenga: nuda come non succede ormai da tempo, nuda come vorrei e come vorresti tornare ad essere. Mi viene da pensare quindi a un rapporto in cui si è  perso ciò che si auspica di ritrovare.

 

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

come l’amore dei figli

e come quello di passaggio

che costa lacrime e rende omaggio

a te, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni

Il periodo dell’adolescenza non riesco ad associarlo alla purezza, alla nudità, lo trovo piuttosto un periodo della vita in cui, a causa dell’insicurezza, ci si nasconde con facilità dietro maschere e si rifugge spesso dal confronto. 
 

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

nei palmi delle mani e tra le dita dei piedi

Nuda negli screzi scuri dell’iride

e nei fuochi fatui che fluttuano

agli angoli delle stanze

Questa è una delle strofe che amo di più. Le parti del corpo più nascoste o poco visibili amplificano il senso.
 

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

senza cosmetici né risate

come la realtà di questa terra, nuda

come la nostra guerra

Nuda come la neve

che scioglie accarezzata dal sole

Forse scriverei “trucco” al posto di “cosmetici“


 

Il 13/9/2020 alle 09:25, Roberto Ballardini ha scritto:

Nuda

come l’amore dei figli

e come quello di passaggio

che costa lacrime e rende omaggio

a te, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni

Interessante il fatto che tu abbia voluto conferire un così alto valore agli amori di passaggio, posizionandoli subito dopo l’amore materno. 
Sostituirei “ti” a “a te” e verrebbe fuori una cosa del genere:

che costa lacrime

e ti rende omaggio, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni.

 

Nella chiusa, decisamente, il momento più lirico. :love3:

 

Bravo tu e bella bella la poesia! 
Abbracci.

 

 

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Il 20/9/2020 alle 09:26, Solitèr ha scritto:

unito tra due parole - nuda- cruda-

Ciao @Solitèr l'accostamento non lo trovo particolarmente calzante a quello che è il mio pensiero. "Nuda e cruda" è uno di quegli ossidati modi di dire che credo si usi come sinonimo di naturalità, di non alterazione, cioè un concetto abbastanza lontano  dalla mia  idea di natura umana che mi piace considerare come un percorso, un continuo cambiamento, l'opposto di qualsiasi "nudità" e "crudità" date a prescindere.  Se dovessi usare un altro sinonimo alla nudità direi piuttosto "sincerità" o, meglio ancora, "sincerità nel divenire". 

Grazie del passaggio. :)

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Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Ciao, Siretta. Sempre lieto del passaggio :rosa:

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Hai reso tangibile il desiderio di purezza e di lealtà, utilizzando similitudini e metafore molto suggestive

"Purezza" è una parola troppo grossa per me e "lealtà" forse troppo coercitiva. Come ho scritto nel commento precedente, "sincerità" è la parola che più si accosta alle mie intenzioni. Sincerità nel cambiamento, nel riconoscere le ragioni alla base delle proprie azioni, anche degli sbagli, dei tradimenti. L'accostamento al corpo (inevitabile per un uomo, come ho detto, ma qui rimane sullo sfondo, volutamente implicito) ma soprattutto alla natura femminile (indiscutibilmente più aperta di quella maschile) era nelle mie intenzioni (la desinenza femminile sta lì ad attestarlo), ma credo che la poesia possa essere letta anche come una "nudità" tutta interiore, un essere sinceri con sé stessi, nel riconoscere la natura dei propri impulsi e dei propri desideri.

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Nei versi d’apertura non si legge la constatazione di un cambiamento, ma il desiderio che questo avvenga

Giusto, ma questo fa parte dell'economia della poesia che è senz'altro personale ma mai del tutto biografica. Non per me, almeno, che partendo dallo spunto personale, appunto, poi finisco sempre col dare la precedenza al componimento (il che non implica necessariamente risultati migliori eh).

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Mi viene da pensare quindi a un rapporto in cui si è  perso ciò che si auspica di ritrovare.

O che non si è mai trovato. Magari un limite che non si è mai oltrepassato.

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Il periodo dell’adolescenza non riesco ad associarlo alla purezza, alla nudità, lo trovo piuttosto un periodo della vita in cui, a causa dell’insicurezza, ci si nasconde con facilità dietro maschere e si rifugge spesso dal confronto. 

E' vero quello che dici, e qui forse è entrato in gioco l'elemento interiore e personale. Il disagio vissuto nel corso dell'adolescenza, molto intenso, io l'ho associato alla "nudità" di cui volevo parlare. Il non minimizzare le proprie necessità, il dare per assunti i propri desideri, quel tormentare le ferite invece di curarle con la lungimiranza, tutto ciò l'ho associato alla nudità di un nervo scoperto. Il disagio che stava dietro le maschere, a pensarci ora, era autentico, dopotutto, non era una posa. E confrontarsi con gli altri, come giustamente dici tu, era impensabile perché avrebbe implicato il minimizzare almeno in parte l'urgenza delle proprie pulsioni.

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Questa è una delle strofe che amo di più. Le parti del corpo più nascoste o poco visibili amplificano il senso.

Il primo verso è piaciuto un po' a tutti, in effetti, yuk.:P

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Forse scriverei “trucco” al posto di “cosmetici“

Assolutamente sì. Togli pure il forse.

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Interessante il fatto che tu abbia voluto conferire un così alto valore agli amori di passaggio, posizionandoli subito dopo l’amore materno.

Credo sia un dato reale della nostra contemporaneità. Vedo molte persone, uomini e donne, che non chiudono a prescindere la propria vita dietro i figli e il vincolo familiare, anche qualora esso non valorizzi adeguatamente la propria personalità. E molte donne che rifiutano la maternità proprio perché intuiscono un condizionamento che non desiderano. Io credo nella libertà di scelta e nella diversità di ogni individuo, quindi non posso evidentemente giudicare negativamente la cosa. Ma senza nulla togliere a chi sceglie diversamente, cioè la famiglia.

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Sostituirei “ti” a “a te” e verrebbe fuori una cosa del genere:

che costa lacrime

e ti rende omaggio, nuda

nel tuo migliore vestito

intessuto di sogni.

  Sicuramente meglio strutturato del mio, ma non sono sicuro che mi piaccia di più :rosa:

Il 23/9/2020 alle 22:52, Sira ha scritto:

Abbracci.

Grazie dell'attenzione e dell'apprezzamento che non mi fai mai mancare. Ricambio l'abbraccio.:)

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Il 24/9/2020 alle 15:23, JessyGoldfish ha scritto:

questa poesia è bellissima e ti scalda il cuore.

Un saluto :)

Ricambio molto volentieri il saluto e ti ringrazio del passaggio e dell'apprezzamento sincero. :)

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