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Stefano Verrengia

La poesia del Tirreno

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LA POESIA DEL TIRRENO

 

Il Tirreno brilla turchese
e le paranze solcano i flutti
per catturar con le reti
un altro giorno di speranza.
È una danza di piccoli motori
che scuotono quel blu profondo
prendendo il largo, fin dove possono.
I gabbiani garriscono e si fiondano
in mare come una penna su un foglio.
Ma le parole non dicono
quel che vedono gli occhi,
sono brezze che scivolano

sull’acqua che bisbiglia.
La poesia è il vibrar delle onde,

la poesia è il profumo d’abisso.

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Il 2/8/2020 alle 20:30, Stefano Verrengia ha scritto:

La poesia è il vibrar delle onde,

la poesia è il profumo d’abisso.

 

Vibrante la chiusura.

 

Il 2/8/2020 alle 20:30, Stefano Verrengia ha scritto:

Ma le parole non dicono
quel che vedono gli occhi,
sono brezze che scivolano

sull’acqua che bisbiglia.

 

Qui sopra rendi comunque l'idea dell'incontro della brezza e dell'acqua, quando la prima scivola dove l'altra bisbiglia: le parole le hai trovate. 

(Metterei due punti dopo "occhi")

 

 

Tutta la poesia ha ritmo e danza intorno alla pesca con la paranza e i flutti e i gabbiani che

Il 2/8/2020 alle 20:30, Stefano Verrengia ha scritto:

si fiondano
in mare come una penna su un foglio.

 

una riuscita similitudine, molto apprezzata.

 

Ho apprezzato come scorrono questi tuoi versi, @Stefano Verrengia :)

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Un commento flash (sono col telefonino) per dire che mi piace questa poesia per la sua semplicità ricercata e quasi provocatoriamente ostentata (di fronte a tante poesie ermetiche che promettono e non mantengono). La bellezza esiste, basta saperla vedere. Mi ricorda una poesia della Szymborska in cui dice, più o meno: non è meraviglioso che gli alberi stiano con la punta all'insù,  e che la mano abbia cinque dita? Ciao

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@Stefano Verrengia  salve

 

lo sfondo del mare che viene trasformato nel foglio ove scrivere, ma che diviene, al tempo stesso, poesia anch'esso.

Una poesia che scorre leggera e fluida come le barche che si muovono lentamente durante la pesca e che viene descritta da quei due versi finali che sono di notevole bellezza per chiudere l'intero "dire" della poesia.

 

LA poesia mi ha ricordato le lampare che guardavo da una piazza sull'altura di Lipari e che, durante la notte, disegnavano scie luminose sul mare.

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