Hai una scrittura @Macleo di una tale scorrevolezza che è difficile iniziare a leggere un tuo racconto e non arrivare alla fine, cosa che, per me che sono pigro, stanco e spesso poco concentrato nella lettura, è già un grande  pregio. Inoltre hai la capacità di entrare gradualmente nella storia, partendo da un inizio che può sembrare non particolarmente eclatante, per poi sviscerare i fatti con colpi di scena e lampi creativi fino alla fine. E' il caso anche di questo racconto. Bella l'impronta colloquiale rivolta al lettore.   Questo passaggio è reso così bene, che sento di immedesimarmi nel protagonista immaginando il piacere che può provare.   A questo punto mi vien da dire: come dargli torto.   Quel "direte voi", un particolare apparentemente irrilevante, ma che tende a rimarcare il rapporto confidenziale, in questo caso anticipando il pensiero del lettore. Molto interessante.   Qui ci troviamo di fronte un signore di circa cinquant'anni, considerato che dicevi che era di mezza età, con una ragazza di venticinque. Credo che sia, tutto sommato, abbastanza comune, non paragonabile agli estremi Pascale-Berlusca. Insomma, però mi vien da dire che doveva essere un tombeur de femmes per  toccare le cosce di una donna  dopo così poco tempo di conoscenza; forse questo aspetto da latin lover si poteva far notare, oppure evidenziare che già dall'antipasto i loro sguardi si incrociavano con complicità e intrigo, se no sembrerebbe che, chiunque tocchi la coscia di una donna, questa debba acconsentire e qualcuna potrebbe prendersela a male.   Credo che si possa omettere la parola ISEE che è un indicatore della situazione economica del nucleo familiare e serve per agevolazioni fiscali tipo bonus ecc. Forse anche nello stato di famiglia potrebbe esserci un inghippo, dico potrebbe, correggimi se sbaglio. Lo stato di famiglia credo che rappresenti un certificato in cui compaiono tutti gli elementi associabili ad una famiglia: coniugi, figli, nonni, nipoti, ma devono vivere tutti sotto lo stesso tetto. Mi sembra che questo non sia specificato, perché se le due coppie dovessero vivere in case diverse, il labirinto burocratico anagrafico potrebbe svanire in quanto ci sarebbero due stati di famiglia separati e i gradi di parentela solo sfiorarsi. Poi si entra in una gimcana spettacolare, così nitida e semplice nella sua complessità, basta seguire le istruzioni date all'inizio. Un paradosso della burocrazia che, non so perché, mi viene da sospettare che sia tipico italiano. Un crescendo calibrato fino all'esplosione finale. E l'ultima frase, malinconica, dove si chiede il sostegno del lettore, che fin dall'inizio è complice e anch'egli protagonista di tutta la storia. Ho molto apprezzato, alla prossima