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Francesco Wil Grandis

Come verificare l'originalità di un'idea?

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Buongiorno a tutti, 

spero di non aver duplicato discussioni esistenti né di aver sbagliato forum, ma è un po' che mi chiedo (potrebbe quasi essere uno dei miei "incubi da scrittore"): quando vi viene un'idea per una nuova trama, verificate mai quanto originale sia, cioè se qualcuno ha già scritto qualcosa di simile? E se sì, come fate?

Forse è solo una mia ossessione e non dovrei preoccuparmi così tanto: normalmente faccio un paio di ricerche tra film e libri, ma con tutto il materiale esistente è pressoché impossibile andare davvero a fondo della questione, così mi rimane il dubbio di essere stato inconsapevolmente influenzato da qualcosa che ho letto o visto, e questo mi assilla per tutta la stesura. In primavera, per esempio, sono arrivato a tre quarti della prima stesura di un romanzo prima di accorgermi che stavo facendo una brutta copia di Mr Robot (serie tv). Due mesi di lavoro nel cesso. Adesso ho una nuova idea e sono terrorizzato di non riconoscere le eventuali influenze.

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@Francesco Wil Grandis Direi che è praticamente impossibile scrivere qualcosa di nuovo e originale. Piuttosto che preoccuparmi di ciò, mi concentrerei sul come scrivere una storia, ovvero di farlo il meglio possibile.

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1 ora fa, Francesco Wil Grandis ha scritto:

così mi rimane il dubbio di essere stato inconsapevolmente influenzato da qualcosa che ho letto o visto

 

So, what? :D

Voglio dire, qualsiasi cosa scrivi, ci sarà sempre qualcuno che ha avuto la stessa idea prima di te. Per esempio, come si fa sapere se uno scrittore sconosciuto ha avuto, magari del 1932 in india o nel 1911 in Mongolia o tra le steppe del Khazakhstan nel 1958 o che so io, la stessa idea tua? Semplicemente, non si può. E allora io me ne strafrego.
I condizionamenti inconsci esistono e ogni scrittore nelle sue opere in realtà parla di sé stesso e del suo mondo, anche se non ne è consapevole.

La storia di due che si innamorano e poi si sposano e… vissero felici e contenti, quella storia l'avranno scritta migliaia di volte in tutto il mondo, ma l'originalità sta nel come la si racconta, non nel tema. Se leggi i poemi antichi di popoli lontani (come l'epopea di Gilgamesh) troverai diverse analogie, anche se non è certo possibile che i Sumeri abbiano incontrato le popolazione del tempo in America centrale, eppure… eppure c'è magari chi è certo che i popoli minoici nel X secolo a.C. sono approdati dove oggi sorge New York e hanno fatto "scambi culturali". Io invece dico che esistono temi universali e che quindi due si innamoravano dovunque e in qualunque tempo.

Okay, solo per dire che l'originalità sta nel come e non nel cosa. Vai tranquillo! :)

 

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Più di una ricerca su google non penso tu possa fare. 

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56 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Okay, solo per dire che l'originalità sta nel come e non nel cosa. Vai tranquillo! :)

 

Mi associo, credo non ci sia altro da dire, se non che spesso le paure, i timori ingiustificati, ci avvelenano l'esistenza.

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Noto una certa uniformità di pensiero, evidentemente era una paranoia mia: meglio così! D'altra parte non si dice anche che dall'Odissea e l'Iliade non c'è più nulla di davvero originale? Probabilmente la mia preoccupazione nasce dal fatto che, come lettore, un po' mi disturba il "già visto/già sentito", quindi come autore alle prime armi non voglio che le mie trame ne soffrano. Però, a dirvi la verità, non sono del tutto convinto che sia solo un problema di "come". Prendiamo un colpo di scena, per esempio: cosa c'è di peggio di leggere, o scrivere, un colpo di scena prevedibile? Ed è prevedibile perché è scritto male, o perché ormai li abbiamo già letti e visti tutti? Chi rischierebbe, oggi, di far dire a un villain: "Io sono tuo padre!", o di presentare due personaggi di cui uno è l'allucinazione dell'altro? Alcune strade troppo battute potrebbero esserci precluse se vogliamo scrivere qualcosa di vagamente originale, oppure troppo difficili da reinventare.
Da cui la mia paranoia, che in fondo è solo una forma di insicurezza.

