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Pal

Editoria post-Covid: esordire sarà più difficile?

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Ciao a tutti.

Mi chiedevo se la situazione attuale potrebbe rendere più difficile l'esordio letterario,

perché le CE in generale e soprattutto le medio piccole anche per far quadrare i bilanci 

forse "rischieranno" meno sugli esordienti.

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Ho visto che alcune Case sono andate in grande crisi, mentre altre hanno continuato a lavorare, magari con qualche disagio ma niente di più.

Personalmente sono convinto che conti sempre la qualità dell'opera e un pizzico di fortuna nel trovare l'editore giusto, che creda in quello che l'esordiente ha scritto.

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7 ore fa, Pal ha scritto:

Ciao a tutti.

Mi chiedevo se la situazione attuale potrebbe rendere più difficile l'esordio letterario,

perché le CE in generale e soprattutto le medio piccole anche per far quadrare i bilanci 

forse "rischieranno" meno sugli esordienti.

Ho recentemente pubblicato, in pieno COVID, con una piccola CE, che non credo di poter nominare in questa sezione, i cui autori, nella maggior parte dei casi, sono esordienti. Stanno continuando a pubblicare un libro al mese, senza problemi.

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Io penso che la maggiore difficoltà sia che in tempo di covid ci siano più persone che hanno completato le loro opere, quindi ci sarà molta più concorrenza.

 

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Non succede niente. Semplicemente ci sarà chi pubblicherà meno libri e chi ne pubblicherà duecento perché batte cassa con i soldi dei parenti dell'autore.

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Ci sono diversi articoli che, dal lockdown in poi, analizzano l'impatto dell'emergenza Covid-19 sul mondo editoriale. Purtroppo la situazione non è rosea: si parla di un 70% di editori che ha aderito alla cassa integrazione, di un 40% di uscite rinviate e di un 30% di piccoli editori che sta valutando la chiusura.

Esordire, quindi, è diventato ancora più difficile perché si inasprirà il taglio al superfluo: è naturale che prevarranno gli investimenti più sicuri, e un esordiente medio spesso non lo è. Inoltre, gran parte degli esordienti si affida proprio a quei piccoli editori (onesti) che più risentono della crisi dovuta all'emergenza.

In controtendenza c'è solo l'editoria digitale, che invece ha vissuto un incremento del fatturato dal lockdown in poi.

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Mi spiace fare la Cassandra, ma la situazione è ben più grave a livello generale. Se lo Stato non immetterà liquidità nel sistema, subito (che è già comunque tardi) il settore - già allo stremo - non ce la farà. Non sarà solo il fatto di non avere i soldi da investire ma anche i mancati introiti dei mesi di chiusura imposta e la mancanza di soldi da spendere, da parte dei lettori, perché la crisi non sarà solo quel settore, l'autunno sarà un brusco risveglio per gli Italiani, purtroppo. Finora non c' è stata raffica di licenziamenti solo perché vietata. In alcuni casi è stata sdoganata lo scorso 18 agosto, ma per il resto il governo scarica ingiustamente questo peso sugli imprenditori fino al 31 dicembre. Il che provocherà un sacco di fallimenti e la gente andrà a spasso comunque.

La gestione Covid è stata scellerata. Non solo da noi, ma specialmente da noi. Si stima un -12 di PIL: un'economia da dopoguerra. 

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3 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Mi spiace fare la Cassandra, ma la situazione è ben più grave a livello generale. Se lo Stato non immetterà liquidità nel sistema, subito (che è già comunque tardi) il settore - già allo stremo - non ce la farà. Non sarà solo il fatto di non avere i soldi da investire ma anche i mancati introiti dei mesi di chiusura imposta e la mancanza di soldi da spendere, da parte dei lettori, perché la crisi non sarà solo quel settore, l'autunno sarà un brusco risveglio per gli Italiani, purtroppo. Finora non c' è stata raffica di licenziamenti solo perché vietata. In alcuni casi è stata sdoganata lo scorso 18 agosto, ma per il resto il governo scarica ingiustamente questo peso sugli imprenditori fino al 31 dicembre. Il che provocherà un sacco di fallimenti e la gente andrà a spasso comunque.

La gestione Covid è stata scellerata. Non solo da noi, ma specialmente da noi. Si stima un -12 di PIL: un'economia da dopoguerra. 

La tua analisi mi sembra corretta, ma non condivido l'ultimo rigo. Il Covid ha colto tutti alla sprovvista, anche se qualcuno, ad esempio Obama dal 2014, aveva paventato l'esplosione di una pandemia, esortando i governi a prepararsi. La gestione del Covid, da parte del nostro governo, è stata tra le migliori (basti pensare a quanto accaduto in USA e in Inghilterra) malgrado i tagli alla sanità praticati da tutti i governi precedenti, di qualsiasi colore fossero. Buttare la croce addosso al povero Conte (che non amo, ma bisogna essere obiettivi) è uno sport praticato dalle destre all'opposizione che, secondo loro, avrebbero saputo fare di meglio: forse fregarsene dei morti e tenere tutto aperto in nome dell'economia di mercato. 

