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Mario74

Un inizio

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Il mio commento: 

 

 

 

 

 

Potrei abituarmi

alla lentezza

di questi giorni

che mi separano

inevitabilmente

dal tuo arrivo.

 

Ma passerà

questo tempo

-lo so bene-

come l’estate

prima della scuola,

le notti senza sonno

i tramonti senza amore,

le parole prima dei baci

le labbra prima del sesso.

 

La vita prima di noi.

 

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Occhio all'uso della punteggiatura. La prima strofa rende molto il senso della lentezza, anzi della pesantezza d'animo: una sorta di mal de vivre, per intenderci.

La seconda strofa, iniziata con 'ma' segna proprio una svolta e lo é. La terza strofa staccata da tutto il resto, come una sorta di isolotto autonomo, a se stante, segna una degna fine.

Quasi callimachea. Complimenti.

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Il tempo dell'attesa è inevitabilmente lungo e pare che scorra molto lentamente.

Andrebbe letta ascoltando un metronomo che dia un tempo inferiore a 40 battute (generalmente un lento in musica) e la disposizione dei termini usati meriterebbe una lettura con questi tempi che darebbe maggior risalto.

Naturalmente, la terza strofa diverrebbe un largo maestoso :)

La poesia con l'eventuale uso di metrica e di rime o di qualsivoglia forma di musicalità è una trasposizione di contenuti su un terreno di tempi, di pause e di silenzi oltre che di parole.

 

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Il 23/8/2020 alle 18:23, Mario74 ha scritto:

Potrei abituarmi

alla lentezza

di questi giorni

che mi separano

inevitabilmente

dal tuo arrivo.

 

Trovo strano e dalla valenza negativa l'uso di quell'avverbio; avrei pensato "purtroppo", riferito a lunghi giorni di attesa prima di vedere una persona amata.

Fai capire si tratti dell'arrivo di una persona che si aspetta ma che già si è conosciuta bene.

 

Il 23/8/2020 alle 18:23, Mario74 ha scritto:

Ma passerà

questo tempo

-lo so bene-

come l’estate

prima della scuola,

le notti senza sonno

i tramonti senza amore,

le parole prima dei baci

le labbra prima del sesso.

 

Metti insieme cose belle ad altre meno. Certo, tutto passa e passerà. Fatalistico.

Il 23/8/2020 alle 18:23, Mario74 ha scritto:

 

La vita prima di noi.

 

Prima dell'inizio della coppia.

Bella la poesia, e musicale, col giusto ritmo. Bravo, @Mario74 :)

 

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Ciao @Poeta Zaza, grazie di esser passata.

 

29 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

Trovo strano e dalla valenza negativa l'uso di quell'avverbio; avrei pensato "purtroppo", riferito a lunghi giorni di attesa prima di vedere una persona amata.

Non è stata facile ed immediata la scelta di questo avverbio, ma credo che sia giusto. Volevo dare l'idea che questo arrivo/incontro sia destinato ad accadere, ineluttabile. Volevo trasmettere quel sentimento di speranza/impazienza ma anche paura che le aspettative non siano realizzate, e che sembra quasi dilatare questo spazio/tempo dell'attesa. 

 

36 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

Metti insieme cose belle ad altre meno. Certo, tutto passa e passerà. Fatalistico.

Si è vero, ma quello che volevo focalizzare e che accumuna queste cose è la sospensione che caratterizza l'attesa, che si arricchisce a volte di pensieri positivi ma anche negativi.

 

Infine con :

38 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

Ma passerà

questo tempo

non volevo essere fatalistico, anzi lo dico quasi con rimpianto e nostalgia, in fondo è il momento in cui si sogna la storia prima che si sia realizzata. I sogni non sono reali, ma ci fanno star bene.

Sono molto contento che anche tu abbia apprezzato la musicalità del componimento.

A presto

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Ciao @Mario74

 

Proverei a fare un commento approfondito ai tuoi versi per postare. Spero di lasciarti qualche osservazione utile, come sai sono istintiva e viscerale nei commenti, non aspettarti competenza tecnica. 

Allora, vado. 

 

Nel complesso la tua poesia mi è piaciuta, se devo trovare due aggettivi per descriverla direi delicata e malinconicamente calda. Delicata perché le parole che usi sia nella prima strofa per descrivere la pesantezza dell'attesa sia nella seconda per raccontarci come invece, a volte, il tempo ci sfugge di mano e se ne va sono scelte bene, emozionano ma non travolgono il lettore. 

Malinconicamente calda perché, soprattutto nella seconda strofa, ci sono immagini che creano nostalgia di un tempo passato, bello e spensierato, oppure di eventi naturali altrettanto emozionanti oppure acceni a situazioni erotiche in maniera velata. 