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2 ore fa, Francesco Wil Grandis ha scritto:

quando vi viene un'idea per una nuova trama, verificate mai quanto originale sia, cioè se qualcuno ha già scritto qualcosa di simile? E se sì, come fate?

Ti dirò che io ogni volta che penso a una storia mi sembra la più originale del mondo, e non mi chiedo mai se qualcuno ci ha già pensato.:P Mi è capitato però di imbattermi dopo in romanzi con storie o idee portanti molto simili. Ci sono rimasta malissimo, ma ormai il romanzo era già stato scritto, o addirittura pubblicato. Una ricerca spesso l'avevo fatta (per cercare  libri da leggere su un dato periodo storico), ma quei libri o non c'erano ancora o non li avevo trovati. Se li avessi trovati prima magari mi sarei scoraggiata e avrei lasciato perdere, quindi forse meglio così.

Alla fine due romanzi non sono mai identici, e ognuno ha una storia diversa da scrivere, anche sullo stesso argomento, quindi va bene così. Non mi porrei il problema (però capisco che dia fastidio)

Adesso, Francesco Wil Grandis ha scritto:

Alcune strade troppo battute potrebbero esserci precluse se vogliamo scrivere qualcosa di vagamente originale, oppure troppo difficili da reinventare.

Delle volte siamo influenzati dai libri che abbiamo letto anche senza rendercene conto. A me ad esempio hanno tirato fuori un paragone con Remarque (letto più di vent'anni prima), perché si vede che qualcosa mi era rimasto. Non possiamo liberarci dei libri o dei film che ci hanno influenzati (e nemmeno vorremmo, penso), ma ognuno poi rielabora quelle idee o trovate a modo suo. Quindi non puoi far dire a un personaggio "Io sono tuo padre" , ma se si scoprisse che il cattivo è il padre del protagonista, non è la fine del mondo ( e non lo eviterei a priori solo perché è già stato fatto, se la storia lo richiede e nel suo contesto è originale)

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magari è anche una questione di genere. Immagino che l'originalità sia importante nel fantasy o nella fantascienza. Ad esempio, in un giallo, sento meno questo problema: l'assassino sarà sempre il coniuge, il figlio, il genitore, l'amico, il socio, il folle serial killer e simili, difficilmente qualcosa di totalmente assurdo se voglio rimanere in una situazione abbastanza realistica. E quando non sono gli scrittori, sono gli assassini reali ad aver avuto per primi l'idea! Infatti non avrei mai pensato ad un omicidio tra vicini di casa! Però, a parte una ricerca su google, non si può fare molto  e la differenza, se ci sarà qualcuno che ha avuto la stessa idea, sarà nello stile.

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9 ore fa, Francesco Wil Grandis ha scritto:

E se sì, come fate?

Questione annosa e forse irrisolvibile. Si potrebbe estendere il discorso a cosa c'è di nuovo nel mondo in generale e forse la risposta sta nei nuovi referenti tecnologici (intendo il virtuale e affini, con la sua lenta ma inesorabile evoluzione). Se vuoi un consiglio estemporaneo, leggere Kurt Vonnegut può aiutare a capire cos'è uno stile davvero sui generis (nella terza stagione di Ozark, non a caso, è lo scrittore preferito dal fratello pazzo della coprotagonista Wendy).

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@Francesco Wil Grandis mi associo a quanto ti hanno detto i colleghi del WD. Fare una ricerca approfondita è impossibile. Credo però che si possa lavorare sulle sfumature. Magari potresti inserire un "elemento autoctono". Oppure una piccola nota autobiografica, al momento di creare i personaggi. Scrivere una trama del tutto originale penso sia impossibile

Buona scrittura.

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A mio avviso difficilmente un romanzo può arrivare ad essere una copia di qualcosa di già scritto, certo nel fantasy incappare in idee vecchie è più facile ma stile, ambientazione e variabili renderanno comunque "unica" l'opera, non mi preoccuperei troppo, visto appunto che a lavorare di fantasia qualcosa di proprio ci si mette sempre.