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Grazie per le risposte. 

Aggiungerei anche un probabile e consistente aumento di manoscritti che si staranno riversando in questo momento sulle CE, 

rendendo ancora più difficile almeno per qualche tempo l'emergere di un autore/autrice esordiente tra i tanti candidati,

dato che in molti avranno approfittato del lockdown per cimentarsi con la scrittura portando per la prima volta a termine un testo.

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5 ore fa, cheguevara ha scritto:

La tua analisi mi sembra corretta, ma non condivido l'ultimo rigo. Il Covid ha colto tutti alla sprovvista, anche se qualcuno, ad esempio Obama dal 2014, aveva paventato l'esplosione di una pandemia, esortando i governi a prepararsi. La gestione del Covid, da parte del nostro governo, è stata tra le migliori (basti pensare a quanto accaduto in USA e in Inghilterra) malgrado i tagli alla sanità praticati da tutti i governi precedenti, di qualsiasi colore fossero. Buttare la croce addosso al povero Conte (che non amo, ma bisogna essere obiettivi) è uno sport praticato dalle destre all'opposizione che, secondo loro, avrebbero saputo fare di meglio: forse fregarsene dei morti e tenere tutto aperto in nome dell'economia di mercato. 

 

Etichettare politicamente qualcuno che non si conosce è una grave presunzione, e ancora di più lo è etichettarlo perché critica Conte.

Conte ha fatto semplicemente un disastro epocale (ma i governatori di dx si sono accodati, quindi non ne faccio una questione di colore, tutt'altro) e non capisco come possa essere d'accordo col mio post e salvare il presidente del consiglio. Ha chiuso un Paese (cosa che mai era stata fatta nella Storia) contro lo stesso parere del suo altisonante comitato tecnico scientifico, come è provato dai verbali desecretati per ordine della magistratura, contro cui però il trasparente Conte ha fatto ricorso (perché se non ha niente da nascondere?) e comunque ha desecretato solo 5 verbali su decine e decine.

 

Che non si fosse preparati è un falso, già a gennaio aveva tuttelee info e infatti ha fatto incetta di mascherine, respiratori etc ma per palazzo Chigi , non per gli ospedali (è un fatto acclarato, cercate in Rete). Ancora a inizio febbraio andava in giro dicendo che non c'era pericolo (di nuovo, ci sono i video in rete). Ma non ha importanza, perché ci sono sempre più ricercatori  (es il dr.Montanari e la Dssa Bolgan, ancora intervistata giusto oggi in merito) i quali spiegano che le misure di carcerazione (chiamiamola col suo nome vero), il distanziamento e le museruole non servono a un fico secco, perché il virus era nell'ambiente già a marzo 2019 (avete letto bene, con già un quintale di polmonite sospette a BS) e quindi ormai è nell'acqua, nel terreno, ovunque (fermo restando che le mascherine non impediscono il suo passaggio e un metro di distanza non è un semaforo per cui il virus si stoppa).

Questa la debacle dal punto di vista sanitario e quanto ai morti, giusto ieri Zaia ha ammesso che chiunque entri in ospedale per una patologia e diventi positivo al tampone viene conteggiato come malato Covid, a questa stregua si fa presto a raggiungere numeri impressionanti.

 

Dal punto di vista del Diritto, il caro professorino ha fatto cose da accapponare la pelle, che non sto qui a dettagliare perché sono già OT, ma come avvocato sono allibita, disgustata e imbufalita come un facocero dalla compressione inaudita e ingiustificata (sì, ingiustificata, i più grossi focolai sono stati gli ospedali e lo sono stati non solo per il taglio dei posti,ma anche perché si è impedita la cura domiciliare e si sono applicate profilassi sbagliate - complice il fatto che il ministro della santità aveva sconsigliato le autopsie, altra cosa inaudita!!) di diritti fondamentali costituzionalmente garantiti. E ancor più lo sono considerando il fatto che Conte sarebbe un avvocato, il che è un'aggravante terrificante.

 

Veniamo allora al punto di vista economico, che è quello che rileva ai fini di questo thread: non metti  ai domiciliari una intera popolazione senza sovvenzionarla e Conte è ancora lì che aspetta i ridicoli e vessatori aiuti UE (che prima dobbiamo pagare con tasse, per avere poi indietro forse, l'anno venturo, in misura ridotta e oltretutto spendere come ci dicono loro). Il tanto criticato Trump per lo meno ha immesso da subito liquidità nel sistema (cosa che sta continuando a fare) e ha fatto accreditare denaro sui cc dei cittadini tramite la banca centrale. Conte non solo ha fatto anticipare la CIG agli imprenditori, non solo ha messo su di loro l'onere di non licenziare, non solo ha fatto gli umilianti Hunger Games coll'Inps per una fetta ridicola della platea di liberi professionisti , ma  ha emesso titoli di Stato sul mercato in ritardo e in quantità insufficiente, nonostante quando finalmente l'ha fatto ci siano stati compratori ben volenterosi di acquistarli e già solo continuando a fare quello avrebbe potuto dire marameo a quello schifo di fondi UE che alla fine ci daranno il colpo di grazia.

