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Elet88

Il tuo romanzo ci è piaciuto ma è già stato pubblicato in passato. Ci dispiace ma...

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Ciao a tutti,

che cosa spinge una CE a rispondere con una frase come quella che ho riassunto nel titolo?

 

"Il tuo romanzo ci è piaciuto ma è già stato pubblicato in passato. Ci dispiace ma non pubblichiamo libri già editi." 

 

Mah, non capisco.

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11 minuti fa, Elet88 ha scritto:

Ciao a tutti,

che cosa spinge una CE a rispondere con una frase come quella che ho riassunto nel titolo?

 

"Il tuo romanzo ci è piaciuto ma è già stato pubblicato in passato. Ci dispiace ma non pubblichiamo libri già editi." 

 

Mah, non capisco.

Credo che semplicemente la CE non veda la riedizione di un libro, edito con un’altra CE, come un buon investimento. Già è difficile immettere un inedito sul mercato, e lì si ha il fattore novità, figurarsi un libro che il suo momento di lancio l’ha già avuto. Inoltre, penso che la CE possa chiedersi il perché questo libro è stato pubblicato, ma poi è stato ritirato dal commercio dall’editore passato. La prima cosa che viene da pensare è che quel libro non aveva abbastanza mercato e che quindi non valga la pena di investirci. Questo a prescindere dall’apprezzamento da parte del lettore incaricato.

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Be', nel mio caso il libro non è stato ritirato dal commercio. Ero io che volevo cambiare CE.

Per me, se è già stato pubblicato, dalle recensioni e dalle vendite è possibile capire l'andamento dell'opera e quindi un vantaggio per il nuovo editore.

Se Saviano decidesse di cambiare l'editore di Gomorra, sono certo che qualsiasi altra CE lo accoglierebbe a braccia aperte.

Mi sembra più una questione di diritti.

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12 minuti fa, Elet88 ha scritto:

Se Saviano decidesse di cambiare l'editore di Gomorra, sono certo che qualsiasi altra CE lo accoglierebbe a braccia aperte.


Non credi che il paragone sia leggermente azzardato?

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15 minuti fa, Obs Snow ha scritto:


Non credi che il paragone sia leggermente azzardato?

 

Paragone? La mia è una osservazione.

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25 minuti fa, Elet88 ha scritto:

Be', nel mio caso il libro non è stato ritirato dal commercio. Ero io che volevo cambiare CE.

Per me, se è già stato pubblicato, dalle recensioni e dalle vendite è possibile capire l'andamento dell'opera e quindi un vantaggio per il nuovo editore.

L'editore potrebbe pensare che, essendo tu uno sconosciuto, abbia già venduto le copie che potevi ad amici/parenti/conoscenti et similia al lancio del libro....

Pensi seriamente di poter vendere ancora lo stesso numero di copie, una volta esaurito questo bacino di personei?

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Adesso, CB85 ha scritto:

Pensi seriamente di poter vendere ancora lo stesso numero di copie, una volta esaurito questo bacino di personei?

 

Voi vendete solo ad amici e parenti? O_- Voi scrivete per amici e parenti? Il bacino dei miei lettori è molto più ampio.
Non capisco nemmeno bene il senso della tua affermazione.

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29 minuti fa, Elet88 ha scritto:

Se Saviano decidesse di cambiare l'editore di Gomorra, sono certo che qualsiasi altra CE lo accoglierebbe a braccia aperte.


Eh, ma tu non sei Saviano e dal tuo romanzo non hanno tratto una delle serie tv di maggior successo degli ultimi anni.

Detto questo...
Soprattutto se parliamo di piccoli o medi editori, per cui è importante anche il bacino d'utenza che l'autore si porta dietro, ha poco senso pubblicare un romanzo che ha già venduto le sue "copie sicure". Cioè, si parte già con un bel deficit.

Discorso diverso è il grande editore che ripubblica un libro già pubblicato dalla piccola casa editrice.

Sempre difficile, ma è successo. In quel caso al grande editore, che ragiona in termini di migliaia di copie, le 200 copie già vendute dalla piccola casa editrice non cambiano il mondo.

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1 minuto fa, GiD ha scritto:

Soprattutto se parliamo di piccoli o medi editori, per cui è importante anche il bacino d'utenza che l'autore si porta dietro, ha poco senso pubblicare un romanzo che ha già venduto le sue "copie sicure". Cioè, si parte già con un bel deficit.

Discorso diverso è il grande editore che ripubblica un libro già pubblicato dalla piccola casa editrice.

Sempre difficile, ma è successo. In quel caso al grande editore, che ragiona in termini di migliaia di copie, le 200 copie già vendute dalla piccola casa editrice non cambiano il mondo.

Io intendevo esattamente questo.

Penso che qualunque autore sconosciuto inizi dalla sua cerchia di amici/parenti/conoscenti, poi, se il libro piace, questi lo consigliano ad altri e il giro si allarga.