La chiusa, pur nella sua malinconia, a me ha trasmesso un senso di speranza: l'amore vince sul tempo che se ne va. 

 

Un aspetto che meno mi ha convinta è l'uso di un fraseggio "elaborato" (usi un condizionale e introduci un'avversativa in una manciata di versi). Dato che il tuo componimento non racconta un evento e quindi non necessita di creare dei livelli di priorità (non saprei come esprimere meglio questo concetto, ma se vuoi ulteriori chiarimenti chiedi cje ci provo), bensì ha lo scopo di dare emozioni al lettore, avrei semplificato ultetiormente la grammatica. (ovviamente questo è un mio punto di vista, pertanto potrei sbagliarmi, valuta tu se ho colto bene la questione, ripeto lungi da me una certa competenza tecnica, si tratta di istinto). 

 

Ti suggerisco sotto delle varianti, non perché siano correzioni, ma per esemplificare quello che volevo dirti. È un esempio di come potresti rielaborare i versi se tu volessi arrivare ancora più diretto alle emozioni del lettore, bypassando costrutti grammaticali (secondo me). 

 

La lentezza

di questi giorni

mi separa

dal tuo arrivo. 

 

Passerà 

-lo so bene-

come l’estate

prima della scuola,

le notti senza sonno

i tramonti senza amore,

le parole prima dei baci

le labbra prima del sesso.

 

La vita prima di noi.

 

 

La prima strofa introduce il lettore in qiella che è la situazione emotiva del poeta: il tempo sembra non trascorrere perché lui attende con ansia il giorno dell'incontro con l'amata. Il tempo però ha una misura soggettiva quando si usa la nostra interiorità per misurarlo. A volte sembra volare via in un soffio come le estati quando eravamo bambini o adolescenti oppure quei momenti preliminari proma di fare l'amore. Le altre due metafore non le inquadro totalmente in questa interpretazione (ma forse è un mio limite). Ad esempio, le notti senza sonno, lungi dall'essere rapide, a me sono sembrate sempre infinite in quel rigirarmi nel letto senza trovare tregua all'angoscia. È anche vero che forse ti riferisci alle notti trascorse da giovani a divertirsi in giro, e allora mi può tornare. Invece i tramonti senza amore, pur essendo una frase molto poetica, non vedo come possano trascorre veloci: l'amore in senso più esteso possibile è ciò che riempie e gratifica la vita. La sua assenza non può che portare tempo sterile e noioso. 

 

Il verso con cui chiudi il tuo componimento trova una sua posizione perfetta ed è ben evidenziato nel metterlo come strofa a se stante. Funziona bene come finale più "scoppiettante" dopo versi dolci e delicati precedenti. 

 

Ecco, penso di averti scritto tutto quello che ho osservato. Spero che tu ne possa trarre qualche utile idea. 

 

Talia 

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Grazie @Talia della tua analisi accurata e puntuale. Riguardo i due versi che non ti spieghi, non mi stupisce perché in effetti io stesso ero molto combattuto rispetto alla percezione del tempo. Volevo  esprimere la sensazione di un’attesa struggente, che vorremmo annullare, ma che a volte sembra quasi dilatarsi all’infinito e non finire mai, come le notti in cui non si riesce a prender sonno. Così i tramonti senza amore, come tu stessa hai notato l’assenza dell’amore fa sembrare questo momento più malinconico e indefinito. 
 

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Il 23/8/2020 alle 18:23, Mario74 ha scritto:

Potrei abituarmi

alla lentezza

di questi giorni

che mi separano

inevitabilmente

dal tuo arrivo.

Fortemente evocativo. Il tempo dell’attesa, quello migliore reso con versi di straordinaria efficacia.

 

Il 23/8/2020 alle 18:23, Mario74 ha scritto:

Ma passerà

questo tempo

-lo so bene-

Avrei evitato l’inciso -lo so bene- quella che descrivi è una situazione talmente universale che avresti potuto non intrometterti.

 

Il 27/8/2020 alle 08:04, Talia ha scritto:

come l’estate

prima della scuola,

le notti senza sonno

i tramonti senza amore,

le parole prima dei baci

le labbra prima del sesso.

Anche in questo caso immagini universali e molto efficaci. Per mio gusto non avrei inserito l’estate prima della scuola. È come una voce fuori dal contesto.  Comincerei “come le notti senza sonno (...) etc.

 

Il 27/8/2020 alle 08:04, Talia ha scritto:

La vita prima di noi.

Bellissimo. La vita prima noi è passata esiste solo quello che siamo in questo momento. 

Una ottima prova. Piaciuta.

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