 

Io sono furibonda da quando è iniziata questa storia, perché mi è stato insegnato che certi diritti non si barattano MAI e perché purtroppo vedo cosa ci aspetta e il peggio non è certamente quello che abbiamo attraversato. E non mi curo se ciò che dico è di dx o di sinistra, perché è un discorso che non ha senso e chi lo fa vuole solo strumentalizzarlo.

Conte e il suo governo (e anche l'opposizione molle come un fico, tranne pochissimi singoli) sono stati tutti fallimentari  sulla linea della sanità, del Diritto e dell'economia. Non a caso siamo l'unico Paese europeo dove perdura lo stato di emergenza, nonostante i numeri dicano che l'emergenza è cessata (guardate il sito dell'ISS invece dei titoloni di Repubblica e affini e poi rapportateli a una popolazione di 60mln di Italiani), perché questo permette al governo di sopravvivere scaricando su altri i frutti di scelte scellerate e di portare avanti la sua altrettanto scellerata agenda politica.

Quindi mi spiace ma non venite a difendermi il peggior presidente del consiglio che l'Italia abbia mai avuto (ed era una competizione non facile, guardando ai precedenti) perché mi imbufalisco ancora di più. Se volete farvi prendere in giro da TV e giornali, tutti allineati (fra l'altro notizia di oggi che chi detiene il gruppo GEDI ha avuto l'appalto per la produzione di museruole, poi ditemi se non è conflitto di interessi scrivere sui suoi giornali quanto sono fondamentali), fate pure, ma per cortesia, evitate di spacciarmele per verità, quando sono solo verità orwelliane. Ci sono fior di donne e uomini liberi che in questo mesi hanno parlato attraverso canali non gettonati, le informazioni autentiche ci sono basta volerle cercare e ascoltare senza pregiudizi o paraocchi.

 

Mi scuso coi Mod per il lungo OT, ma era necessariamente prodromico al succo del discorso di questo thread: l'editoria libraria era già in crisi NERA per via dell'avvitamento dell'economia (di cui la moneta unica è il principale responsabile, ho abbastanza anni sul groppone per ricordarmi come si girava bene con la vituperata 'liretta' e sono andata a scuola quando ancora il Pensiero Unico neoliberista dell'UE non era il tema dominate dei programmi ministeriali, purtroppo le generazioni successive non sono state così fortunate), e finora ha resistito stoicamente facendo salti mortali, specialmente i piccoli che hanno sovvenzionato l'attività con un secondo lavoro (proprio o di un familiare o entrambe le cose), spesso andando in perdita . Siccome i più deboli sono sempre i primi a essere spazzati via, prima cadrà la piccola editoria, che è il bacino che assorbe più esordienti in assoluto, poi sarà la volta dei medi (alcuni già hanno iniziato). Cadrà perché la CE sarà un'attività ancora più in perdita  perché non tutti conserveranno il primo lavoro  con cui finora l'hanno mantenuta. Non so se i tre o quattro grossi poli editoriali resisteranno, probabilmente sì, magari perdendo qualche pezzo, ma sarà comunque pianto e stridore di denti e sapremo chi ringraziare anche per questo. E con le CE cade la filiera (ho fatto una lunga disamina sul mio blog qualche mese fa inseguendo tutte le tessere del domino).

Ripeto, dodici punti di PIL. Se a qualcuno, di fronte a questo numero, non tremano i polsi, è solo perché non si rendete conto di cosa significa tradotto dalla carta alla realtà. E per questo lo invidio, io ho il mal di fegato da marzo. Se può aiutare ad afferrare l'idea, con l'altro 'bel' governo di Monti  eravamo poco più della metà  di questo numero (il 'salvatore ci ha regalato 13 trimestri di recessione) e fosse qualcuno si ricorda cosa ha significato (fallimenti, suicidi, esodati, licenziati in massa, ulteriore svendita di aziende all'estero con marchi storici presi per 4 soldi).

La mia unica speranza è che accada una i quelle variabili impreviste dell Storia per cui un percorso chiaramente avviato verso un burrone, improvvisamente cambia traiettoria (e naturalmente non parlo solo dell'editoria ma del Paese intero). Non so immaginare quale possa essere,  posso solo incrociare le dita.

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7 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

La mia unica speranza è che accada una i quelle variabili impreviste dell Storia per cui un percorso chiaramente avviato verso un burrone, improvvisamente cambia traiettoria (e naturalmente non parlo solo dell'editoria ma del Paese intero). Non so immaginare quale possa essere,  posso solo incrociare le dita.