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1 ora fa, GiD ha scritto:

Soprattutto se parliamo di piccoli o medi editori, per cui è importante anche il bacino d'utenza che l'autore si porta dietro, ha poco senso pubblicare un romanzo che ha già venduto le sue "copie sicure". Cioè, si parte già con un bel deficit.

 

Certo, una CE che si pone il problema sulle "copie sicure", perché non ha un suo numero di "lettori sicuri", è abbastanza deprimente. Io vorrei essere in possesso di tutte opere già edite :D, così sarei curiosa di vedere quale CE investirebbe solo e soltanto i propri soldi, per produrre un guadagno con la loro attività. Sarei anche tentata di aggiungere alla lettera di presentazione, opera non vendibile da parte dell'autore, ma capisco che sarebbe troppo. Naturalmente, a scanso di equivoci, l'autore partecipa alla promozione del libro, ma non è un "venditore".

Detto questo, io sarei felice di questo rifiuto (tra l'altro motivato :lol:), tutto abbastanza chiaro, c'è poco da comprendere...

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11 ore fa, Elet88 ha scritto:

 

"Il tuo romanzo ci è piaciuto ma è già stato pubblicato in passato. Ci dispiace ma non pubblichiamo libri già editi." 

 

Evidentemente non gli è piaciuto abbastanza da convincerli a prenderlo, altrimenti lo avrebbero (ri)pubblicato volentieri, pur di mettere le mani su un capolavoro best seller. 

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14 ore fa, CB85 ha scritto:

Penso che qualunque autore sconosciuto inizi dalla sua cerchia di amici/parenti/conoscenti, poi, se il libro piace, questi lo consigliano ad altri e il giro si allarga.

Ho due editori per due libri diversi. Con il primo, un doppio binario, ho pubblicato free nel 2015. Come capita alla maggior parte degli esordienti, la partenza è stata difficile. Poi il romanzo è stato scoperto da alcuni appassionati di storia locale e, da quel momento, le vendite sono passate dalla cerchia dei familiari/conoscenti al mercato degli estranei. Durante la chiusura per il virus  (alla faccia del lockdown!) l'editore ha proposto  l'ebook a un prezzo economico e, con il passaparola e grazie ai gruppi Facebook, sta vendendo. 

Con il secondo editore, questa volta solo free, ho pubblicato nel 2017 un altro romanzo storico con un contratto che prevedeva la cessione dei diritti per soli due anni: sto trattando con il primo editore il secondo romanzo: conta di venderlo ai lettori del primo. E pensare che mi ero ripromesso di non pubblicare con un doppio binario...

 

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Fraudolente sono molto contenta per te.

Però tu stai trattando per far acquisire alla casa editrice il primo libro dopo che questa ti ha pubblicato il secondo inedito e ha visto che è andato bene. Non sono sicura che ti avrebbero ripubblicato il primo libro da solo.

 

Scusa, ho riletto dopo e ho visto che in realtà sei in trattativa per il secondo libro con la prima casa editrice.

Non riesco a capire come modificare o unire i messaggi...

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28 minuti fa, CB85 ha scritto:

Non riesco a capire come modificare o unire i messaggi...

Non è possibile modificare, né unire i messaggi. Le modifiche possono essere effettuate solo dallo staff e, nei primi trenta minuti dalla pubblicazione del post, dagli utenti sostenitori ;)

Ho unito io.

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16 ore fa, GiD ha scritto:

Discorso diverso è il grande editore che ripubblica un libro già pubblicato dalla piccola casa editrice.

Sempre difficile, ma è successo. In quel caso al grande editore, che ragiona in termini di migliaia di copie, le 200 copie già vendute dalla piccola casa editrice non cambiano il mondo.

A me pare che accada soprattutto quando l'autore non ha avuto particolare successo col primo libro, pubblicato appunto con una piccola CE, ma ha avuto successo con un'opera successiva, pubblicata con l'editore grande: a quel punto l'editore grande pensa di ripubblicare il primo, che a quel punto avrebbe già un bel pubblico garantito, cioè i lettori del secondo. 

Un editore (piccolo o grande) ha risorse limitate, e può gestire solo un tot di nuove uscite all'anno, che quindi cerca di scegliere con la massima cura; onestamente anch'io non vedo che vantaggio potrebbe avere dal ripubblicare un romanzo che ha già avuto la sua chance ed è già stato acquistato da un tot di potenziali lettori, invece di una novità altrettanto valida che può essere ancora acquistata da tutti i potenziali lettori. Cioè dovrebbe proprio pensare di avere davanti un libro eccezionale che per qualche motivo è passato inosservato. 

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Non capisco il pensiero di molti, che parlano delle vendite di un libro come:


1° fase: vendite basse: acquisti di amici e parenti;
2° fase: rialzo delle vendite: acquisti di lettori estranei;

3: fase: azzeramento (o quasi) delle vendite: stagnazione e morte del libro.

