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Effe_

Far parlare in prima persona un personaggio del sesso opposto

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Mi spiego meglio. Io sono un maschio e creo un personaggio femminile che parla in prima persona.  Il rischio è di usare dei luoghi comuni perchè non riesco a calarmi del tutto nel personaggio.

Secondo voi, in questo caso è meglio usare la terza persona? Vi siete mai trovati in questa situazione?

grazie a chi vorrà darmi indicazioni (y)

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Ciao, ho notato al volo la discussione, e siccome mi tocca da vicino ti rispondo. Io ho appena concluso un romanzo con un protagonista maschile che si racconta in prima persona, e non ho riscontrato particolari problemi di genere. Può darsi che una donna sia facilitata, perché quasi tutti i classici letti da ragazzina erano scritti da uomini con protagonisti maschili, quindi oltre alla conoscenza diretta ho anche la fortuna di avere una base letteraria. In realtà mi trovo molto meglio a scegliere come portavoce protagonisti maschi (con buona pace delle femministe:lol:). La facilità di calarsi in un personaggio comunque ha poco a che fare col suo genere, quanto piuttosto con le sue esperienze di vita e il suo modo di pensare

6 minuti fa, Effe_ ha scritto:

l rischio è di usare dei luoghi comuni perchè non riesco a calarmi del tutto nel personaggio.

A meno che i tuoi personaggi femminili non stiano tutto il giorno a piangere, lavorare a maglia, spettegolare o parlare del loro ciclo, o siano principesse in una torre in attesa di farsi salvare, credo che tu possa tranquillamente aggirare gli stereotipi. La mente di una donna funziona esattamente come quella di un uomo, né più né meno, quindi reagirà alle cose quotidiane (lavoro, famiglia, omicidi, ecc. ) più o meno allo stesso modo. Attenzione però a non cadere nello stereotipo contrario: donne che guardano il culo a tutti gli uomini che passano, o stanno tutto il tempo a pensare al sesso (è una cosa che da donna trovo immediatamente irritante e fasulla)

Per il resto puoi usare benissimo la prima persona, e anzi creare una voce femminile davvero unica e speciale

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Il 11/9/2020 alle 17:02, Effe_ ha scritto:

Secondo voi, in questo caso è meglio usare la terza persona? Vi siete mai trovati in questa situazione?

 

A me è successo più volte. Un mio personaggio femminile (io sono uomo, ho appena guardato laggiù e c'e un pirillo enorme :facepalm:) si esibisce addirittura in un lungo flusso di coscienza, in cui spiega perché ha deciso di uccidere il proprio figlio. Tra prima e terza sceglierei in basa alla storia, non al genere dei personaggi. In un thriller psicologico, come nel mio caso, il flusso di coscienza (in prima persona, ovviamente) ci stava. In un altro tipo di storia, non lo so ma valuterei con calma…

 

 

Il 11/9/2020 alle 17:02, Effe_ ha scritto:

Il rischio è di usare dei luoghi comuni

 

Qui @Silverwillow ha centrato la risposta. Non posso che essere d'accordo con lei :)

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Il 11/9/2020 alle 17:28, Silverwillow ha scritto:

Può darsi che una donna sia facilitata, perché quasi tutti i classici letti da ragazzina erano scritti da uomini con protagonisti maschili,

Giusto, non ci avevo mai pensato. In effetti io mi sono sempre trovata a mio agio con personaggi maschili che trovo più nelle mie corde, forse è per quello, o forse è perché riesco a distaccarmi di più da me stessa. Poi, giusto per parlare di luoghi comuni, stavo con un ragazzo terrorizzato dagli insetti, vivevamo in campagna e se c'era da ammazzare un millepiedi o uno scarafaggio ero sempre io l'assassina. :diavolo2: Dico questo perché, se uno ha timore di calarsi in un personaggio del sesso opposto, il rischio è che lo infarcisca di luoghi comuni come quello che lei ha paura degli insetti e lui li uccide, quando magari sarebbe più interessante o quantomeno originale la situazione opposta. 

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Ospite

Eccomi! In questo forse posso aiutarti :D
Sono stata per anni un'assidua giocatrice di ruolo bychat online (per chi non sapesse di cosa si tratta è in breve un gioco dove gestisci un personaggio e lo fai "muovere" nel gioco scrivendo le sue azioni). Ho quasi sempre giocato personaggi maschili e come dritta posso consigliarti di non focalizzarti sul sesso del pg, sui luoghi comuni ecc... quando scrivi usando un personaggio a te opposto concentrati solo ed esclusivamente sul suo carattere. In questo caso specifico crea la scena che desideri non improntandola su di lei e falla reagire secondo il suo essere, non vederla come uomo o donna ma come entità con un suo unico modo di pensare e agire. Se ti concentri solo su questo nessuno farà caso al fatto che il tuo personaggio sia una bonazza da paura o una ricamatrice di tende.:)

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45 minuti fa, ValentinaQ ha scritto:

non vederla come uomo o donna ma come entità con un suo unico modo di pensare e agire.

La stessa cosa che pensavo io, ma tu hai saputo dirla in modo più chiaro e conciso:lol:

45 minuti fa, ValentinaQ ha scritto:

Ho quasi sempre giocato personaggi maschili

interessante, può essere un buon esercizio

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Ospite
7 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

La stessa cosa che pensavo io, ma tu hai saputo dirla in modo più chiaro e conciso:lol:

interessante, può essere un buon esercizio

Il che ti assicuro che è un caso, di solito sono molto confusionaria quando spiego le cose :D

Siii è molto utile e divertente giocare personaggi del tutto opposti a ciò che sei!:love2:

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anch'io sono d'accordo sul fatto che non devi temere che il tuo personaggio ragioni in maniera maschile, a meno che, appunto, non si tratti di una damina dell'800 o qualcosa del genere, ragioniamo nello stesso modo, siamo tutte diverse, esattamente come gli uomini. Al limite potresti pensare agli stereotipi di genere come a qualcosa che le viene proposto dall'esterno come pregiudizio, quello succede

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58 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Però stai attento quando cammini sui bordi dei marciapiedi, di notte, in minigonna e calze a rete

 

Ah, ragazzaccia. Non pensavo che avessi persino una doppia vita. :asd:

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Secondo me un uomo che fa parlare una donna è una scelta coraggiosa, complimenti, non mi vengono in mente molti esempi, anzi nessuno: quale autore (maschio) famoso ha scritto un romanzo in prima persona di una donna? Come dice Andrea Camilleri nel monolog su Tiresia, Tiresia rimane un unicum nella storia, non un uomo che riceve un corpo di donna che è una cosa "ordinaria", ma un uomo che può pensare come una donna è una cosa straordinaria!

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Ciao @Ume Fingeba , noto che è il tuo secondo post. Di solito ci piacerebbe che gli utenti si presentassero in Ingresso (qui il link) al resto della comunità, prima di interagire in altre sezioni.

Ti attendiamo per darti il benvenuto.

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Se hai la testa di una donna, puoi farlo. Se sai entrarci puoi farlo. Se usi la copertura di un personaggio femminile e poi trlasci tutto il mondo femminile, allora forse non funziona bene.

Paolo Cognetti in Sofia si veste sempre di nero è riuscito a farlo.

Ma sono casi rari, quelli che son fatti bene. Non ne ho trovati molti in Italia.

Mio parere.

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