Quoto soltanto le ultime due righe per risparmiare spazio in una discussione che è già andata OT. Le mie informazioni, che provengono soltanto dalla stampa e dai media, non sono dettagliate e approfondite come le tue, quindi non sono in grado di valutare o confutare la tua visione. Della politica me ne frego, come ho già detto non amo Conte, ma non amo anche una pletora di politici nei cui confronti quelli della vituperata prima repubblica erano dei giganti. Ma continuo, da uomo della strada, a non condividere i complottismi: siamo stati colpiti come il resto del mondo e il paragone con la gestione della pandemia fatta dagli altri paesi non ci trova tra i peggiori. Sul futuro che si presenta a fosche tinte, neanche io ho dubbi ma penso che l'alternativa sarebbe stata fregarsene di tutto e guardare solo all'economia. E penso anche che diffondere l'idea che le precauzioni del tipo mascherina e distanziamento non servano a nulla vada a corroborare gli irresponsabili ammucchiamenti da movida che, indiscutibilmente, stanno facendo risalire la curva dei contagi. Questo è quanto.   

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11 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Il tanto criticato Trump per lo meno ha immesso da subito liquidità nel sistema (cosa che sta continuando a fare) e ha fatto accreditare denaro sui cc dei cittadini tramite la banca centrale.

 

Questo possono permettersi di farlo i Paesi che dispongono di una valuta propria, come appunto gli Stati Uniti e, altro esempio, la Svizzera, non chi deve andare a chiedere l'elemosina presso una banca centrale di fatto straniera come è la BCE, del cui capitale la Banca d'Italia detiene solo il 13,8%. Su questo punto, un diverso presidente del Consiglio non avrebbe avuto le mani meno legate di Conte.

Comunque, tecnicamente non è Trump a decidere livello e destinazione della spesa pubblica (e conseguente aumento del deficit), bensì il Congresso, che detiene il cosiddetto power of the purse, con la Camera dei rappresentanti (oggi a maggioranza democratica) a svolgere il ruolo più importante.

 

4 ore fa, cheguevara ha scritto:

Ma continuo, da uomo della strada, a non condividere i complottismi: siamo stati colpiti come il resto del mondo e il paragone con la gestione della pandemia fatta dagli altri paesi non ci trova tra i peggiori.

 

Corretto. Questo sito riporta i dati aggiornati quotidianamente relativi a tutti i Paesi del mondo, sia in numeri assoluti che proporzionalmente alla popolazione: https://www.worldometers.info/coronavirus/

 

4 ore fa, cheguevara ha scritto:

E penso anche che diffondere l'idea che le precauzioni del tipo mascherina e distanziamento non servano a nulla vada a corroborare gli irresponsabili ammucchiamenti da movida che, indiscutibilmente, stanno facendo risalire la curva dei contagi.

 

Quoto.

 

11 ore fa, Avv.Lenti ha scritto:

Ripeto, dodici punti di PIL. Se a qualcuno, di fronte a questo numero, non tremano i polsi, è solo perché non si rendete conto di cosa significa tradotto dalla carta alla realtà.

 

Purtroppo, quoto anche questo. :(

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Per tornare all'argomento principale (quello covid è già stato discusso altrove, senza peraltro trovare una conclusione, perché siamo ancora in alto mare e ci tocca per forza pregare che chi comanda la nave sappia quel che fa, o almeno assicurarsi di saper nuotare:lol:) io ho superato il momento di sfiducia totale nel futuro perché ho notato dall'editoria segnali incoraggianti. I contratti che avevo (con tre CE piccolo-medie diverse) non sono saltati, e vedo che le CE che seguo continuano a pubblicare libri e selezionare autori. Se poi sia un ottimismo privo di basi e tra qualche mese si troveranno a chiudere è un altro discorso, ma per ora lavorano normalmente.

L'alternativa a chiudere è darsi da fare di più, quindi autori capaci che possano attirare lettori e un maggiore impegno nella pubblicità. Non ho idea se il governo stia aiutando anche le CE, mi auguro di sì, ma in Italia vale il detto "aiutati che il ciel t'aiuta", quindi meglio rimboccarsi le maniche che aspettare. Chi accettava manoscritti prima li accetta ancora, magari con la speranza di trovare qualcosa di buono, quindi si può continuare a spedire tranquillamente.

I problemi che ho riscontrato io finora (a parte il rinvio di un paio di mesi di un romanzo) riguardano soprattutto la promozione successiva: vivo in una città dove le librerie abbastanza grandi da poterci fare presentazioni sono solo quattro, e due mi hanno detto che per ora non le fanno. Idem per la biblioteca comunale, su cui contavo molto. In ogni caso è una situazione transitoria (appena uscirà il vaccino l'emergenza finirà). È presto per dire se alcune CE saranno costrette a chiudere, ma in quel caso se un testo è valido ne troverà un'altra, quindi non è un dramma . Certo, per un esordiente è già difficile, e ora c'è qualche ostacolo in più, ma la scrittura è un'attività complicata che tempra il carattere, quindi per gli scrittori gli ostacoli sono una sfida a migliorarsi ;)

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7 ore fa, L'antipatico ha scritto:

 

Questo possono permettersi di farlo i Paesi che dispongono di una valuta propria, come appunto gli Stati Uniti e, altro esempio, la Svizzera, non chi deve andare a chiedere l'elemosina presso una banca centrale di fatto straniera come è la BCE, del cui capitale la Banca d'Italia detiene solo il 13,8%. Su questo punto, un diverso presidente del Consiglio non avrebbe avuto le mani meno legate di Conte.