 

Parlo ovviamente per esperienza personale, ma le vendite sono più o meno stabili da anni. Alcuni mesi salgono, altri scendono, ma continuano. Certo non ho bisogno di farmi un grafico che punti a un +110% ogni fine anno o mirabolanti strategie di marketing (preferisco investire il mio tempo nello scrivere nuovi romanzi), e forse sarà per questo che non capisco perché una CE rifiuta di accogliere dentro di sé un titolo pubblicato (e che gli piace) che comunque vende.

 

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Il ‎08‎/‎09‎/‎2020 alle 11:45, Elet88 ha scritto:

Non capisco il pensiero di molti, che parlano delle vendite di un libro come:


1° fase: vendite basse: acquisti di amici e parenti;
2° fase: rialzo delle vendite: acquisti di lettori estranei;

3: fase: azzeramento (o quasi) delle vendite: stagnazione e morte del libro.

 

Parlo ovviamente per esperienza personale, ma le vendite sono più o meno stabili da anni. Alcuni mesi salgono, altri scendono, ma continuano. Certo non ho bisogno di farmi un grafico che punti a un +110% ogni fine anno o mirabolanti strategie di marketing (preferisco investire il mio tempo nello scrivere nuovi romanzi), e forse sarà per questo che non capisco perché una CE rifiuta di accogliere dentro di sé un titolo pubblicato (e che gli piace) che comunque vende.

 

In realtà, per la maggior parte degli esordienti pubblicati da piccole CE, le tre fasi citate si fermano alla prima. E' proprio questo il motivo per cui le piccole CE in genere preferiscono pubblicare inediti, che probabilmente beneficeranno, appunto, almeno della prima fase. Esistono le eccezioni: io per esempio, dopo aver tempestosamente rotto i rapporti con l'editore della mia prima pubblicazione ed essere rientrato in possesso dei diritti, ho ottenuto di pubblicare la stessa opera con una piccola CE, che non ha dato importanza né alla circostanza del "già edito", né al fatto che l'autore non disponesse di follower sui social. Ma è un caso raro, l'eccezione che conferma la regola. 

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I miei precedenti romanzi non hanno esaurito le vendite, perché il primo ha venduto cinquanta copie e il secondo ha fatto due ristampe, ma non è che tutti quelli che l'hanno comprato da qui a palermo rappresentino l'intero popolo italiano, però ad esempio il secondo l'ho promosso e quindi tutti i vari lit blog ormai non me lo recensirebbero più. Semplicemente una piccola ce punta su tutte le copie possibili e promozione varia che si può spremere da un libro. Se il libro ha già avuto il suo corso con un'altra piccola ce, penso che ti pubblichino solamente se sei un buon nuovo acquisto e allora puntano su tutti i tuoi libri.

Altro discorso sono i contratti rescissi in anticipo tra i coltelli e le minacce di morte. Alcuni editori non ne vogliono sapere nulla di libri che sono stati ritirati dal mercato con le coltellate.

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23 ore fa, cheguevara ha scritto:

sarà per questo che non capisco perché una CE rifiuta di accogliere dentro di sé un titolo pubblicato (e che gli piace) che comunque vende

Perché le risorse sono limitate, e se le metti su un libro non le metti su un altro: quindi scegli quello che ha maggiore potenzialità. Pubblicare un libro è un lavoro e ha un costo: la CE deve tenere occupata la sua forza lavoro per bozze, grafica, promozione; in caso di cartaceo, spendere in stampa, distribuzione, magazzino. Per recuperare i costi e iniziare a guadagnare bisogna vendere un tot di copie, e possibilmente non nell'arco di anni, visto che i costi li sostieni subito. Come ha spiegato Edmund Duke

20 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

Semplicemente una piccola ce punta su tutte le copie possibili e promozione varia che si può spremere da un libro

 

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3 ore fa, franka ha scritto:

Perché le risorse sono limitate, e se le metti su un libro non le metti su un altro: quindi scegli quello che ha maggiore potenzialità. Pubblicare un libro è un lavoro e ha un costo: la CE deve tenere occupata la sua forza lavoro per bozze, grafica, promozione; in caso di cartaceo, spendere in stampa, distribuzione, magazzino. Per recuperare i costi e iniziare a guadagnare bisogna vendere un tot di copie, e possibilmente non nell'arco di anni, visto che i costi li sostieni subito. Come ha spiegato Edmund Duke

 

Hai abbinato il mio nick al messaggio di @Elet88. Io ho detto il contrario.

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Il 20/9/2020 alle 14:19, cheguevara ha scritto:

Hai abbinato il mio nick al messaggio di @Elet88. Io ho detto il contrario.

hai ragione, credo che sia successo perché ho citato @Elet88 da dentro il tuo messaggio. Sorry.

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