Concordo con @leopard sul fatto che ci sono generi tecnicamente sempre uguali e generi obbligati a una minima originalità, resta il fatto, ad esempio, che nel giallo se la trama non è un problema lo sono molto spesso i personaggi. Riuscire a creare qualcosa che non ricalchi lo stereotipo del detective, poliziotto, indagatore dell'incubo è praticamente impossibile!

Quindi ogni genere ha le sue problematiche specifiche.

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magari la mia è un'osservazione semplicistica e banale, ma considerato che ciascuna persona, è a suo modo, unica e irripetibile, l'originalità in ciò che si scrive, ma, direi, in ogni forma d'arte, è sempre qualcosa che emerge spontaneamente, senza bisogno di ricercarla o valutarla, che lo si voglia o meno (a meno ovviamente di non voler incorrere nel plagio consapevole e intenzionale!). Se anche la trama di un racconto ricalcasse, negli eventi fattuali una già scritta, l'originalità dell'autore troverebbe comunque il modo di emergere nello stile, nella scelta delle parole... ci son sempre motivi legati al vissuto personale che ispira a scegliere una parola, anziché un'altra. Poi troverei anche che all'aumentare della lunghezza di un testo aumenti anche la possibilità di esprimere qualcosa di nuovo, cioè diminuirebbe la possibilità di incappare in combinazioni verbali già scritte, d'altra parte non penso che ciò debba diventare un motivo particolarmente serio per uno scrittore di tirarla per le lunghe, finendo col forzare l'idea di partenza in nome di un' "originalità" che magari può anche diventare un concetto sopravvalutato. Alla fine, qua parlo da lettore, ciò che conta dovrebbe essere la piacevolezza della scrittura al di là di quanto questa sia simile o meno ad altre già realizzate. Se mangio una torta e mi piace, mi basta questo, non mi pongo il problema di sapere quanto la ricetta sia più o meno comune, e penso che il pasticciere possa in ogni caso andar fiero di sé, quantomeno per la sua abilità nell'averla saputo applicare bene in relazione ai gusti dei fruitori

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Il 31/8/2020 alle 16:18, Francesco Wil Grandis ha scritto:

Chi rischierebbe, oggi, di far dire a un villain: "Io sono tuo padre!", o di presentare due personaggi di cui uno è l'allucinazione dell'altro? Alcune strade troppo battute potrebbero esserci precluse se vogliamo scrivere qualcosa di vagamente originale, oppure troppo difficili da reinventare.

 

In quel caso, io parlerei di citazione, cosa che a mio avviso è sempre possibile purché sia fatta bene. Molte sono inconsapevoli. Certo, se si passa dalla citazione alla scopiazzatura le cose cambiano: quello è un altro paio di maniche… :)

Io stesso, in una roba pubblicata, ho descritto una breve scena ispirata al pezzo "When You're Gone" di Avril Lavigne, però non ne ho riportato le parole esatte. Ancora una volta, il cosa l'ho messo, ma il come era diverso, era originale in quanto mio.

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Il 31/8/2020 alle 16:18, Francesco Wil Grandis ha scritto:

(...) o di presentare due personaggi di cui uno è l'allucinazione dell'altro? (...)


In realtà è un'idea molto sfruttata, non solo in Fight Club.
A Beautiful Mind poggia su questo. Una delle migliori puntate di Scrubs gira sullo stesso meccanismo. Perception riesce a trasformarlo in plot twist (perché l'allucinazione, poi, esiste davvero). Lo hanno fatto (a suo modo) anche con l'ultimo Joker.

Questo per dire che solo perché "l'hanno già fatto" non significa che non si possa rifare. L'importante è avere coscienza di cosa è stato fatto per riuscire a rifarlo bene.
In generale sono un detrattore dell'originalità a tutti i costi. Non credo sia un valore assoluto. Ho letto tanti libri e visto tanti film che, pur non avendo queste idee geniali, restano godibilissimi.
 

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