 

Non solo. Bastava emettere titoli. cosa che il ns governicchio ha fatto (IMO deliberatamente) con ritardo e in maniera insufficiente

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11 ore fa, cheguevara ha scritto:

. Ma continuo, da uomo della strada, a non condividere i complottismi: siamo stati colpiti come il resto del mondo e il paragone con la gestione della pandemia fatta dagli altri paesi non ci trova tra i peggiori. Sul futuro che si presenta a fosche tinte, neanche io ho dubbi ma penso che l'alternativa sarebbe stata fregarsene di tutto e guardare solo all'economia. E penso anche che diffondere l'idea che le precauzioni del tipo mascherina e distanziamento non servano a nulla vada a corroborare gli irresponsabili ammucchiamenti da movida che, indiscutibilmente, stanno facendo risalire la curva dei contagi. Questo è quanto.   

 

 

se anche altri hanno fatto schifo nella gestione del Covid non è un buon motivo per salvare Conte.

Su inutilità di mascherine e distanziamento hanno parlato molti ricercatori, ma certo quelli non vengono ospitati da Fazio e Vespa, perché non portano avanti la narrazione mainstream alla Ricciardi (e non è complottismo, ripeto, basta uscire dalla  vulgata). Capisco che pensare che stoppino il virus possa tranquillzzare psicologicamente, ma restacomunque  una coperta di Linus.

Quanto alla movida, ripeto: i maggiori focolai sono partiti dagli ospedali e se fosse la movida allora i supermercati dovrebbero essere cronicari.

Cmq credete quello che volete, però considerate che anche se tutti i morti ascritti al Covid fossero tali (con azzeramento di morti per tutte le altre patologie, il che è una narrazione che fa già ridere) parliamo dello zero virgolazero zero in rapporto con la popolazione dell'intero Paese. E tenete conto che non si muore solo di Covid, si può morire, con ben altre percentuali, oltre che di malattie ben più gravi anche di disperazione da devastazione economica. Fare distinzioni manichee serve solo a danneggiare il Paese più di quanto non sai già stato fatto.

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Personalmente sono in trattativa per pubblicare proprio in questi mesi, non ho visto grosse differenze, ma un solo caso non fa storia, anche se sono un semplice autore senza altri contatti, quindi investire su di me sarebbe farlo solo sulla scrittura.

 

A livello di mercato ci sarà impatto su tutto, anche sull'editoria. Magari potrebbe essere l'occasione giusta per dedicarsi finalmente più a scriverli e leggerli i libri invece di andare in giro a fare, o cercare di fare per chi non ci riesce, i personaggi mediatici.

 

Forse anche gli scrittori potrebbero finalmente tornare a fare gli scrittori, così come si potrebbero tornare a valorizzare i mestieri in cui si sappia fare qualcosa, invece della fuffa con la sua moderna legge di mercato del guadagna (uno sproposito) chi è più richiesto e muore di fame chi è solo bravo. Ovviamente è una battuta, visto l'andazzo non mi sembra infatti che qualcuno abbia l'intenzione di cambiare virus o meno...

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2 ore fa, Silverwillow ha scritto:

 

L'alternativa a chiudere è darsi da fare di più, quindi autori capaci che possano attirare lettori e un maggiore impegno nella pubblicità. 

 

 

E' più complesso di così purtroppo: non è questione di guadagnare più visibilità, è questione che la recessione porterà ancora meno denaro nelle tasche della gente, che li riserverà all'indispensabile per sopravvivere.

Il vaccino è un'altra coperta di Linus, i coronavirus mutano e ci sono varie alter questioni che non sto qui a dire perché di nuovo partirebbe un OT, oltretutto direi cose - dette da ricercatori onesti -  che la gente non vuole sentirsi dire, quindi non conterei su questo. Conterei sul buonsenso che inquadri il problema nelle giuste proporzioni, cosa che non è stata fatta, e sul fatto che prima o poi smammerà come tutti i covid. Ma nel frattempo - siccome  no, nessun aiuto è stato dato dal governo alle CE - bisogna vedere come si fa ad arrivare a questo futuro.

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39 minuti fa, Avv.Lenti ha scritto:

Quanto alla movida, ripeto: i maggiori focolai sono partiti dagli ospedali e se fosse la movida allora i supermercati dovrebbero essere cronicari.

Sono reduce da un ricovero di tredici giorni nell'ospedale di Parma, per una peritonite che mi hanno curato con successo senza bisogno di intervento. Mi hanno fatto due tamponi, uno prima del ricovero (in attesa del responso, mi hanno messo in una stanza apposita), un altro dopo una settimana. L'osservanza delle norme anti-covid è scrupolosa come l'assistenza ai pazienti, precisa e puntuale. Non altrettanto si può dire delle migliaia di giovani incoscienti e incoraggiati dai libertari negazionisti che (loro sì, fuori di ogni dubbio, hanno fatto schizzare verso l'alto la curva dei contagi) hanno portato l'età media dei contagiati ad abbassarsi da oltre 50 anni agli attuali ventinove. Ma sicuramente, secondo te, anche queste sono notizie addomesticate. La tela del ragno, al confronto, è poca cosa. E scusatemi per l'OT, ma non ho introdotto io l'argomento. 

