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@Monica

Risacca

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Nel lento ritmo di risacca

dove i pensieri languidi si adagiano

in un dolce andirivieni che si infrange

nell’anima indurita di vita

si spezzano fragili le onde

degli errori

sbagli dipinti  dal blu di un oceano

che continua la sua ritmica danza 

acqua che non disseta 

acqua sapida di vita.

 

E quando il cielo lacrima la pioggia

le nuvole trasformano i colori

in un impasto grigio che veste

la terra e penetra nell’anima

che come naufraga si aggrappa

ai suoi giorni felici

ai suoi giorni di te

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La forma che hai dato a questa poesia mi ha parecchio colpita, l'ho trovata come un'onda lenta che si avvicinava al mio orecchio senza mai riuscire a toccarlo, come se in realtà fosse lontana, troppo lontana, talmente da avvertire una mancanza che ho annusato nei versi, attraverso la malinconia di una felicità sciolta nell'acqua, che non di capisce se sia sulla superficie o già plana giù per un peso troppo grande. 

 

Mi piace la delicatezza che hai usato, associata a un suono preciso e un'atmosfera profonda. Son quei versi su cui mi piace tornare, sui quali mi piace soffermarmi separando le parole e crearci una sorta di quadro soggettivo. 

 

La poesia presenta un ottimo equilibrio nei contenuti, ho apprezzato la valenza di quelle onde, gli errori li facciamo tutti e tutti prima o poi siam in balia di sentimenti, problemi e quella varietà sulla quale la vita, a conti fatti, si fonda. La sfumatura cupa emerge e si schianta sulla morbidezza che gusti leggendo, eppure sei riuscita a lasciare il finale appeso su un filo, ho provato la stessa sensazione di quando, pressata dai miei pensieri, sollevo lo sguardo verso il mare e rimango in una sorta di apnea silenziosa. 

 

Complimenti.

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Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

Nel lento ritmo di risacca

dove i pensieri languidi si adagiano

mi ricorda la mia poesia "Tramonto a Porto Cesareo", per cui: sono pensieri condivisi, che mi tornano familiari.

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

in un dolce andirivieni che si infrange

nell’anima indurita di vita

in questa anima ritrosa, si potrebbe dire; restia a lasciarsi accarezzare dalle onde

 

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

acqua che non disseta 

acqua sapida di vita.

qui trovo un po' di contraddizione fra l'acqua "che non è acqua, perché non disseta", e lascia un senso di delusione, di rassegnazione; e l'acqua "sapida" che sembra invece tornare a incitare alla vita; se per "sapida" intendo non solo "che ha sapore di" ma anche "che ha un sapore leggermente salato, stuzzicante". Cioè due immagini che sembrano sorelle, però una è triste, l'altra mi sembra positiva.

Complimenti per i due endecasillabi in 

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

E quando il cielo lacrima la pioggia

le nuvole trasformano i colori

in un impasto grigio che veste

con il terzo evitato, dicendo "veste" invece che "riveste"

 

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

le nuvole trasformano i colori

in un impasto grigio che veste

la terra e penetra nell’anima

e l'anima si sente come intrisa di quel grigio umido che la fa malinconica, e allora con tutta la forza

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

come naufraga si aggrappa

ai suoi giorni felici

ai suoi giorni di te

dove l'ultimo verso vale tutta la poesia ed è come un improvviso, quasi improbabile bagliore che si faccia strada attraverso uno squarcio fra le nubi.

Rileggiamola.

E allora l'attenzione si sofferma su quegli

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

errori

sbagli dipinti  dal blu di un oceano

 e si capisce che sotto la superficie dell'acqua c'è molto di più; c'è rimorso, in qualche modo; o rimpianto... Su cui ci auguriamo che, nelle prossime poesie, tu ci possa / voglia raccontare qualche cosa; sempre poeticamente s'intende.

Di "Risacca" rimane l'immagine di una donna che guarda il mare, e lascia vagare i pensieri, finché però ritornano sempre allo stesso punto, come se non potesse farne a meno. Così la tecnica compositiva (se ti piace che io dica così) a versi liberi rimane in tono con questo vagare. Anche se qua e là si avverte (io ci avverto: negli endecasillabi che "ti scappano" quasi senza volere) un desiderio di ordine senso armonia. Le metafore sono graziose ma rischiano di essere un po' consumate dall'uso: io rafforzerei la malinconia della seconda parte con una parolina che dia il senso di "freddo"; e proverei a forzare ancora un poco la metafora trasformando

Il 10/9/2020 alle 11:00, @Monica ha scritto:

nell’anima indurita di vita

si spezzano fragili le onde

sulle spiagge indurite della vita 

là dove vanno a morire le onde

o qualcosa del genere; perché s'intende che la poesia è tua, tu la poetessa.

Un saluto

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