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1 ora fa, cheguevara ha scritto:

Sono reduce da un ricovero di tredici giorni nell'ospedale di Parma, per una peritonite che mi hanno curato con successo senza bisogno di intervento. Mi hanno fatto due tamponi, uno prima del ricovero (in attesa del responso, mi hanno messo in una stanza apposita), un altro dopo una settimana. L'osservanza delle norme anti-covid è scrupolosa come l'assistenza ai pazienti, precisa e puntuale. Non altrettanto si può dire delle migliaia di giovani incoscienti e incoraggiati dai libertari negazionisti che (loro sì, fuori di ogni dubbio, hanno fatto schizzare verso l'alto la curva dei contagi) hanno portato l'età media dei contagiati ad abbassarsi da oltre 50 anni agli attuali ventinove. Ma sicuramente, secondo te, anche queste sono notizie addomesticate. La tela del ragno, al confronto, è poca cosa. E scusatemi per l'OT, ma non ho introdotto io l'argomento. 

 

Lei sa che anche i tamponi non sono affidabili perché danno un sacco di falsi negativi e di falsi positivi? Se non lo sa glielo comunico io ;) Ripeto,, guardatevi le interviste a gente che non passa in tv, ho fatto più sopra due dei tanti nomi possibili. che mettono in prospettiva le cose.

E per cortesia, non usate il termine negazionista, è un'operazione giornalistica scellerata, disgustosa e vigliacca, si mette sullo stesso piano chi contesta semplicemente le proporzioni della faccenda rispetto alla narrazione governativa (il che non significa negare che il virus esista) con gente che ha posizioni esecrabili verso uno dei grandi genocidi della Storia.

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49 minuti fa, Avv.Lenti ha scritto:

 

Lei sa che anche i tamponi non sono affidabili perché danno un sacco di falsi negativi e di falsi positivi? Se non lo sa glielo comunico io ;) Ripeto,, guardatevi le interviste a gente che non passa in tv, ho fatto più sopra due dei tanti nomi possibili. che mettono in prospettiva le cose.

E per cortesia, non usate il termine negazionista, è un'operazione giornalistica scellerata, disgustosa e vigliacca, si mette sullo stesso piano chi contesta semplicemente le proporzioni della faccenda rispetto alla narrazione governativa (il che non significa negare che il virus esista) con gente che ha posizioni esecrabili verso uno dei grandi genocidi della Storia.

Non ho più parole. Ci rinuncio.

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1 ora fa, cheguevara ha scritto:

Non ho più parole. Ci rinuncio.

Bravo e invito anche gli altri a seguire il tuo esempio con questo

Intervento di moderazione

Lasciamo la politica fuori dal forum, il tema della discussione è: Editoria post-Covid: esordire sarà più difficile?

Questo ci interessa; di cosa abbiano o non abbiano fatto o dovessero fare Conte, Trump & C. parlatene in casa, al bar o nelle pubbliche piazze se ne avete titolo, ma non qui. 

E a questo intervento di moderazione, come sempre, non è consentito rispondere in pubblico.

Grazie.

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Riporto qui un articolo per riflettere sui temi del topic ;)

http://www.pangea.news/adelphi-calasso-editoria-mongelli/

 

Quota

Bisogna tornare ai mesi della quarantena, ai mesi in cui il virus era l’unico argomento possibile per quasi (quasi) tutti. I mesi in cui un titolo, Spillover di David Quammen (giornalista anche lui) uscito già nel 2014 e ignorato dai più, si è tramutato nel tomo più venduto dell’anno (e parlo di luglio). Uno dei più venduti da Adelphi da quando è sorta. Uno dei più letti da soprattutto da chi non legge.  La trama, l’inchiesta, le oltre 600 pagine (seicento pagine le leggo solo se sei Tolstoj, Joyce o Vasilij Grossman), dedicate a un pipistrello che diffonde un virus.  Noia abissale e avvilente. Con buona pace di Camus e Manzoni che, sulle epidemie, hanno scritto capolavori immortali e soprattutto più attuali di qualsiasi cosa scritta da marzo a oggi (ma anche dal 1800 in poi).

 

Quota

quel che manca o che sembra mancare è l’intuito per scoprire, scavare o ricercare nel nuovo così come quello per recuperare autori mai pubblicati e che sarebbe ora riemergessero dall’oblio, dal buio e dalle tombe.

 

Quota

Scriveva Calasso ne “l’impronta dell’editore” che “Un buon editore è quello che pubblica circa un decimo dei libri che vorrebbe e forse dovrebbe pubblicare”. Che ogni libro pubblicato genera un’ombra e tutte queste ombre “ci fanno cenni da luoghi remoti, da spazi che sono tuttora immensi, in attesa di essere di nuovo evocate, nella forma usuale di pagine da leggere”. Chissà se è rimasto ancora qualcosa di questa filosofia.

 

Quota

Se voglio leggere riguardo la mente umana e i suoi deliri, leggo Dostoevskij, leggo Thomas Bernhard. Di certo non un neurologo. Io, umile e fallibile lettore, sarò sicuramente smentito, nei mesi e negli anni a venire. 

 

Il discorso, naturalmente, non riguarda solo Adelphi... Gli editori devono essere in grado di rinnovarsi. Le piccole CE (con librerie poco frequentate e presentazioni-fiere di difficile organizzazione) potrebbero ridurre lo svantaggio rispetto alle big sfruttando maggiormente la rete, la pubblicità, per raggiungere i lettori nelle loro case. Gli ebook, in questo senso, dovrebbero essere sviluppati o concepiti in modo diverso per raggiungere anche i "nativi digitali". Chi saprà adeguarsi meglio a questi nuovi tempi non si estinguerà: è la storia a insegnarcelo. Bisogna seguire il cambiamento essendone parte attiva, chi resta fermo e non osa, rischia di venire travolto dall'onda delle novità.

La riapertura, oppure no, delle scuole potrebbe darci molte indicazioni sul vento che tira, anche per gli editori. 

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Le piccole CE ospitavano ed ospiteranno esordienti. Se si fermassero non avrebbero introiti, pertanto non mi sorprende che alcuni di voi mantengano contatti frequenti con loro, nonostante la situazione. 

 

Mi interessa piuttosto udire notizie della grande editoria, il quale bilancio non dipende affatto dagli aspiranti. Insomma, possono farne a meno. Salteranno delle teste? Ci saranno tagli? Si punterà di più sul cosiddetto "cavallo vincente"? Investiranno in presentazioni e promozioni per i libri di sconosciuti?  Gli italiani leggeranno? 

Un conto è stampare 50/100 copie, un altro è sfornare 2000/3000 inediti-possibili invenduti (+promozione a carico dell'editore). 

 

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Ho notizie contrastanti da addetti al settore: c'è chi dice che per molto tempo le grandi case editrici non investiranno in esordienti e quasi esordienti e un altro paio di voci che sostengono il contrario. Personalmente mi limiterò a guardare i fatti. C'è la testimonianza di un ragazzo del forum che pubblicherà con Mondadori, grazie anche ad un 'agenzia, ed è, a suo dire, un totale esordiente. Ha firmato intorno a Maggio se la mia memoria non inganna.

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Sono convinto che, se un libro vale, troverà comunque un editore nonostante la crisi transitoria del settore che, mi auguro, possa premiare per una volta la qualità al posto del solito ciarpame.

 

Per quanto riguarda un'eventuale esplosione di manoscritti completati durante il lockdown dalle penne in quarantena forzata, immagino che in parecchi casi si tratti di insulsi libri sul Covid, pandemie varie e relativa esperienza, altro ciarpame tanto per cambiare... 

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8 ore fa, GioLeo82 ha scritto:

auguro, possa premiare per una volta la qualità al posto del solito ciarpame.

 

Forse ci vorrebbe davvero una tabula rasa per ripartire seriamente, visto l'andazzo ridicolo, se non fosse vero, che ha preso l'editoria: oltre ai grandi editori ormai anche i medio-piccoli (che dovrebbero lanciare i nuovi autori) sono sempre alla ricerca di chi abbia un seguito (lo dicono tranquillamente nelle interviste), il valore del libro è un di più, ecco perché tanto ciarpame.

 

Purtroppo per ora non c'è nessun segnale che ci sarà un cambiamento, un boom postbellico, niente, sempre la solita legge del mercato, un mercato che consuma se stesso lasciando solo, appunto, ciarpame.

 

Quindi no, non è più difficile ora per gli esordienti, è esattamente come prima: quasi impossibile, nel senso che non dipende dalla sola bravura dell'autore o dalla qualità del testo.

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La cosa preoccupante è che persino tra i libri in teoria più impegnati e di qualità si nasconda del ciarpame: ad es. l'ultimo parto del blasonato Veronesi vincitore dello Strega di quest'anno: ho letto parecchie recensioni di lettori che lo hanno letteralmente distrutto... Idem i due Strega precedenti. Forse l'unico Strega decente degli ultimi anni è stato il bel libretto di Paolo Cognetti, che ho molto apprezzato per la sua semplicità vissuta e sentita. Ci vorrebbe un libero comitato anonimo di lettori contro il ciarpame, con pubblico biasimo verso le case editrici che pubblicano certi obbrobri, raccogliendo per ogni singolo caso le relative recensioni schifate dei lettori (paganti) con a fronte le recensioni/marchette incensanti dei membri del settore che non stanno né in cielo né in terra. E ogni volta che un editore raggiunge un certo punteggio negativo, dovrebbe essere costretto a pubblicare un inedito di un esordiente scegliendo tra una rosa di candidati che abbiano superato un minimo di selezione.

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Il 6/9/2020 alle 23:55, konradin ha scritto:

 

oltre ai grandi editori ormai anche i medio-piccoli (che dovrebbero lanciare i nuovi autori) sono sempre alla ricerca di chi abbia un seguito (lo dicono tranquillamente nelle interviste), il valore del libro è un di più, ecco perché tanto ciarpame.el senso che non dipende dalla sola bravura dell'autore o dalla qualità del testo.

 

 

qui non sarei così pessimista. Ci sono alcune CE che sicuramente inseguono gli influencer, indipendentemente dal fatto che sappiano tenere una penna in mano, ma la circostanza va meglio precisata per tanti altri piccoli e medi editori: non si tratta del numero di follower, bensì di quanto è disposto a sbattersi l'autore per pubblicizzare il libro, che è un concetto diverso. Ed è posizione condivisibile, non siamo più ai tempi di Jane Austen, oggi con Internet un autore che voglia fare seriamente non può più dire "ecco il manoscritto, ora pensateci voi". Se non coadiuva l'editore  dandosi da fare con presentazioni, blog post o attività social (e meglio ancora tutte e tre), il libro non si farà conoscere e resterà al palo. E allora, a parità di qualità di due buoni manoscritti, l'editore prediligerà quello dell'autore che è attivo in Rete (il che non vuol dire essere un influencer). Questo posso certamente confermarlo da parte di molti operatori del settore con cui parlo ogni giorno.

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30 minuti fa, Avv.Lenti ha scritto:

bensì di quanto è disposto a sbattersi l'autore per pubblicizzare il libro

 

Buonasera @Avv.Lenti, desidero chiederle delle informazioni riguardo alle attività pubblicitarie che può svolgere un autore sotto contratto con una CE,  in particolare, leggendo proprio una delle proposte ricevute, ho trovato questa formula: "l'autore consente all'editore l’esercizio dei diritti di cui sopra (riassumo: diritti esclusivi di stampa e ecc., più diritti secondari radiofonici, televisivi e ecc.) anche relativamente a parti dell’opera per ogni uso possibile". Mi sembra che dovrebbe essere l'editore a promuovere il libro... L'autore, naturalmente, dovrebbe supportare tutte le iniziative messe in atto dalla CE, per incentivare la vendita delle copie.

 

1 ora fa, Avv.Lenti ha scritto:

Se non coadiuva l'editore  dandosi da fare con presentazioni, blog post o attività social (e meglio ancora tutte e tre), il libro non si farà conoscere e resterà al palo. E allora, a parità di qualità di due buoni manoscritti, l'editore prediligerà quello dell'autore che è attivo in Rete (il che non vuol dire essere un influencer).

 

Sì, appunto, io facevo riferimento a una collaborazione tra autore e casa editrice, credo anche che si debbano sfruttare unicamente i canali dell'editore. Ad esempio, un autore di sua iniziativa non può cedere dei diritti anche a una trasmissione radiofonica, perché il libro è sotto il marchio della CE. Non penso, quindi, si possano sfruttare l'attività di un autore (es. youtuber) per promuovere un libro senza un accordo con la CE. Quando manca questa collaborazione (es. molte CE non hanno canali youtube e non sono in contatto con case cinematografiche), si dovrebbe forse redigere un nuovo contratto, dove si può configurare la figura dell'autore anche come Testimonial (ovvero,  pensavo più alla possibilità di dare campo libero all'autore per pubblicizzare come meglio crede il libro, riconoscendogli magari una percentuale maggiore sui diritti d'autore).

Il fatto di aver copie omaggio o sconti sull'acquisto delle copie, non permette, ad esempio, di pubblicizzare il libro su un blog magari poco gradito all'editore, anzi, potrebbe capitare una recensione negativa e la cattiva promozione potrebbe avere dei risvolti poco gradevoli.

In definitiva, io penso che l'autore non dovrebbe operare in un campo che non è il suo, per giunta non avendone i diritti.

La ringrazio per le indicazioni che vorrà darmi su quest'argomento.

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11 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

In definitiva, io penso che l'autore non dovrebbe operare in un campo che non è il suo, per giunta non avendone i diritti.

In proposito, posso affermare che, per un mio libro pubblicato nello scorso ottobre, il contratto con la CE prevedeva chiaramente che ogni forma di promozione fosse riservata alla CE medesima che, al bisogno, avrebbe richiesto espressamente la collaborazione dell'autore. Risultato: promozione zero, a parte una recensione in un blog specializzato. Inoltre, sono ancora in attesa di un rendiconto, che il contratto prevedeva fosse reso con cadenza trimestrale. Sono troppo vecchio, non pratico i social e le mie capacità informatiche sono scarse: se così non fosse, mi darei al self-publishing. Se l'autore deve occuparsi di promozione, pubblicità e vendite, perché accontentarsi di una piccola percentuale sul venduto? Per avere sulla propria opera il marchio di una CE (oltre tutto piccola, trattandosi di autore esordiente), senza altri vantaggi, il 7 o 10 o 15% sul prezzo di copertina mi sembra poco. Senza contare che in caso di self-publishing non si cedono i diritti per x anni (da 2 a 20).

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